Platone

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Simposio (testo)

Simposio (commento)

Esercizi sul Simposio di Platone (con materiale per realizzarli)

Esercizio 1

Indica, usando parole ed espressioni ripresa dal brano, le caratteristiche principali di Eros Uranio e di Eros Pandemio. Qui di seguito ne sono già indicate alcune.

Eros Uranio – non conosce alcun impulso brutale, è rivolto alle anime, …

Eros Pandemio – è rivolto sia a ragazze che a ragazzi, …

Esercizio 2

Facendo riferimento al discorso di Pausania rispondi alle seguenti domande.

Ha ancora senso oggi distinguere tra una accezione positiva e una negativa di amore? Quali tipi di relazione collocheresti in ognuna di queste due categorie? Fai qualche esempio.

Scegli poi una o più canzoni che possano esemplificare i due tipi di amore, o che affermino che non esiste questa differenza. Commenta ad esempio (ma è solo una proposta) Anche per te, di Lucio Battisti: di quali donne si parla? Quali amori hanno vissuto o stanno vivendo? Oppure puoi partire da La canzone dell’amore perduto, di Fabrizio De André, o da Futura di Lucio Dalla o ancora da Il mio canto libero di Battisti.

Esercizio 3

Nella sequenza sull’educazione erotica Pausania afferma: “Queste cose, invece, sono ben viste per l’innamorato e la nostra regole non le critica affatto”. Anche oggi è così? Come sono i comportamenti degli innamorati? Se sono un po’ “strani”, come vengono giudicati dagli altri? Rispondi in base alle tue esperienze nel gruppo dei tuoi amici o nell’ambiente in cui vivi.

Esercizio 4

Facendo riferimento al discorso di Erissimaco, scegli una poesia, un brano letterario o una canzone che rappresenti l’amore come forza cosmica o come armonia interiore. Puoi partire, se vuoi, dalla canzone La collina dei ciliegi, di Lucio Battisti, oppure Canto notturno (di un pastore errante dell’aria) di Roberto Vecchioni. Oppure, in relazione alle forze cosmiche e al loro equilibrio o meno, prova a leggere le prime pagine del romanzo Anima mundi, di Susanna Tamaro: se non lo possiedi, puoi trovarlo su Google libri.

Esercizio 5

A differenza di Pausania, Erissimaco nel suo discorso non separa nettamente i due amori. Anche quello orientato verso il piacere è positivo, purché non si ecceda. La chiave di volta è la giusta misura, in modo che l’amore come piacere non ci domini, soffocando, potremmo dire nell’ottica moderna, il sentimento. Che rapporto c’è, secondo te, tra piacere e sentimento)? Sono complementari o contrapposti?

Esercizio 6

Facendo riferimento al discorso di Aristofane rispondi alle seguenti domande:

  1. Quali aspetti della sessualità trovano spiegazione nel mito?
  2. Viene spiegato anche l’amore come sentimento?
  3. In che termini?

Metti in corrispondenza ognuno dei temi che hai individuato con le immagini e i momenti del mito.

Esercizio 7

Facendo riferimento al discorso di Agatone proponi la tua riflessione sulla tematica seguente.

La kalokagathía, la corrispondenza tra bello e bene, ha segnato profondamente la mentalità occidentale. Pensa, ad esempio, all’esclusione sociale determinata nel passato da malattie che rendevano deformi, come la lebbra, oppure, per contro, alla “donna angelicata” del Dolce Stil Novo. Cerca altri esempi, nella letteratura e nella storia, di questa corrispondenza. A tuo parere, questa concezione ha importanza anche oggi? Fai qualche esempio.

Esercizio 8

Facendo riferimento al confronto tra Socrate e Agatone (l’intermezzo) ed in particolare alla nota 94, quelle riassunte da Socrate sono davvero le parole di Agatone? E la tesi ripresa da Socrate, che amore è desiderio della bellezza, è argomentata oppure semplicemente esposta? Motiva la tua risposta facendo riferimento al testo.

Esercizio 9

Facendo riferimento al confronto tra Socrate e Agatone (l’intermezzo) nella parte conclusiva (Eros è desiderio del bene) è riportata l’affermazione di Socrate: “Allora se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per forza mancare anche la bontà”. Analizza questa tesi: bellezza e bontà coincidono? E indipendentemente dalla risposta, quali argomentazioni propone Socrate a sostegno di questa tesi?

Esercizio 10

Facendo riferimento al confronto tra Socrate e Agatone (l’intermezzo) Socrate definisce l’amore come desiderio di ciò che non abbiamo e questa è la premessa sulla quale costruisce il proprio ragionamento. A tuo parere, è l’unica definizione possibile dell’amore? Ed è sempre valida? Sapresti trovare altre definizioni dell’amore diverse da questa? Puoi proporre anche esempi tratti da opere letterarie oppure da film, o ancora da fatti di attualità o relativi alla tua esperienza.

Esercizio 11

Facendo riferimento al discorso di Diotima (Socrate: Eros e il filosofo) avrai notato che a un certo punto il dialogo a parti invertite cessa, e Diotima inizia a spiegare, in tono solenne, l’origine e la natura di Eros. Si tratta di un registro stilistico che troviamo anche in altri dialoghi della maturità, ad esempio nel Menone. Nella prima parte Socrate applica l’ironia alle definizioni di virtù date da Menone, per mostrarne l’insufficienza. Quando alla fine Menone arriva a riconoscere di non sapere che cosa sia la virtù, Socrate propone la rivelazione: “Ho udito infatti da uomini e donne esperti nelle cose divine…”, ed espone la teoria della metempsicosi. Perché a tuo parere Platone passa a volte dallo stile argomentativo che lo caratterizza alla rivelazione? In base alla tua conoscenza della filosofia platonica, i miti sono assimilabili a rivelazioni? Analizza uno dei miti platonici per dare una risposta a questa domanda.

Esercizio 12

Facendo riferimento al discorso di Diotima (Socrate: Eros e il filosofo) rispondi alle domande che seguono.

Secondo Platone, l’amore inteso come sentimento proprio di colui che ama (senza essere, almeno in un primo momento, corrisposto) è una condizione esistenziale profondamente diversa da quella legata all’amore come sentimento che prova colui che è amato. Tali diversi sentimenti esprimono le due polarità dell’amore, che oscilla tra disperazione e felicità, tra tristezza e gioia, e quindi la sua contraddittorietà. Qual è il tuo parere su questa rappresentazione dell’amore? Questa distinzione esiste davvero, secondo te? Se sì, può servire a farci capire meglio le nostre esperienze e i nostri sentimenti?

Esercizio 13

Nel Simposio si parla dell’amore come forza della natura (Erissimaco), come sentimento tra due persone (Aristofane), come sentimento che cementa una comunità (Fedro) ecc. Quali sono le accezioni dell’amore che ti vengono in mente? Prova a fare un elenco, con un esempio per ogni tipologia.

Esercizio 14

Platone attraverso le parole di Diotima (Socrate: Eros come desiderio di immortalità) esprime la tesi che l’amore ha come fine l’immortalità. In questa chiave viene spiegato l’istinto materno che spinge gli animali e gli uomini a sacrificarsi per la propria prole, fino a mettere in gioco, se necessario, la propria vita. Pensi che la teoria di Platone sia plausibile? Motiva la tua risposta.

Esercizio 15

Facendo riferimento al discorso di Diotima (La scala dell’eros, parte decima) ricava dal brano le citazioni che rispondano alle seguenti domande:

  1. Qual è la funzione della bellezza?
  2. Quali sono di diversi gradini della scala dell’eros? (individua più citazioni che illustrino i diversi gradini)
  3. Che cos’è la Bellezza in sè?

Esercizio 16

In relazione a uno dei temi trattati nel discorso di Diotima (Socrate: Eros come desiderio di immortalità; La scala dell’eros) (amore come mancanza e come felicità, amore come desiderio di procreazione spirituale mediante l’arte, amore come spinta per andare oltre l’esperienza quotidiana) individua opere letterarie o artistiche (dipinti, poesie, film, canzoni) che possano rappresentarlo, motivando la tua scelta.

Qualche suggerimento: il film Teorema di Pasolini (1968) illustra i diversi modo di vivere l’amore, che sconvolge in modo diverso la vita di cinque persone; oppure Decalogo 6 – Non commettere adulterio, di Krzysztof Kieslowski (1988), esprime con forza l’amore come mancanza e come desiderio; o ancora Morte a Venezia, di Luchino Visconti (1971), tratto dal romanzo di Thomas Mann, fa emergere il significato “erotico” della bellezza, nel senso platonico di un “oltrepassare” la prospettiva ordinaria dell’esistenza. Vecchioni si è ispirato all’opera di Mann (e di Visconti) per la canzone La bellezza (2002), nella quale puoi ritrovare, sintetizzati in forma poetica, alcuni temi del film.

N.B. Quando rispondi sul blog ad un esercizio indica innanzitutto a quale esercizio stai rispondendo.

Fedone

Sulla bellezza; mito di Theuth; sulla pietà

De Crescenzo parla del Simposio

… per chi ne vuole sapere di più…

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187 commenti su “Platone

  1. Eleonora Garzillo il said:

    Esercizio 1
    Eros Uranio:non conosce alcun impulso brutale,è attratto dagli elementi maschili,è rivolto alle anime e ama le persone intelligenti.
    Eros Pandemio: è rivolto a ragazze e ragazzi,è volgare,è proprio degli uomini di poco conto,ama i corpi e le persone meno intelligenti.

    Esercizio 2
    La distinzione tra accezione positiva e negativa dell’amore è ancora valida poiché l’amore positivo fa stare bene le persone,cerca in qualche modo di mantenere la pace all’interno di una famiglia,permette la realizzazione delle persone coinvolte nel rapporto,mentre quello negativo cercherà in tutti i modi di portare disagio,scompigliare e far litigare due persone;a volte l’amore negativo può portare alla morte.
    Amore positivo: relazioni coniugali,genitori-figli basate sull’aiuto reciproco e sulla fiducia .
    Amore negativo:relazioni violente dominate da gelosia e possessività.
    Esempio dell’amore positivo:
    Pooh:Eleonora mia madre
    I Pooh sono un gruppo musicale italiano artefice di alcuni fra i più grandi successi discografici della nazione. Formatosi nel 1966, il complesso è tra i più longevi nella storia della musica e ha venduto più di 100 milioni di dischi I membri del gruppo, da molti considerato il maggiore della storia discografica italiana, sono stati nominati Cavalieri dal Presidente della Repubblica. Tra i loro brani più noti si ricordano: Tanta voglia di lei, Pensiero, Noi due nel mondo e nell’anima, Dammi solo un minuto e Uomini soli.
    Nel lontano 1974 Roby Facchinetti eStefano D’Orazio scrissero questa canzone,come una tenera e benevola carezza a tutte le mamme.Tratto dall’ album “Un po’ del nostro tempo migliore” che segnò una svolta
    nella produzione dei Pooh,portandoli ad arrangiamenti sempre più complessi e con una strumentazione tipica
    del progressive di quegli anni,questo fu uno dei brani maggiormente apprezzati sia dal punto di vista musicale che del testo e può essere considerato dimostrazione della raggiunta maturità dei suoi autori.Parla della scoperta da parte di un figlio della femminilità della madre,aspetto che non aveva mai considerato,in quanto la poveretta mai aveva potuto manifestarsi nel suo essere donna.Diventata madre per caso e non per
    scelta e poi moglie non consideratasi era lentamente spenta alla vita, riservando il suo sorriso, la sua forza
    e le sue attenzioni solo al figlio.Eleonora ha vissuto una vita piena di delusioni e rinunce.Solo giungendo alla maturità il figlio se ne rende conto e questo canto è il suo tentativo di ringraziarla per avergli dedicato la vita.
    Sono commoventi le sue riflessioni perché è giusto e doveroso da parte di tutti i figli arrivare a dire un grazie chiaro e vigoroso alle madri. Tutte le mamme pur magari lavorando o tra mille difficoltà sono sempre vicine e si sacrificano per i propri figli.E’ scritto nel dna delle madri questo comportamento, viene dal cuore,
    non dall’educazione.Purtroppo talora, proprio perchè loro si comportano così spontaneamente
    e non lo fanno pesare, capita che i figli nemmeno se ne rendano conto.

    Esempio dell’amore negativo:
    Mia Martini:Gli uomini non cambiano
    Sorella maggiore di Loredana Berté, donna tormentata, considerata in Italia tra le più intense e raffinate interpreti, è riconosciuta come una delle voci più belle e significative che abbia espresso la musica italiana; vantò una lunga carriera artistica che ebbe inizio nel 1963, semplicemente come Mimì Berté. Il produttore discografico e autore Carlo Alberto Rossi la volle lanciare come ragazza yè-yè; tuttavia, il successo che trovò in questa veste durò ben poco, e dopo alcuni anni di oblio riapparve sulle scene, nel 1971, col nuovo pseudonimo di Mia Martini.
    Oltre la collina, il suo primo album (giudicato tra i migliori lavori mai realizzati da una donna, risultò per l’epoca piuttosto all’avanguardia, per arrangiamenti, tematiche e cantato. Successi come Piccolo uomo, Minuetto, Donna sola, Inno, Padre davvero, Per amarti, la consacrarono tra le protagoniste assolute della musica italiana negli anni settanta, decennio nel quale raggiunse una grande popolarità nazionale e internazionale.
    Nel 1977 fu decisivo il sodalizio artistico e sentimentale col cantautore Ivano Fossati, il quale segnò per sempre il suo percorso umano e professionale, malgrado una relazione assai tormentata. Nel 1982 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con E non finisce mica il cielo, sempre di Ivano Fossati. In quell’edizione i giornalisti istituirono appositamente per lei il Premio della Critica, oggi intitolato a suo nome. Nello stesso 1982 uscì un altro suo grande successo, di cui lei stessa scrisse il testo: Quante volte.
    La sua carriera e la sua vita privata furono segnate da varie maldicenze a sfondo superstizioso in seno allo stesso mondo dello spettacolo e addetti ai lavori che la ostacolarono ed emarginarono per diversi anni, portandola al ritiro dalle scene verso la metà degli anni ottanta.
    Grazie al suo talento interpretativo, la cantante tornò alla ribalta riaffermandosi con un consenso ancora maggiore: nel 1989 partecipa al Festival di Sanremo col brano Almeno tu nell’universo, che divenne un classico, restituendole una grossa popolarità. Negli anni novanta è ancora protagonista di altri grandi successi come La nevicata del ’56, Gli uomini non cambiano (presentati sempre a Sanremo) e Cu ‘mmè, duetto con Roberto Murolo che rilanciò la canzone napoletana.
    Morì a soli quarantasette anni in circostanze mai del tutto chiarite. Fu trovata priva di vita nella sua abitazione dopo almeno due giorni dal decesso. Nel corso della sua carriera, durata ben trentadue anni, ha interpretato brani in italiano, napoletano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco e greco.
    Con la sua voce dal timbro ben riconoscibile per potenza e impatto emotivo, cantò il meglio della canzone d’autore italiana ed internazionale, collaborando con alcuni tra i più grossi nomi del panorama musicale, non solo italiano. Per lei hanno scritto, tra gli altri, Biagio Antonacci, Loredana Bertè, Claudio Baglioni, Gianni Bella, Lucio Battisti, Dario Baldan Bembo, Dodi Battaglia, Giancarlo Bigazzi, Franco Califano, Mimmo Cavallo, Riccardo Cocciante, Giorgio Conte, Paolo Conte, Damiano Dattoli, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Fratelli La Bionda, Jimmy Fontana, Ivano Fossati, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Mango, Amedeo Minghi, Mariella Nava, Mauro Pagani, Maurizio Piccoli, Mogol, Stefano Rosso, Enrico Ruggeri, Shel Shapiro, Umberto Tozzi, Antonello Venditti, Carla Vistarini.
    Questo brano esprime tutta le delusioni raccolte nelle sue esperienze di vita da una donna nei rapporti con le figure maschili incontrate a partire dal padre che, nonostante gli sforzi, non è mai riuscita a conquistarlo fino ai falsi e presunti amori. Storie nate dalla sola illusoria voglia di scappare da una famiglia divenuta ostile che servono soltanto a provare l’ingenuità di una ragazzina presa in giro e abbandonata dal playboy di turno. Il sogno di un amore svanito più volte nelle infinite lacrime versate per i sensi colpa dovuti all’aver stupidamente abboccato alle bugie di chi si diceva innamorato per poi andare a ridere di lei con gli amici del bar. Sconfitta da queste delusioni, la protagonista, non riesce più a dare fiducia algi uomini indurendo il proprio carattere e i propri sentimenti risultando fredda e diffidente in ogni nuovo rapporto. Il finale della canzone, però, chiarisce che l’amore vero può esistere e solo in quel caso un uomo può davvero cambiare e differenziarsi dal prototipo descritto nel testo o, almeno, è ciò che la protagonista si augura rivolgendosi al suo attuale compagno. Un capolavoro, quindi, che ci regala una struggente ed emozionante interpretazione della Martini da inserire nel cofanetto d’oro della nostra storia musicale.

    Esercizio 3
    Oggi non è così poiché accettare dei compromessi per ottenere in cambio benefici economici,sociali o politici anche se è criticato,è ancora molto praticato.Se a comportarsi così sono gli innamorati risultano invece fuori dal mondo,stupidi o stravaganti.
    I comportamenti degli innamorati spesso nascono dal fatto che non vogliono contraddire le persone che amano quindi molte volte gli innamorati sono disposti a fare delle cose anche se non lo vogliono; per esempio non coltivare più le amicizie, rinunciare alla propria vita privata, andare allo stadio pur non essendo interessati al calcio ecc…Spesso gli altri dicono che non ne vale la pena comportarsi così per amore e che se fossero al posto dell’innamorato non farebbero mai cose di quel genere.

    Esercizio 4
    Paulo Coelho: Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto
    Nato a Rio De Janeiro il 24 agosto 1947 da una famiglia borghese di origini portoghesi, residente nel quartiere residenziale di Botafogo. Coelho sin da giovanissimo mostra una vocazione artistica ed una sensibilità fuori dal comune. Iscritto alla Scuola Gesuita San Ferdinando, mal ne sopporta le regole, soprattutto l’imposizione della preghiera, pur scoprendo qui la propria vocazione letteraria: il suo primo premio letterario lo vinse infatti con un concorso scolastico di poesia.
    Il suo rifiuto per ogni regola di comportamento che gli viene imposta lo porta a vivere enormi contrasti con sua madre. A detta di Coelho, è lei che lo fa ricoverare in un ospedale psichiatrico nel 1965 e nel 1966, convinta che le ribellioni del figlio siano da imputare a una malattia mentale. In un successivo ricovero, nel 1967, lo scrittore viene sottoposto a elettroshock in quanto, egli narra, era sua intenzione avvicinarsi al teatro, allora reputato dalla borghesia brasiliana come una fucina di perversioni ed immoralità.
    Dopo un breve periodo in cui si dedica agli studi di economia, per assecondare i voleri del padre, nel 1970 li abbandona per poi partire, nei successivi due anni, alla scoperta del mondo per soddisfare il bisogno di esperienze – complice la sua completa immersione nella cultura hippie del periodo – ma soprattutto per evitare il rischio di venire nuovamente internato.

    Il libro narra, nella forma di un diario che percorre l’arco di una settimana, la storia di Pilar, una giovane ragazza di Soria. Svolge una vita come tante, immersa nello studio e nella speranza di costruirsi un avvenire sicuro con un buon lavoro e un marito che non l’abbandoni mai. La sua vita cambia quando riceve la lettera di un suo vecchio amore d’infanzia, che la invita ad assistere a una conferenza che lui terrà a Madrid, a poca distanza dal suo paese natale. Ora lui è uomo famoso, in contatto con Dio e capace di compiere miracoli. Dopo l’incontro con il suo vecchio amico, Pilar, inizierà a percorrere un cammino che la porterà a scoprire il volto femminile di Dio, l’importanza di ascoltare il bambino che ha dentro di sé, di ‘fare dei passi folli’, di iniziare a essere di nuovo partecipe di ciò che accade nel mondo. Ma soprattutto scopre ‘l’importanza dell’abbandono’, cioè l’importanza del vero amore che è ‘un totale atto di abbandono’ come spiega l’autore nella nota iniziale del libro. Grazie al suo vecchio compagno di giochi, Pilar smetterà di lottare contro il suo cuore e riscoprirà insieme all’amore anche la fede. Sogna ora una vita al suo fianco, nell’aiuto dell’esercizio del suo dono speciale; dono che però lui deciderà di abbandonare per amore della giovane. Ora spetta a Pilar far recuperare al giovane il suo ‘sogno’ grazie alla lettura delle pagine che lei scrive presa dallo sconforto di questa sua rinuncia. Insieme percorreranno un cammino che li aiuterà a costruire il loro sogno.
    “Raramente ci rendiamo conto che siamo circondati da ciò che è straordinario.I miracoli avvengono intorno a noi,i segnali di Dio ci indicano la strada gli angeli chiedono di essere ascoltati. Ma noi abbiamo imparato che ci sono determinate formule e regole per avvicinarci a Dio e quindi non prestiamo attenzione a nulla di tutto ciò.Non comprendiamo che il Signore si trova là dove lo lasciano entrare. L’esperienza spirituale è soprattutto un esperienza pratica dell’amore.E nell’amore non esistono regole.Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore,di avere una strategia di comportamento.Ma sono tutte cose insignificanti.Decide il cuore.E quanto decide è ciò che conta.Lo abbiamo provato tutti nella vita.In un qualche momento,tutti abbiamo esclamato fra le lacrime:”Sto soffrendo per un amore per cui non vale la pena “.Soffriamo perché pensiamo di dare più di quanto riceviamo.Soffriamo perché il nostro amore non è riconosciuto….
    Soffriamo inutilmente perché il seme della nostra crescita sta proprio nell’amore.Quanto più amiamo più siamo vicini all’esperienza spirituale…..
    Il vero amore è un atto di totale abbandono perché chi ama riesce a vincere il mondo,non ha paura di perdere nulla….
    L’amore è sempre nuovo.Non importa che amiamo una,due,dieci volte nella vita:ci troviamo sempre davanti ad una situazione che non conosciamo.L’amore può condurci all’inferno o in paradiso,comunque ci porta sempre in qualche luogo.E’ necessario accettarlo,perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.Se non lo accettiamo moriremo di fame pur vedendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti:non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli.E’ necessario ricercare l’amore là dove si trova,anche se ciò potrebbe significare ore,giorni,settimane di delusione e di tristezza. Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro, e ci salva…….. ”

    Esercizio 5
    Il rapporto tra piacere e sentimento è complementare,perché il piacere fine a se stesso è bestiale.Chi ricerca solo il piacere non ha rispetto dell’altro,si abbassa al livello degli animali.Quando si insegue solo il piacere ci si fa dominare dagli istinti sessuali e non si è degni di vivere in una comunità civile.Un uomo o una donna che ricerca solo il piacere considera gli altri come oggetti a propria disposizione.Il sentimento invece,unito al piacere completa l’essere umano nel corpo e nell’anima e lo rende degno di esser tale.

    Esercizio 6
    1:Attrazione tra due individui (omosessualità,eterosessualità,ermafroditismo) versi 96a106
    2:Si,viene spiegato l’amore come sentimento perché gli uomini o le donne cercano in qualche modo di ricongiungersi con la propria metà poiché sentono il bisogno di amare o stare insieme a qualcuno e formare un solo essere,e vengono pervase da forti emozioni provando sentimenti di amicizia e affinità con l’altra persona dalla quale non vogliono più separarsi. Versi 94-95-124a127
    3:Non è solo l’attrazione sessuale che rende felici due persone che stanno insieme ma qualcosa che c’è nell’anima;qualcosa che però si può solo intuire ma ma non si riesce ad esprimere.

    Esercizio 7
    Non sempre il bello e il buono coincidono.Come si suol dire la “bellezza inganna”;a volte infatti la bellezza viene usata anche per scopi non nobili.La storia infatti ci insegna che donne molto belle erano anche e piuttosto malvagie come Cleopatra o Maria Antonietta.
    Tuttavia questa concezione che il bello e il buono coincidano ancora ha molto peso;spesso negli annunci di offerte di lavoro è richiesta la” bella presenza ” come se questo garantisse la capacità di svolgere bene un mestiere o di essere onesti.Nel passato poi i malati e gli storpi venivano messi ai margini delle città più per paura del loro aspetto fisico che per la certezza che fossero davvero cattivi.La letteratura medievale pone la figura di Beatrice come esempio di donna bella e buona capace di salvare Dante dalla vita peccaminosa;mentre Manzoni ci propone il personaggio di Lucia che accompagna Renzo verso la fede.La storia moderna propone Giorgio Perlasca che da solo salvò migliaia di ebrei dallo sterminio fingendo di essere un console spagnolo

    • proflombardi il said:

      Ottimo lavoro e complimenti per le scelte delle tue citazioni. Dovresti però citare la fonte quando riprendi notizie da altri siti (?) e sviluppare maggiormente le tue considerazioni personali. Alcune tematiche che affronti sarebbero da sviluppare ulteriormente ma ci sarà tempo e modo di farlo in classe. Piuttosto nell’ultimo rigo mi ha colpito il riferimento a Giorgio Perlasca. Nella sua storia dove vedi il rapporto tra bellezza e bontà? Buon anno!!

      • Eleonora Garzillo il said:

        Grazie prof buon anno anche a lei…
        all’ultima domanda che lei ha chiesto dove vedessi la bellezza e bontà di Perlasca non so se fosse stato davvero bello però è stato buono quasi eroico.

  2. Martina Vaino il said:

    RISPOSTE ESERCIZI 1-2
    Pausania ritiene che vi siano due tipi di Eros, riconducibili a due Afroditi differenti: uno è Eros Uranio, quello più nobile,antico e sublime,quello che “non conosce alcun impulso brutale” in quanto non vi partecipa la natura femminile, ma solo quella maschile ed ha come fine ultimo la virtù; il secondo è l’Eros Pandemio, l’amore terreno e passionale, definito volgare e attribuibile alle persone di scarso valore, che ignorano la virtù e si lasciano sopraffare dalla voglia di soddisfare i propri istinti (“Certo è volgare e opera a casaccio: è proprio degli uomini da poco”).
    La forma più elevata d’amore era, secondo la concezione del tempo, quella professata tra due uomini: l’amore verso le donne era un amore meno degno, in quanto queste erano considerate intellettualmente inferiori (“Intanto queste persone si innamorano sia delle ragazze che dei ragazzi, indifferentemente” riferimento del Simposio all’Eros Pandemio).
    Tuttavia, per grandi linee, ritengo che sia valida tutt’oggi la diversificazione proposta da Pausania, tra un amore “giusto” e un amore “non giusto”.
    Ai nostri giorni, penso che l’amore “non sano”, oserei dire “amore malato”, ammesso che di amore si possa parlare, sia quello professato dai tantissimi uomini che cercano di affermarsi con violenza.
    Tutti coloro che sono autori di crimini e violenze su donne che magari sono state loro ex mogli o fidanzate o perfette sconosciute, tutti coloro che perseguitano il/la proprio/a partner, rendendoli/e vittime di stalking, coloro che hanno fatto ricorso all’acido muriatico pur di vendicare il torto di essere stati lasciati, o coloro che preferiscono addirittura uccidere.
    L’amore “buono” è l’amore incondizionato, sta nel donare tutto se stesso alla persona che sia ama, è l’amore che supera ogni tipo di barriera.
    E’ l’amore cantato dai grandi cantautori del passato, quello che probabilmente è difficile provare in un mondo corrotto e appiattito, qualcosa che vada oltre la passione, destinata a svanire con gli anni, e che continua perché consolidato dal profondo affetto, seppur messo a dura prova dalla quotidianità.
    Il tema della quotidianità affrontato nella canzone “Anche per te”, da Lei propostaci, mi ha fatto abbastanza riflettere: è la routine, il fare cose sempre uguali che ci porta ad avere rimpianti, a stancarci della nostra vita e, talvolta, anche di chi si ha accanto.
    Nel brano, tre donne, molto diverse tra loro, sono evidentemente stanche della loro vita e pentite delle loro scelte: la prima, una suora, rappresenta la scelta di un amore meno “concreto” che forse l’ha portata ad avvertire dentro di sé l’inevitabile mancanza di un amore più terreno; la seconda, una prostituta, rappresenta colei che “Ama sempre gli altri”, come scriveva Lucio Dalla appena tre Sanremo fa, una donna che è costretta ad accontentare gli altri e ogni mattina torna a casa, pensando già alla sera successiva; la terza è una ragazza molto giovane già madre che, nonostante la sua giovinezza, deve occuparsi tutti i giorni di un creatura che considera frutto di uno sbaglio.
    Tuttavia, in parte il tema della quotidianità è ripreso anche in “Il mio canto libero”, in cui si dice chiaramente:”E riscopro te”, quasi a voler indicare un amore rinnovato.
    Non a caso, quando la canzone fu scritta, Mogol aveva appena divorziato da sua moglie e aveva appunto “riscoperto” l’amore di un’altra donna, una pittrice, con cui andò ad abitare in un cascinale e a cui si fa riferimento nel testo della canzone quando si parla delle rose selvatiche (fonte: Wikipedia).
    Ciò che, però, permane sia in questo brano, sia in “Futura” di Lucio Dalla è il sentimento di speranza tipico di chi ama: da una parte vi sono Mogol e Battisti che, nonostante la società corrotta e degenerata dal potere, come ha giustamente sottolineato Lei, trovano nell’amore la forza di andare oltre, al di là di ogni pregiudizio e convenzione (“ Nasce il sentimento (…)// e vola sulle accuse della gente// a tutti i suoi retaggi indifferente// sorretto da un anelito d’amore// di vero amore “); dall’altra parte, Dalla scrive di due giovani ragazzi tedeschi che continuano ad amarsi, nonostante uno sia di Berlino Est e l’altra di Berlino Ovest, che aspettano e affrontano con fiducia il futuro(“ Dove sono le tue mani?//aspettiamo che ritorni la luce//di sentire una voce// aspettiamo senza avere paura domani “), immaginando di avere una bambina che chiameranno, appunto, Futura.
    Futura rappresenta le ansie e le paure non solo dei due ragazzi, ma di tutti quei tedeschi che hanno vissuto quel così caldo periodo storico, in balia dei conflitti tra russi e americani.

    RISPOSTA ESERCIZIO 3
    Pausania sostiene che i gesti esasperati e assurdi siano tipici degli innamorati e la giurisdizione ateniese non ne era contro.
    Rifacendoci ai tempi moderni, ahimè, mi costa dire che è sempre più difficile ricevere grandi dimostrazione d’amore, soprattutto in un periodo storico in cui si è persa l’abitudine di comunicare di persona e alle lunghe, intense lettere, per esprimere le proprie emozioni, si preferiscono le faccine di Whatsapp o gli hashtag di Twitter, e per “eclatanti dimostrazioni” alcuni ragazzi intendono gli striscioni a mo’ di “Tre metri sopra il cielo”… (ci metterei infiniti puntini sospensivi).
    I comportamenti a mio avviso “strani” si verificano nel momento in cui uno dei due si annulli per l’altro.
    Nel contesto in cui viviamo, di frequente capita di vedere ragazze molto giovani che sono letteralmente dipendenti dai propri fidanzati.
    Vi sono ragazzi eccessivamente possessivi che intendono lo stare con qualcuno come, non dico privarlo della propria libertà,ma quasi.
    Questi, secondo me, sono in assoluto gli atteggiamenti più “strani”, in quanto nel 2015, ormai, è assurdo pensare che alcune donne, o anche ragazzine, accettino questa condizione di “sottomissione”, o quantomeno di inferiorità.

    RISPOSTA ESERCIZIO 4
    Erissimaco, essendo medico, riteneva che l’amore fosse l’equilibrio tra le varie parti del corpo e che il compito della medicina consistesse proprio nell’arrivare a quest’equilibrio.
    D’altra parte, anch’egli distingueva l’Eros buono, quello che determinava una buona salute, dall’Eros Pandemio,tendente alla sregolatezza, agli eccessi.
    Proprio all’idea di associare l’amore ad una forza, si rifà il brano di Mogol e Battisti “La collina dei ciliegi” : uno dei due innamorati invita l’altro a seguirlo verso il futuro, invitandolo a superare insieme ogni difficoltà (“E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante// cancella col coraggio quella supplica dagli occhi// troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante”) e sottolineando che nella vita è la paura che distrugge ogni cosa, anche i sentimenti (“Ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti”)
    Il romanzo “Anima Mundi” di Susanna Tamaro del 1997 , invece, più che concepire l’amore come una forza, concepisce, ricollegandosi alle concezioni cinesi, la vita umana come una forza.
    Racconta di un ragazzo di nome Walter che compie un viaggio alla scoperta di se stesso, attraversando il fuoco, simbolo della crescita, la terra, per capire quanto tutto ciò che ci circonda sia precario, e il vento, per capire il vero valore delle cose.
    Il romanzo è volto a dimostrare che raggiungere un certo equilibrio interiore, una pace, una serenità sia una cosa estremamente impegnativa e che bisogna vivere sempre con la consapevolezza che in questa vita nulla ci è dovuto.

    RISPOSTA ESERCIZIO 5
    Erissimaco ritiene che l’amore passionale non sia sbagliato, purché non vi sia un eccesso.
    Ai giorni nostri, credo che sia assolutamente da ipocriti nascondere il nesso che unisce piacere e sentimento.
    Soprattutto per quanto concerne noi giovani,senza fare la parte dei moralisti, non credo si possa negare che, nella maggior parte dei casi, si è in primis attratti dall’aspetto esteriore e che molte relazioni,per quanto non condivisibile possa essere la cosa, sono per puro “piacere” : non vi sono implicazioni sentimentali.
    Inoltre, va ricordato che ora come allora sono molti coloro che cercano,come dire, “la via meno tortuosa”, per arrivare ai propri obiettivi, che si tratti di entrare nel mondo dello spettacolo, in politica o in qualunque settore si voglia.
    Dicendo ciò, ovviamente, essendo così ampio l’argomento, si tende a divagare e generalizzare: non si parla solo di ragazze che “si vendono”, ma talvolta anche di tangenti per appalti, voti comprati, trattative Stato-mafia (si veda lo scandalo Mafia capitale e le inchieste legate all’Expo).
    Concluderei, per tornare all’argomento iniziale, dicendo che piacere e sentimento, dunque, sono a mio parere complementari e l’uno non esclude l’altro, anche se, tuttavia, gli amori più “maturi” possono esseri caratterizzati da una forma di amore molto meno passionale, ma più “affettuosa”.

    RISPOSTE ESERCIZIO 6
    1. Gli aspetti della sessualità trattati nel mito proposto da Aristofane sono quelli volti a spiegare gli amori omosessuali e quelli eterosessuali.
    In principio, vi erano tre generi: i maschi,le femmine e gli ermafroditi, che presentavano organi per la generazione sia maschili che femminili ed erano assai uniti tra loro, tanto da possedere quattro gambe, quattro braccia,due dorsi, due teste e così via.
    Finirono col diventare terribilmente forti e orgogliosi che osarono sfidare gli dei e Zeus decise di punirli separandoli per sempre.
    Poiché questi non potevano vivere separati, erano alla continua ricerca della metà mancante (“Si abbracciavano, si stringevano l’un l’altra, desiderando null’altro che di formare un solo essere (…) E quando una delle due metà moriva, e l’altra sopravviveva, quest’ultima ne cercava un’altra e le si stringeva addosso”).
    Zeus,però, fu mosso a pietà e decise di spostare davanti gli organi della riproduzione di questi uomini,cosicché potessero accoppiarsi, ed ecco che nacquero le unioni omosessuali, dovuti al ricongiungimento di esseri dello stesso sesso, e le unioni eterosessuali, dovuti al ricongiungimento di esseri di sesso opposto.
    Si valorizza nel mito l’amore omosessuale tra due uomini, soprattutto se uno dei due è particolarmente giovane, giudicandoli particolarmente virili (“Una volta cresciuti, i ragazzi di questo tipo sono i soli a mostrarsi veri uomini e a occuparsi di politica. Da adulti, amano i ragazzi: il matrimonio e la paternità non li interessano affatto(…)l’uomo cosiffatto desidera ragazzi e li ama teneramente, perché è attratto sempre dalla specie di cui è parte”).
    2-3. Nel mito, tuttavia, come in parte accennato, si parla anche dell’amore come sentimento:”quando incontrano l’altra metà di se stesse da cui sono state separate, allora sono prese da una straordinaria emozione, colpite dal sentimento di amicizia che provano, dall’affinità con l’altra persona, se ne innamorano e non sanno più vivere senza di lei”.
    Di conseguenza, l’amore tra questi esseri che si ricongiungono è sì inteso come desiderio e attrazione, ma anche come un profondo legame che tiene uniti l’un l’altro e li rende completi.

    RISPOSTA ESERCIZIO 7
    L’idea di “kalòs kai agathòs”, cioè “bello e buono”, è stata predominante in Grecia e, successivamente, nella cultura occidentale in generale a partire dal periodo omerico.
    La perfezione proclamata dalla Kalokagathia era il perfetto connubio tra bellezza fisica, bontà d’animo e valore in guerra.
    Tutti gli eroi greci, dunque, hanno per secoli incarnato questi ideali, trasmettendo l’idea che la bontà risieda solo in un corpo bello e che la bruttezza sia sinonimo di torpore d’animo.
    Per tali ragioni, per la dilagante ignoranza, molte persone affette da malattie e deformazioni sono state per secoli emarginate, escluse dalla società e talvolta considerati come portatori del male, nonostante, ad esempio, medici come Ippocrate già nel quarto secolo avanti Cristo avevano escluso l’ipotesi che si trattasse di punizioni divine, piuttosto la causa era da ricercare attraverso la scienza.
    Le malattie mentali, nell’Antichità, restavano strettamente legate alle credenze religiose, mentre lentamente le infermità fisiche si “laicizzarono”.
    All’ossesso, al folle, si addebita generalmente un pesante fardello di peccato.
    Ai giorni nostri le cose sono radicalmente diverse, ma persistono ancora pregiudizi e stupidi preconcetti.
    Nonostante la medicina sia al suo stadio più avanzato, vi è ancora chi, con estrema ignoranza, associa alle malattie un castigo di Dio,ma rifacendomi alle parole di Socrate, mi viene da dire che Dio, di qualunque si tratti, vuole per gli uomini ciò che loro stessi vorrebbero per sé se fossero virtuosi.
    Il pregiudizio pone le sue radici laddove c’è ignoranza e su ciò hanno fatto leva moltissimi uomini al potere degli anni passati: basti pensare al modo in cui gli Ebrei sono stati trattati per anni non solo durante la Seconda guerra mondiale, oppure agli uomini di colore che per secoli hanno combattuto per affermare i propri diritti in posti in cui sono stati sempre schiavizzati, o ancora agli albini africani che tutt’oggi subiscono discriminazioni e persecuzioni di ogni tipo e anche alle vittime dell’Apartheid o, se si vuole “giocare in casa”, si pensi ai lavoratori meridionali che a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale iniziarono ad emigrare al Nord, dove venivano trattati come appestati e all’entrata dei negozi si leggeva:” vietato l’accesso ai meridionali”, “non si affittano case ai meridionali” o , perché no, a tutte quelle persone che nel 2015 in Italia non possono ancora sposare qualcuno dello stesso sesso.
    Quindi, per concludere, mi viene da dire che, sebbene non esista più la concezione del “bello e buono” , esiste sempre la paura che si prova nell’affrontare cose diverse dal solito dovuta all’ignoranza,oggi come cento, mille e duemila anni fa.
    La saluto,Prof, e ne approfitto per augurarle buon anno.

    • proflombardi il said:

      Ottimo lavoro Martina. Le tue considerazioni e riflessioni sono sempre profonde e stimolanti fornendo ulteriori spunti di discussione come, per esempio, sulle “forme” dell’amore in rapporto alla maturità dei soggetti coinvolti. Secondo me il modo in cui si ama non è tanto e/o solamente legato all’età ma anche ad aspetti culturali, sociali, psicologici. Ce ne sarebbe da discutere per ore e magari riprenderemo alcuni spunti in classe. Nel frattempo auguro anche a te uno splendido 2015!!

  3. Alessia Miranda il said:

    Esercizio 1

    Caratteristiche principali di Eros Uranio ed Eros Pandemio:

    Eros Uranio:

    -Non conosce alcun impulso brutale.
    -È rivolto ai ragazzi (rapporto omosessuale).
    -È rivolto alle anime.
    -Produce interesse per le persone più intelligenti ed acculturate (uomini).
    -L’amore è costante e l’amante perciò fedele.
    -Per chi lo prova non c’è da vergognarsi, poiché vi è coincidenza fra voglia da parte dell’amante di elevarsi intellettualmente, moralmente e spiritualmente grazie all’amato e quest’ultimo,in corrispondenza, trova soddisfazione ed appagamento nel poterlo aiutare in questa sua ascesa.

    Eros Pandemio:

    -È rivolto sia ai ragazzi che alle ragazze (rapportò eterosessuale).
    -È rivolto alle anime.
    -Porta interesse per gli stolti, così che la persona possa arrivare più velocemente al suo scopo e soddisfare il proprio desiderio carnale.
    -L’amore è incostante perché dipende dalla bellezza fisica destinata a sfiorire nel tempo.
    -Il rapporto è vergognoso in quanto esso si basa esclusivamente sulla ricerca dell’utile e sul possesso o acquisizione di ricchezza e fama.

    Es.2

    Credo che oggi sia ancora doveroso considerare gli aspetti positivi e negativi di un sentimento quale l’amore. Sono dell’idea infatti che qualsiasi cosa se provata fino all’eccesso e in modo smodato risulti negativa, sia per la persona che la sperimenta sia per quello a cui è indirizzato il sentimento. Pausania nel suo discorso ai commensali afferma l’esistenza di un duplice Eros: l’Eros Uranio che porta l’uomo a superare i limiti terrestri e spinge la sua anima verso il mondo delle idee, il qualeè indirizzato a persone intelligenti ed è un sentimento di cui non bisogna mai vergognarsi in quanto sia l’amante che l’amata si aiutano reciprocamente migliorandosi da un punto di vista intellettuale e morale.
    L’Eros Pandemio al contrario è , secondo Pausania, un sentimento “popolare” volgare, un qualcosa che porta all’abbrutimento di chi lo prova perché ha l’unico scopo di soddisfare i sensi ed ottenere un piacere carnale, ottenebrando la mente, senza prestare attenzione in alcun modo al tipo di comportamento assunto, che sia giusto o sbagliato e spesso scegliendo per questo la via più breve e praticabile così da raggiungere facilmente il proprio obbiettivo. È questo il motivo per cui le persone che provano tale sentimento tendono a cercare amanti stolti ed ingenui da adescarli a tal punto senza difficoltà.
    Purtroppo anche oggi l’amore non è solo lati positivi, in quanto può portare allo svilimento dell’individuo.
    Immaginiamo l’amore fra una donna ed un uomo, in cii la prima affronta la relazione con totale sottomissione, senza prendere posizione,seguendo ciecamente l’amato e approvando ogni sua azione anche quando questa risulti egoista e violenta.
    Una relazione in generale è tossica ogni volta che uni dei due al centro di essa si sente oppresso o privato della sua libertà e gli viene tolta la possibilità di essere sé stesso.
    Anche l’amore di un genitore per il proprio figlio, nonostante sia spesso considerato il più genuino e puro, può in certe situazioni assumere accezioni negative: se ad esempio la madre rinchiude il figlio in una “gabbia” metaforicamente, per proteggerlo dagli intrighi del mondo esterno e credendo di far lui del bene lo priva di qualsiasi tipo di rapporto sociale, rendendolo timido ed insicuro.
    Al contrario l’amore diventa un qualcosa di benevolo quando porta le due persone a completarsi vicendevolmente, a farsi forza e magari a superare le peggiori difficoltà, o ancora nel caso in cui i due amanti si ascoltano e si consigliano l’un l’altro.
    Un amore per essere davvero perfetto dovrebbe fondarsi non soltanto sull’attrazione fisica, destinata a svanire nel tempo, facendo sì che i due amanti possano essere fra loro fedeli. Un esempio di questo tipo è l’amore che vi è fra Dio ed un uomo, poiché non ha secondi fini quando è sincero ed è sicuramente quello più puro per eccellenza.
    Prendiamo ora in considerazione alcune canzoni trattanti tale tematica: “Anche per te” di Lucio Battisti, in esso il cantautore si rivolge agli “ultimi” in un certo senso ad i più emarginati all’interno della società. Le donne di cui parla il testo sono tre: una suora, una prostituta e una giovane donna-madre.
    Tutte e tre Battisti le inquadra e descrive nella loro quotidianità. La prima donna si sveglia ogni mattina prima dell’alba e compie la solita routine, senza più darle peso, per poi recarsi in Chiesa e rimpiangere ciò che ormai ha perso, poiché destinato a non ritornare in alcun modo e che invece avrebbe potuto scegliere al posto di Dio.
    La seconda invece viene rappresentata quando, nella notte ormai inoltrata, i suoi clienti non hanno più bisogno di lei e la lasciano sola nel freddo della sera. si accenna poi ad un uomo a cui ella donerebbe tutto, non soltanto il suo amore ma anche tutti i suoi guadagni, senza ricevere niente in cambio. Siamo qui quindi in presenza di un amore visto come negativo e malevolo.
    L’ultima fanciulla poi di cui si tratta è una giovane donna-madre, che tutte le notti accompagna il proprio figlio a scuola e dopo andare a lavorare, si sottintende infatti l’assenza del padre del bambino ed il pentimento della donna per aver ceduto a quell’uomo in passato, mentre l’autore si sofferma sulla bellezza e sulla grandezza dell’amore fra il bimbo e la madre, la quale sacrifica ogni cosa per il bene del figlio, qui in questo modo l’amore assume un’ accezione positiva.
    “Nella canzone dell’amor perduto” di Fabrizio De Andrè si descrive quello che un tempo deve essere stato un amore passionale e violento, l’Eros Pandemio e come esso sia alla fine sfiorito con il tempo a causa dell’avanzare dell’età, tanto che la passione iniziale viene sostituita da semplici carezze e gesti di tenerezza, dovuti più all’abitudine che ad altro, nei confronti della donna amata. Ed è questa la situazione in cui si immagina la figura del protagonista, che sentendosi perso decide di rifuggire in un nuovo amore, peggiore del precedente perché legato esclusivamente all’utile e sl bisogno di non rimanere solo.
    In un certo senso si può dire che questa canzone rifletta soltanto gli svantaggi dell’amore, della sua vanità ed illusorietà.
    Al contrario nel testo “Futura” di Lucio Dalla il poeta descrive una notte d’amore fra un uomo ed una donna, sembrerebbe durante il periodo della guerra fredda, appartenenti rispettivamente alla Berlino Est ed Ovest, e sulla figlia immaginaria che i due sperano un giorno di poter avere, chiamata appunto Futura.
    La bambina dovrebbe simboleggiare le generazioni future e la speranza che esse possano trovarsi in un mondo migliore da quello in cui stanno vivendo i due innamorati, Futura è così il frutto di un amore che come una forza più forte di tutte le altre permette agli uomini di progredire e salvarsi a vicenda.
    Lucio Dalla presenta l’amore come, al contrario di De Andrè, salvifico e benevolo.
    L’ultima canzone di cui andremo a parlare è il “Mio canto libero” di Lucio Battisti, scritto da Mogol, esso è un vero e proprio inno all’amore eterno tra uomo e donna. In una terra oppressa dalla corruzione politica in cui esso non è affato ben visto dal resto della società i due amanti riescono, facendosi forza a superare tutti gli ostacoli che si presentano loro ed a elevarsi al di sopra di essi.
    Nel testo sono riprese nuovamente le caratteristiche positive di Eros, in grado di “mettere le ali” alle anime dei due protagonisti così da condurli in un nuovo mondo non più prigioniero, dove possano godere pienamente tutto ciò che questa nuova vita gli offre, andando oltre così anche agli errori delle trascorse relazioni: “I fantasmi del passato”.
    Il sentimento è dunque simile alla ragione che, nel mito del carro alato all’interno del Fedro di Platone, eleva l’anima del defunto verso il mondo trascendete, quello delle idee e della conoscenza.

    Es. 3

    Nel discorso di Pausania si afferma che nella società dell’epoca erano ammessi tutti i comportamenti più stravaganti, che in altre occasioni sarebbero potuti risultare disdicevoli da parte dell’amante nei confronti dell’amato, quando questi avevano come scopo proprio la realizzazione del sentimento.
    Nella società attuale fortunatamente non è più così. Oggi un comportamento opprimente, fastidioso nei confronti di un qualcuno non è ammesso semplicemente perchè dovuto all’amore nei confronti dell’altro, ma al contrario diventa pura ossesione e viene respinti e giudicato erroneo dalle persone.
    L’educazione della comunità oggigiorno è molto differente da quella che veniva impartita nell’antichità e così si inizia sempre più ad affermare il proprio “spazio”,la propria privacy in una relazione e a considerare, in alcuni casi giustamente, altre volte spropositatamente, un qualsiasi comportamento anche di semplice tenerezza da parte dell’innamorato come sbagliato e nocivo.

    Es. 4

    Se analizziamo il sentimento d’amore come lo vedeva Erissimaco esso risulta essere un qualcosa di eterno che permette come una forza cosmica l’equilibrio non solo delle anime di due persone ma anche delle caratteristiche psico-fisiche e della salute di questi.
    Erissimaco inoltre, a differenza di Pausania, non si limita a classificarlo nella sfera dei rapporti tra il genere umano, ma ne osserva gli effetti che apporta anche negli oggetti e nella natura.
    A questo proposito è bene prendere in esame l canzone di Lucio Battisti “La Collina dei Ciliegi”: essa parla del rapporto fra una coppia come tante, ma più nello specifico dell’amore universale, che appunto come una forza cosmica, un “vento” spinge i soggetti a superare le più grandi difficoltà che potranno incontrare sul loro cammino ed a elevarsi al di sopra delle colline, cioè metaforicamente qualsiasi ostacolo potranno incontrare durante la loro vita.
    Nella canzone di Roberto Vecchioni “Canto Notturno” invece si narra di un pastore che smarrita la retta via, spera nell’arrivo dell’amato, affinché questa con il suo amore posa guidarlo alla salvezza.
    L’uomo della storia di interroga infatti sui grandi temi della vita: cos’è l’uomo, quale è il significato di Dio e degli avvenimenti storici pero poi alla fine giungere ad una conclusione sconvolgente, che, cioè è soltanto l’amore con la sua eternità ad essere superiore ad ogni cosa e ad avere davvero importanza.
    Nelle prime pagine di “Anima Mundi” Susanna Tamoro affronta attraverso gli occhi del protagonista Walter il problema della creazione del mondo, domandandosi in un certo senso come sia stato possibile che da quell’Uno iniziale, da quel vuoto, siano scaturite le centinaia di migliaia di specie animali che governano la Terra.
    Secondo alcuni questo è stato un semplice processo dovuto alle leggi fisiche legate alla materia, secondo altri al contrario al principio vi è un elemento unificatore, Dio e anocra più nello specifico l’amore di quest’ultimo per gli esseri viventi.
    Vediamo, così, nuovamente l’amore come un ente cosmico, una “divina mania” che crea equilibrio ed armonia in ogni osa e dona loro “libertà, azione, possibilità di fare ordine o disordine”. E contro tutto questo vi è solo un qualcosa che può destabilizzare l’armonia iniziale la morte.

    Es.5

    Attraverso le parole di Erissimaco abbiamo ora visto l’amore come ciò che porta armonia ed equilibrio fra i contrari che vi sono in ogni dove.
    Analizzando ancora di più il suo pensiero notiamo che egli crede, differentemente da Pausania, che l’Eros inteso come desiderio per un qualcosa, anche quando questo qualcosa è il piacere dei sensi può anche essere positivo, a patto che esso non superi il sentimento iniziale.
    Sono concorde così nel credere che in una relazione l’amore non debba necessariamente essere “platonico”, basarsi cioè soltanto sul legame fra le menti delle due persone, ma possa includere anche il piacere.
    Forse anche a causa degli stereotipi della società oggi è sempre più difficile, per non dire impossibile, aspettarsi amore fra due persone quando non vi è un minimo di attrazione fisica.
    Alla fine c’è da dirlo ciò che spinge un uomo o una donna verso l’altro inizialmente è dovuto a quanto esso appare bello ai suoi occhi, in questo modo i due sono spinti a conoscersi e magari fra i due potrà nascere qualcosa di più profondo.
    L’Eros, infatti, secondo la mia opinione, non può in alcun modo preesistere ma si accresce e sviluppa in una relazione soltanto in un secondo momento.
    C’è però anche da dire che per fare in modo che il rapporto perduri esso debba fondarsi sul sentimento d’amore e non sull’attrazione fisica, che abbiamo notato già precedentemente, essere destinato a svanire con il tempo.
    Sentimento e piacere non sono quindi due realtà diametralmente opposte né assolutamente complementari, ma solo fasi fra loro successive e conseguenti di un rapporto d’amore.

    Es.6

    Nel mito propostici durante il discorso di Aristofane, il famoso commediografo greco, racconta l’origine del genere umano come lo conosciamo noi attualmente.
    Inizialmente infatti non vi erano due sessi ma tre: quello maschile, quello femminile, e l’ermafrodite il quale possedeva caratteristiche intermedie sia del maschio che delle femmine.
    Ciascuno di esso era quindi l’unione di due parti che furono successivamente divise dalla
    furia di Dio per punire l’arroganza degli uomini, i quali avrebbero voluto sfidarlo, e renderli più deboli.
    Da questo mito trovano così spiegazione le differenti preferenze sessuali: gli omosessuali sono coloro i quali facevano inizialmente parte della metà del maschio.
    Al contrario quelli che erano la metà di una femmina sono attualmente le lesbiche mentre gli eterosessuali costituivano precedentemente una delle due metà dell’ermafrodite.
    Viene poi spiegato anche il sentimento d’amore interpretato come emozione di gioia e affinità che si prova ritornando in contatto con colui il quale faceva parte insieme a egli stesso dell’uno iniziale.
    L’amore viene nuovamente visto come una forza che porta i diversi a legarsi e ricostituirsi,formando una sola anima. Esso diventa dunque il desiderio di una persona di legarsi con un’altra a causa do un senso di vuoto e di mancanza che ti attanaglia lo stomaco e non si riesce a colmare.
    Il desiderio poi non è più semplicemente inteso come ricerca di un piacere sessuale ma anche come ricerca spirituale attraverso cui un’anima scova nell’altra quello che non sa esprime da sola.

    Es. 7

    Il termine “Kalokagathia” deriva evidentemente dal greco e vorrebbe dire letteralmente “bello e buono”.
    Esso indica la concezione dell’epoca esistente nel popolo,secondo cui alla bellezza esteriore corrisponde anche quella interiore e quindi le virtù del singolo individuo.
    La bellezza risulta essere quasi un dono divino che precede il periodo delle poleis e fonda le sue basi nell’aristocrazia con i pormi omerici quali Iliade ed Odissea.
    In particolare è nel primo libro che abbiamo la figura di Achille, colui il quale rappresenta meglio questa corrispondenza.
    Nonostante con Platone vi sia in parte il superamento di tale ideale è anche vero che esso continua a perdurare nella storia: come dimostra l’iconografia cristiana, che era solita e lo è tuttora, raffigurare i volti della Madonna e dei Santi come bellissimi e dai lineamenti perfetti.
    Al contrario spesso nell’architettura e nella scultura dell’XI e XII secolo, dove gli artisti erano soliti dare alle proprie opere un carattere moraleggiante ed educativo, per spaventare il popolo analfabeta sulle conseguenze di un loro comportamento peccaminoso e nemico dei precetti della Chiesa, i più raffigurano i demoni e le bestie infernali nel modo maggiormente raccapricciante possibile.
    Diametralmente opposta a questa tendenza è invece l’usanza nata successivamente di utilizzare come simbolo stesso del Cristianesimo la figura di Gesù crocifisso, rappresentante la sofferenza del corpo deformata dal dolore, così il brutto non è più malvagio ma può assumere connotati positivi.
    Ancora belle opere dei poeti Stilnovisti,i quali si ispiravano a loro volta ai trovatori, alla figura della donna-angelo,intermediaria fra Dio e l’uomo, corrisponde una donna bellissima quasi celestiale che sembra, “apparendo” miracolosamente, poter incarnare tutte le virtù possibili di una fanciulla.
    Credo che comunque tale ideologia abbia subito molte evoluzioni nel corso degli anni, in alcuni casi quasi è andata scomparendo in altri è ritornata più tenace di prima. Con l’avvento della cultura seicentesca ad esempio l’uomo si è potuto finalmente allontanare dalle costrizioni che lo legavano alla Chiesa ed ha allargato la propria mente a nuovi orizzonti, evolvendosi sicuramente in meglio.
    Ciò però non significa che la “Kalokagathia” sia scomparsa completamente dalla società collettiva: nel “Notre Dame de Paris” di Victor Hugo ad esempio questo rapporto viene annullato,cosicché ad una persona orrida esteriormente non ne debba necessariamente corrispondere una riprovevole caratterialmente,anzi spesso è proprio dai suoi tratti fisici che ne deriva l’insicurezza e questa sua tendenza a sottomettersi agli altri, mentre nel “Frankenstein” di Mary Shelley troviamo l’opposto, cioè ad una persona di aspetto spregevole ne consegue un individuo malvagio. Anche se questo suo comportamento risulta essere, come viene poi rivelato alla fine dell’opera, in gran parte dovuto all’odio e al disprezzo che la gente prova nei suoi confronti per il suo aspetto esteriore e nel suo essere diverso dagli altri, così che il suo animo venga corrotto e spaventato.
    Nonostante gli sviluppi tecnologici e le innovazioni in quasi tutti i campi della vita che hanno caratterizzato in particolare modo questi ultimi due secoli della storia umana, vi sono ancora persone che vedono in colui, che non è simile al prototipo di “bellezza” che essi si sono immaginati, un qualcuno di pericoloso e violento che possa danneggiarli in qualche modo e da cui dover rifuggire.
    A dimostrazione di ciò la storia anche quella recente è piena di eventi simili: pensiamo ai continui soprusi e alle angherie, a cui sono stati soggetti gli uomini di colore, durante il colonialismo e l’imperialismo, ma anche dopo in epoca razzista. Viceversa invece soprattutto durante il nazismo nella mentalità popolare si andò delineando l’idea che non tutti gli uomini fossero uguali e solo chi possedeva particolari tratti fisici appartenesse alla “razza” Ariana, la migliore ed unica e si era addirittura alla ricerca del cosiddetto “Superuomo”.
    C’è tuttavia anche da dire che fortunatamente questa situazione sta pian piano mutando, evolvendo grazie alle nuove generazioni, con la speranza che si possa arrivare un giorno ad una totale meritocrazia, non solo in alcune parti del mondo ma ovunque, in modo che un individuo non sia più giudicato moralmente a partire dai suoi pregi o difetti fisici.

    P.s.
    Salve prof, approfitto di questo per augurarle un buon anno, auguri!!

    • proflombardi il said:

      Ottimo lavoro Alessia. Brava! Buona conoscenza degli argomenti e validissime riflessioni personali con adeguati riferimenti letterari e non. Augurissimi anche a te!

  4. a.marano il said:

    Esercizio 1
    Secondo Pausania l’esistenza di Eros è duplice, non esiste infatti un solo Eros, ma due: Eros Uranio, che serve Afrodite Urania, figlia di Urano e dea del cielo; Eros Pandemio, che serve Afrodite Pandemia, figlia di Zeus e Dione, e dea popolare.
    Eros Uranio:
    -non conosce alcun impulso brutale;
    -è rivolto alle anime;
    -è rivolto ai ragazzi, che costituivano il sesso intelligente presso i Greci;
    -è il simbolo di bene e intelligenza.
    Eros Pandemio:
    -è rivolto sia ai ragazzi che alle ragazze;
    -è rivolto ai corpi e non alle anime;
    -è simbolo di male, brutalità e volgarità;
    -è proprio degli uomini di poco conto, che volendo arrivare facilmente al proprio scopo, preferiscono le persone meno intelligenti (le donne).

    Esercizio 2
    Facendo riferimento al discorso di Pausania, oggi ha ancora senso distinguere l’amore tra una sua accezione positiva e una negativa. L’amore è da sempre visto come qualcosa di puro e di positivo, ma sopratutto di eterno. Sono dell’idea che se l’amore venga vissuto in modo genuino, duri per tutta la vita, non si può infatti smettere di amare una persona, se la si è sempre amata incondizionatamente, si può però col tempo perdere la passione che ha dominato l’amore per molto tempo. E’ quindi giusto, secondo me, avere una tale visione dell’amore, bisogna però essere obbiettivi sotto alcuni punti di vista. Come tutte le cose, l’amore, se raggiunge un limite in cui tutto viene risolto in modo sbagliato, diventa sicuramente negativo. Quando in un rapporto tra due persone si ricorre alla violenza verbale o fisica, che può essere data di diversi fattori quali la poco fiducia e la gelosia, è qui che l’amore tocca la sua accezione negativa; l’uso della violenza viene, infatti, molto spesso sostituito al principale modo di comunicare, ovvero il parlare. La violenza e la gelosia sono quindi le principali caratteristiche negative dell’amore. Al giorno d’oggi si sente frequentemente parlare della violenza nei rapporti di coppia, di persone che arrivano persino all’omicidio o alla persecuzione dei loro partner per gelosia, è questo il punto in cui l’amore si trasforma in qualcosa di diverso, ovvero l’ossessione. E’ sbagliato secondo me parlare d’amore, ma è giusto parlare di ossessione quando la violenza prende il sopravvento su tutto; un uomo che picchia una donna non può in primo luogo considerarsi un uomo, è non può nemmeno dire di amarla, ma soltanto di esserne ossessionato, di sentirsi padrone di qualcuno che invece non deve e non può considerare suo.
    Prendendo in considerazione “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De Andrè possiamo notare quanto affermato in precedenza, ovvero che l’amore col tempo non svanisce, ma perde alcune sue principali caratteristiche quale la passione, che molto spesso è dominante in un rapporto. De Andrè con la sua canzone paragone l’amore primitivo per una donna ad un amore ormai maturo. Le viole che sbocciano sono segno dell’amore nascente e di tutte le emozioni che provoca, il coinvolgimento che da e la passione, mentre con la figura delle rose che appassiscono vuole dare immagine di un amore maturo, che è stato vissuto, ma non è passato, e dimostra ciò con l’immagine delle svogliate carezze e della poco tenerezza, che sono sopravvissute nonostante il tempo, ciò che è sparito quindi è la passione ma non l’amore.
    Prendendo in analisi invece la canzone “Anche per te” di Lucio Battisti possiamo notare il riferimento a tre diversi amori: quello di una suora, quello di una prostituta e quella di una ragazza madre. I riferimenti alle tre donne sono chiari all’interno del testo, Battisti si riferisce alla suora dandole un’immagine di poca cura del proprio aspetto esteriore, dicendo che la suora non ha bisogno di sapere come stia, se bene o male; è chiaro il riferimento alla suora anche perché viene descritta silenziosa che entra in chiesa, quasi come se non volesse disturbare. L’amore della suora è molteplice, possiamo parlare di un amore per se stessa che è andato perduto, ella infatti non pone minima cura nel suo aspetto esteriore, preferisce piuttosto curare l’amore verso Dio, che invece è grande e sopratutto puro, entra infatti in chiesa in punta di piedi, come se non volesse creare disturbo a Dio. Battisti si riferisce poi alla prostituta che torna a casa dopo una fredda e lunga notte di lavoro, la figura della prostituta è una figura chiave, il cantautore nel testo afferma esplicitamente che la donna ha ancora dell’amore da dare, quest’ultimo è ancora vivo in lei, però ha sbagliato nel dare e nel ricevere l’amore, e non è stata magari ripagata nel modo in cui meritava. Altra figura importante del testo di Battisti è quella della ragazza madre che ogni giorno è costretta a convivere con qualcuno che considera un errore, ma che allo stesso tempo ama molto; possiamo capire il disagio della ragazza che guardando la sua piccola creatura vede tutta la vita che le è stata strappata, per colpa di un errore giovanile, che l’ha portata a guardare gli uomini per sempre in modo differente. Con la canzone Battisti e Mogol sono riusciti a parlare di un amore che è diverso da quello di cui sempre si parla, sono riusciti a collegare i tre personaggi grazie a un tema condiviso, che è la quotidianità.

    Esercizio 3
    In base alle mie esperienze posso affermare che i comportamenti degli innamorati possono ancora oggi essere considerati strani sotto certi aspetti. Essere ossessivi nei confronti del proprio fidanzato o della proprio fidanzata è qualcosa di assolutamente strano, oggi infatti avere i proprio spazi è caratterizzante all’interno di un rapporto, altrimenti si rischia di rendere l’amore soffocante, fino ad arrivare al punto di scoppiare metaforicamente. Fortunatamente la concezione d’amore è cambiata nel tempo, come possiamo infatti capire dall’educazione erotica di Pausania era preferibile guardare certi aspetti come i meriti della famiglia dell’amato, piuttosto che soffermarsi sull’aspetto interiore della persona, cosa a cui oggi viene data molta più importanza. E’ giusto però affermare che ciò di cui una persona si innamora in primo luogo è l’aspetto esteriore, anche se molto spesso questo viene messo in secondo piano quando si conosce meglio una persona. E’ ovvio che ogni persona ha una concezione diversa di amore, che può essere data da diversi fattori, quali anche le condizioni sociali o addirittura economiche.

    Esercizio 4
    Erissimaco nel suo discorso dice che l’amore, a differenza di quanto affermato da Pausania, non è solo per il genere umano, ma è esteso a tutti gli essere viventi, che siano animali o piante, ed è quindi un amore universale.
    Analizzando il testo della canzone “La collina dei ciliegi” di Mogol e Lucio Battisti, possiamo notare la narrazione della storia di due innamorati declinata in senso universale, uno dei due invita l’altro a seguirlo e gli chiede di superare insieme tutte le difficoltà che si presenteranno senza tanto timore.
    L’opera di Susanna Tamaro del 1997 “Anima mundi” ha come protagonista Walter, un ragazzo adolescente cresciuto in una famiglia in cui l’amore era assente. Walter prende quindi la decisione di svolgere un viaggio, si reca infatti a Roma per riscoprire se stesso. Il fuoco all’interno del romanzo è simbolo del pensiero di Walter, la terra sta invece ad indicare il suolo della capitale in cui Walter si trasferisce, città movimentata e dominata dal caos. Walter incontrerà poi a Roma una persona che sarà emblema del suo cambiamento, e della scoperta di qualcosa a lui completamente sconosciuto, ovvero l’amore.

    Esercizio 5
    Secondo me è del tutto giusto il ragionamento di Erissimaco, non bisogna infatti fare una distinzione d’amore, bisogna ovviamente però vivere nei limiti e non farsi sopraffare dal piacere. Facendo riferimento a quanto ho anche affermato in precedenza, la cosa che una persona nota principalmente in un’altra è l’aspetto esteriore, cosa che è secondo me giusta solo fino ad un certo punto. E’ una cosa naturale apprezzare l’aspetto fisico ed esteriore di una persona, però mantenendosi nei limiti, infatti non si ama qualcuno per la bellezza ma piuttosto per le sue qualità. Amare la bellezza è cosa del tutto diversa dall’amare la persona, bisogna quindi prima di tutto conoscere una persona interiormente per poter affermare di amarla veramente. L’amore deve quindi basarsi sul sentimento per far in modo che duri, dato che la bellezza di una persona con il tempo può svanire, mentre le sue qualità rimarranno sempre le stesse. Secondo la mia opinione per un rapporto giusto e duraturo, piacere e sentimento sono contrapposti, dato che può esserci piacere senza sentimento, come ci può essere sentimento senza piacere.

    Esercizio 6
    1. Secondo il mito, di cui parla Aristofane nel suo discorso, esistevano inizialmente persone di tre generi: maschi, femmine ed ermafroditi. Gli ermafroditi erano coloro che avevano gli organi riproduttori sia di genere maschile che di genere femminile. Si narra che all’inizio le persone non erano come ora, ma erano attaccate ad altre persone ed avevano quattro gambe, quattro braccia, due teste, ecc.. Erano esseri molto potenti che decisero di attaccare gli dei e sconfiggerli, Zeus però ebbe l’idea di dividerli così che diventassero molto più deboli. Ogni persona che era quindi attaccata originariamente ad un’altra persona dello stesso sesso o di sesso opposto, venne distaccata dalla sua anima gemella e costretta per tutta la vita a cercarla. Zeus vedendo l’enorme sofferenza di queste creature decise di spostare in avanti gli organi per la riproduzione, dando quindi vita alle unioni eterosessuali ed omosessuali. Venivano, nell’antica Grecia, molto valorizzati i rapporti omosessuali, sopratutto tra uomini e giovani ragazzi; bisogna però distinguere le unioni tra questi ultimi e la pedofilia, infatti i ragazzi avevano dovuto già dare segno della proprio intelligenza e della loro virilità, che poteva essere provata anche soltanto dalla crescita della prima barba. Erano invece visti sotto occhi differenti i rapporti eterosessuali, che servivano soltanto per la riproduzione ed erano molto spesso considerati come rapporti compiuti esclusivamente per piacere, dato che l’unione eterosessuale avviene ovviamente tra un uomo e una donna, considerata nell’antichità meno intelligente dell’uomo, che in questo questo rapporto veniva visto semplicemente come un approfittatore.
    2-3. Si, nel mito viene spiegato l’amore anche come sentimento dato che quando Zeus decise di separare le persone, questi cercavano disperatamente le proprie metà. Davano prova del loro amore e dei loro sentimenti anche quando rifiutavano di cibarsi, arrivando a morire di fame. Il mito quindi spiega sia la differente sessualità degli uomini eterosessuali ed omosessuali, e spiega anche i loro sentimenti, assolutamente profondi per le loro anime gemelle.

    Esercizio 7
    La kalokagathia, ovvero la corrispondenza tra bello e buono, ha sicuramente segnato la mentalità occidentale, che potrebbe sembrare del tutto cambiata. Nel mondo antico era molto importante la concezione della kalokagathia, per gli antichi il bello era anche buono, segno di bene, perfezione e grandezza, mentre il brutto era segno di malignità, imperfezione ed altro. Sembra, ai tempi moderni, che fortunatamente questo mito sia stato sfatato, sappiamo infatti oggi che bellezza non è segno di bravura ed intelligenza, ma al contrario molto spesso si tende ad etichettare una persona bella come stupida, concezione opposta a quella degli antichi, che secondo me è, come la precedente, sbagliata, poiché bisogna comunque conoscere una persona e le diverse situazioni per essere in grado di giudicarla e di capirla. Come abbiamo detto, i malati di lebbra, o semplicemente le persone deformi, erano per gli antichi segno di malignità, si era soliti infatti uccidere queste persone, che erano considerate frutto di una maledizione; ciò ci fa capire quanta ignoranza ci fosse nel mondo, e quanta ce ne sia ancora, anche se in modi differenti. Un esempio dell’ignoranza e della malignità umana si è avuta durante il periodo nazista, la razza ariana era considerata infatti la razza perfetta, dominatrice mondiale, mentre ebrei, omosessuali, testimoni di Geova, stranieri ed altri venivano considerati come esseri inferiori, tanto da arrivare alla reclusione nei campi di concentramento ed alla morte.

    P.s.
    Salve professore, le auguro un buon anno, a presto.

    • proflombardi il said:

      Ottimo lavoro. Le tue risposte denotano, per la maggior parte, buone conoscenza degli argomenti e personalizzazione delle riflessioni. Buon anno anche a te!

  5. Annalisa Mazzanti il said:

    ESERCIZIO 1 :
    Pausania nel suo discorso ci parla di due tipi di Eros dovuti all’esistenza di due diversi Afroditi in quanto come ella stessa dice :’..Non c’è Afrodite senza Eros.’ Da Afrodite Urania (che veniva rappresentata come una divinità femminile ma dai tratti mascolini), ovvero quella più antica, figlia di Urano, ne deriva Eros Uranio, il quale : non conosce alcun impulso brutale, è rivolto alle anime, è estraneo all’elemento femminile ed è quindi rivolto solo a quello maschile, ai ragazzi , non mira solo al soddisfacimento del corpo ma bensì anche al rapporto intellettuale ed è inoltre divino e prezioso per la città come per gli individui, perché esige dall’amante e dall’amato che entrambi veglino su se stessi, per essere ricchi di virtù. Il secondo Eros di cui parla Pausania è Eros Pandemio il quale deriva dall’Afrodite Pandemia, la più giovane, dea popolare, figlia di Zeus e di Dione. L’Eros Pandemio a differenza dell’Eros di cui abbiamo parlato prima, mira solo al soddisfacimento del corpo, senza amare l’anima, è rivolto sia a ragazze che a ragazzi, è degli uomini da poco e viene inoltre considerato volgare, usato proprio nel senso spregiativo.
    ESERCIZIO 2:
    Pausania dalla distinzione di due Eros parla di due tipi di amore, all’Eros Pandemio, come già detto, viene collocato l’amore che è degli uomini da poco, quell’amore volgare, quell’amore in cui ciò che conta è il corpo. All’Eros Uranio invece viene affidato quell’amore nobile, che mira anche al rapporto intellettuale. Tutt’oggi si può dire che ci sia questa distinzione, amore ‘vero’ e ‘non’. Alla parola Amore si pensa sempre a qualcosa di positivo, a quella varietà di emozioni che vanno da una forma di affetto a quel sentimento sempre più forte. Purtroppo non è sempre così, spesso, oggi si vivono ‘amori’ come se fossero degli incubi. Quante volte in televisione ascoltiamo notizie di ragazze violentate! Vi è ancora l’amore volgare, come dice Pausania ci sono ‘’..persone che si innamorano sia delle ragazze che dei ragazzi, indifferentemente; e poi amano i corpi, non l’anima, e preferiscono le persone meno intelligenti: vogliono arrivare dritto al loro scopo, non gl’importa il modo!’’ Sono queste persone che fanno parte proprio di questo ‘amore’, ‘amore non giusto’, proprio perché non gli importa il modo, ne usano tanti senza nemmeno pensarci! Sono state violentate, perseguitate, bruciate, uccise centinaia di ragazze. (uso il termine femminile in quanto è questo sesso quello più comunemente colpito da tali vicende.) L’amore vero però esiste, è quell’amore in cui si cerca di rendere felice la persona che si ama, di dargli sé stessi, dove si superano le difficoltà insieme senza pensare solo al corpo, quell’amore fedele. Il tema dell’amore è trattato in tante canzoni di grandi cantautori, come ad esempio nella canzone ‘Anche per te’ di Lucio Battisti. Tratta di tre storie di tre donne: una suora, una prostituta e una donna madre. Per quanto riguarda la descrizione del primo personaggio, l’autore usa delle immagini, parole fondamentali per far comprendere il soggetto:“ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te”, sottolineando come una suora non abbia bisogno di vedere se sta bene o se sta male vestita. Se è bella o meno. E soprattutto, ha una veste sempre uguale, tutte le mattine. O meglio, tutte le notti, quando si sveglia, beve un caffè ed entra in punta di piedi in chiesa. L’autore sottolinea la mancanza di un vero amore verso la donna. La prostituta, secondo personaggio di cui parla, è una donna che prova ancora un atto di affetto per il suo sfruttatore che dorme senza però riceverne. E infine vi è la donna madre, un personaggio che ha bisogno di protezione soprattutto per la sua giovane età e per l’errore. Il testo indica una ruotine quotidiana sempre uguale. Nonostante la donna sia davanti all’infanzia, alla bellezza della vita giovane, questa deve far fronte alla responsabilità di una piccola creatura e deve lavorare per mantenere la sua piccola famiglia “a due”. Con la conseguenza che, a causa dell’errore, ha paura e trema al pensiero di guardare un uomo e vive sfogliando le pagine del rimpianto e di “quel che sarebbe potuto essere”. Nel ritornello l’autore dice: ‘’vorrei morire ed io morir non so”. L’autore sottolinea come egli sia vicino a questi soggetti, tanto da voler dare la vita per loro, per le loro sofferenze e le loro esistenze difficoltose: chi per un motivo, chi per l’altro. Altra opera d’amore di cui parleremo è ‘Il mio canto libero’ di Lucio Battisti, scritto da Mogol quando divorziò con la moglie. Si tratta di un amore incondizionato, verso una donna mai identificata. Alla fine della canzone questo amore finalmente incontrastato e orgoglioso di essere tale si allontana dal mondo che non lo vuole più. Fin dalla prima strofa viene messo in discussione il mondo, la società, la mente umana ormai corrotta dal potere. L’autore canta: “In un mondo che prigioniero è…” ormai ci troviamo in un mondo di silenzio, chiuso in circoscrizioni mentali che non lasciano spazio al pensiero umano, che soffocano i desideri più belli dell’ uomo .Il sentimento non è accettato, non riesce a crescere in questo mondo, allora è costretto a innalzarsi al di sopra di esso e lì trova un immensità che va al di là di ciò che gli occhi possono guardare, un nuovo mondo, un mondo abitato solo dai cuori dei due innamorati dove le accuse della gente non riescono a arrivare, tenuto su da un forte desiderio di amore e ci tiene a sottolineare di vero amore e lì finalmente esclama :”respiriamo liberi io e te”. L’ amore porta a nuove sensazioni giovani emozioni. L’ esaltazione dell’amore porta a riscoprire i valori che la società cerca di nascondere e in questi riscopriamo le nostre passioni e i nostri amori.
    ESERCIZIO 3:
    Secondo Paumasia è bello ‘amare apertamente’, e sono ben accettate le cose ‘al di fuori del normale’. Anche oggi sono ben accettate ma è difficile che si ricevino piccoli gesti, dimostrazioni. Siamo in una società che agli sguardi non si arrossisce ma si risponde ‘’cosa vuoi?’’, in una società dove nessuno si distingue dall’altro, seguono tutti la massa, in una società dove è difficile trovare tra i giovani chi vive una storia vera senza farsi influenzare dagli altri. Nella stessa società vi è anche chi rinuncia a qualcosa per l’altro senza che l’altro l’apprezzi, senza che se ne renda conto, viviamo dove contano più i ‘ mi piace’ che le attenzioni ricevute! Per innamorati oggi si intende chi si scambia un semplice ‘Ti amo’ senza capire che lo si può dire a chiunque senza un vero significato e invece dovrebbero considerare innamorati dove vi è un vero significato in quelle parole.

    ESERCIZIO 4 :
    Erissimaco in quanto medico coglie la distinzione dei due Eros fatta da Paumasia ,ne rende parte anche nella sua disciplina e collega i due amori alla natura . L’Eros positivo garantisce armonia ed equilibrio nella natura e di conseguenza la salute per l’uomo. L’Eros negativo, invece, prevalendo, non garantisce più la regolatezza delle stagioni le quali portano a cambiamenti climatici che rovinano i raccolti e di conseguenza a pestilenze. Rappresenta l’amore come armonia interiore e come forza. Tale rappresentazione viene anche proposta in alcune canzoni e poesie. Nel testo ‘La colline dei ciliegi’ di Lucio Battisti, ad esempio, il protagonista invita la partner a seguirlo senza timore degli altri e la invita inoltre a superare insieme tutte le difficoltà e le incertezze che si troveranno davanti. Un altro esempio invece è il romanzo ‘Anima Mundi’ di Susanna Tamaro, pubblicato nel 1997. Esso tratta di un ragazzo il quale conduce una ricerca interiore attraverso tre fasi: Fuoco, Terra e Vento. Un lontano passato segnato dall’atroce vicenda delle foibe fa da sfondo al presente, nel quale il protagonista ha come unica sua luce un’amicizia, ben presto smarrita ma con la quale ben presto riuscirà a rilegare.
    ESERCIZIO 5
    Secondo Erissimaco anche l’amore puntato verso il piacere è positivo, sempre se non si esagera, e inoltre, sempre secondo egli, non ci sono distinzioni di due amori. Secondo me sentimento e piacere sono complementari e quindi non contradditori. Oggi giorno, soprattutto tra i giovani, si guarda prima l’aspetto esteriore che quello interiore, senza dare quindi importanza al carattere di una persona, senza quindi neppure conoscerla ed è per questo che sono sempre più diffusi i rapporti tramite i social network dove si preferiscono le parole alle carezze, al contatto. Per continuare la mia tesi aggiungo che il piacere e il sentimento sono inoltre legati in quanto non può esserci l’uno senza l’altro, se no non si tratterebbe di amore vero. Ad esempio, ora diamo importanza solo alla bellezza, ma pensiamo mai che quella col tempo svanisce. A questo punto è il sentimento, costruito in quello stesso tempo,a rimanere.
    ESERCIZIO 6
    Il mito dell’androgine di Aristofane narra la nostra origine, partendo da quella che vi era prima. Inizialmente vi erano tre sessi: quello femminile, quello maschile e l’ermafrodita il quale aveva caratteristiche sia del maschio che della femmina. Questa non è l’unica differenza con oggi ma bensì ogni individuo era formato da due esseri umani, ognuno con il volto in direzione opposta dell’altro. Uniti erano perfetti come una mela. Essi si sentivano ed erano forti, per questo osarono sfidare gli dèi, i quali non potevano ne distruggerli ne accettare la loro arroganza. Per questo Zeus decise di renderli più deboli e l’unico modo per farlo era dividerli in due. Da qui vi è la nostra origine : degli eterosessuali e degli omosessuali. I primi i quali derivavano da quelli appartenenti all’ermafrodita, quindi formati da un maschio ed una femmina, gli omosessuali i quali gay che derivavano dai due maschi e le lesbiche derivate da quelle creature formate da due donne. Inoltre, nel mito vi è presente il tema dell’amore come sentimento, infatti, in quanto separati, ogni uomo cercava la sua metà mancante. Una volta trovata quest’ultima, essi non facevano altro che abbracciarsi, mostrare amore l’una verso l’altra e desiderare nient’altro che essere una cosa sola. Inoltre davano prova del loro amore ad esempio non cibandosi.
    ESERCIZIO 7
    Agatone nel suo discorso, esalta la natura del suo Eros in quanto nessuno dei precedenti lo aveva fatto. Afferma che Eros è il più felice degli dei poiché è il più bello e quindi sviluppa l’argomento con la corrispondenza tra il bello e il buono chiamata anticamente ‘kalokagathia’. Tale termine , appunto ‘ bello e buono’ era diffuso anticamente in Grecia e in occidente, in quanto si vedeva il bello come qualcosa di buono, quindi, non solo ciò che risultava gradito all’occhio e all’orecchio, ma anche qualità del carattere e della mente umana. Il brutto invece, come qualcosa di malvagio , proprio per questo le persone deformi, venivano allontanate. Oggi, questa corrispondenza non esiste più come prima e, aggiungo fortunatamente, in quanto le persone vanno conosciute interiormente e non fermarsi quindi all’apparenza, come si dice ‘’mai giudicare il libro dalla copertina’’. Un esempio di kalokagathia è l’eroe classico, inteso come ideale che coniugava la bellezza fisica all’agathìa, ovvero la bontà per i valori derivanti dalla loro istruzione. Inoltre, tale concetto greco, lo si incontra per Achille e Memnone, il contrario avviene invece per Tersite, un semplice soldato che compare nell’Illiade. Inoltre ci sono altri due personaggi mitologici per i quali non si può parlare di kalokagathìa nonostante la loro grande bellezza, poiché non si mostrano valorosi. Come ad esempio Paride, che oltre a essere privo delle tipiche virtù degli eroi è anche colui che provoca la guerra di Troia, e di Narciso, ragazzo indifferente alle armi e all’amore, tranne quello per sé stesso.

    • proflombardi il said:

      Buon lavoro! Brava! Hai sviluppato ottimamente le tue analisi sugli argomenti richiesti. Interessanti anche le tue considerazioni personali (esercizio 5) anche se avresti potuto svilupparle maggiormente! A proposito dell’esercizio 3, un atroce dubbio mi assale: ma chi è Paumasia? 😉

  6. Francesca Matteo il said:

    ESERCIZIO 1

    La duplicità di Eros:
    Esistono due diversi Eros: L’Eros Pandemio(detto anche volgare) e l’Eros Uranio (o Celeste) che servono rispettivamente Afrodite Pandemia e Afrodite Urania.
    L’eros volgare è :
    -proprio degli uomini da poco
    -rivolto a ragazzi e ragazze
    -opera a casaccio
    -rivolto a coloro che amano i corpi, non l’anima e preferiscono le persone meno intelligenti.
    L’eros celeste è:
    -rivolto ai ragazzi
    -non conosce nessun impulso brutale
    -rivolto a coloro che amano teneramente il sesso per natura più forte e intelligente
    -rivolto alle anime

    ESERCIZIO 2

    Oggi bisogna ancora fare una distinzione tra l’amore con un’accezione positiva l’amore con un’accezione negativa. Quale sia l’amore all’età di sedici anni forse è un po’ difficile da sapere ma
    un amore negativo o positivo è decisamente facile da riconoscere.
    Un amore positivo è quello per cui gli innamorati darebbero anche la vita pur di far star bene
    l’altro, un amore che va al di là del corpo…un amore che anche solo attraverso uno sguardo si
    avverte un senso di serenità; quindi un amore che in qualsiasi momento può valere la pena.
    Pochi giorni fa leggendo un libro di Massimo Bisotti mi colpì una frase che diceva: “L’amore è
    l’unica esplosione nucleare che non distrugge ma crea” e creso sia decisamente così, un amore
    positivo è un amore che non importa se finisca o meno ma l’importante è che abbia lasciato
    qualcosa di buono, che abbia fatto nascere dentro di noi un ricordo positivo dell’amore che non sbiadirà mai. Al contrario un amore negativo a volte può distruggere. Purtroppo spesso sentiamo notizie di persone (principalmente donne) uccise, violentate, donne a cui è stata tolta la propria dignità, sfigurate, persone distrutte da un amore negativo; non so nemmeno se definirlo amore…
    Quindi un amore negativo è privo di anima, di buone intenzioni, di buon senso.. unica fonte di
    pene rammarico.
    -Canzone che può esemplificare un amore positivo:
    Anna Oxa- quando nasce un amore oppure una delle mie canzoni preferite
    The Red Jumpsuit Apparatus- Your Guardian Angel…Il titolo della canzone, traducibile con “Il tuo angelo custode“, riassume esattamente il significato dell’intera canzone: il cantante si rende conto di amare la sua ragazza a tal punto da fare qualsiasi cosa per lei “Non ti farò mai cadere, mi alzerò con te per sempre, sarò lì per te qualsiasi cosa accada” fino a giurare di morire pur di salvarla “Anche se salvarti mi manderà in cielo”, in questo senso la figura dell’angelo custode è sicuramente la più azzeccata. Nonostante ciò sembrerebbe però che la ragazza di cui il cantante sta parlando, sia proprio sul punto di lasciare il ragazzo (cioè il cantante), questo lo capiamo dalle parole “Per favore non andare via” e “Per favore dimmi che resterai“, insomma una sorta forse di supplica, ma che invece che scoraggiare il ragazzo, lo rende ancora più consapevole che lui possa “essere l’unico adatto” a lei.
    -Canzone che può esemplificare un amore negativo:
    Elizabeth Carew- Destructive. Canzone che parla di un amore che ormai è finito, un amore che
    non può durare ma che bisogna essere forti abbastanza per non cadere nell’abisso. “I can’t run away from it but I can walk the other way”.

    ESERCIZIO 3

    Pausania in questa parte del suo discorso in breve afferma che gli atti degli innamorati
    che includono anche suppliche, giuramenti, l’abbassarsi ad ogni tipo di schiavitù per l’altro
    sono qualcosa che si ammira e che la società ateniese non critica. Oggi non è proprio così. Molte persone considerano strane, esagerate e talvolta inutili le dimostrazioni d’amore; è davvero raro trovare qualcuno che si spinge al di là di ciò che gli altri trovano “normale” se si ama si fanno le
    pazzie più grandi per amore. Questo invece viene considerato magnifico ed estremamente bello, significativo da coloro che capiscono cosa vuol dire amare, cosa vuol dire amore.

    ESERCIZIO 4

    Erissimaco, come medico mette in legame l’eros con la salute, intesa come un equilibrio proprio dei corpi e come desiderio di ciò che favorisce la cosa stessa. Secondo lui l’influenza dell’amore
    si estende anche a tutte le arti che hanno a che fare con equilibrio e armonia.
    Una canzone che può avvicinarsi a questa tematica è appunto come suggerito “canto notturno” di Roberto Vecchioni. Egli si interroga su cosa sia il mondo, sul senso di Dio e della Storia
    concludendo con l’idea che l’amore è la cosa più grande dell’universo.
    “io ti amo: ho paura ogni istante che abbiamo;
    ho paura di averti meno;
    come un cieco ti ho dato la mano..
    non lasciarmela, portami via, via con te.” e qui invece c’è la paura di perdere quell’amore che
    dà a tutto un senso. Quest’amore che non sbiadisce mai.

    ESERCIZIO 5

    Piacere e sentimento secondo me sono complementari, in fin dei conti credo che parecchie
    persone si ritroveranno in queste parole; i sentimenti sono quel che non stanca mai, i sentimenti di un innamorato sono alla base di un rapporto d’amore ma comunque noi giovani ma
    ovviamente anche gli adulti (che di conseguenza sono stati giovani) cerchiamo sempre quel
    “piacere”, ciò che rende ancora più vivo, vero, tangibile un rapporto tra due persone che si
    amano.. e ora come non citare Petrarca con la sua frase “ho amato l’anima assieme al corpo”
    perché alla fine si è vero che quel che resta lo si ritrova nell’animo e la bellezza esteriore svanirà
    con lo scorrere incessante del tempo ma il piacere sarà sempre parte integrante del nostro modo terreno di amare.

    ESERCIZIO 6

    1) Il mito narrato da Aristofane parla di come erano gli uomini tanto tempo fa.
    Vi erano innanzitutto tre tipi di umani: maschi, femmine e ermafroditi. Ognuno dei quali era
    formato da due esseri uniti frontalmente quindi con due gambe, due braccia, due teste ecc..
    poi c’erano gli ermafroditi che avevano i caratteri sia degli uomini che della donna, tutti questi esseri umani componendosi di due corpi erano molto potenti e risultavano quindi arroganti allora per punizione Zeus decise di tagliarli a metà per farli divenire più deboli di conseguenza per l’intera vita ogni uomo o donna viveva diviso dalla propria anima gemella e quando si riconducevano nasceva l’amore e la felicità.
    Da qui sono nate le unioni omosessuali e eterosessuali rispettivamente in origine coppie di due
    maschi o due femmine e coppie di un maschio e una femmina.
    2-3) Come già accennato prima una volta ricongiunti i corpi, gli esseri si ritrovano ad amare e
    l’unica cosa che vorrebbero è quella di unirsi per l’eternità; come spiegato nella sezione
    “L’innamoramento” tutti desidererebbero vivere accanto alla propria anima gemella di giorno e di notte, fondersi in modo che da due possano divenire un solo corpo con due anime.

    ESERCIZIO 7

    Sappiamo che ai tempi dell’antica Grecia si sviluppò l’idea del bello e buono
    “kalòs kai agathòs” per cui la perfezione si raggiungeva attraverso un buon animo derivante da una bellezza esteriore perché si pensava che l’essere belli portasse anche ad un’elevata forma
    di nobiltà. Per secoli l’uomo celato dall’ignoranza ha portato avanti quest’idea arrivando per esempio all’esclusione social di persone affette da lebbra o qualsiasi altra malattia li deformasse esteriormente e dato che vi era sempre questo pensiero del “bello e buono” queste persone venivano emarginate senza aver davvero conosciuto quell’uomo.
    Questa concezione spesso oggi la si riscontra ancora; basti pensare che al giorno d’oggi serve
    solo un corpo perfetto affinché qualcuno possa essere considerato un “idolo”… corpi usati come
    mezzi pubblicitari che non fanno altro che diventare fonti di debolezze giovanili che vorrebbero a tutti i costi aspirare ad avere un bellezza esteriore grande in una società in cui ciò che sei realmente viene posto in secondo piano.

    Anche se leggermente in ritardo, buon anno !!

    • Claudia Berriola il said:

      Esercizio uno:
      Differenze e caratteristiche tra Eros Uranio ed Eros Pandemio:

      Eros Uranio, come dice Pausania nel Simposio, deriva dalla dea Afrodite Urania, in altre parole un amore spirituale, sacro, celeste. Un amore rivolto solo ai maschi che non conosce alcun impulso brutale ed è ricolto alle anime. Quest’amore è considerato sacro poiché esso è fedele, legato alla virtù ed è la più antica. Per questa ragione
      coloro che sono attratti da questo dio amano teneramente il sesso per natura più forte e intelligente. E proprio da questa inclinazione a innamorarsi dei ragazzi si possono riconoscere quanti sono posseduti con purezza da questo Eros, perché essi non amano i giovani prima che abbiano fornito prova d’intelligenza. Infatti, secondo sempre ciò che dice Pausania, all’interno del Simposio, l’amore sacro è una forma di rispetto da parte dell’amante all’amato (poiché chi ama il carattere di una persona per le sue alte qualità, resta fedele tutta la vita perché il suo amore riposa su qualcosa di costante – riferimento al testo).

      Eros Pandemio, deriva dalla dea Afrodite Pandemia nata da Zeus e Dione, è un amore che è legato alle cose materiali, al corpo e rivolte sia alle ragazze sia ai ragazzi. E’ un amore “volgare” com’è riportato nel Simposio, definito appunto Profano poiché esso è privo di una concezione morale e spirituale. Chi crede in quest’amore mira soltanto al soddisfacimento del corpo e quindi in questo caso il congiungimento con le donne era visto come orientato unicamente al piacere e alla procreazione, e quindi un amore non fedele e vergognoso in molti casi poiché le persone cercavano solo di arrivare al piacere anziché cercare nell’animo umano e innamorarsi per l’aspetto interiore e non solo esteriore.
      Un altro aspetto di chi preferisce e segue l’amore profano è che cercano le persone meno intelligenti e quindi vogliono arrivare dritto al loro scopo, non gli importa il modo – che sia bello o brutto -. (Capita quindi che s’imbattano nel bene, e capita anche il contrario – riferimento al testo).

      Esercizio due:

      Secondo me non si dovrebbe parlare di amore negativo e amore positivo, perché l’amore è un sentimento che a secondo di qualsiasi persona cosa o attività è bello e un concetto positivo. Se proprio dovessi fare una distinzione tra amore negativo e amore positivo, potrei subito dire che un amore negativo è essenzialmente quello violento, un amore approfittatore, per interessi; questo a mio parere non è amore perché colui/colei che ama solo per interessi personali è una persona che non ha interesse di nulla nella vita e che deve trovare solo il cosiddetto “stolto” per crearsi un futuro, oppure c’è l’amore malato, quell’amore rivolto a una persona solo per fare abusi del suo corpo e del piacere e quindi un amore non duraturo e solido, infedele.
      Una canzone che rispecchia l’amore negativo o comunque un amore profano è “Gli Uomini Non Cambiano” di Mia Martini. In questa canzone, Mia Martini descrive l’angoscia che si prova quando si tratta di un amore usato, di un amore non vero e di tutte quelle volte che gli uomini prima ti conquistano e poi ti lasciano sola. Infatti, in questi versi, in quetse parole ritroviamo appieno quanto appena ho detto:

      “Gli uomini non cambiano
      Prima parlano d’amore e poi ti lasciano da sola.
      Gli uomini ti cambiano
      E tu piangi mille notti di perché
      Invece, gli uomini ti uccidono
      E con gli amici vanno a ridere di te.”

      In questi versi si vede come l’uomo può arrivare a fare una cosa del genere solo per divertimento e solo per soddisfare il suo piacere andando poi a vantarsi con chi sa chi. Ed è questo che rende l’amore un concetto negativo, un amore illusorio che prima ti affiora e poi ti abbandona semplicemente con il gusto di farlo. Mia Martini, sorella di Loredana Bertè, ha voluto comunicare attraverso la sua canzone l’oblio della parola amore che ormai non è più quello di una volta, o forse non l’ho è mai stato. Forse l’amore vero non è e mai esistito, ma forse un briciolo di amore esiste ancora.
      Un’altra canzone che secondo me esprime comunque una forma di amore non vero è sempre di Mia Martini “Almeno tu nell’universo”. In questa canzone lei tende a spiegare come ormai l’amore sia concetto di moda, quasi a voler dire “Amo perché amano tutti”. È questa un’altra forma di amore sbagliato, il fatto di amare solo perché ormai lo fanno tutti, e quando poi passa la moda passa l’amore.
      Un altro testo che descrive l’amore negativo è “La canzone dell’amore perduto (Fabrizio De André)”. In questa canzone De André racconta di come un amore può finire e può semplicemente iniziarne uno nuovo perché si ha il bisogno di amare e di non rimanere soli. Ed è questo che ne fa un amore sbagliato, poiché non si deve amare soltanto per la paura di restare soli. In questa canzone si nota appunto il desiderio di cercare un altro amore poiché il precedente è appassito come un fiore, il protagonista del brano va alla ricerca di questo “amore nuovo” per poter iniziare la sua vita in compagnia. E secondo me questo non è tanto un amore negativo, quanto un amore triste dato che la gente si abbassa a certi livelli solo perché è cosi che ormai funziona il mondo. IL famoso detto “Meglio soli che mali accompagnati” sarà stato fatto per un motivo, evidentemente alcune persone preferiscono avere la compagnia di una persona sbagliata pur di non restare soli e molto volte è questo il motivo dei divorzi e delle separazioni, il fatto che la gente si accontenta del primo che passa e poi scoprire che quello non è amore vero, ma solo un amore convenzionale.
      E’ appunto questo che spiega in altre parole il concetto di amore negativo secondo il mio parere.

      Per quanto riguarda l’amore positivo io concordo in certi aspetti con quello che afferma Pausania nel Simposio, in altre parole dell’amore sacro, quell’amore che va di là del piacere e di aspetti materiali. Un amore vero, positivo è quell’amore che si prova per una persona quando essa riesce a entrarti nel cuore e riesce a leggerti come se fossi un libro molto lungo e che molte persone a volte si scocciano di arrivare alla fine. L’amore positivo può essere rivolto anche alla natura, voler salvaguardare una zona che è a rischio, oppure un amore rivolte agli animali che vivono in tremende condizioni e molte persone se ne fregano altamente perché pensano solo a se stessi. E’ questa secondo me la vera differenza tra amore positivo e negativo che credo ne esca fuori anche da ciò che ho appena scritto, è appunto la concezione di amore che uno ha, per me l’amore vero è quando una persona, in questo caso l’amante dona tutto se stesso per far si che l’amato sia felice, mettere sempre l’amato al primo posto ovviamente rimanendo fedele ai propri principi e ai propri pensieri.
      Le canzoni che rispecchiano un amore vero e positivo ne sono molteplici partendo dal “Mio canto libero” di Battisti fino ad arrivare anche a “Futura” di Lucio Dalla. Queste canzoni e non solo rispecchiano la visione di amore perfetto, di un amore genuino e onesto, dove molto volte troviamo la storia di due innamorati, declinata però in senso universale: il protagonista invita la partner a seguirlo senza timore degli altri e la sprona a superare insieme tutte le difficoltà e le incertezze che si troveranno davanti.
      Per citare alcune strofe di queste canzoni, o meglio, capolavori sono un po’ difficile in quanto tutti il brano rispecchiano l’amore vero verso due innamorati, come appunto vediamo nella canzone di Lucio Dalla “Futura”, che racconta la storia di due amanti, di due innamorati che però vivono una situazione diversa in quanto essi vivono a Berlino Est e Berlino Ovest. Il loro amore è quindi tormentato dal fatto che vivono in due zone diverse, ma sono follemente innamorati e decidono che un giorno faranno una figlia e si chiamerà Futura. Le classiche parole d’amore, poesia per chi legge questo testo è appunto la rappresentazione dell’amore sacro, un amore senza limite che sarà felice di aspettare il domani, in altre parole il momento in cui i due innamorati riusciranno a vivere una storia d’amore e dare alla luce una figlia.
      Anche l’altro testo di Battisti “Il mio canto libero” è una vera e propria forma di amore puro, dove il significato della canzone è apparentemente molto chiaro, ma come nella maggior parte delle canzoni di Battisti ci rimanda a significati molto più profondi. Protagonista dell’intera canzone è “il canto libero” il quale celebra un amore incondizionato verso la
      donna amata che è tenuta in gioco in tutta la canzone da pronomi personali. Fin dalla prima strofa viene messo in discussione il mondo, la società, la mente umana ormai corrotta dal potere e degenerata. Lucio canta: “In un mondo che prigioniero è…” ormai ci troviamo in un mondo di silenzio, chiuso in circoscrizioni mentali che non lasciano spazio al pensiero umano, che soffocano i desideri più belli e nobili dell’uomo. L’esaltazione dell’amore porta a riscoprire i valori che la società cerca di nascondere e in questi riscopriamo le nostre passioni e i nostri amori.
      Un altro testo che parla di amore, o meglio di vari tipi di amore è “Anche per te” di Mogol, Battisti. In questo brano si vede la differenza tra i vari tipi di amori e il cantautore lo descriver parlando di tre donne: una suora, una prostituta, una madre. La suora, come si note bene nel testo, ha poca cura di se stessa e questo già sta a significare che non ha amore per se stessa infatti si vede proprio dalle parole “Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffè // che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te // che poi entri in chiesa e preghi piano // e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.” Appunto si nota l’amore che la suora prova solo verso Dio che è immenso e sacro tanto da entrar in chiesa piano piano senza voler disturbare. L’altro tipo di amore è quello della prostituta che in realtà non è per niente amore. La donna vende il proprio corpo come se fosse un lavoro senza pensare magari alle conseguenze di quest’azione. E lo si nota in questi versi della canzone “Per te che di mattina torni a casa tua perché // per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te // per te che metti i soldi accanto a lui che dorme // e aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne.” Si vede proprio come la donna cerca solo di soddisfare il suo piacere e di aggiungere un po’ di amore a chi non sa che farsene. L’ultimo tipo di amore che Battisti e Mogol descrivono è quello di una madre. Partendo sempre dai versi dell’autore notiamo appunto l’errore che ha commesso questa giovane madre e che ormai vive nel rimpianto di quest’ultimo: “Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi // lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai // per te che un errore ti è costato tanto //che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto.”
      In questo testo si nota proprio la routine con la quale le persone svolgono la loro vita, senza ormai un briciolo di dignità se così possiamo chiamarla, senza pensare un po’ a se stessi e fare qualcosa di nuovo per migliore la propria giornata.

      Esercizio tre:

      Secondo Pausania alcuni gesti o dimostrazioni d’amore sono al quanto strani e nell’antica Atene non erano contrastati. Se dobbiamo parlare nei nostri tempi, ancora oggi non c’è nessuno che si oppone a gesti assurdi o strani da parte degli innamorati ma resta comunque da dire che a volte molte ragazzine perdono un po’ le staffe quando sono innamorate. C’è da dire però che atteggiamenti strani da parte degli innamorati non si vedono solo nelle giovani coppie ma molte volte c’è sorprendersi nel vedere gente adulta comportarsi ancora in modo strano e ossessivo. Ragazze/i tendono, molte volte, a sottomettere il partener come se fosse una cosa normale oggi, ma non si rendono conto che nel 21 secolo ci sono ancora atti di sottomissione da parte di ragazzi, oppure donne che si lasciano sottomettere dal fidanzato. Per me questi sono gli atteggiamenti più strani senza parlare delle dimostrazioni di affetto o di amore che ormai ai nostri tempi scarseggiano siccome una bella lettera d’amore viene sostituta con un testo “lungo” sul social network. Molte persone credono che cosi facendo siano romantici, forse anche di più di presentarsi sotto casa con un mazzo di fiori. Ormai questo tipo di romanticismo non esiste più poiché il mondo si sta evolvendo molto rapidamente e non oso immaginare nei secoli a venire cosa ne sarà della parola amore (parola che ormai tutti usano, senza avere un motivo ed è una cosa vergognosa per me.).

      Esercizio quattro:

      Erissimaco, da buon medico, considera l’amore un fenomeno naturale e ne distingue gli aspetti normali da quelli morbosi. Nell’esporre la sua teoria si trova d’accordo sulle due specie d’Amore individuate da Pausania: “che Amore dunque sia duplice, pare a me che sia un distinguere bene”, con una piccola differenza però: al posto dell’Afrodite Pandemia (Volgare), Erissimaco pone l’Afrodite Polimnia (“dai molti inni”, cioè portatrice di disordine). Amore infatti, come ogni cosa in natura, deve essere armonico ed equilibrato in ogni sua azione – «comunione di opposti»: infatti la “soverchieria” “il disordine” insiti in ogni forma di attrazione non possono riuscire a buon fine, ma determinano contagi, malattie, guasti e distruzione; “ma quando invece l’Amore diventa incontenibile e infuria violento durante le stagioni dell’anno, produce guasti e distrugge molte cose”. All’inizio del suo discorso, inoltre, Erissimaco ci propone una sua definizione di medicina, e di armonia, e afferma che “nella musica, nella medicina e in tutte le altre attività umane e divine, per quanto è dato, bisogna bene osservare l’uno e l’altro di questi amori: infatti sussistono ambedue”. Erissimaco infine, come Pausania, cerca anch’egli una giustificazione per l’amore omofilo, trovandola in maniera più fondata nella Physis (natura) piuttosto che nel Nomos.
      Una canzone che ne spiega il significato di ciò è “La collina dei ciliegi” di Battisti e Mogol. In questa canzone si nota l’amore che c’è tra i due amanti nel voler “scappare” insieme verso un futuro migliore; infatti uno dei due chiede all’altro di prendere la sua mano e di seguirlo in un’ avventura, ovviamente piena di ostacoli e disagi ma che insieme potranno essere superati dato che c’è l’amore di mezzo ed è un amore che tenderà a rimanere nel tempo senza svanire mai.
      Per quanto riguarda invece la poesia c’è né una che rispecchia a dovere questa teoria di Erissimaco, “Anima mundi”, di Susanna Tamaro.
      Un romanzo di formazione che segue la crescita interiore del giovane Walter, un ragazzo che attraversa fuoco, terra e vento per conoscere se stesso. Ma prima deve fare i conti con il suo passato, una famiglia senza amore, un padre violento e la tragica fine di un amico allontanato col tempo. Reso forte da un’amicizia profonda, Walter decide di lasciare la sua piccola città per Roma, dove trova tutt’altro da quello che si aspetta: la grande capitale è un mondo crudele e spietato. Il tempo trascorso lì lo svuoterà, lasciando un senso di isolamento nel suo cuore. Finché dopo dieci anni di silenzio non arriva una lettera del suo vecchio amico che lo strappa dal suo torpore: la testimonianza del tragico declino di una vita che sono tutte le vite, segnata da una visione estrema del mondo e le sue atroci conseguenze. Da un imprevisto incontro, Walter conoscerà non solo la speranza ma un nuovo sguardo sull’universo.

      Esercizio cinque:

      Secondo me piacere e sentimento sono due parole complementari tra loro in quanto a mio parere non esiste l’una senza l’altra. Attualmente sia ragazze che ragazzi notano soprattutto l’aspetto esteriore di una persona per poi scavare a fondo e conoscere le proprie qualità, e ciò mi sembra giusto fino ad un certo punto. Secondo l’aspetto fisico non è tutto in una persona perché solo se un ragazzo/a non è bellissimo/a, non vuol dire che non ha qualità da offrire così come il ragazzo/a bello non vuol dire che sia anche intelligente e buono d’animo. Ormai queste due parole è come se fossero distaccate in un certo senso dato che molte persone, soprattutto giovani tendono ad “amare” , ( parola troppo grossa per me per quanto detto prima), o meglio affezionarsi ad una persona per il suo aspetto fisico e ormai il mondo sta diventando sempre di più un mondo “extraterrestre” per le cose che si sentono o vedono. Allacciandomi al discorso di Erissimaco io direi che è giusto collegare il piacere al sentimento perché i sentimenti di una persona verso un’altra sono quelli che non cambiano nel tempo; se una persona è importante o lo è stata i sentimenti non svaniscono nel nulla perché ci sarà sempre una parte di quella persona dentro di noi ed è proprio questo che rende bello l’amore. Ovviamente tutto questo si collega al piacere che rende più “acceso” l’amore o il rapporto tra due innamorati.

      Esercizio sei:

      1) All’interno del mito narrato, Aristofane spiega com’erano fatti gli uomini molto tempo fa.
      Lui sosteneva che all’inizio gli uomini erano formati da due esseri uniti frontalmente, quindi con due gambe, due braccia, due teste ecc… Questi uomini erano considerati molto forti perché potevano muoversi in ogni direzione ed erano molto forzuti poiché ne erano due. Inoltre c’era chi era formato da due maschi attaccati che rispecchiavano il Sole, altri formati da due femmine che rispecchiavano la Terra e infine c’erano gli ermafroditi formati da un maschio e una femmina che rispecchiavano la Luna in quanto nella scienza astronomica la luna ha sia le caratteristiche del Sole che della Terra. Dato che questi erano molto forti e arroganti Zeus pensò di punirli senza però ucciderli altrimenti non avrebbe avuto nessuno che lo venerasse. Pensò allora di dividerli in due rendendoli più deboli e meno arroganti per tutta la vita in modo che sia gli uomini sia le donne erano in cerca della propria anima gemella e una volta trovate raggiungere la felicità e l’amore. Da qui sono nate le unioni omosessuali ed eterosessuali, in altre parole unioni di due maschi due femmine o un maschio e una femmina.

      2-3) Come detto prima, i due corpi una volta trovato la propria metà sarebbero stati felici per l’eternità e avrebbero amato incondizionatamente il proprio partener. Gli essere umani quindi vorrebbero unirsi per sempre con la propria anima gemella per ritornare a essere completi e più forti. Questo è ciò che viene spiegato anche nel video di Aldo, Giovanni e Giacomo in “Tre uomini e una gamba” dove viene rappresentato il mito della mela divisa in due che è alla ricerca della propria metà perfetta. Quindi diciamo che è proprio questo che Aristofane cerca di spiegare; il fatto che l’uomo è un po’ come la mela divisa in due e senza la sua metà è incompleta e le manca qualcosa per essere perfetta e felice. E gli uomini sono proprio cosi, vanno alla ricerca della propria metà, della parte mancante che rende l’uomo o la donna completa e perfetta.

      Esercizio sette:

      Il concetto di “kalòs kai agathòs”, ovvero “ bello e buono”, è un idea che si erano fatti i Greci che significava che la perfezione si raggiungeva solo se si era belli esteriormente e di conseguenza di animo buono e nobile. Da questa idea cominciarono a nascere i pregiudizi contro coloro che erano affetti da malattie che li portavano ad avere una deformazione fisica. Per molti anni i lebbrosi o quelli che avevano determinate malattie vennero esclusi dalla società senza una ragione. Basti pensare alla Seconda Guerra Mondiale e al trattamento pessimo che subirono gli ebrei, addirittura fatti fuori, uccisi perché non appartenevano alla “razza pura” che doveva esserci secondo i signori di quel tempo. Purtroppo queste discriminazioni ci sono ancora tutt’oggi ed è veramente una cosa penosa. Vedere persone che non aiutano chi è in difficoltà soltanto perché è straniero o non possiede una casa dove passare la notte o del denaro per procurarsi dei viveri. Questo è il motivo che purtroppo nel 2015 esiste ancora il Terzo Mondo, una parola che non dovrebbe esistere. Quelle povere persone che purtroppo non possono vivere in condizioni decenti per mancanza di denaro, e c’è chi fa la bella vita buttando i soldi in Alcol o in serate e festini. E’ davvero una cosa vergognosa vedere chi ha la possibilità di aiutare persone povere e non farlo perché pensano solo ai propri sfizi o scopi e intanto c’è gente che muore, bambini appena nati che muoiono per colpa di persone che non fanno niente per aiutarli. Oppure basti pensare alla corruzione che c’è tra politici o uomini di legge che stanno bene economicamente e invece di pensare a rendere il mondo un posto migliore lo stanno pian piano portando alla rovina perché pensano a loro stessi. Purtroppo queste discriminazioni ci sono e chi sa per quanto tempo ci saranno. Ritornando al discorso del Terzo Mondo per me è davvero brutto sentire questa parola in quanto la Terra è un pianeta che accomuna tutti gli esseri viventi e non dovrebbero esserci distinzione tra i vari continenti. Per quanto riguarda il discorso iniziale della “kalokagathía” credo che tutto ciò che ho detto spieghi abbastanza il concetto che intendo per questa parola, ovvero che anche se nell’antichità questa parola rappresentava il bello e il buono, nella società moderna a mio riguardo questa parola non dovrebbe esistere in quanto coloro che hanno rovinato il mondo “ Hanno la cravatta e non i tatuaggi”; per spiegare che a volte il bello non è necessariamente buono e infatti basti vedere il mondo che sta andando alla rovina a causa di uomini di legge che all’apparenza sembrano essere buoni e belli e poi scoprire che in realtà e tutta finzione e non realtà.

      Ps. Anche se un po’ in ritardo, Buon Anno Prof, le auguro un buon 2015!

      • proflombardi il said:

        Buono il tuo lavoro. Ottime le tue considerazioni personali anche se, personalmente, le ho trovate un po’ amare. Spero e credo che non tutti gli uomini si comportino nel modo descritto dalla Martini (anche se purtroppo in giro se ne trovano)! In ogni caso mi sembra che il testo della canzone sia positivo ruotando intorno alla speranza che il proprio amore sarà “per sempre”, “sincero” ecc. Concordo con le tue considerazioni nella parte finale dell’esercizio 3. Bisogna allora educare un po’ questi giovani ragazzi! Che dici? 😉 Qualche confusione tra poesia e romanzo nell’esercizio 4. Per quanto riguarda le tue considerazioni espresse nell’esercizio 5, non trovi che chi è bello “dentro” diventa anche bello “fuori”? Concordo anche con le tue considerazioni dell’esercizio 7. Purtroppo è vero quello che dici ma penso che spetta anche a ciascuno di noi fare qualcosa per cambiare questo mondo! Buon anno anche a te (magari con tanti buoni voti)!

    • proflombardi il said:

      Complimento per il lavoro fatto. Bella la citazione dal libro di Biasotti come anche il testo di Your Guardian Angel. Il testo di Destructive parla, come dici tu, di un amore finito, ma forse non è proprio questo il senso di “amore negativo” come lo intende Platone. Qualche tua compagna ha anche parlato di “amore malato”, egoistico, che non pone gli altri così come sono al centro della propria vita ma solo se stessi e i propri “bisogni”. Il testo della canzone mi ha lasciato un po’ perplesso perché non si il motivo della fine di quell’amore: “Il nostro amore è distruttivo, Ci sta abbattendo… io so che devo lasciarti”. Esprime bene le lacerazioni, le confusioni, le contraddizioni della fine di un’amore, ma non lo vedo come un amore “negativo”. Che dici?

  7. Chiara Viglietti il said:

    ESERCIZIO N.1
    Pausania durante il suo racconto divide l’Eros in due parti completamente diverse che deriva uno da Afrodite Uranio,ovvero quella celeste e l’altra da Afrodite Pandemia.
    Come già detto questi due tipi di Eros sono diversi tra loro .

    Eros Uranio:
    -non conosce alcun impulso brutale
    -è rivolto alle anime
    -è estraneo all’elemento femminile
    -è rivolto soltanto al sesso maschile dando vita perciò soltanto ad un rapporto omosessuale
    -è il più antico
    -ha come ultimo fine la virtù
    -mira al rapporto intellettuale con la persona amata
    Eros Pandemio:
    -è rivolto sia a ragazze che a ragazzi
    -mira soltanto al soddisfacimento del corpo
    -è un amore volgare e senza ritegno
    -si tende a scegliere la persona meno intelligente per rendere più semplice lo scopo prefissato che come già detto non ha nulla a che fare con le qualità intellettive della persona prescelta.

    ESERCIZIO N.2
    Mi è difficile saper distinguere in modo giusto l’amore negativo da quello positivo,in quanto credo che nessuno di noi possa mai dare una perfetta definizione della parola ‘amore’ o dare delle norme di comportamento per provare in modo corretto questo sentimento così complesso,ma posso rispondere secondo le mie considerazioni e secondo il mio modo di essere.
    Come riportato nel simposio,Pausania distingue due tipi di Eros: Eros Uranio e Eros Pandemio,attribuendo al primo un significato positivo e al secondo un significato negativo. Pausania definisce come ‘amore negativo’ quello che è legato alle passioni e alla bellezza del corpo,mentre definisce come ‘amore positivo’ quello legato al rapporto intellettuale o vale a dire alla bellezza interiore.
    Per quanto mi riguarda ho considerazioni ben diverse che mi portano a distinguere questi due tipi d’amore.
    L’amore negativo per quanto ne so è suscitato in primo luogo dalla gelosia che molto spesso si trasforma in ossessione e da luogo più che ad un amore negativo io lo chiamerei ‘amore malato’. Reputo che sia uno dei sentimenti più pericolosi in quanto sta ad indicare l’ansia,l’incertezza e il timore di perdere la persona amata e se questo sentimento viene provato in modo molto eccessivo,porta la persona che lo prova ad agire in modo negativo e tante volte catastrofico,basti pensare alle tante storie di quasi sempre ragazze uccise a causa di questo ‘amore malato’.
    Il mio è uno delle tante cause che possono portare l’amore ad essere considerato un sentimento negativo,le cause sono molte e credo che chi rende questo sentimento un qualcosa di non buono non ha mai amato sul serio.
    L’amore positivo oggi giorno è difficile da incontrare e soprattutto da provare,in quanto ritengo che l’amore oltre ad essere il sentimento più puro e bello,sia anche quello più difficile da manovrare in modo giusto. Molto spesso i film e i libri possono farci capire quale tipo d’amore può essere il più pulito e magari indirizzarci sulla giusta strada. Insomma l’amore non deve avere barriere,è quello per il quale vale la pena rischiare pur di raggiungere la persona amata,quell’amore che anche se finisce,se è stato provato e sentito nel modo più giusto che ci sia è quello che ricorderai per sempre,proprio come dice una delle mie frasi preferite ‘ci vuole soltanto un minuto per offendere qualcuno,un’ora per piacergli,un giorno per amarlo,ma se è vero amore,occorre una vita per dimenticare’.
    Una delle mie canzoni preferite da sempre che parlano di un amore positivo,è ‘La cura’ di Franco Battiato,è una delle canzoni più belle che parlano d’amore per quanto mi riguarda.
    Il cantante in questa canzone invita l’altra persona a fidarsi di lui. Lui promette di proteggerla in qualunque modo, in qualunque situazione, di fare anche cose impossibili per non farla soffrire.
    In questa canzone, a parere mio si sente che la persona a cui lui si rivolge ha sofferto in passato, ma lui vuole darle tutto l’ Amore possibile , tentando di fargli capire che esistono ancora persone in grado di mettersi da parte ed annullare se stesse per la persona che amano e vuole far capire all’amata che ‘è un essere speciale’.

    ESERCIZIO N.3
    Pausania afferma che le dimostrazioni per amore,anche se sono considerate eccesive,non vengono mai criticate. Forse un tempo era cosi,ma purtroppo nella generazione in cui sono nata non è così. Dico questo perché oggi giorno non si criticano le ‘follie’ fatte per amore,per il semplice motivo che non se ne fanno e basta,in quanto in una generazione come la mia,si è più contenti ricevere un ‘like’ alla propria immagine di profilo dalla persona che ci interessa (ma anche da quella che non ci interessa) piuttosto che vedersi per un caffè e magari conoscersi al di fuori del mondo dei social.
    Allo stesso tempo,esistono ancora persone disposte a dimostrare il proprio amore anche se questo porta a diminuire la propria dignità,ma non lo si fa comunque,perché si ha troppa paura del giudizio della gente,la quale è sempre pronta a etichettare e a giudicare senza conoscere.

    ESERCIZIO 4
    Erissimaco pronuncia un elogio a Eros basandosi sulla teoria citata da Pausania, secondo cui Amore è scindibile in due parti; Eros non esiste solo nelle anime degli uomini, ma anche nei corpi di tutti gli animali e dei vegetali. E’ rivolto verso quelli che sono belli, e pure verso altre cose e altre sedi.Ciò esplica come questo grande dio estenda il suo potere su ogni cosa sia umana che divina.Dall’Eros Uranio deriva la felicità e l’armonia tra le varie parti del corpo e l’anima; invece dall’Eros Pandemio scaturiscono il disordine e la sofferenza.
    Una canzone che parla di un amore rappresentato come forza cosmica e come armonia interiore è ‘la collina dei ciliegi’ di Lucio Battisti. La canzone parla di due innamorati,il protagonista invita la propria amata a seguirlo,senza alcun timore dei tanti ostacoli che incontreranno durante il loro cammino.Credo che dentro ognuno di noi ci sia ‘una collina dei ciliegi’ un piccolo sogno nel cassetto che ci impaurisce,non mi riferisco soltanto all’amore,ma in qualsiasi cosa in cui crediamo e abbiamo il timore di fallire. Bisogna trovare il coraggio di salire su quella collina,solo così troveremo più fiducia nelle nostre possibilità.

    ESERCIZIO 5
    Ritengo che il mio pensiero si rispecchia nel discorso di Erissimaco,il quale non divide l’amore in due parti,ma considera anche quello diretto verso il piacere,come qualcosa di positivo.
    Diciamo la verità,che amore sarebbe senza il piacere,la seduzione,le passioni? Ognuno di noi in un rapporto cerca anche queste caratteristiche,che molto spesso possono rivelarsi importanti e far sentire il/la propria partner davvero amato/a,in questo caso penso che si possa rivalutare il significato della parola ‘piacere’ definendolo come ‘piacere di amare la propria persona’.
    Sicuramente,non solo ai giorni nostri,ma da sempre,la maggior parte delle persone ha sempre utilizzato il piacere come un soddisfacimento personale,privo di sentimento,facendo in modo di far apparire questo aspetto dell’amore come negativo.
    Considero dunque che il piacere unito al sentimenti debba esserci obbligatoriamente in una coppia e se non è così l’amore tra i due individui non è completo,ma nel momento in cui il piacere non cammina a braccetto con il sentimento,non si più parlare più d’amore,per il semplice motivo che i due individui in questione non hanno nulla di diverso dagli animali,i quali anche loro provano piacere,ma come ben sappiamo non provano sentimenti.

    ESERCIZIO 6
    1)All’interno del discorso di Aristofane possiamo trovare la spiegazione dell’eterosessualità e dell’omosessualità.
    Secondo il mito,ogni individuo era formato da due esseri umani uniti frontalmente con i volti rivolti verso direzioni opposte, avevano 8 arti e due teste,ed esistevano tre specie : i maschi,le femmine e gli ermafroditi che avevano caratteristiche sia maschili che femminili. Erano esseri perfetti e molto forti e osarono sfidare gli dei. Zeus decise quindi di dividerli in due parti,in modo che ognuno avesse una sola testa,due braccia e due gambe,rendendoli cosi meno forti.Da allora ogni essere umano è la metà di quello originale,è infelice e cerca la propria metà(‘è per questo che ciascuno è alla ricerca continua della metà che lo completa’) e quando la si incontra sorge il sentimento chiamato amore. Se le due metà erano due uomini o due donne nasce una coppia omosessuale,se invece si trattava di un uomo e di una donna nasce una coppia eterosessuale .
    2-3) Nel mito oltre ad essere esaltato il bisogno di ricongiungersi con la propria metà,viene anche esaltato il sentimento che le due metà provano nel momento in cui si ritrovano (‘quando incontrano l’altra metà di se stesse da cui sono state separate,allora sono prese da una straordinaria emozione,colpite dal sentimento di amicizia che provano ,dall’affinità con l’altra persona ,se ne innamorano e non sanno più vivere senza di lei,nemmeno un istante.’).

    ESERCIZIO 7
    Possiamo notare come in Platone sia presente l’idea di ‘kalos kai aghatos’ ovvero ‘Il bello e buono’.Nell’antica Grecia si era convinti che una persona dotata di una certa bellezza esteriore,potesse possedere anche una bellezza interiore.Ad esempio nel Dolce Stil Novo, le donne che venivano descritte,erano donne di aspetto angelico,tanto da considerarle figure divide,intermedianti tra uomo e dio,capaci di ‘salvare’l’uomo attraverso la loro tanta bellezza fisica.
    Quest’idea ha influenzato la cultura occidentale,infatti ancora oggi siamo portati a ritenere una persona di bel aspetto,come una persona che possiede un buon animo. Per ognuno di noi l’aspetto esteriore è l’elemento fondamentale,in quanto è la prima cosa che conosci di una persona ancora prima di conoscerla,mentre tendiamo ad evitare coloro che hanno un aspetto esteriore meno bello facendo in modo di ‘giudicare il libro dalla copertina’.
    Sicuramente oggi giorno non è come nell’antica Grecia e non sempre si considera una persona bella anche buona,basti pensare alle raffigurazioni dei cartoni animati, spesso la matrigna cattiva ha un aspetto incantevole,ma è un personaggio senza cuore,malvagio e spietato.

    • proflombardi il said:

      Buon lavoro, brava. Hai positivamente alternato risposte analitiche alle tue considerazioni personali. Significative le tue riflessioni sull’amore “malato” che, secondo me, è un modo più attuale di esprimere quello che Platone definisce “amore negativo”.Mi ha colpito l’uso della parola “manovrare” a proposito dell’amore positivo. Forse non è stata una scelta felice, non trovi? Bella la canzone di Battiato: nella prima parte mi sembra particolarmente adatta ad esprimere l’amore verso i propri figli, nella seconda mi sembra che parli più del rapporto di coppia. Carine le tue considerazioni sui “social”. Temo siano vere!! Perfettamente d’accordo con la tua risposta all’esercizio 5.

      • Alessia Trodelli il said:

        ESERCIZIO 1
        L’eros Uranio e l’eros Pandemio sono due facce della stessa divinità. Entrambi derivano dalla dea Afrodite, anch’essa di due nature:la prima, nata da Urano è detta Afrodite Urania, la seconda nata da Zeus e Dione, è detta Afrodite Pandemia.
        L’eros Uranio non conosce impulsi brutali, si rivolge alle anime e predilige persone intelligenti, è estraneo all’elemento femminile e partecipa solo al maschile che è considerato il sesso più forte e intelligente per natura, inoltre essendo nato prima è anche quello più antico. L’eros Pandemio ha caratteristiche quasi opposte, deriva dall’Afrodite più giovane, prova amore per entrambi i sessi innamorandosi della bellezza dei corpi che svanisce col tempo piuttosto che delle loro anime, fondando di conseguenza l’edificio dell’amore su basi non solide ma temporanee. Tenta di arrivare al suo scopo con metodi buoni e non.

        ESERCIZIO 2
        A mio parere al giorno d’oggi ha ancora senso distinguere un amore positivo e uno negativo. L’amore ha sempre lati positivi e lati negativi, chi ama è sottoposto a sofferenze e dispiaceri maggiori rispetto chi non prova questi sentimenti, mancanze che vengono però ricompensate dall’amore stesso. Esempi di relazioni che si possono collocare nel campo dell’amore positivo è l’amore tra genitori e figli oppure l’amore di marito e moglie che dopo anni di matrimonio o convivenza continuano a stare insieme nonostante tutte le difficoltà.
        L’amore diventa negativo quando i lati che portano dolore superano quelli positivi, come per esempio se si ricorre alla violenza (psicologica o fisica) dovuta alla gelosia estrema. Fortunatamente non mi è capitato di incontrare un amore violento. Se l’amore è violento, allora non può essere considerato tale. Se in onore di un amore malato si arriva ad uccidere allora non è amore, ma un’ossessione e un disturbo. Ma spesso l’amore ha anche il potere di renderci ciechi di fronte alla realtà delle cose. Spesso si parla di persone che continuano a subire abusi e violenze, magari anche per anni, non ribellandosi, accettando quel tipo di amore, l’amore che credono di meritare ma che in realtà amore non è.
        Una canzone che mi ha sempre colpito tra quelle citate è “Il mio canto libero” di Lucio Battisti, uno dei grandi cantautori della musica italiana. Il testo parla di un amore come direbbe Pausania positivo, incondizionato e che nasce nonostante il mondo che circonda gli amanti e che si libra in aria come un canto felice e libero.

        ESRCIZIO 3
        Pausania nella parte dedicata alle regole dell’Eros, sostiene che se le persone che vogliono arrivare a ricoprire cariche importanti -come per esempio una magistratura- si comportassero così come fanno le persone innamorate non sarebbero accettate dalla società. Credo che questo valga ancora nel mondo odierno anche se con qualche sfaccettatura in più. Oggi siamo in una società che si basa sull’apparenza, dove ogni “burattino” ha un ruolo specifico e un comportamento da seguire per non essere escluso o visto in maniera negativa. Al giorno d’oggi oramai è tutto ordinato e nulla rimane segreto, grazie ai social network che non permettono di lasciare nulla nascosto. Se un uomo o una donna, “corteggiasse” il proprio datore di lavoro per uno scopo secondario magari raggiungendo anche il proprio obiettivo, allora sarebbe visto sotto una luce negativa. Spesso accadono episodi del genere, di donne che “ donano se stesse” per un posto di lavoro, di uomini che per raggiungere i propri scopi fingono di provare qualcosa che non c’è. Nell’antichità sarebbero state ritenute persone pazze, ora vengono semplicemente additate come furbe e opportuniste.

        ESERCIZIO 4
        Erissimaco vede l’amore come ciò che pone l’armonia tra gli opposti. Essendo egli stesso medico, sostiene che la salute derivi dall’amore che mette in equilibrio gli elementi discordi nel corpo, paragonando similmente ad Empedocle l’amore ad una forza cosmica regolatrice. Una canzone che parla dell’amore come qualcosa che nasce e diventa sempre più forte, paragonandolo addirittura ad un bambino che ha bisogno di cure, è “Quando nasce un amore” di Anna Oxa. E’ una canzone che ho sempre ascoltato da quando ero piccola, sia per la voce della cantante sia per il testo dolce e intenso. L’amore viene descritto inizialmente come un qualcosa che arriva senza preavviso, potente e al di fuori del tempo ma che allo stesso tempo ha bisogno di essere curato e messo sulla retta via. In seguito si parla di un amore così puro che diventa estensione dei corpi degli amanti, che diventa il tempo della ragione e che è bello come un cielo dopo le tempeste, quindi che da armonia a ciò che prima era in subbuglio. Si contrappone l’amore visto come forza cosmica capace di estendersi ed emozionare ad un amore visto come qualcosa di tenero e indifeso. L’amore è quindi armonia tra forza e fragilità, tra potenza e tenerezza.

        ESERCIZIO 5
        Il rapporto tra passione e sentimento è un’incognita che spesso porta le persone ad interrogarsi sulle proprie relazioni ed è sempre stato oggetto di discussioni sin dai tempi di Erissimaco. La Chiesa per esempio, ha sempre vietato e condannato rapporti “passionali” al di fuori del matrimonio e li vieta anche a coloro che fanno parte del mondo dei chierici, tramite il voto di castità. Questo perché la passione viene sempre additata come qualcosa di “sporco”e di non puro, una cosa di cui pentirsi o vergognarsi. A mio parere bisogna averne una concezione diversa in quanto un rapporto è formato sia dal sentimento sia dalla passione. La passione serve, in un certo senso, a dimostrare il proprio affetto e a congiungere due corpi, a completare una relazione e a rendere più complici. La passione è una componente del sentimento, ed è la parte che forse aiuta a non cadere nella noia e nella monotonia. Ovviamente se un rapporto si basa solo su quello, solo sul piacere fisico, allora anche io la considero in maniera negativa, perché solo l’attrazione non porta un relazione avanti.
        Per me quindi, entrambe le componenti sentimento e passione servono per arrivare ad una stabilità sia propria, sia con l’altra parte della coppia.

        ESERCIZIO 6
        -Nel mito trovano spiegazione vari aspetti della sessualità: inizialmente gli uomini erano uniti a due a due, avevano quindi quattro braccia, quattro gambe e così via.. quando i due corpi erano entrambi femminili o entrambi maschili si vuole spiegare l’amore omosessuale; se i corpi che erano uniti erano di un uomo e una donna (essere androgino) si parla di amore eterosessuale.

        -L’amore come sentimento viene spiegato quando si narra della divisione e del ricongiungimento dei corpi. I corpi che erano inizialmente uniti e poi in seguito separati da Giove, avvertono durante la loro vita un senso di non completezza che sarà colmato dalla felicità solo quando si rincontreranno con l’altra metà.

        -L’amore viene espresso come felicità nel trovare l’altra metà, come un desiderio che viene realizzato, come la fusione di due anime che insieme diventano perfette.

        ESERCIZIO 7
        Nella cultura greca era radicato il concetto di “kalòs kai agathòs” cioè di “bello e buono” che era presente anche in forme di arte come per esempio la scultura. Nel mito si spiega che Eros, il dio dell’amore era il più felice ed il più buono. Questa concezione della bellezza che corrisponde alla bontà è rimasta nel bagaglio culturale dell’occidente a lungo. Nel medioevo, poeti che appartenevano alla corrente stilistica del Dolce Stil Novo identificavano la donna da loro amata come un angelo bellissimo, che grazie alla sua bellezza era considerata così buona da essere addirittura l’anello di congiunzione tra Dio e l’uomo stesso.
        Nel corso del tempo, si è arrivati addirittura a ribaltare questa tradizione rappresentando con donne bellissime delle entità malvagie. Basti pensare all’opera di danza de “Il lago dei cigni”, dove l’antagonista di Odette, Odile prende le sembianze della protagonista, quindi si trasforma in una donna dalle splendide sembianze e riesce alla fine a conquistare il principe e a portare alla morte la povera Odette.
        Questo è un chiaro esempio di come la bellezza non sempre rappresenti la bellezza interiore.

        • proflombardi il said:

          Ottimo lavoro. Brava. Interessanti le tue analisi e soprattutto le tue considerazioni personali sui temi trattati (magari potevi svilupparle maggiormente). Sono completamente d’accordo con quanto affermi nell’esercizio 5. Ho notato con piacere il riferimento al Lago dei Cigni. Fai danza e/o è un tuo interesse personale?

  8. c.DelGrande il said:

    Esercizio 1
    Pausania distingue tra due diversi Eros che derivano da due diverse Afroditi: quella celeste (Afrodite Urania) e quella volgare (Afrodite Pandemia).
    Eros Pandemio
    – è volgare
    -persone meno intelligenti
    -rivolto ai corpi non alle anime
    -è rivolto sia a ragazze che ha ragazzi

    Eros Uranio
    -non conosce nessun impulso brutale
    -è rivolto alle anime
    -ama le persone intelligenti
    -è rivolto ai ragazzi

    Esercizio 2
    Facendo riferimento al discorsi di Pausania possiamo distinguere tra un’ accezione positiva e una negativa dell’amore. Per quanto riguarda un’ amore positivo penso che sia un’amore che duri sempre in quanto non si può smettere di amare una persona se la si ama sa sempre, ma tutto ciò è possibile perché l’amore è un sentimento che deve essere alimentato da piccoli gesti o da semplici parole che portano a dire che una persona non può vivere senza l’altro o viceversa, ma soprattutto fa nascere una passione.
    Un’ amore negativo secondo me è semplicemente un piacere fisico o non ricambiato verso una persona, che non porta più ad una passione tra due individui, ma porta a delle notizie che sentiamo tutti i giorni cioè “violenza sulle donne”.Quindi da un piacere fisico se cosi possiamo definirlo si arriva alla violenza o addirittura a torture sulle donne.Prendendo in considerazione la canzone “futura” di Lucio Dalla possiamo notare come due persone innamorate si amano per sempre, e quindi pensano a cosa succederà un domani , nel futuro. Pertanto descrive proprio il momento di un’ uomo innamorato. Per quanto riguarda l’amore negativo consideriamo la canzone “Me la caverò” di Max Pezzali in cui l’autore nonostante è finita male una storia d’amore e potrebbe succedere qualsiasi cosa dopo, l’importante è rialzarsi sempre e non lasciarsi abbattere.

    Esercizio 3
    Pausania con quella frase si rifà ai metodi usati dagli innamorati che non vengono criticati. Oggi non è per niente cosi in quanto le persone per la vergogna di essere appunto criticate hanno paura di compiere grandi gesti per dimostrare il loro innamoramento. Io personalmente non sono mai stato innamorato di una persona però nella comunità di oggi vedo persone innamorate che quando compiono qualche gesto per dimostrare il loro amore vengono giudicate in modo strano e addirittura derise, pertanto penso che queste persone che giudicano , sono ignoranti dell’amore e non capiscono che queste persone dovrebbero essere apprezzate.

    Esercizio 4
    Eressimaco come medico di che l’amore non riguarda solo l’uomo ma anche le piante e gli animali. Dice anche che la medicina si occupa dei corpi il cui stato di salute o malattia dipende dall’amore, inteso come equilibrio tra i vari elementi del corpo stesso.
    Leggendo la canzone suggerita di Lucio Battisti “La collina dei ciliegi che mi è piaciuta molto, credo che in ognuno di noi ci sia una collina dei ciliegi, un sogno che ci fa sentire impauriti, non parlo solo di una scelta d’amore in cui possiamo immaginare due persone che si amano e cercano di superare tutte le loro paura insieme, ma mi riferisco a qualsiasi cosa in cui crediamo ma per la paura di fallire ci rinunciamo. Credo che se trovassimo il modo di salire sulla collina potremo arrivare oltre l’universo della nostra anima e capire di cosa abbiamo bisogno realmente per ritrovare fiducia nelle nostre possibilità.

    Esercizio 5
    Secondo la mia idea piacere e sentimento sono complementari. Complementari perché se non ci fosse il piacere non esisterebbero i sentimenti o viceversa; Complementari anche perché dal momento un cui può piacermi una persona col passar del tempo oltre a piacermi posso provare anche dei sentimenti verso di lei e quindi posso arrivare all’amore. Un’esempio sono i ragazzi di oggi che prima di tutto guardano l’aspetto esteriore di una persona e giudicano senza conoscerla, io sono del parere che una persona piace per quello che è, e dopo ovviamente ,come si dice “anche l’occhio avrà la sua parte “.

    Esercizio 6
    1) Secondo il mito di Aristofane c’erano tre generi di uomini: maschi, femmine ed ermafroditi.
    Gli ermafroditi erano coloro che erano formati o da due femmine o da due maschi oppure da un maschio e una femmina aventi entrambi le stesse caratteristiche genitali.
    Gli ermafroditi erano molto potenti e infatti andavano contro gli dei , cosi Zeus decise di tagliarli a metà per farli diventare più deboli (ma a loro volta diventarono più numerosi), questi cercavano disperatamente l’altra parte per unirsi , ed è qui che nascono le unioni omosessuali ed eterosessuali.
    2-3) Viene spiegato l’amore come sentimento, perché come già detto prima i corpi vogliono unirsi per l’eternità con le loro metà grazie al ritrovato senso dell’amore. Fanno ciò attraverso l’innamoramento che li rendono felici grazie al fondersi dei due in un solo corpo con due anime.

    Esercizio 7
    Agatone dice che Eros è il più felice degli dei poiché il più bello, e argomenta questa tesi sviluppando la corrispondenza tra il bello e il buono che i Greci chiamavano “kalokagathia”. Nel mondo greco era molto importante questa concezione , appunto perché il bello era anche buono e aveva significato di bene e di perfezione, mentre il brutto o chi aveva malattie che rendevano deformi come la lebbra rappresentava il male e l’imperfezione. Per fortuna ai giorni nostri questa concezione non c’e più, altrimenti ci sarebbero milioni di morti.
    Un esempio di kalokaghthia è il personaggio dell’Iliade di Omero, Tersite. Omero lo descrive come il peggior guerriero fra tutti, per la sua bruttezza fisica: gobbo,zoppo,testa ovale e anche perché era pavido e codardo per questo viene considerato anti-eroe.

    P.s scusate il ritardo , Buon’Anno .

    • proflombardi il said:

      Bene, il tuo è un buon lavoro. Devi però migliorare il modo in cui ti esprimi per iscritto perché talvolta non è lineare e presenta errori sintattici (come, per esempio, nell’esercizio 2). Grazie per gli auguri che ricambio. Speriamo che sia un buon anno per tutti!

  9. Antonio Iorio il said:

    Esercizio1
    Pausania imposta il suo discorso partendo dalla relazione esistente tra Afrodite ed Eros. Quindi come non esiste una sola Afrodite, non esiste un solo Eros, ma due: Eros Uranio ed Eros Pandemio.; le particolarità del primo sono : non conosce alcun impulso brutale, è rivolto alle anime , ama le persone intelligenti , non partecipa alla natura femminile ma solo a quella maschile, è sublime e nobile e ha come fine ultimo la virtù. Le caratteristiche del secondo sono : l’essere volgare e senza ritegno, l’ agire alla cieca, rappresenta l’ amore terreno e passionale, è questo l’Eros che amano le persone di poco valore, quelle che si rivolgono tanto alle donne quanto ai ragazzi, indirizzandosi più al corpo che all’anima
    Esercizio 2
    Facendo riferimento al discorso di Pausania oggi ha ancora senso distinguere tra un accezione positiva e una negativa dell’ amore. Nel rapporto coniugale l’amore è sempre visto come qualcosa di positivo, è l’espressione massima del piacere, qualcosa di immutabile e innato per qualcosa o qualcuno, ma sopratutto eterno io sono del parere che quando in una coppia c’ è l’ armonia l’ amore durerà per sempre infatti non si può smettere di amare una persona, se l’ hai sempre amata incondizionatamente; col tempo però l’ amore e le passioni che ti coinvolgevano si affievoliscono come ad esempio la coppie che si sono sposate per motivi burocratici o per volere della famiglia; un altro esempio di amore positivo è quello verso la propria famiglia . Come tutte le cose, l’amore ha anche lati negativi : questi sono i fattori che al giorno d’ oggi hanno portato un aumento drastico dei divorzi; le cause che fanno durar poco una coppia possono essere tante : gelosia, possessività, poca fiducia, tradimento, violenza verbale e violenza fisica. Grazie alla cronaca siamo venuti a conoscenza di molti casi di violenza sulle donne; dopo il divorzio alcune donne vengono perseguitate dai loro ex mariti ossessionati, tutto questo sfocia nella violenza e in alcuni casi nell’ omicidio. Un altro esempio di amore negativo è quello delle ragazze musulmane costrette dalla loro famiglia a sposarsi con uomini molto più anziani di loro. Commento di Anche per te di Lucio Battisti : la canzone rende omaggio a diversi tipi di donne coraggiose: una suora, una prostituta, una ragazza madre. Tutte e tre hanno il coraggio di continuare la propria vita guardando al futuro: la suora che prega pensando al mondo, la prostituta che ha ancora amore dentro di sè pur con il lavoro che fa, la ragazza che lavora e intanto cresce suo figlio meglio che può.Il cantante vorrebbe morire per loro, come dice San Paolo nella lettera ai Filippesi “E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei.”Ma non è in grado di farlo (le tre figure sono astratte per aiutarle nella realtà dovrebbe conoscere tutti i casi esistenti), così resta lì a donare i suoi pensieri e pregando Dio che possa dare loro il sostegno (“a darle quel che ieri/ avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi…/al vento avrebbe detto sì”). Commento di La canzone dell’amore perduto di Fabrizio De Andrè : l’amore cantato da De Andrè è una rosa, che appena sboccia dona a tutti il suo splendore, e strappa i capelli e accarezza il viso. Sbocciano le viole, quando gli amanti si promettono di non lasciarsi mai. Sbocciano le viole e l’amore sorride loro; ma quello stesso amore si perde nella quotidianità, forse nell’abitudine, e così, proprio come le rose, l’amore appassisce e si spegne. Colui che, nel testo, sembra dedicare la canzone all’amata, continua a riservarle l’appellativo di “amore”, nonostante la loro rosa sia appassita. Questo, a mio parere, potrebbe denotare il fatto che è forse la passione a svanire, ma l’amore, inteso come affetto nei confronti di qualcuno che ha diviso una parte del suo cammino assieme a noi, quell’affetto non svanirà mai. Ed ecco come la passione cede alla quotidianità, e non strappa i capelli, ma si concede solo qualche “svogliata carezza”. Nella malinconia, però, riaffiora la speranza: sarà la prima persona incontrata per caso, che accenderà il desiderio di una nuova passione, di un amore nuovo.
    Esercizio 3
    Pausania sostiene che i gesti esasperati e assurdi siano tipici degli innamorati e che se uno voglia ottenere del denaro da qualcuno, che voglia esercitare una magistratura, o una qualsiasi funzione importante: se accetta di fare ciò che fanno gli amanti per i loro amati – assillarli con preghiere e suppliche, la nostra regola li critica per questi atteggiamenti che, invece, sono ben visti per l’innamorato Nella società attuale fortunatamente non è più così. Oggi un comportamento opprimente, fastidioso nei confronti di un qualcuno non è ammesso semplicemente perchè dovuto all’amore nei confronti dell’altro, ma al contrario diventa pura ossessione e viene respinto. I comportamenti degli innamorati spesso nascono dal fatto che non vogliono contraddire le persone che amano quindi molte volte gli innamorati sono disposti a fare delle cose anche se non lo vogliono; per esempio non coltivare più le amicizie, rinunciare alla propria vita privata, fare cose che non sono nel loro interesse.

    Esercizio 4
    Come medico, Erissimaco esalta Eros come forza naturale, che vivifica anche
    animali e piante. La medicina si occupa dei corpi, il cui stato di salute o malattia dipende dall’amore, inteso come equilibrio tra i vari elementi del corpo stesso. La visione di Erissimaco si richiama implicitamente a quella dei filosofi naturalisti, in particolare a quella di Empedocle, che aveva fatto dell’amore, inteso come attrazione (philía), una vera e propria forza fisica. Erissimaco, però, riferisce l’eros,più in particolare, all’ambito biologico, e lo assimila alla salute, intesa come equilibrio interno ai corpi e come desiderio di ciò che favorisce la salute stessa.
    Commento di la collina dei ciliegi di Lucio Battisti : il brano è la storia di due innamorati, declinata però in senso universale: il protagonista
    invita la partner a seguirlo senza timore degli altri e la sprona a superare insieme tutte
    le difficoltà e le incertezze che si troveranno davanti. La metafora del volo è utilizzata a più riprese, con esiti di volta in volta elegiaci e spirituali, oppure ironici: è il caso dell’inciso musicale con il colombo che stuzzica un pallone fino a forarlo e lanciarlo in un’inesorabile caduta, contrapposta al volo che i due amanti spiccano contro ogni pregiudizio.

    Esercizio 5
    Erissimaco ritiene che il piacere (Eros Pandemio) non sia sbagliato, purchè non si ecceda e che l’amore è ciò che porta armonia ed equilibrio fra i contrari che vi sono in ogni dove.. Io penso che il piacere e il sentimento siano complementari altrimenti non saremmo persone ma animali; quelli che inseguono solo al piacere e gli istinti passionali sono persone che vedono gli altri come oggetti e non sono degni di vivere nella loro comunità, il sentimento e il piacere insieme completano l’ essere umano. Piace e sentimento però non sono sempre complementari perché nel processo di innamoramento il piacere e il sentimento sono due fasi completamente distinte e separate.

    Esercizio 6
    Il mito racconta che Giove decise di dividere questi esseri per diminuire la loro forza e da allora ogni essere umano è la metà di quello originale e si avverte quindi come incompleto, come mancante di qualcosa.(qui viene spiegato l’ amore come sentimento ) Quando si incontra la propria metà sorge il sentimento chiamato amore, che ristabilisce l’unità originaria dando agli individui la più grande felicità, derivante dal completamento della loro natura. (qui vengono spiegati gli aspetti della sessualità)Se le due metà erano due uomini o due donne, abbiamo le unioni omosessuali, se erano un uomo e una donna (che originariamente componevano un essere chiamato «androgino»), abbiamo l’amore eterosessuale. In tutti i casi, Eros è il dio più vicino agli uomini, perché è in grado di dare loro la felicità.

    Esercizio 7
    Agatone ritiene che tutti quelli che hanno parlato di Eros non si siano soffermati sulla cosa più importante, la natura del dio; Eros è il più felice degli dèi perché è il più bello e il migliore così Agatone argomenta l’espressione kalokagathìa che indica l’ideale di perfezione umana secondo i Greci antichi e significa letteralmente bello e buono ; e ha fortemente segnato la mentalità occidentale. Il primo esempio che mi viene da fare è quello della donna-angelo per eccellenza del Dolce Stil Novo Beatrice Portinari, musa ispiratrice di Dante, raffigura la bellezza e la bontà elevate al divino. Un esempio negativo è quello dell’ emancipazione dei malati nei secoli della peste e della lebbra. Ma non sempre il bello corrisponde al buono perché l’ apparenza inganna come Cleopatra tanto bella quanto malvagia. Oggi questa concezione si riscontra molto spesso solo che siamo passati dall’ associare bello e buono a bello e ricco

    P.S. AUGURI ANCHE SE IN RITARDO

    • proflombardi il said:

      Buon lavoro, bravo! Devi però prestare maggiore attenzione alla punteggiatura (per esempio all’inizio dell’esercizio 2).
      Grazie per gli auguri “ritardatari”. 😉

  10. Claudia Berriola il said:

    Esercizio uno:
    Differenze e caratteristiche tra Eros Uranio ed Eros Pandemio:

    Eros Uranio, come dice Pausania nel Simposio, deriva dalla dea Afrodite Urania, in altre parole un amore spirituale, sacro, celeste. Un amore rivolto solo ai maschi che non conosce alcun impulso brutale ed è ricolto alle anime. Quest’amore è considerato sacro poiché esso è fedele, legato alla virtù ed è la più antica. Per questa ragione
    coloro che sono attratti da questo dio amano teneramente il sesso per natura più forte e intelligente. E proprio da questa inclinazione a innamorarsi dei ragazzi si possono riconoscere quanti sono posseduti con purezza da questo Eros, perché essi non amano i giovani prima che abbiano fornito prova d’intelligenza. Infatti, secondo sempre ciò che dice Pausania, all’interno del Simposio, l’amore sacro è una forma di rispetto da parte dell’amante all’amato (poiché chi ama il carattere di una persona per le sue alte qualità, resta fedele tutta la vita perché il suo amore riposa su qualcosa di costante – riferimento al testo).

    Eros Pandemio, deriva dalla dea Afrodite Pandemia nata da Zeus e Dione, è un amore che è legato alle cose materiali, al corpo e rivolte sia alle ragazze sia ai ragazzi. E’ un amore “volgare” com’è riportato nel Simposio, definito appunto Profano poiché esso è privo di una concezione morale e spirituale. Chi crede in quest’amore mira soltanto al soddisfacimento del corpo e quindi in questo caso il congiungimento con le donne era visto come orientato unicamente al piacere e alla procreazione, e quindi un amore non fedele e vergognoso in molti casi poiché le persone cercavano solo di arrivare al piacere anziché cercare nell’animo umano e innamorarsi per l’aspetto interiore e non solo esteriore.
    Un altro aspetto di chi preferisce e segue l’amore profano è che cercano le persone meno intelligenti e quindi vogliono arrivare dritto al loro scopo, non gli importa il modo – che sia bello o brutto -. (Capita quindi che s’imbattano nel bene, e capita anche il contrario – riferimento al testo).

    Esercizio due:

    Secondo me non si dovrebbe parlare di amore negativo e amore positivo, perché l’amore è un sentimento che a secondo di qualsiasi persona cosa o attività è bello e un concetto positivo. Se proprio dovessi fare una distinzione tra amore negativo e amore positivo, potrei subito dire che un amore negativo è essenzialmente quello violento, un amore approfittatore, per interessi; questo a mio parere non è amore perché colui/colei che ama solo per interessi personali è una persona che non ha interesse di nulla nella vita e che deve trovare solo il cosiddetto “stolto” per crearsi un futuro, oppure c’è l’amore malato, quell’amore rivolto a una persona solo per fare abusi del suo corpo e del piacere e quindi un amore non duraturo e solido, infedele.
    Una canzone che rispecchia l’amore negativo o comunque un amore profano è “Gli Uomini Non Cambiano” di Mia Martini. In questa canzone, Mia Martini descrive l’angoscia che si prova quando si tratta di un amore usato, di un amore non vero e di tutte quelle volte che gli uomini prima ti conquistano e poi ti lasciano sola. Infatti, in questi versi, in quetse parole ritroviamo appieno quanto appena ho detto:

    “Gli uomini non cambiano
    Prima parlano d’amore e poi ti lasciano da sola.
    Gli uomini ti cambiano
    E tu piangi mille notti di perché
    Invece, gli uomini ti uccidono
    E con gli amici vanno a ridere di te.”

    In questi versi si vede come l’uomo può arrivare a fare una cosa del genere solo per divertimento e solo per soddisfare il suo piacere andando poi a vantarsi con chi sa chi. Ed è questo che rende l’amore un concetto negativo, un amore illusorio che prima ti affiora e poi ti abbandona semplicemente con il gusto di farlo. Mia Martini, sorella di Loredana Bertè, ha voluto comunicare attraverso la sua canzone l’oblio della parola amore che ormai non è più quello di una volta, o forse non l’ho è mai stato. Forse l’amore vero non è e mai esistito, ma forse un briciolo di amore esiste ancora.
    Un’altra canzone che secondo me esprime comunque una forma di amore non vero è sempre di Mia Martini “Almeno tu nell’universo”. In questa canzone lei tende a spiegare come ormai l’amore sia concetto di moda, quasi a voler dire “Amo perché amano tutti”. È questa un’altra forma di amore sbagliato, il fatto di amare solo perché ormai lo fanno tutti, e quando poi passa la moda passa l’amore.
    Un altro testo che descrive l’amore negativo è “La canzone dell’amore perduto (Fabrizio De André)”. In questa canzone De André racconta di come un amore può finire e può semplicemente iniziarne uno nuovo perché si ha il bisogno di amare e di non rimanere soli. Ed è questo che ne fa un amore sbagliato, poiché non si deve amare soltanto per la paura di restare soli. In questa canzone si nota appunto il desiderio di cercare un altro amore poiché il precedente è appassito come un fiore, il protagonista del brano va alla ricerca di questo “amore nuovo” per poter iniziare la sua vita in compagnia. E secondo me questo non è tanto un amore negativo, quanto un amore triste dato che la gente si abbassa a certi livelli solo perché è cosi che ormai funziona il mondo. IL famoso detto “Meglio soli che mali accompagnati” sarà stato fatto per un motivo, evidentemente alcune persone preferiscono avere la compagnia di una persona sbagliata pur di non restare soli e molto volte è questo il motivo dei divorzi e delle separazioni, il fatto che la gente si accontenta del primo che passa e poi scoprire che quello non è amore vero, ma solo un amore convenzionale.
    E’ appunto questo che spiega in altre parole il concetto di amore negativo secondo il mio parere.

    Per quanto riguarda l’amore positivo io concordo in certi aspetti con quello che afferma Pausania nel Simposio, in altre parole dell’amore sacro, quell’amore che va di là del piacere e di aspetti materiali. Un amore vero, positivo è quell’amore che si prova per una persona quando essa riesce a entrarti nel cuore e riesce a leggerti come se fossi un libro molto lungo e che molte persone a volte si scocciano di arrivare alla fine. L’amore positivo può essere rivolto anche alla natura, voler salvaguardare una zona che è a rischio, oppure un amore rivolte agli animali che vivono in tremende condizioni e molte persone se ne fregano altamente perché pensano solo a se stessi. E’ questa secondo me la vera differenza tra amore positivo e negativo che credo ne esca fuori anche da ciò che ho appena scritto, è appunto la concezione di amore che uno ha, per me l’amore vero è quando una persona, in questo caso l’amante dona tutto se stesso per far si che l’amato sia felice, mettere sempre l’amato al primo posto ovviamente rimanendo fedele ai propri principi e ai propri pensieri.
    Le canzoni che rispecchiano un amore vero e positivo ne sono molteplici partendo dal “Mio canto libero” di Battisti fino ad arrivare anche a “Futura” di Lucio Dalla. Queste canzoni e non solo rispecchiano la visione di amore perfetto, di un amore genuino e onesto, dove molto volte troviamo la storia di due innamorati, declinata però in senso universale: il protagonista invita la partner a seguirlo senza timore degli altri e la sprona a superare insieme tutte le difficoltà e le incertezze che si troveranno davanti.
    Per citare alcune strofe di queste canzoni, o meglio, capolavori sono un po’ difficile in quanto tutti il brano rispecchiano l’amore vero verso due innamorati, come appunto vediamo nella canzone di Lucio Dalla “Futura”, che racconta la storia di due amanti, di due innamorati che però vivono una situazione diversa in quanto essi vivono a Berlino Est e Berlino Ovest. Il loro amore è quindi tormentato dal fatto che vivono in due zone diverse, ma sono follemente innamorati e decidono che un giorno faranno una figlia e si chiamerà Futura. Le classiche parole d’amore, poesia per chi legge questo testo è appunto la rappresentazione dell’amore sacro, un amore senza limite che sarà felice di aspettare il domani, in altre parole il momento in cui i due innamorati riusciranno a vivere una storia d’amore e dare alla luce una figlia.
    Anche l’altro testo di Battisti “Il mio canto libero” è una vera e propria forma di amore puro, dove il significato della canzone è apparentemente molto chiaro, ma come nella maggior parte delle canzoni di Battisti ci rimanda a significati molto più profondi. Protagonista dell’intera canzone è “il canto libero” il quale celebra un amore incondizionato verso la
    donna amata che è tenuta in gioco in tutta la canzone da pronomi personali. Fin dalla prima strofa viene messo in discussione il mondo, la società, la mente umana ormai corrotta dal potere e degenerata. Lucio canta: “In un mondo che prigioniero è…” ormai ci troviamo in un mondo di silenzio, chiuso in circoscrizioni mentali che non lasciano spazio al pensiero umano, che soffocano i desideri più belli e nobili dell’uomo. L’esaltazione dell’amore porta a riscoprire i valori che la società cerca di nascondere e in questi riscopriamo le nostre passioni e i nostri amori.
    Un altro testo che parla di amore, o meglio di vari tipi di amore è “Anche per te” di Mogol, Battisti. In questo brano si vede la differenza tra i vari tipi di amori e il cantautore lo descriver parlando di tre donne: una suora, una prostituta, una madre. La suora, come si note bene nel testo, ha poca cura di se stessa e questo già sta a significare che non ha amore per se stessa infatti si vede proprio dalle parole “Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffè // che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te // che poi entri in chiesa e preghi piano // e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.” Appunto si nota l’amore che la suora prova solo verso Dio che è immenso e sacro tanto da entrar in chiesa piano piano senza voler disturbare. L’altro tipo di amore è quello della prostituta che in realtà non è per niente amore. La donna vende il proprio corpo come se fosse un lavoro senza pensare magari alle conseguenze di quest’azione. E lo si nota in questi versi della canzone “Per te che di mattina torni a casa tua perché // per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te // per te che metti i soldi accanto a lui che dorme // e aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne.” Si vede proprio come la donna cerca solo di soddisfare il suo piacere e di aggiungere un po’ di amore a chi non sa che farsene. L’ultimo tipo di amore che Battisti e Mogol descrivono è quello di una madre. Partendo sempre dai versi dell’autore notiamo appunto l’errore che ha commesso questa giovane madre e che ormai vive nel rimpianto di quest’ultimo: “Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi // lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai // per te che un errore ti è costato tanto //che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto.”
    In questo testo si nota proprio la routine con la quale le persone svolgono la loro vita, senza ormai un briciolo di dignità se così possiamo chiamarla, senza pensare un po’ a se stessi e fare qualcosa di nuovo per migliore la propria giornata.

    Esercizio tre:

    Secondo Pausania alcuni gesti o dimostrazioni d’amore sono al quanto strani e nell’antica Atene non erano contrastati. Se dobbiamo parlare nei nostri tempi, ancora oggi non c’è nessuno che si oppone a gesti assurdi o strani da parte degli innamorati ma resta comunque da dire che a volte molte ragazzine perdono un po’ le staffe quando sono innamorate. C’è da dire però che atteggiamenti strani da parte degli innamorati non si vedono solo nelle giovani coppie ma molte volte c’è sorprendersi nel vedere gente adulta comportarsi ancora in modo strano e ossessivo. Ragazze/i tendono, molte volte, a sottomettere il partener come se fosse una cosa normale oggi, ma non si rendono conto che nel 21 secolo ci sono ancora atti di sottomissione da parte di ragazzi, oppure donne che si lasciano sottomettere dal fidanzato. Per me questi sono gli atteggiamenti più strani senza parlare delle dimostrazioni di affetto o di amore che ormai ai nostri tempi scarseggiano siccome una bella lettera d’amore viene sostituta con un testo “lungo” sul social network. Molte persone credono che cosi facendo siano romantici, forse anche di più di presentarsi sotto casa con un mazzo di fiori. Ormai questo tipo di romanticismo non esiste più poiché il mondo si sta evolvendo molto rapidamente e non oso immaginare nei secoli a venire cosa ne sarà della parola amore (parola che ormai tutti usano, senza avere un motivo ed è una cosa vergognosa per me.).

    Esercizio quattro:

    Erissimaco, da buon medico, considera l’amore un fenomeno naturale e ne distingue gli aspetti normali da quelli morbosi. Nell’esporre la sua teoria si trova d’accordo sulle due specie d’Amore individuate da Pausania: “che Amore dunque sia duplice, pare a me che sia un distinguere bene”, con una piccola differenza però: al posto dell’Afrodite Pandemia (Volgare), Erissimaco pone l’Afrodite Polimnia (“dai molti inni”, cioè portatrice di disordine). Amore infatti, come ogni cosa in natura, deve essere armonico ed equilibrato in ogni sua azione – «comunione di opposti»: infatti la “soverchieria” “il disordine” insiti in ogni forma di attrazione non possono riuscire a buon fine, ma determinano contagi, malattie, guasti e distruzione; “ma quando invece l’Amore diventa incontenibile e infuria violento durante le stagioni dell’anno, produce guasti e distrugge molte cose”. All’inizio del suo discorso, inoltre, Erissimaco ci propone una sua definizione di medicina, e di armonia, e afferma che “nella musica, nella medicina e in tutte le altre attività umane e divine, per quanto è dato, bisogna bene osservare l’uno e l’altro di questi amori: infatti sussistono ambedue”. Erissimaco infine, come Pausania, cerca anch’egli una giustificazione per l’amore omofilo, trovandola in maniera più fondata nella Physis (natura) piuttosto che nel Nomos.
    Una canzone che ne spiega il significato di ciò è “La collina dei ciliegi” di Battisti e Mogol. In questa canzone si nota l’amore che c’è tra i due amanti nel voler “scappare” insieme verso un futuro migliore; infatti uno dei due chiede all’altro di prendere la sua mano e di seguirlo in un’ avventura, ovviamente piena di ostacoli e disagi ma che insieme potranno essere superati dato che c’è l’amore di mezzo ed è un amore che tenderà a rimanere nel tempo senza svanire mai.
    Per quanto riguarda invece la poesia c’è né una che rispecchia a dovere questa teoria di Erissimaco, “Anima mundi”, di Susanna Tamaro.
    Un romanzo di formazione che segue la crescita interiore del giovane Walter, un ragazzo che attraversa fuoco, terra e vento per conoscere se stesso. Ma prima deve fare i conti con il suo passato, una famiglia senza amore, un padre violento e la tragica fine di un amico allontanato col tempo. Reso forte da un’amicizia profonda, Walter decide di lasciare la sua piccola città per Roma, dove trova tutt’altro da quello che si aspetta: la grande capitale è un mondo crudele e spietato. Il tempo trascorso lì lo svuoterà, lasciando un senso di isolamento nel suo cuore. Finché dopo dieci anni di silenzio non arriva una lettera del suo vecchio amico che lo strappa dal suo torpore: la testimonianza del tragico declino di una vita che sono tutte le vite, segnata da una visione estrema del mondo e le sue atroci conseguenze. Da un imprevisto incontro, Walter conoscerà non solo la speranza ma un nuovo sguardo sull’universo.

    Esercizio cinque:

    Secondo me piacere e sentimento sono due parole complementari tra loro in quanto a mio parere non esiste l’una senza l’altra. Attualmente sia ragazze che ragazzi notano soprattutto l’aspetto esteriore di una persona per poi scavare a fondo e conoscere le proprie qualità, e ciò mi sembra giusto fino ad un certo punto. Secondo l’aspetto fisico non è tutto in una persona perché solo se un ragazzo/a non è bellissimo/a, non vuol dire che non ha qualità da offrire così come il ragazzo/a bello non vuol dire che sia anche intelligente e buono d’animo. Ormai queste due parole è come se fossero distaccate in un certo senso dato che molte persone, soprattutto giovani tendono ad “amare” , ( parola troppo grossa per me per quanto detto prima), o meglio affezionarsi ad una persona per il suo aspetto fisico e ormai il mondo sta diventando sempre di più un mondo “extraterrestre” per le cose che si sentono o vedono. Allacciandomi al discorso di Erissimaco io direi che è giusto collegare il piacere al sentimento perché i sentimenti di una persona verso un’altra sono quelli che non cambiano nel tempo; se una persona è importante o lo è stata i sentimenti non svaniscono nel nulla perché ci sarà sempre una parte di quella persona dentro di noi ed è proprio questo che rende bello l’amore. Ovviamente tutto questo si collega al piacere che rende più “acceso” l’amore o il rapporto tra due innamorati.

    Esercizio sei:

    1) All’interno del mito narrato, Aristofane spiega com’erano fatti gli uomini molto tempo fa.
    Lui sosteneva che all’inizio gli uomini erano formati da due esseri uniti frontalmente, quindi con due gambe, due braccia, due teste ecc… Questi uomini erano considerati molto forti perché potevano muoversi in ogni direzione ed erano molto forzuti poiché ne erano due. Inoltre c’era chi era formato da due maschi attaccati che rispecchiavano il Sole, altri formati da due femmine che rispecchiavano la Terra e infine c’erano gli ermafroditi formati da un maschio e una femmina che rispecchiavano la Luna in quanto nella scienza astronomica la luna ha sia le caratteristiche del Sole che della Terra. Dato che questi erano molto forti e arroganti Zeus pensò di punirli senza però ucciderli altrimenti non avrebbe avuto nessuno che lo venerasse. Pensò allora di dividerli in due rendendoli più deboli e meno arroganti per tutta la vita in modo che sia gli uomini sia le donne erano in cerca della propria anima gemella e una volta trovate raggiungere la felicità e l’amore. Da qui sono nate le unioni omosessuali ed eterosessuali, in altre parole unioni di due maschi due femmine o un maschio e una femmina.

    2-3) Come detto prima, i due corpi una volta trovato la propria metà sarebbero stati felici per l’eternità e avrebbero amato incondizionatamente il proprio partener. Gli essere umani quindi vorrebbero unirsi per sempre con la propria anima gemella per ritornare a essere completi e più forti. Questo è ciò che viene spiegato anche nel video di Aldo, Giovanni e Giacomo in “Tre uomini e una gamba” dove viene rappresentato il mito della mela divisa in due che è alla ricerca della propria metà perfetta. Quindi diciamo che è proprio questo che Aristofane cerca di spiegare; il fatto che l’uomo è un po’ come la mela divisa in due e senza la sua metà è incompleta e le manca qualcosa per essere perfetta e felice. E gli uomini sono proprio cosi, vanno alla ricerca della propria metà, della parte mancante che rende l’uomo o la donna completa e perfetta.

    Esercizio sette:

    Il concetto di “kalòs kai agathòs”, ovvero “ bello e buono”, è un idea che si erano fatti i Greci che significava che la perfezione si raggiungeva solo se si era belli esteriormente e di conseguenza di animo buono e nobile. Da questa idea cominciarono a nascere i pregiudizi contro coloro che erano affetti da malattie che li portavano ad avere una deformazione fisica. Per molti anni i lebbrosi o quelli che avevano determinate malattie vennero esclusi dalla società senza una ragione. Basti pensare alla Seconda Guerra Mondiale e al trattamento pessimo che subirono gli ebrei, addirittura fatti fuori, uccisi perché non appartenevano alla “razza pura” che doveva esserci secondo i signori di quel tempo. Purtroppo queste discriminazioni ci sono ancora tutt’oggi ed è veramente una cosa penosa. Vedere persone che non aiutano chi è in difficoltà soltanto perché è straniero o non possiede una casa dove passare la notte o del denaro per procurarsi dei viveri. Questo è il motivo che purtroppo nel 2015 esiste ancora il Terzo Mondo, una parola che non dovrebbe esistere. Quelle povere persone che purtroppo non possono vivere in condizioni decenti per mancanza di denaro, e c’è chi fa la bella vita buttando i soldi in Alcol o in serate e festini. E’ davvero una cosa vergognosa vedere chi ha la possibilità di aiutare persone povere e non farlo perché pensano solo ai propri sfizi o scopi e intanto c’è gente che muore, bambini appena nati che muoiono per colpa di persone che non fanno niente per aiutarli. Oppure basti pensare alla corruzione che c’è tra politici o uomini di legge che stanno bene economicamente e invece di pensare a rendere il mondo un posto migliore lo stanno pian piano portando alla rovina perché pensano a loro stessi. Purtroppo queste discriminazioni ci sono e chi sa per quanto tempo ci saranno. Ritornando al discorso del Terzo Mondo per me è davvero brutto sentire questa parola in quanto la Terra è un pianeta che accomuna tutti gli esseri viventi e non dovrebbero esserci distinzione tra i vari continenti. Per quanto riguarda il discorso iniziale della “kalokagathía” credo che tutto ciò che ho detto spieghi abbastanza il concetto che intendo per questa parola, ovvero che anche se nell’antichità questa parola rappresentava il bello e il buono, nella società moderna a mio riguardo questa parola non dovrebbe esistere in quanto coloro che hanno rovinato il mondo “ Hanno la cravatta e non i tatuaggi”; per spiegare che a volte il bello non è necessariamente buono e infatti basti vedere il mondo che sta andando alla rovina a causa di uomini di legge che all’apparenza sembrano essere buoni e belli e poi scoprire che in realtà e tutta finzione e non realtà.

    Ps. Anche se un po’ in ritardo, Buon Anno Prof, le auguro un buon 2015!

  11. Raffaele Avallone il said:

    Esercizio 1:
    Pausania, nel suo elogio all’Eros, afferma che esistano due tipi di Eros:
    -Il primo L’EROS URANIO è rivolto principalmente ai ragazzi, non conosce alcun impulso brutale, è il più antico è rivolto alle anime, è principalmente l’amore profondo e intellettuale tra i maschi scaturito dall’attrazione di ciò che per natura è più forte e intelligente. E’ raffigurato come un amore puro cioè un qualcosa di più passionale e profondo che non è legato all’attrazione corporea ma ha come fine ultimo la virtù dalla quale scaturisce il rapporto sincero che si viene a creare tra un uomo più anziano e un ragazzo con dei fini ben precisi: il primo vuole appunto insegnare la vita al ragazzo è il ragazzo vuole provare la gioia di apprendere.
    -Il secondo L’EROS PANDEMIO è rivolto sia a ragazze che a ragazzi.A quest’amore è attribuito il termine “volgare” perchè è un amore più popolano e senza ritegno, un amore che è concentrato maggiormente sull’attrazione corporea e non quella spirituale.E’un amore a cui non importa se lo scopo e bello o brutto, gli importa soltanto raggiungerlo.E’ questo l’Eros che amano le persone di poco valore (il popolo),quelle che si rivolgono sia ai ragazzi che alle ragazze, preferendo di più il corpo che l’anima. Di conseguenza questo amore risulta più giovane e contemporaneo dell’EROS URANIO.

    Esercizio 2:
    Secondo il mio pensiero credo che in se per se l’amore si debba sempre considerare in modo positivo perchè è appunto un qualcosa di positivo che porta felicità. Al giorno d’oggi le persone rendono la concezione di amore negativa con il suo egoismo poichè molti amano solo volendo essere amati, se non ricambiato si viene a dire che l’amore è qualcosa che fa male e di negativo. Molti utilizzano l’amore solo per i loro scopi e a proprio piacimento; affermano di Amare, scambiando appunto questo sentimento con la semplice “COTTA”, con la possessività, con l’ossessione e con l’egoismo; perciò al giorno d’oggi si vedono ovunque situazioni negative e violente ad esempio come quegli episodi di violenza sulle donne scaturiti da un eccessivo egoismo-ossessione da parte del compagno. Altri episodi come questi si verificano anche nel campo familiare, anche senza utilizzo di violenza, come ad esempio una mamma che chiude il proprio figlio in casa perchè ha troppa paura che a quest’ultimo succeda qualcosa di pericoloso al di fuori delle mura familiari. L’amore non dovrebbe essere qualcosa di obbligatoriamente corrisposto ma un qualcosa di INCONDIZIONATO che si basa nel condividere la propria felicità con l’amato/a. Si dovrebbe essere già contenti che questa persona esista, sia viva e non preoccuparci di dove si trovi o in che luogo vada, di non essere ossessivi.Questo sentimento secondo me PURO ai giorni d’oggi si sta spegnendo sempre più velocemente per colpa delle persone che lo sfruttano e lo usano con egoismo, tanto da non essere degno per gli umani.
    -Una canzone che suonai anche un po’ di tempo fa era quella di Adriano Celentano -l’emozione non ha voce-. Questa è la canzone che più può raffigurare l’amore puro, positivo, libero e non oppressivo e geloso come espresso in questi versi:

    Ti sarò per sempre amico
    pur geloso come sai
    io lo so mi contraddico
    ma preziosa sei tu per me

    In questi versi anche se Celentano dice di essere geloso afferma di essere sempre amico alla propria amata perche la considera come qualcosa di prezioso e caro per lui stesso, qualcosa che non potrà mai essere trattato male o imprigionato. Come ho detto prima questa canzone raffigura l’amore puro perchè nei versi si avverte la presenza di un amore incondizionato che nessuno distruggerà perchè non legato all’attrazione corporea ma legato da “un amore che ci dà la profonda convinzione che nessuno lo dividerà”(citazione dalla canzone). Un amore basato sulla fiducia e sulla libertà come in questi versi.

    Un’altra vita mi darai
    che io non conosco
    la mia compagna tu sarai
    fino a quando lo vorrai

    poi vivremo come sai
    solo di sincerità
    di amore e di fiducia
    poi sarà quel che sarà

    -Invece un esempio di amore negativo e finito è -Unica- di Antonello Venditti che ancora oggi suono perchè è una delle mie canzoni preferite. In questa canzone vediamo Venditti che ha perso la sua amata ed entra in una quasi disperata ricerca di quest’ultima cercando di capire cosa è ora che non è più con lui e con chi sta, come in questi versi:

    E passa il tempo lento
    mi giro e mi tormento
    e se ti chiamo lo so
    che trovo sempre spento
    perché non ci parliamo
    perché non perdoniamo
    noi due, due foglie cadute dallo stesso ramo

    Tu dimmi dove sei
    se vivi un’altra storia con chi stai
    lui ti prenderà
    lui ti stringerà
    lui ti griderà sei unica

    Molto impressiva di questi versi è la frase “noi due due foglie cadute dallo stesso ramo”; con questa metafora Venditti allude alla concezione di anima gemella raccontata anche nella legenda di Aristofane; in questo caso il ramo è il corpo e le foglie sono le due anime del corpo(in riferimento agli esseri primordiali citati da Aristofane).

    Esercizio 3:
    In questa breve sequenza Pausania allude al fatto che alcuni comportamenti come giuramenti, suppliche, preghiere siano troppo eccessivi nei confronti delle persone che si trovano vicino a questi amanti. Io non concordo affato con questa affermazione perchè chi veramente ama e conosce il vero senso dell’amore non pensa a chi si ritrova intorno e compie le azioni più pazze e incomprensibili nei confronti della persona che ama, e di conseguenza farebbe la stessa cosa colui/colei che riceve queste azioni.

    Esercizio 4:
    Ripensando al testo di Erissimaco, una canzone che possa raffigurare con la musica ciò che ha detto quest’ultimo è -Come un pittore- dei Modà. In questa canzone l’amata viene “dipinta” con tutti gli elementi della natura, dal sole alla luna. Tutto ciò crea appunto una sorta di armonia che rende un tutt’uno l’immagine dell’amata:

    Ciao, semplicemente ciao.
    Disegno l’erba verde come la speranza
    e come frutta ancora acerba.
    E adesso un po’ di blu
    Come la notte
    E bianco come le sue stelle
    con le sfumature gialle

    E l’aria… Puoi solo respirarla!

    Azzurro come te,
    come il cielo e il mare
    E giallo come luce del sole,
    Rosso come le
    cose che mi fai…
    provare.

    Esercizio 5:
    Io prenderei come esempio un evento che a molte persone capita nella propria vita: la cosi detta “cotta” oppure colpo di fulmine. Nella cotta è presente il piacere che fa vivere dei momenti belli ma piano piano va sempre più indebolendo; nell’amore invece è presente il sentimento, cioè la passione, la voglia di continuare a restare con la persona amata che contrariamente alla cotta va aumentando con il tempo. Possiamo dire che il piacere riguarda solo l’individuo che lo prova perchè infatti e attratto dall’aspetto fisico, da alcune movenze o dal modo di fare che non sono altro che degli stimoli che colpiscono l’individuo e scatenano il piacere. Per l’amore il discorso e diverso perchè non riguarda il singolo individuo ma dipende dalla coppia di individui; dipende dalla nostra capacità di essere colpiti da sentimenti e sensazioni che ci portano a riflettere oltre il pensiero di un piacere temporaneo per giungere ad un idea di un futuro insieme alla persona che amiamo. Nella maggior parte dei casi il piacere scaturisce da qualcosa di bello che è stato visto quindi da un attrazione visiva; differentemente, all’amore tutto quello che è riferito alla vista è invisibile, perchè la persona si lega strettamente all’altro non utilizzando gli occhi, ma il cuore che ammira la persona amata per quello che è incondizionatamente da quello che fa.

    Esercizio 6:
    Nel mito narrato da Aristofane vediamo raffigurate tre creature: i Maschi, le Femmine e gli Ermafrodita. Ognuno di questi aveva quattro braccia, quattro gambe, quattro orecchie ecc. e due organi sessuali; quando Zeus divise a meta questi esseri, girando loro la testa dalla parte opposta agli organi sessuali, “vide che morivano di fame e di inazione, perchè ciascuna parte non voleva fare nulla senza l’altra. E quando una delle due metà moriva, e l’altra sopravviveva, quest’ultima ne cercava un’altra e le si stringeva addosso sia che incontrasse l’altra metà di genere femminile, cioè quella che noi oggi chiamiamo una donna, sia che ne incontrasse una di genere maschile. E così la specie si stava estinguendo”. Da qui si inizia a comprendere il perchè della posizione della nostra sessualità; infatti: “Zeus, mosso da pietà, ricorse a un nuovo espediente. Spostò sul davanti gli organi della generazione. Fino ad allora infatti gli uomini li avevano sulla parte esterna, e generavano e si riproducevano non unendosi tra loro, ma con la terra, come le cicale. Zeus trasportò dunque questi organi nel posto in cui noi li vediamo, sul davanti, e fece in modo che gli uomini potessero generare accoppiandosi tra loro, l’uomo con la donna. Il suo scopo era il seguente: nel formare la coppia, se un uomo avesse incontrato una donna, essi avrebbero avuto un bambino e la specie si sarebbe così riprodotta; ma se un maschio avesse incontrato un maschio, essi avrebbero raggiunto presto la sazietà nel loro rapporto, si sarebbero calmati e sarebbero tornati alle loro occupazioni, provvedendo così ai bisogni della loro esistenza.Inoltre in questo mito l’amore viene spiegato come sentimento perchè: gli umani, divisi da Zeus, sentivano il bisogno di trovare di nuovo un anima gemella da amare ed alla quale si sarebbero legati per l’eternità cosi da diventare un solo essere.

    Esercizio 7:
    Il termine /kalokagathía=bello e buono/ indica l’ideale di perfezione umana secondi i greci antichi; infatti in quei tempi si credeva che chi possedeva una bellezza esteriore notevole possedeva anche una grande intelligenza e capacità di pensiero; lo stesso accade con lo stilnovo, infatti la donna e considerata come un angelo un essere divino la quale bellezza e insuperabile e quindi divina.Per tali ragioni però per secoli le persone colpite da malattie sono state discriminate; basta pensare alla peste dell’anno 1000 che ha distrutto popolazioni e nuclei familiari sia statisticamente si moralmente perchè le persone venivano incriminate di essere portatori di peste solo perché non facevano parte di una precisa nobiltà. Ai nostri giorni il concetto del kalos kai agathos esiste ancora, anche se non accentuato come in antichità, infatti la popolazione cura molto l’aspetto esterno perchè è la prima cosa che salta all’occhio della persona che stiamo per conoscere; questo concetto di bellezza però non è sempre esatto basta pensare a Michael Jackson soprannominato The King of Pop per essere l’artista di maggior successo con oltre un miliardo di dischi venduti, morto per overdose di droga.

    • proflombardi il said:

      Ho eliminato i tuoi lavori precedenti. Non ti preoccupare, capita. Per quanto riguarda quello che scrivi le tue citazioni e considerazioni sono pertinenti e molto interessanti. Bravo. Non sono completamente d’accordo con la divisione che fai tra cotta e amore. Più che al piacere legherei la cotta ad un piacevole scombussolamento, alla passione che, come giustamente dici anche tu, è destinata a passare. Michael Jackson qualche problema con la bellezza e l’apparire lo doveva avere visto che si era schiarito la pelle per essere…? Mah! Ah Raffaele per te un assegno supplementare! Un giorno devi suonare (e cantare?!) tutte le canzoni citate da te e dai tuoi compagni. Scherzo. Buon anno anche a te.

      • Raffaele Avallone il said:

        Prof. potrei arrangiare anche alcuni accordi anche per il Simposio! haha. Comunque da
        quello che sapevo Michael Jackson anche se si era schiarito la pelle era considerato sempre
        un bell’uomo dalla gente dell’epoca.

  12. Antonio Russo il said:

    Esercizio 1:
    Eros Uranio:
    -Rivolto ai ragazzi
    -Rivolto alle anime
    -Non conosce istinti brutali
    -Ama le persone intelligenti
    -L amore è constante e l’amante fedele

    Eros Pandemio:
    -è volgare
    -rivolto ai corpi e non alle anime
    -rivolto a ragazze e ragazzi
    -rivolto a persone meno intelligenti

    Esercizio 2:
    Pausania distingue due eros, dividendo l amore in altrettante due parti, cioè con accezione negativa o positiva. Nel primo caso abbiamo un amore centralizzato sull’aspetto esteriore e corporeo di esso, mentre nel secondo un amore che va oltre la semplice esperienza corporea dell’uomo. Per quanto riguarda il mio parere io credo che l’amore negativo sia quello che viene confuso con l’infatuazione, mi spiego. Molto spesso capita che le persone possano appunto confondere l’infatuazione che hanno verso una persona con l’amore. Parliamo di due sentimenti completamente diversi che tutti sapremmo distinguere teoricamente, ma spesso ci capita di non saperli distinguere nelle relazioni che intraprendiamo. Infatti i due sentimenti portano a due fini diversi e potrebbe essere un grave errore non riuscire a controllarli.
    Una canzone che possa trattare di un amore positivo è “L’universo tranne noi” di Max Pezzali, che parla di questo amore desiderato da tutti e così raro da essere cantato ricercato e che una volta trovato tutto ciò che circonda gli innamorati non avrà più importanza perchè basterà lui per essere felici.
    Una canzone che parla di un amore negativo potrebbe essere “davanti agli occhi” di Nelsi, che parla di un amore che rende l innamorato così sofferente che vorrebbe liberarsene ma non ci riesce.
    Esercizio 3:
    Pausania si riferisce con quella frase ai metodi usati dagli innamorati per conquistare una persone, questi metodi non sono per niente criticati. oggi non funziona esattamente così; di solito per conquistare qualcuno si cerca di fare qualcosa che vada fuori dagli schemi che possa colpire e lasciare qualcosa dopo averla fatta. Molto spesso queste azioni possono essere giudicate male da chi non si trova esattamente nella stessa situazione dell’amante o da chi non ha avuto l’occasione di amare una persona tanto da fare di tutto pur di conquistarla.
    Esercizio 4:
    Erissimaco, dice che l amore non riguarda solo l’essere umano ma anche gli animali e le piante. In quanto medico lui dice che il benessere è dato dall equilibrio ,che si viene a creare in ogni cosa, tra i due tipi di amore sopra citati.
    Una canzone che parla di un amore rappresentato come forza cosmica e come armonia interiore è ‘la collina dei ciliegi’ di Lucio Battisti. Questo uomo che è pronto a superare qualsiasi ostacolo per la sua amata, a cui chiede di non lasciarlo e combattere con lui. Ognuno ha una collina da scalare, bisogna arrivare alla vetta per raggiungere la felicità.
    Esercizio 5:
    Secondo il mio modesto parere il piacere e il sentimento possono essere complementari, attraverso il piacere per una persona si può arrivare ad un sentimento, inutile negarlo la prima cosa che si nota in una persona anche involontariamente è l aspetto esteriore. Dopo essere giunti ad un vero sentimento l aspetto può perdere importanza ma comunque ha un suo perchè.
    Esercizio 6:
    1)Secondo il mito esistevano tre generi umani, maschi femmine e ermafroditi; gli ermafroditi erano l’unione di due maschi o femmine. Essi erano molto potenti e perfetti e così Zeus li divise per indebolirli essendo invidioso della loro perfezione e sentendosi anche minacciato dagli stessi. Gli esseri umani aumentarono di smisura e ognuno di essi per tutta la vita non farà altro che cercare la sua parte mancante dando vita ai rapporti eterosessuali e omosessuali.
    2-3) Amore uguale a sentimento, questo perchè grazie ai sentimenti si vanno a creare rapporti di amore tra gli esseri umani, in cui due corpi si uniscono per formare una sola anima.
    Esercizio 7:
    La kalokagathía è appunto la corrispondenza tra bello e bene, ciò che è bello comporta il bene in quella cosa. In passato questa concezione era alla base della società, infatti i malati che avevano malformazioni fisiche erano considerate come qualcosa di male. Oggi non ritroviamo questa concezione fortunatamente perchè si è data una spiegazione scientifica a questi fenomeni. Inoltre oggi bisogna stare molto attenti a ciò che ci circonda perchè oggi è molto frequente trovare il male che si traveste di bello e buono, cose che si ritrovano parecchio anche nel brutto in base alle mie esperienze.
    P.S. scusate il ritardo e le auguro un felice nuovo anno in nostra compagnia.

    • proflombardi il said:

      Buon lavoro. Magari potevi esprimere più approfonditamente le tue considerazioni anche commentando maggiormente le canzoni da te scelte. In ogni caso va bene. Buon 2015 che spero sia ottimo nonostante la “mia” compagnia. 😉

  13. Claudio Massarelli il said:

    1. Nel discorso affrontato da Pausania vi è una netta distinzione tra Eros Uranio e Eros Pandemio: il primo deriva da Afrodite Urania e quindi è nobilitante, sublime e con lo scopo di diventare più virtuosi; il secondo è l’aspetto più “materiale” dell’Eros, che deriva da Afrodite Pandemia ed è per le persone che valgono poco e vi partecipano sia le donne che gli uomini, mentre il primo è riservato solo agli uomini.
    Per spiegare meglio i due tipi di Eros, si può prendere come esempio alcune citazioni del testo:
    Per Eros Uranio: “L’altro Eros, invece, partecipa dell’Afrodite Urania che da sempre è estranea all’elemento femminile e partecipa soltanto del maschile; e poi è la più antica e non conosce alcun impulso brutale. Per questa ragione quanti sono ispirati da questo Eros sono attratti dall’elemento maschile”
    Per Eros Pandemio: “Ora l’Eros compagno di Afrodite Pandemia certo è volgare e opera a casaccio: è proprio degli uomini da poco. Intanto queste persone si innamorano sia delle ragazze che dei ragazzi, indifferentemente; e poi amano i corpi, non l’anima, e preferiscono le persone meno intelligenti: vogliono arrivare dritto al loro scopo, non gl’importa il modo, che sia bello o brutto “.

    2-3. L’amore è sempre una cosa positiva, che porta giovamento all’anima.
    Non credo si possa parlare di un amore negativo perché nel momento in cui si parla di atti violenti, di voglia di possesso ed egoismo, allora non si parla più di amore.
    L’amore è donare tutto se stesso alla persona che si ama e desiderarne la felicità.
    Oggi credo che ci siano profonde differenze nel modo di vivere la fase di innamoramento e il rapporto stesso che si ha con la persona amata rispetto ad anni fa.
    Ai giorni nostri tutto è sostituito dalla tecnologia: si è troppo presi da questa per esprimere sentimenti ed emozioni in modo diretto, cosìcchè sembra sostituire anche le parole.
    Rifacendomi ai testi che lei ha qui proposto, partirei subito da “Anche per te”, una delle canzoni a mio avviso più toccanti e profonde, probabilmente anche scandalosa per l’epoca: accostare in una stessa canzone la figura di una monaca, di una prostituta e di una ragazza madre era come minimo azzardato negli anni ’70.
    Credo che ciò che accumuni tutti i grandi artisti, che siano filosofi, cantautori, letterati o poeti, sia la loro capacità di essere al di fuori del tempo.
    Prendiamo in esame le canzoni da lei proposte: oltre a “Anche per te”, totalmente attuale potrebbe essere anche il testo di “Futura”, se lo interpretassimo con la condizione politico-sociale di oggi.
    Potrebbe essere la storia di due innamorati, uno israeliano e l’altra palestinese, che sognano un paese unito e non scombussolato da continui e distruttivi conflitti; o ancora “Il mio canto libero” potrebbe essere interpretato come la voglia di due persone omosessuali che devono affrontare, nonostante siamo nel ventunesimo secolo, pregiudizi e discriminazioni, ma nonostante tutto superano ogni tipo di offesa e continuano ad amarsi.

    4. Riguardo all’idea di Erissimaco di associare all’amore la forza, mi viene in mente una citazione di Alessandro D’Avenia, scrittore e sceneggiatore italiano:” L’amore è una specie di forza di gravità: invisibile e universale, come quella fisica”.
    Mentre riguardo alle canzoni e al libro che ci ha proposto, partirei subito dalla bravissima Susanna Tamaro, di cui ho apprezzato moltissimo il romanzo “Va’ dove ti porta il cuore”.
    Il romanzo “Anima mundi”, il cui titolo si rifà proprio alla filosofia platonica per indicare la vitalità della natura nella sua totalità, assimilata ad un unico organismo vivente (da Wikipedia), è la storia di Walter, un ragazzo cresciuto in una famiglia senza amore, che intraprende, quasi allegoricamente, un viaggio alla scoperta di se stesso, attraverso tre dimensioni (fuoco, terra e vento).
    Il romanzo, che ha riscontrato un enorme successo in tutta Europa e America Meridionale, dimostra come sia difficile raggiungere una pace interiore.

    5. Erissimaco Pronuncia un elogio a Eros basandosi sulla teoria precedentemente citata da Pausania, secondo cui Amore è scindibile in due parti; Eros non esiste solo nelle anime degli uomini, ma anche nei corpi di tutti gli animali e dei vegetali. Ciò esplica come questo grande dio estenda il suo potere su ogni cosa sia umana che divina.
    E’ dall’Eros Uranio che deriva la felicità e l’armonia tra le varie parti del corpo e l’anima; invece dall’Eros Pandemio scaturiscono il disordine e la sofferenza.
    A mio parere è sbagliato pensare, ai giorni nostri, che l’amore passionale sia distaccato da quello sentimentale. Esistono relazioni che si basano solo sulla passione, ma è difficile pensare che ci siano relazioni che si basino solo sull’aspetto sentimentale.
    Quindi la parte “spirituale” dell’amore è supportata dalla parte più “materiale”, che fa da complemento.

    6. In riferimento al mito di Aristofane, viene affrontato l’aspetto della sessualità che può spiegare le unioni eterosessuali e quelle omosessuali.
    Il mito raccontato da Aristofane narra che in principio vi erano tre generi: i maschi, le femmine e gli ermafroditi, con caratteristiche sessuali comuni ai maschi e le femmine.
    Gli uomini allora esistenti erano tutti dotati di due teste, quattro arti superiori, quattro inferiori, doppi organi riproduttivi e divennero assai forti e orgogliosi da sfidare gli dei.
    Zeus quindi pensò di punirli separandoli per sempre.
    Gli uomini erano allora disperati e andavano alla ricerca della loro parte mancante sperando di ritrovarla.
    Tuttavia Zeus ebbe pietà di loro e decise di spostare gli organi sessuali in avanti, affinchè potessero accoppiarsi.
    Di conseguenza nacquero le unioni eterosessuali nel momento in cui si riunirono i due esseri che prima erano un ermafrodita e le unioni omosessuali nel momento in cui si riunirono due esseri che prima costituivano un essere maschio o femmina.
    I riferimenti nel testo:” Stando così le cose, tutti quei maschi che derivano da quel composto dei sessi che abbiamo chiamato ermafrodito si innamorano delle donne, e tra loro ci sono la maggior parte deglo adulteri; nello stesso modo, le donne che si innamorano dei maschi e le adultere provengono da questa specie; ma le donne che derivano dall’essere completo di sesso femminile, ebbene queste non si interessano affatto dei maschi: la loro inclinazione le porta piuttosto verso le altre donne ed è da questa specie che derivano le lesbiche. I maschi, infine, che provengono da un uomo di sesso soltanto maschile cercano i maschi.”
    D’altra parte, viene spiegato l’amore anche come sentimento: questi esseri si riuniscono non solo per desiderio, ma anche perché hanno capito di sentirsi incompleti l’uno senza l’altro: “E queste persone che passano la loro vita gli uni accanto agli altri non saprebbero nemmeno dirti cosa s’aspettano l’uno dall’altro. Non è possibile pensare che si tratti solo delle gioie dell’amore: non possiamo immaginare che l’attrazione sessuale sia la sola ragione della loro felicità e la sola forza che li spinge a vivere fianco a fianco. C’è qualcos’altro: evidentemente la loro anima cerca nell’altro qualcosa che non sa esprimere, ma che intuisce con immediatezza”.

    7. La kalokagathía, che si basa sull’idea di “bello e buono” era assai diffusa in Grecia e consisteva nel vedere i grandi eroi come uomini non solo bellissimi, ma soprattutto ricchi di valori ed ideali.
    Fino a qualche secolo fa si riteneva che alcune malattie che causavano delle deformazioni al volto, oppure causate da fattori genetici o ancora malattie della psiche, fossero attribuite a persone che rappresentavano l’incarnazione del male, del diavolo, di una punizione divina.
    Queste persone erano emarginate, escluse dalla società e sottoposte ad ogni tipo di violenza e discriminazione.
    La religione unita all’ignoranza ha per millenni fatto credere che si trattasse di un disegno divino, che fosse il volere di Dio, tuttavia, ho cercato in rete qualcosa a riguardo e ho scoperto che, stando a studi scientifici, le persone che sono coinvolte in attività spirituali e si impegnano a migliorare (preghiera , meditazione, movimento fisico e psichico, etc.) recuperano e guariscono molto più velocemente dalle malattie di altre che non sono in un pensiero di accettazione, recupero e fiducia nelle possibilità della loro mente e del loro corpo di sviluppare risorse. I nostri pensieri e le nostre credenze hanno una decisiva influenza sul nostro sistema immunitario , sulla pressione sanguigna e su tutto quello che fa parte della nostra biologia.
    greca.
    Concludo dicendo che gli eroi dei nostri giorni sono molto lontani da quelli della mitologia greca.
    Mi vengono in mente tutti coloro che sono morti con coraggio per i propri ideali (i magistrati Borsellino e Falcone, il generale Dalla Chiesa),quelli che sono morti per la patria, i soldati che partono per la guerra, i medici che partono per le missioni umanitarie nei paesi più poveri del Mondo e i padri che ogni mattina si svegliano alle cinque per portare avanti la propria famiglia.

    Anche se un po’ in ritardo anche io le auguro un buon e sereno 2015, sperando in tanti bei voti e anche se lo scopo del video di Aldo, Giovanni e Giacomo è didattico, fa veramente ridere.

    • proflombardi il said:

      Interessante la tua trasposizione delle tematiche affrontate da alcune canzoni citate al mondo d’oggi, così come il rapporto tra attività spirituale e salute fisica. La serenità, il sentirsi voluti bene, l’accettazione di se stessi per come si è aiutano molto quando si devono affrontare malattie piccole e grandi. Buon lavoro Claudio. Bene. Sinceramente lo scopo del video non era propriamente didattico ma l’ho reputato adatto a fornire un’interpretazione leggera degli argomenti che stiamo trattando. Un sorriso talvolta aiuta a studiare meglio. Grazie per gli auguri che ricambio ed estendo a tutta la famiglia! Che il 2015 sia effettivamente un anno pieno zeppo di buoni voti!!!

  14. Salvatore Ruggiero il said:

    Esercizio 1
    Pausania,per la presenza di due Afroditi,distingue fra due tipi di Eros:l’Eros Pandemio e l’Eros Uranio
    -L’Eros Pandemio è volgare ,è rivolto sia a ragazze che a ragazzi,poichè coloro che lo seguono si innamorano sia delle prime che dei secondi e poi amano i corpi e non le anime;
    -L’Eros Uranio è invece nobile,non conosce alcun impulso brutale,esso inoltre è estraneo all’elemento femminile ed è orientato verso i maschi e in essi cerca l’intelligenza più del piacere fisico.

    Esercizio 2
    Purtroppo oggi è nettamente evidente la distinzione proposta da Pausania fra tue tipi di amore,e sembra essere anche pi forte di quella descritta nell’antichità.Si potrebbe parlare di amore “giusto” e “non giusto”,ed è proprio attorno a questo aggettivo,giusto,che ruota,secondo me,l’amore di oggi.Oggigiorno sono sempre di più gli uomini che seguono l’Eros Pandemio,descritto da Pausania come volgare,inteso a conquistare il corpo non l’anima.La situazione negli ultimi tempi è degenerata ancora di più per l’aumento notevole degli uomini che cercano il contatto fisico con una donna,ma respinti,ricorrono alla violenza.La cosa che,a mio avviso,fa più ribrezzo è l’esistenza di coloro che hanno un’idea di amore ancor più distorta,andando oltre le persone prima descritte.Questi uomini,a differenza dei precedenti che magari si,si impongono anche con violenza,ma lo fanno con la consapevolezza che ciò non è giusto,invece ritengono il loro modo di amare non solo giusto ma addirittura,probabilmente,divertente,che quindi non ha nulla di strano.Sta poi sensibilmente diminuendo il numero di persone che segue l’Eros Uranio,descritto da Pausania più nobile e puro verso la donna,della quale non viene amato il corpo,o almeno non solo,ma anche l’anima;un amore quindi più radicato nonostante il diminuire della bellezza del compagno/a,e che è destinato a durare,perchè la persona che lo prova è dotata di virtù e va oltre i piaceri più corporali.Non a caso prima ho parlato di compagna/o perchè non solo gli uomini possono essere i persecutori di un amore “non giusto”,ma anche le donne.Certo quest’ultime sono sicuramente in misura minore,ma ciò non toglie che siano sempre le vittime.Non intendo fare una crociata contro le donne,vorrei soltanto dire che a volte l’amore non finisce a causa di un uomo o di una violenza da parte di questo,ma come può finire per una uomo troppo possessivo,può finire male anche a causa di una donna troppo possessiva,quindi si dovrebbe analizzare bene dove pende l’ago dell bilancia.
    “Anche per te” è,secondo me,la canzone che meglio riassume il comportamento che dovrebbero assumere le persone dopo essere passate per situazioni sgradevoli.La canzone,da voi suggerita,rende omaggio a diversi tipi di donne coraggiose:una suora,un,una prostituta,una ragazza madre.Tutte e tre hanno il coraggio di continuare la propria vita guardando al futuro;la suora prega pensando al mondo,la prostituta ha ancora amore dentro di sè nonostante il suo lavoro,la ragazza lavora e intanto cresce suo figlio meglio che può.Il cantante vorrebbe morire per loro,ma non è in grado di farlo,così resta li a pregare Dio di dare loro il sostegno(“a darle quel che ieri/avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi…/al vento avrebbe detto”).

    Esercizio 3
    Pausania nel suo discorso afferma che la legge ateniese non era contro il comportamento degli innamorati,anche quelli troppo stravaganti,anzi,questi erano ammirati dalla legge.
    Se guardiamo i tempi d’oggi,sono pochi coloro che giudicano i comportamenti di una coppia,che siano amici o meno,magari in modo positivo,ammirandoli,altri invece li guardano quasi dall’alto in basso,considerando quei comportamenti strani,o esagerati anche,perché per loro sarebbe impensabile andare un pò fuori dagli schemi per sorprendere il proprio/a partner.Per me vale l’opposto:per me sarebbe strano vedere persone che non “esagerano”,in positivo,all’interno di una relazione per rendere felice il proprio compagno/a;a mio parere,all’interno di una coppia sarebbe strano anche vedere la troppa dipendenza di uno dei due dall’altro,perché se si è succubi non si vive amore.

    Esercizio 4
    Erissimaco,essendo un medico,definisce l’amore una forza naturale,derivante dalla completa armonia fra le parti del corpo,e il compito di mantenere quest’armonia è della medicina,tuttavia distingue tra due Eros:l’Eros Uranio,che porta all’equilibrio,e l’Eros Pandemio,che guarda al piacere e all’eccesso.Fra le canzoni da voi proposte,quella che mi ha fatto più riflettere è stata “la collina dei ciliegi” di Lucio Battisti e Mogol.il brano è la storia di due innamorati,declinata però in senso universale;il protagonista invita la partner a seguirlo senza timore degli altri e la sprona a superare insieme tutte le difficoltà e le incertezze che si troveranno davanti,cosa che si potrà verificare solo se se non proverà più paura.

    Esercizio 5
    Erissimaco,non fa una netta distinzione fra due amori,ma afferma che anche l’Eros Pandemio,orientato verso il piacere,è positivo,sebbene non si esageri.
    A mio parere,piacere e sentimento non si contrappongono,ma sono complementari.Affinché vi sia equilibrio in una coppia,secondo me,deve esserci un equilibrio tra piacere e sentimento,soprattutto perché oggigiorno non esistono più quegli amori platonici,che si instaurano tra due menti, e questo tipo di amore è anche difficile che nasca,perché le persone ormai sono più attratte,anzi solo attratte,dalla bellezza fisica,esteriore e non quella interiore;poi amori del genere non sono destinati a durare poiché la bellezza esteriore può e deve mutare,mentre quella interiore resta la stessa.
    Concludendo,la mia opinione è che un amore non deve essere per forza Eros Uranio o Eros Pandemio,ma deve essere frutto di un equilibrio tra i due,cioè un equilibrio tra piacere e sentimento.

    Esercizio 6
    1)Aristofane omaggia Eros in un modo un pò diverso da Pausania e Erissimaco,racconta infatti un mito che spiega l’ origine del genere umano.Anticamente ogni individuo era formato da due esseri umani uniti frontalmente, alcuni erano formati da due maschi ,altri da due femmine, altri da un maschio e una femmina,i cosiddetti “androgini”.Quando questi un giorno decisero di sfidare gli dei,Giove decise di punirli,separandoli per sempre.Da quel momento ogni individuo si avverte come incompleto e cerca di ricongiungersi con la propria metà.Quando la incontra si ristabilisce quell’unità originaria e nasce un sentimento,l’amore;se questo nasce tra un uomo e una donna,si parla di amore eterosessuale,se nasce tra due uomini o due donne che facevano rispettivamente parte di un unico uomo o di un’unica donna,si parla di amore omosessuale.
    2-3)Viene anche spiegato l’amore come sentimento,precisamente:”queste persone quando incontrano l’altra metà di se stesse,allora sono colpite dal sentimento di amicizia che provano,dall’affinità con l’altra persona”.Sembra quindi che fra due persone non nasca un’attrazione sessuale,almeno non solo,perchè questa è accompagnata da una volontà di completezza universale,dalla volontà di completare anche l’anima.

    Esercizio 7
    La kalokagathia risulta coincidere con l’espressione ” kalos kai agathos” cioè bello e buono;essa esprime la coincidenza tra bello e bene, tra bellezza esteriore e bellezza interiore.
    Quest’idea ha influenzato molto la civiltà occidentale, soprattutto i greci che consideravano questo concetto sacro: infatti gli eroi greci erano celebrati proprio perchè avevano in comune quest’ ideale , la corrispondenza tra bellezza e bontà.Oggi purtroppo non è più cosi,con l’ignoranza che si fa strada nelle menti di sempre più persone, stanno nascendo pregiudizi che una volta radicati , sono difficili da eliminare. L’ esclusione sociale dovuta a malattie, si verifica purtroppo anche oggi,non so se in maniera più forte o meno rispetto al mondo antico,ma non dovrebbe esserci.Infatti spesso all’assenza di bellezza esteriore viene anche abbinata l’assenza di bellezza interiore,e una persona cosi giudicata viene allontanata sempre di più,questo perchè?per una malattia,per la quale inoltre la persona interessata non ha neanche colpa?mi sembra davvero inconcepibile,non vuol dire che una persona malata sia priva di bontà nell’animo. Molto spesso sono le persone belle esteticamente ad essere prive di bellezza interiore,perché il loro animo è ricco di vanità e narcisismo,e vuoto di bontà e comprensione verso gli altri.

    P.s.
    Le auguro un buon anno prof,anche se molto,molto in ritardo.

    • proflombardi il said:

      Parli a giusta ragione di vanità e narcisismo che sono due grandi mali del nostro tempo! Buon lavoro, complimenti per le analisi che hai effettuato. Non sarebbe stato male esprimere maggiormente le tue considerazioni personali. Ma va benissimo così. Ricambio gli auguri anche se “ritardatari”.

  15. Marika Ciccarelli il said:

    ESERCIZIO 1
    Eros Uranio:
    -non conosce alcun impulso brutale;
    -è rivolto esclusivamente al sesso maschile;
    -è rivolto alle anime;
    -è il più antico derivante dall’Afrodite più antica;
    -predilige il sesso per natura più forte e intelligente;
    -tratta di una possessione pura.

    Eros Pandemio:
    -è volgare e opera a casaccio;
    -appartiene agli uomini da poco;
    -è rivolto sia a ragazze che a ragazzi;
    -ama i corpi;
    – ricerca preclusa alle persone poco intelligente al fine ultimo di favorire l’immediatezza del raggiungimento del rapporto carnale.
    ESERCIZIO 2
    Pausania, l’oratore legato ai sofisti, nell’antica Grecia del IV secolo differenziava il sentimento amoroso in due componenti, derivanti delle due differenti Afroditi: quella Pandemia e quella Urania. Pausania delineava così un amore negativo, quello rivolto sia a ragazze che a ragazzi e proprio degli uomini da poco perché finalizzato all’ottenere nella maniera più immediata possibile un rapporto carnale, e l’amore positivo che invece si rispecchiava nel rapporto tra un giovane e un uomo maturo, quindi omosessuale, che consisteva nell’arricchimento di entrambi i partner sempre entro i limiti della giustizia. (1) (Simposio, Platone)
    Ma ha ancora senso oggi distinguere tra una accezione di amore buono e amor cattivo?
    Sin dall’antichità l’oggetto di ispirazione di poeti, scultori, artisti è sempre stato l’amore e le sue molteplici sfaccettature. Nelle migliori fiabe vi è consuetudinariamente citato il “vero amore” al quale corrisponde un lieto fine, ma le facce di questo sentimento sono diverse e non tutte sorridenti. Purtroppo nell’odierna società sono davvero più unici che rari gli esempi di Amore con la lettera maiuscola. Partendo dal presupposto che le vicende amore possono ancora essere collocate nelle due fazioni quali positive e negative possiamo accingerci a fornire una miriade di esempi per entrambe le schiere. Delineiamo il profilo dell’”Amore senza fine” citando non a casa una canzone del cantautore e chitarrista Pino Daniele, nella quale racconta il suo amore sconfinato verso una donna e le mille attenzioni con cui la ricopre.

    Amore senza fine (Pino Daniele)
    Se mi guardi con gli occhi dell’amore
    non ci lasceremo più
    inganneremo il tempo e il dolore
    sia l’estate che l’inverno.
    E cambieremo il mondo ogni volta che vuoi
    e fermeremo il mondo ogni volta che vuoi.
    Perché non so che dire quando mi guardi così
    non riesco mai a finire un discorso senza errori
    perché mi fai impazzire quando mi guardi così
    mi sembra di capire che voglio solo te in questo mondo
    voglio solo te in questo mondo.
    Se mi cerchi con gli occhi dell’amore
    allora si mi troverai
    fra le parole semplici e il sapore
    di un mattino di primavera.
    […]
    When I look into your eyes I will feel so good
    ’cause you make a better day to me.

    La forza dell’amore in grado di confondere l’uomo che non può far a meno che terminare un discorso senza errori, e la stessa forze che anima gli spiriti bollenti degli innamorati che sono pronto a battaglia contro il mondo in nome della loro passione.
    L’amore un sentimento struggente che si fa fatica anche a confessare come succede in “Dicitencello vuje” (IT: Glielo dica Lei) canzone napoletana scritta nel 1930 da Rodolfo Falvo (musica) ed Enzo Fusco (testo).
    Dicitencello vuje

    Dicitencello a ‘sta cumpagna vosta
    ch’aggio perduto ‘o suonno e ‘a fantasia
    ch a penzo sempe,
    ch’è tutt a vita mia
    I’ nce ‘o vvulesse dicere,
    ma nun ce ‘o ssaccio dí

    A voglio bene
    A voglio bene assaje
    Dicitencello vuje
    ca nun mm a scordo maje.
    E’ na passione,
    cchiù forte ‘e na catena,
    ca mme turmenta ll’anema
    e nun mme fa campá

    Dicitencello ch’è na rosa ‘e maggio,
    ch’è assaje cchiù bella ‘e na jurnata ‘e sole
    Da ‘a vocca soja,
    cchiù fresca d”e vviole,
    i’ giá vulesse sèntere
    ch’è ‘nnammurata ‘e me

    A voglio bene
    A voglio bene assaje
    Dicitencello vuje
    ca nun mm a scordo maje.
    E’ na passione,
    cchiù forte ‘e na catena,
    ca mme turmenta ll’anema
    e nun mme fa campá

    Na lácrema lucente v’è caduta
    dicíteme nu poco: a che penzate?
    Cu st’uocchie doce,
    vuje sola mme guardate
    Levámmoce ‘sta maschera,
    dicimmo ‘a veritá

    Te voglio bene
    Te voglio bene assaje
    Si’ tu chesta catena
    ca nun se spezza maje
    Suonno gentile,
    suspiro mio carnale
    Te cerco comm’a ll’aria:
    Te voglio pe’ campá .

    Si tratta di una disperata dichiarazione d’amore di un uomo nei confronti della donna amata, dichiarazione, però, che avviene in maniera indiretta. L’uomo infatti parla rivolgendosi ad un’amica dell’amata, che chiama vosta (vostra amica),le chiede di riferirle che per lei ha perso il sonno e la fantasia (aggio perduto ‘o suonno e ‘a fantasia), che la passione “più forte di una catena” (è na passione, cchiù forte ‘e na catena) lo tormenta e non lo fa più vivere (ca mme turmenta ll’anema… e nun mme fa campá).
    Soltanto nell’ultimo verso del brano il protagonista confessa di amare in realtà, la sua interlocutrice e quando vede una lacrima sul suo volto (“na lacrima lucente v’è caduta”) le dice che è proprio lei la donna che ama (“levammece sta maschera, dicimme ‘a verità”, togliamoci questa maschera, diciamo la verità).
    Ma l’amore è infinito?
    Qualche tempo fa girando sul web mi imbattei in una frase che mi fece davvero riflettere ma della quale purtroppo non sono in grado di citare la fonte, questa diceva: “Finisce il mare, figuriamoci l’amore”. Ed è vero, quando si ha una vista sul mare si ammira sempre la sua bellezza, il suo essere infinito ma finito allo stesso tempo. L’amore è proprio come il mare, differente ogni giorno come le gocce che compongono questa distesa di acqua salata, acqua salata che se versata sulle ferite fa male, come fa male l’amore che scotta e brucia, però, anche di passione. L’acqua del mare contenuta in vasche immense ma che allo stesso tempo lo delimitano proprio come il sentimento è custodito dai cuori, dai quali però in seguito alla marea fuoriesce e giunge alla testa facendo così annegare la ragione.
    Massimo Troisi nel 1977 è autore e voce si una poesia, “‘O ssaje comme fa ‘o core” nella quale affronta il tema della precarietà dell’amore.
    O ssaje comme fa ‘o core
    “Tu stive ‘nzieme a n’ato
    je te guardaje
    primma ‘e da’ ‘o tiempo all’uocchie
    pe’ s’annammura’
    già s’era fatt’ annanze ‘o core.
    A me, a me
    ‘o ssaje comme fa ‘o core
    a me, a me
    quann’ s’è annamurato
    . Tu stive ‘nzieme a me
    je te guardavo
    comm’è succiesso, ammore
    ca è fernuto
    ma je nun m’arrenn’
    ce voglio pruva’.
    Je no, je no
    ‘o ssaje comme fa ‘o core
    je no, je no
    quann s’è sbagliato”
    Dalla penna di Troisi esce un testo bellissimo che Pino Daniele mette in musica in modo superbo ottenendo un capolavoro di rara bellezza. Il brano parla d’amore e delle scelte del cuore che, incurante del fatto che sia o meno legato ad altre persone, quando incontra la sua metà fa le sue scelte e non ammette ragioni. Una lotta impari mente-cuore dove il cuore ha sempre la meglio anche quando si prova con ogni forza a scegliere la via più razionale o eticamente corrette. Al cuore non si comanda e i due autori hanno voluto esprimere proprio questo concetto in questa delicato e raffinato teorema del comportamento umano nei rapporti d’amore. Spesso il cuore, infatti, non da nemmeno il tempo di pensare che già ha compiuto la sua scelta. “A me, a me…’o ssaje comme fa ‘o core…a me, a me…quann’ s’è annamurato.”. Altre volte, invece, malgrado la nostra volontà razionale ci spinge a restare con una persona è il cuore a cambiare strada non accettando mediazioni. “Je no, je no…’o ssaje comme fa ‘o core…je no, je no…quann s’è sbagliato.”
    Ma citando nuovamente il mare questi può essere limpido come quello dei Caraibi o inquinato e assassino come il mare di Varcaturo, ed è a proposito di ciò che parliamo di “amore criminale” se amor può definirsi. Sono sempre più frequenti, soprattutto in questa società, episodi di violenza nei rapporti “amorosi” e tema centrale la violenza sulle donne da parte di uomini infimi. Ed inoltre come accadeva anche nella Grecia ricorrente è la svalutazione della donna, considerata come un oggetto. La lettura della canzone “Essere una donna” di Anna Tatangelo denuncia a pieno questo forte pregiudizio nei confronti del gentil sesso. La donna infatti, utilizzando le sue parole, “non vuol dire riempire solo una minigonna“, nel senso di essere solamente un oggetto di semplice attrazione o di piacere, ma al contrario vuol dire essere mature, volere un figlio, saper distinguere gli amori veri da quelli finti e privi di ogni base solida, insomma “è essere di più, molto di più” .
    Essere una donna (Anna Tatangelo)
    Con quegli occhi attenti
    come spilli ardenti
    mi frughi.
    Come un lupo attendi
    dentro l’anima discendi
    indaghi sempre più.
    Ti sembro quasi una farfalla
    un giocattolo una palla
    si da prendere.
    Dimmi il tuo amore cosa vale
    so che mi vedi come il miele
    da mangiare tu
    ma ti stai sbagliando sai
    io non sono una ciliegia,
    Essere una donna
    non vuol dire riempire solo una minigonna
    non vuol dire credere a chiunque se ti inganna.
    Essere una donna è di più, di più, di più, di più
    è sentirsi viva
    è la gioia di amare e di sentirsi consolare
    stringere un bambino forte, forte sopra il seno
    con un vero uomo accanto a me
    Essere guardata
    e a volte anche seguita
    mi pesa.
    Certi complimenti se son rozzi poi ti senti offesa.
    Ti senti come una farfalla
    un giocattolo, una palla
    da prendere.
    Ma non è amore poco vale
    sentirsi come il miele
    da mangiare no.
    Ma ti stai sbagliando sai
    sono davvero un’altra cosa.
    Essere una donna
    non vuol dire riempire solo una minigonna
    non vuol dire credere a chiunque se ti inganna,
    Essere una donna è di più, di più, di più, di più,
    Io non cerco un’avventura
    ma il compagno che vorrei
    che tra un bacio e una risata
    mi farà dimenticare
    i problemi intorno a me,
    Essere una donna
    vuol dire provare dentro veri sentimenti
    e frenare il pianto e il dolore che tu senti
    essere di più, molto di più.
    Inoltre aggiungerei che rifacendoci al discorso di Pausania ci verrebbe da pensare che la sua gente fosse molto più “avanti” rispetto alle considerazioni dei rapporti omosessuali, che anzi erano ritenuti puri e esemplari. Oggi purtroppo sembra esser ritornati ai regimi barbarici e l’omosessuale è etichettato come diverso e/o sbagliato, rifiutato addirittura dai genitori come accade nella canzone che nel 1996 Federico Salvatore presentò al 46° Festival di Sanremo con “Sulla porta”, brano scritto in collaborazione con Giancarlo Bigazzi e Giuseppe Dati e pubblicato all’interno dell’album “Il mago di Azz”. “Sulla porta”, infatti parla di un figlio che confessa ad una madre la sua reale natura sessuale. Il ragazzo protagonista della canzone ricorda alla madre tutti gli espedienti utilizzati dalla stessa per nascondere agli occhi della gente l’omossessualità del figlio e si libera urlando tutta la sua soddisfazione e la sua voglia di far sapere a tutti la sua natura sull’uscio della porta in modo che anche i vicini possano sentire e per concludere questo chiarimento con l’abbandono definitivo del tetto familiare e, soprattutto, dalla madre che, in effetti, è lei a chiudere la porta in faccia al figlio in seguito alla confessione dichiarandosi ormai morta ai suoi occhi.
    “Mammà son qui con le valige sulla porta
    con tutti i dubbi tutti i miei casini
    però mi sento forte e per la prima volta
    io me ne frego degli orecchi dei vicini!”
    Il protagonista ripercorre le tappe che lo hanno portato a capire la sua natura ricordando la prima carezza verso un ragazzo avvenuta in un pomeriggio di studio(Ma un maledetto pomeriggio dell’adolescenza
    studiavo insieme ad un ragazzo per la timidezza[…]) e le sue sensazioni di piacere miste a sofferenze, ma ricorda anche quando da bambino, orgoglioso della propria madre, si truccava per assomigliarle (e allora col rossetto e con il tuo ventaglio-in bagno mi truccavo per assomigliarti-ero orgoglioso di essere tuo figlio!). Non mancano esperienze con le donne ma, ogni volta ritornava al suo segreto come un lupo nella tana. Il ragazzo, quindi, in questa aspra confessione a cuore aperto concessa alla madre prima di raggiungere l’auto dove un ragazzo con il quale prospetta di rifarsi una vita lo sta aspettando, rimprovera la donna di aver tappato i propri sogni e la propria natura cercando nel figlio un perfetto esempio della media borghesia, con un posto fisso ed una carriera promettente senza scandali o comportamenti immorali. Ma è proprio in questo comportamento della madre che il ragazzo vede una falsa morale dettata solo dall’ipocrisia e ne ha la conferma quando la donna non accetta di perdonare il giovane per la sua scelta ma continua a gettare sale sulle sue ferite negandogli ogni tipo di sostegno e sbattendogli la porta in faccia.
    Sulla porta (Federico Salvatore)
    Mammà son qui con le valige sulla porta
    e in macchina c’è un uomo che mi sta ad aspettare
    la verità lo so ti lascerà sconvolta
    quell’uomo è il mio primo vero amore
    con lui mi sento libero e felice
    vivremo insieme abbiamo già una casa
    non sono più un bambino mamma abbassa quella voce
    smetti di far la vittima indifesa!
    Perchè così hai perduto anche tuo marito
    quel povero leone che scappò come un coniglio
    davanti al mostro del tuo amore arrugginito
    e ti lasciò in ostaggio questo figlio!
    Mammà son qui con le valige sulla porta
    con tutti i dubbi tutti i miei casini
    però mi sento forte e per la prima volta
    io me ne frego degli orecchi dei vicini!
    Sulla porta!.. sulla porta!..
    quante volte mi hai fermato sulla porta
    con quei falsi crepacuore
    che sparivano all’arrivo del dottore!
    Mammà nella mia stanza ho messo a posto tutto
    le chiavi le ho lasciate lì sulla credenza
    mi mancherà il sorriso del tuo caffè a letto
    quel nostro paradiso dell’infanzia
    quando il mio desiderio era di piacerti
    e allora col rossetto e con il tuo ventaglio
    in bagno mi truccavo per assomigliarti
    ero orgoglioso di essere tuo figlio!
    Ma un maledetto pomeriggio dell’adolescenza
    studiavo insieme ad un ragazzo per la timidezza
    sentivo dentro un misto di piacere e sofferenza e…
    mi scappò sulla sua gamba una carezza
    oh mamma so’ stato troppo tempo qui su questa porta
    all’ombra dei colori della tua sottana
    a letto con le donne ci son stato ma ogni volta
    tornavo al mio segreto come un lupo nella tana!
    Sulla porta!.. sulla porta!..
    tu sapevi e mi fermavi sulla porta
    e chiudevi le mie dita
    e i miei sogni sulla porta della vita!
    Mammà son qui su questa porta dell’ipocrisia
    con il mio posto fisso e una carriera promettente
    come un perfetto esempio della media borghesia
    che non può avere scandalosi sentimenti!.. ooh
    mamma non capisci com’è falsa la morale
    la maschera di fango bagnata nell’argento
    sono un diverso mamma un omosessuale
    e questo tu lo prendi come un tradimento!
    Sulla porta!.. sulla porta!..
    io vorrei che tu sapessi perdonare
    una volta una volta
    non buttare sulle mie ferite il sale!
    Come adesso sulla porta!..
    che mi dici VAI!.. per te io sono morta
    sono morta sono morta
    e mi sbatti sulla faccia questa porta!”
    Questa canzone descrive la situazioni di molti omosessuali che sono costretti a confrontarsi con una società ancora ottusa che detta regole e sputa sentenze senza risparmiar la dignità o il vero amore.

    ESERCIZIO 3
    “Sento le farfalle nello stomaco.”
    Questa è sicuramente l’espressione che tutti abbiamo usato almeno una volta nella nostra vita. Essere innamorati è una lenta e dolce condanna, Petrarca dice a proposito nella canzone “Di pensier in pensier, di monte in monte” che un uomo esperto della vita direbbe riferendosi al poeta: “Questi arde, et di suo stato è incerto”. “Incentro” perché la condizione dell’innamoramento porta ad essere dei teneri scapestrati con gli occhi a cuoricino e un sorriso perennemente stampato sul volto, incostantemente felice e triste tanto che il volto che segue l’anima “si turba et rasserena, et in un esser picciol tempo dura” (riferimento a Petrarca, “Di pensier in pensier, di monte in monte”) . Quando si è innamorati si è animati da una forza che ci permetterebbe, se fosse possibile, di combattere il mondo intero in nome dell’amore ed è per questo che anche i gesti più scellerati vengono perdonati. Sono pienamente d’accordo con Pausania e credo che ancora oggi si mettano in pratica prove d’amore per dichiarare i proprio sentimenti. Alcuni cliché sono: striscioni, cartelloni, album di fotografie, biglietti per concerti, colazioni a letto… E chi ne ha più ne metta, ma sicuramente non dormire fuori la porta del proprio amato (riferimento al discorso di Pausania, Simposio, Platone). Certo che bisogna sempre però valutare l’altra parte della medaglia e considerare che sicuramente l’odierno corteggiamento è meno romanzato rispetto a quello di un tempo, forse perché la tecnologia e i mezzi di comunicazione di massa ci schiavizzano e anche se è possibile realizzare splendidi regali grazie questi, un “buongiorno” sussurrato all’orecchio accompagnato da una carezza è indubbiamente preferito ad un sms con un cuore rosse caldo che di caldo non ha nulla. Inoltre sono da considerare tutti gli stereotipi di “coppie perfette” che ci sono ormai proposti o imposti, da seguire o meglio imitare. Amore che si cerca in televisione, ricordiamo non a caso il fatidico “Uomini & Donne”, o tutti i siti di incontri, che magari saranno anche d’agevolazione per conoscer persone con stessi interessi ma non hanno nulla a che fare con il brivido che percorre la schiena e fa tremare le gambe in seguito al “colpo di fulmine”. Con tutto questo sbandieramento dei sentimenti, con screen di conversazioni postati sui social, tecniche di corteggiamento che quasi diventa “stalkeraggio” (vedi “mi piace tattico”), sarà sempre più difficile conquistar qualcuno in nome del vero amore.

    ESERCIZIO 4
    Erissimaco, il medico presente al Simposio di Agatone, parla dopo Pausania e considera eccellente la sua distinzione tra i due tipi di amore ma, nonostante ciò, sostiene che questa che che definisce come una forza non è da applicarsi unicamente ai rapporti con le persone ma bensì a tutti gli esseri viventi: dai corpi degli animali alle piante che sono nutrite dalla terra. Erissimaco dalla sue convinzioni mediche interpreta l’amore come una forza naturale, una forza cosmica che tutto vivifica e tutto governa. Infatti lo stato di salute o di malattia di un individuo, dice il medico, dipenda dall’amore, che chiarisce come equilibrio tra i molteplici enti del corpo. Così avviene anche nella natura dove l’Eros Pandemio , che è piacere ed eccesso, porterà, ad esempio, stagioni irregolari con conseguenti carestie e pestilenze, mentre l’Eros Uranio, che è equilibrio e armonia, fa da garante di pace nella società, nella natura vivificando ogni dove.
    Menzioniamo ora la canzone di Lucio Battisti e Mogol “La collina dei ciliegi”, essa tratta nel dettaglio la storia di due innamorati da interpretare, però, in chiave universale. L’uomo incita la compagna ad accompagnarlo in un viaggio durante il quali combatteranno insieme tutti gli ostacoli che si presenteranno sul loro cammino ignorando la vergogna, il timore e il giudizio degli altri. L’intero brano è imbevuto della figura retorica della metafora del volo, che incessante si ripete nei diversi incisi musicali anche con la figura del colombo che bucato un bucato un pallone lo lascia cadere e a questa caduta si contrappone il volo dei due innamorato contro i pensieri della gente.
    A proposito della forza cosmica dell’amore ancora possiamo citare una celebre canzone di Michael Jackson e di Lionel Richi “We are the world” all’interno della quali si denuncia che l’amore “ love is all we need” è possibile cambiare il mondo o ancora.
    E per concludere un riferimento letterario con “Anima Mundi” un libro di Susanna Tamaro che racconta la storia di Walter, un ragazzo che attraversa fuoco, terra e vento per conoscere se stesso e che nella tradizione cinese rappresentano le tre fasi della vita di un essere umano: la prima fase riguarda il tempo per crescere, la seconda per sperimentare la precaria seduttività del mondo e la terza, quella più profonda, per approdare alla vera essenza delle cosa. Un libro che racconta delle trasformazioni interiori che si susseguono in ognuno di noi, dei cambiamenti naturali che affiancano il normale ciclo evolutivo. Naturalmente ogni cambiamento porta con sè i suoi “effetti collaterali” ed è proprio su quest’ultimi che l’autrice focalizza l’attenzione del lettore verso il protagonista.

    ESERCIZIO 5
    Erissimaco pur condividendo la distinzione tra gli amori proposta da Pausania, contrariamente a questi, non incrimina l’Eros Pandemico e quindi il piacere, anzi egli sostiene che dall’amore cosiddetto volgare si debba trarre vantaggio ma senza “strafare”. Seguendo la scia del medico greco ritengo che non può esservi una vita senza sentimenti come non può esservi una vita senza piacere. Il fatidico “colpo di fulmine” si basa, secondo me, proprio sul piacere visivo, poiché non si può conoscere di una persona il carattere, le idee e i pensieri a prima vista, probabilmente in un altro mondo avremo questo potere telepatico, ma per ora dobbiamo accontentarci di essere semplici umani che non sanno nulla e se è pur vero che “l’abito non fa il monaco” è altrettanto soldato che “anche l’occhio vuole la sua parte”. Fatto sta però che ciò che rende un rapporto durevole e longevo è il sentimento che lega due individui che si scioglie e si svincola, quindi, dal piacere. Petrarca nella sua opera in prosa latina il “Secretum” afferma di aver amato Laura non solo per la sua bellezza ma di aver amato “l’anima e il corpo” (Amori, Ovidio) di lei e Sant’Agostino , il suo interlocutore, ribatte affermando che l’amore s’appassisce allo sfiorire della bellezza. Probabilmente questa considerazioni è veritiera, se si considera che ormai giunti ad una certa età ciò che lega le coppie è l’abitudine, il vivere la quotidianità e il bene di fondo che permane, ma di certo non la passione di un tempo. Ma in ultima analisi indubbiamente sentimento e piacere convivono.

    ESERCIZIO 6
    Un altro personaggio che si appresta a esporre la propria considerazione riguardo l’amore è Aristofane, commediografo greco, che inizia il sua racconto con il mito dell’androgino. In origine sulla terra vi erano degli essere potenti e mostruosi, essi avevano una forma pressoché circolare, ciò era dovuto al fatto che erano formati da due individui uniti per la schiena e con i volti rivolti in direzioni opposte, muniti di quattro braccia, quattro gambe e due teste su di un unico collo. Pertanto esistevano tre sessi: quello maschile, quello femminile e quello ermafrodita. L’orgoglio di questi essere era supremo e non di meno la loro arroganza tanto che suscitarono l’ira di Zeus che volle incenerirli, ma, poi, questi rifletté che non sarebbe rimasto nessuno a concedergli sacrifici e culti e quindi pensò bene di dividerlo longitudinalmente in modo, anzi, di raddobbarne il loro numero e di diminuire la loro superbia. Così facendo gli essere furono separati ma ogni uomo desiderava ricongiungersi con la propria metà e non curandosi di se stessi finirono per morire tanto che la specie rischiava di estinguersi. Zeus chiese così ad Apollo di collocare gli organi della generazione nei posti in cui son ancora oggi in modo da promuovere la riproduzione. Così che nel formare una coppia l’uomo e la donna avrebbero generato un bambino. Ed è così che si spiega la sessualità poiché dalle coppie formate da due individui maschili o due individui femminili si crea l’amore omosessuale e da quelli che erano gli androgini l’amore eterosessuale. L’amore di cui parta Aristofane, mediante il mito, non è solo l’amore fisico e carnale quanto più un amore spirituale, “una forza che li spinge a vivere fianco a fianco” (Simposio, Platone). L’anima degli uomini quindi non ricerca solo l’attrazione sessuale ma qualcosa che va ben oltre, qualcosa che neppur essi stessi riescono a spiegarsi ma che si intuisce con immediatezza, ovvero: ricongiungersi in un unico essere.

    ESERCIZIO 7
    Il termine kalokagathía deriva dal greco “kalos kai agathos” che traduce letteralmente “bello e buono”, si tratta di una concezione propria del mondo greco che si trova radicata soprattutto nell’ambito artistico, dove infatti, ad esempio, nella scultura i kouroi e le korai, statue di ragazzi e ragazze databili intorno al periodo arcaico greco, si rispecchiavano nell’ottica del “ bello e buono” e pertanto sarebbe stato disdicevole rappresentare brutti soggetti. Il tema della kalokagathía è incrementato all’interno del Simposio da Agatone, il padrone di casa, che definisce Eros come il dio più bello e più buono e di conseguenza anche il più felice. Questa corrispondenza è giunta sino ai nostri giorni, e con grande rammarico è un dovere affermare che fatica ad essere sfatata. Ripercorrendo a grandi linee le considerazioni al riguardo è da sottolineare che da sempre i “brutti” e i “strani” sono stati etichettati come diversi e come malvagi, basti pensare alle discriminazioni nei confronti di malati di lebbra, peste, ma anche ad un semplice storpio o cieco che a causa del proprio handicap appare cattivo. Ad esempio durante la peste del 1347 tra i diversi capri espiatori furono coinvolti anche i malati di lebbra, perché secondo le teorie sostenute questi ricercavano la vendetta ai soprusi subiti negli anni e alle denigrazioni per la loro condizione. A favore del bello e buono si ritrovano le figure angelicate dei poeti stilnovistici che, consideravano la propria donna come intermediaria tra Dio e l’uomo, così bella da potersi paragonare ad un angelo “ch’ogne lingua deven tremando muta e li occhi no l’ardiscon di guardare” (Tanto gentile e tanto onesta pare, Dante alighieri, Vita Nuova). Ancora un altro esempio potrebbe essere lo stesso nazismo, dove le persone di colore, i gay e gli handicappati, assieme agli ebrei, erano ritenuti estranei alla “razza ariana” e pertanto meritavano di essere uccisi. Da sempre, quindi, la “diversità” è stato fulcro di discriminazioni, denigrazioni e sfruttamento, e ancora oggi questo buco nero ingloba la nostra società. A scuola, a lavoro, nella stessa politica il diverso è avvertito come cattivo e quindi allontanato. Bisognerebbe sensibilizzare quante più persone possibili su questo argomento al fine ultimo di raggiungere l’apprensione, di un dato di fatto, che siamo tutti uguali e che “diverso” o “brutto” non comporta la malvagità ma, anzi, spesso le persone meno agiate sono le più deliziose perché comprendono il dolore, non peccano di superbia e vorrebbero solo sentirsi accettate perché hanno molto d’offrire, magari più di un bel “faccino”.

    ——————————————————————————————
    Sempre “zona cesarini” prof, buoni prossimi 360 giorni dato che ormai sarebbe un banale cliché ripetere ancora “buon anno”.
    Ps.: nell’esercizio 2 nonostante le bellissime canzoni, in realtà poesie, proposte ho scelto di “omaggiare” nel mio piccolo (piccolissimo) la canzone napoletana e la grande perdita di oggi.
    La saluto professore, buona serata. 🙂

    • proflombardi il said:

      Grande lavoro Marika. Brava!! Belli e suggestivi i tuoi riferimenti e il tuo omaggio a Pino Daniele ed a Troisi. Interessanti i tuoi esempi legati anche all’uso dei social, sempre più strumento di comunicazione dei nostri sentimenti più profondi sia positivi che negativi. Ho interpretato la frase “Finisce il mare, figuriamoci l’amore” in modo diverso dal tuo: anche il mare, anche se appare all’inizio vasto ed illimitato, ad un certo punto finisce; allo stesso modo l’amore che all’inizio può sembrare eterno ad un certo punto finirà. Suggestiva però anche la tua interpretazione. Grazie per gli auguri per “i prossimi 360 giorni” che ricambio. Spero che il 2015 ti riservi ogni bene. In ogni caso ci vediamo domani! Ciao

  16. R.Marra il said:

    Esercizio 1.
    Le differenze tra Eros Uranio e quello Pandemio sono:
    Eros Uranio:non conosce alcun impulso brutale,è rivolto alle anime,ha sede nei ragazzi e nelle persone intelligenti
    Eros Pandemio:è rivolto sia ai ragazzi che alle ragazze,è volgare,appartiene agli uomini da poco e ama il corpo.

    Esercizio 2.
    Dopo il discorso che fa Pausania possiamo dire che si possiamo ancora oggi distinguere tra amore positivo e quello negativo.
    Per fare un esempio di amore positivo di amore vero puro che può durare per sempre è può essermi di aiuto la canzone di Lorenzo Jovanotti “A te”.

    A te che sei l’unica al mondo
    L’unica ragione per arrivare fino in fondo
    Ad ogni mio respiro
    Quando ti guardo

    Dopo un giorno pieno di parole
    Senza che tu mi dica niente
    Tutto si fa chiaro
    A te che mi hai trovato

    All’ angolo coi pugni chiusi
    Con le mie spalle contro il muro
    Pronto a difendermi
    Con gli occhi bassi

    Stavo in fila
    Con I disillusi
    Tu mi hai raccolto come un gatto
    E mi hai portato con te

    A te io canto una canzone
    Perché non ho altro
    Niente di meglio da offrirti
    Di tutto quello che ho

    Prendi il mio tempo
    E la magia
    Che con un solo salto
    Ci fa volare dentro l’aria

    Come bollicine
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei giorni miei

    A te che sei il mio grande amore
    Ed il mio amore grande
    A te che hai preso la mia vita
    E ne hai fatto molto di più

    A te che hai dato senso al tempo
    Senza misurarlo
    A te che sei il mio amore grande
    Ed il mio grande amore

    A te che io
    Ti ho visto piangere nella mia mano
    Fragile che potevo ucciderti
    Stringendoti un pò

    E poi ti ho visto
    Con la forza di un aeroplano
    Prendere in mano la tua vita
    E trascinarla in salvo

    A te che mi hai insegnato I sogni
    E l’arte dell’avventura
    A te che credi nel coraggio
    E anche nella paura

    A te che sei la miglior cosa
    Che mi sia successa
    A te che cambi tutti i giorni
    E resti sempre la stessa
    A te che sei

    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei sogni miei
    A te che sei
    Essenzialmente sei

    Sostanza dei sogni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che non ti piaci mai
    E sei una meraviglia

    Le forze della natura si concentrano in te
    Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
    Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
    A te che sei l’unica amica

    Che Io posso avere
    L’unico amore che vorrei
    Se io non ti avessi con me
    A te che hai reso la mia vita
    Bella da morire

    Che riesci a render la fatica
    Un immenso piacere
    A te che sei il mio grande amore
    Ed il mio amore grande
    A te che hai preso la mia vita

    E ne hai fatto molto di più
    A te che hai dato senso al tempo
    Senza misurarlo
    A te che sei il mio grande amore
    Ed il mio amore grande

    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei sogni miei

    A te che sei
    Semplicemente sei
    Compagna dei giorni miei
    Sostanza dei sogni miei
    Canzone incisa dal cantante nel 2008 la quale fu dedicata alla moglie,infatti in questo testo notiamo l’amore che il cantante esprime nei confronti della moglie,il fatto che la canzone si apre con il momento in cui loro si sono conosciuti.Il paragonarsi ad un gatto che viene raccolto e che qualcuno in questo caso la moglie lo prende e se ne occupa il fatto che lui dedichi questa canzone perché come dice non ha altro e poi i ringraziamenti che lui fa nel corso della canzone come in questo caso “A te che sei il mio grande amore
    Ed il mio amore grande A te che hai preso la mia vita E ne hai fatto molto di più A te che hai dato senso al tempo Senza misurarlo A te che sei il mio amore grande Ed il mio grande amore” che ci fa capire quanto l’amore quello vero e positivo possa donare gioia a chi lo fa e a chi lo riceve.
    Mentre per l’amore che può avere una accezione negativa è quella che può essere rappresentata nella canzone Minuetto del 1973 di una grande artista italiana Mia Martini,il testo della canzone ci spiega come per una donna le ore possano essere tutte uguali quando si è schiave di un uomo,un uomo che le usa solo per soddisfare i piaceri e che poi non le considera neanche anzi per questi uomini sono solo oggetti.

    E’ un’incognita ogni sera mia…
    Un’attesa, pari a un’agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!
    E poi ti vedo e tanta forza non ce l’ho!
    Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!
    Le mani tue, strumenti su di me,
    che dirigi da maestro esperto quale sei…

    E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai,
    dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
    Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
    tutta me, se ti andrà per una notte…
    … E cresce sempre più la solitudine,
    nei grandi vuoti che mi lasci tu!

    Rinnegare una passione no,
    ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così
    tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
    Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.
    Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore…

    So – no sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai,
    dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
    Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
    tutta me, se ti andrà, per una notte… sono tua…
    … la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua…

    E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!
    Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,
    il resto di una gioventù che ormai non ho più…
    E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
    ora ammetto che la colpa forse è solo mia,
    avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.

    Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
    Io non so l’amore vero che sorriso ha…
    Pensieri vanno e vengono, la vita è così…

    Esercizio 3.
    Diciamo che l’innamorato prova le stesse sensazioni da molti anni tutti prima o poi sentiamo lo stomaco sottosopra perché ci innamoriamo di qualcuno,ma l’innamoramento può essere visto sotto vari aspetti basti pensare che nel Medioevo l’amore poteva avere due tipi di nature quello salvifico come scriveva Guinizzelli nei suoi sonetti nei quali descriveva l’amore come oggetto di gioia e salvezza oppure come Cavalcanti che nei suoi scritti sottolinea gli aspetti distruttivi e negativi dell’amore.Oggigiorno i comportamenti dell’amore sono leggermente diversi da quelli di un tempo basti pensare ad una cosa semplice prima era l’uomo che doveva fare il primo adesso oggi non è più così gli sembrano aver dimenticato come si corteggia una donna,ma un cambiamento degli atteggiamenti dell’innamorato l’ha portato anche il fatto che è oggi c’è molta più tecnologia infatti due persone si conoscono e si frequentano prima platonicamente e attraverso una chat come facebook e poi escono e si incontrano ma tutto questo dopo tanto tempo,ecco perché oggi a differenza di prima c’è un alto tasso di donne violentate perché dietro uno schermo ognuno si può dipingere come vuole e non mostrare chi è realmente.E dalle persone più grandi che sono vissute in un secolo anteriore al nostro queste tipo di conoscenza viene vista come strana e pericolosa e in fondo non hanno tutti i torti.

    Esercizio 4.
    Nel discorso di Erissimaco il medico presente al banchetto di Agatone lui parla dell’amore come forza cosmica che non non vi è solo tra due uomini ma ci spiega che può esservi anche negli animali,nelle cose,nelle arti e nella musica.Infatti egli ci parla della cosiddetta armonia che l’amore può creare come anche in rapporto alle stagioni.Possiamo utilizzare come esempi a questo discorso il significato della canzone di Battisti “la collina dei ciliegi” nella quale vi si parla della storia di due innamorati trattata in senso universale:il protagonista invita l’amata a seguirlo in questo viaggio che farà per far si che riescano a superare insieme le loro difficoltà e incertezze oppure come esempio possiamo prendere il romanzo di Susanna Tamaro “Anima mundi”,dove un ragazzo di nome Walter prima di trovare la cosiddetta armonia interiore dovrà fare i conti col passato un passato che come ci descrive l’autrice non è dei migliori ma quello che porterà al protagonista una sensazione di pace di armonia è una lettera di un amico che si era allontanato solo così ritrova se stesso.

    Esercizio 5.
    Secondo me il piacere e il sentimento convivo pur essendo due cose leggermente opposte perché il piacere è quella cosa dettata dal cosiddetto amore volgare cioè l’Eros Pandemio perché è quella cosa che si prova alla visione dell’innamorato che col tempo e con una maturità maggiore tende a svanire e non dura in eterno mentre il sentimento appartiene all’Eros Uranio è quella cosa che si prova conoscendo meglio la persona verso la quale si nutre qualcosa conoscendo i suoi pregi e suoi difetti ed è per questo che il sentimento dura in eterno quand’anche il piacere è terminato egli dura,ecco perché affermo che pur essendo uno limitato e l’altro illimitato sono quel mix che portano un amore a durare per sempre la cosiddetta armonia che ci viene spiegata dal medico Erissimaco.

    Esercizio 6.
    Nel penultimo brano letto a parlare è Aristofane commediografo greco che fa il suo elogio ad Eros attraverso la spiegazione di un mito.Egli ci spiega che inizialmente gli esseri umani erano di tre tipi e avevano quattro gambe,quattro braccia e due teste e potevano essere formati da due maschi o da due femmine oppure da un maschio e una femmina,sentendosi così potenti e superbi un giorno decisero di affrontare gli dei dei ma Zeus spaventato da ciò decise di intervenire capì che la loro forza era data dal fatto che erano in due e quindi decise di dividerli e mentre lui li divideva Apollo gli sistemava la testa in modo tale da poter vedere la ferita e ricordarsi di non dover più mancare di rispetto agli dei.Così facendo dopo essere stati divisi questi si cercavano affinché non trovavano la persona che li completava e quindi da gli esseri umani formati da un maschio e una femmina nasceva la cosiddetta coppia eterosessuale mentre da quelli formati da due maschi e da due femmine nascevano le coppie omosessuali.Durante il suo discorso Aristofane ci spiega anche che l’amore tra questi esseri non era solo a sfondo di piacere cioè non si cercavano solo per poter placare il loro istinti ma anche per poter vivere una vita con la persona che li completava e quindi l’amore inteso come sentimento cioè trovare la persona giusta affinché non siano più due anime e due corpi ma una sola anima e un solo corpo.

    Esercizio 7.
    Nell’antica Grecia per descrivere la corrispondenza tra bello e buono si usava la parola “kalokagathia”,infatti basti pensare che pure dal punto di vista artistico in Grecia non vi era nessuna persona esteticamente brutta rappresentata ma solo ciò che era bello e questo ha portato con lo scorrere del tempo a un’interpretazione sbagliata di questo termine già nel Medioevo come vedremo anche nel 1900 gli ebrei saranno perseguitati nel primo caso perché presi come capro espiatorio della peste del ‘300 e nel secondo caso perché non appartenenti alla cosiddetta razza ariana,ma nel 900 non solo gli ebrei furono perseguitati e uccisi ma anche gli omosessuali e le persone con handicap perché ritenute diverse.Ma se pensiamo ai nostri giorni di certo non troviamo più la concezione della razza ariana ma troviamo comunque dei modelli che per molti stati devono essere seguiti ci sono ad esempio quello del matrimonio un unione che per alcuni stati tra cui l’Italia deve essere solo tra uomo e donna e per il nostro stato un unione omo non può esserci perché gli omosessuali vengono etichettati come diversi e quindi da escludere ed emarginare questi sono i cosiddetti “pregiudizi”.Citando una comica italiana Luciana Littizzetto che in una delle puntate domenicali a che tempo che fa parlò di fatto accaduto in Inghilterra quello che le madri dei bambini che prendevano parte ad un programma televisivo inglese si lamentarono perché la conduttrice non aveva un braccio e questo poteva turbare i bambini il che è assolutamente falso perché sappiamo che i bambini sono in grado di accettare quella che viene chiamata diversità meglio dei propri genitori anche perché il bambino gioca con chiunque non badando al colore della pelle o un handicap ma se i bambini diventati adulti fanno qualcosa contro una persona di colore un disabile o un omosessuale è solo perché a casa sono stati abituati che la diversità è un male o addirittura un pericolo il che non è affatto vero.Concludo dicendo come disse a una puntata di tu si que vales Maria de Filippi solo abolendo definitivamente il termine “diversità” il mondo potrà uscire dalla quella scatola di pregiudizi in cui si ritrova.

    Un saluto professore……. 🙂

    • proflombardi il said:

      Buon lavoro. Significative le canzoni che citi per esemplificare le tue considerazioni. Una riflessione sull’esercizio 7: nella seconda parte della tua risposta citi l’esempio della televisione inglese e la frase della De Filippi. Secondo me, proprio per quello che dici tu relativamente a quanto accaduto in Inghilterra, ovvero “i bambini sono in grado di accettare quella che viene chiamata diversità…” non ha senso e sarebbe impossibile abolire la diversità. Secondo me il mondo è bello perché è vario! Sai che noi se fossimo tutti uguali!! Il problema è il valore che viene dato a questa diversità che può essere fonte di arricchimento o di paura a causa di pregiudizi (vedi l’esempio degli ebrei o quello delle mamme inglesi). Per ignoranza si ha paura di qualcosa senza avere la possibilità o la volontà di conoscerlo realmente (significato della parola pre-giudizio): come conseguenza la diversità assume una connotazione negativa che di per sé non ha. Viceversa chi è diverso (a qualsiasi titolo) porta con sé una prospettiva, una cultura, una sensibilità, un mondo che non può che arricchire. Spero di essere stato chiaro. Che dici al riguardo? Saluti anche a te. Ci vediamo domani.

      • R.Marra il said:

        Professore sono assolutamente d’accordo con quanto avete scritto grazie per questa ulteriore delucidazione ci vediamo dopo…

  17. Giuseppe Lanzuise il said:

    Esercizio 1
    Eros Uranio – non conosce alcun impulso brutale, è rivolto alle anime,estraneo all’elemento femminile,ama il sesso per natura più forte e intelliggente.
    Eros Pandemio – è rivolto sia a ragazze che a ragazzi,ama il corpo,preferisce persone meno intelligenti,è per uomini da poco ed è volgare.

    Esercizio 2
    Sono del parere che esistano molti tipi di rapporti. In generale,come dice Pausania,esistono due tipi di amore. L’amore materiale(Eros Pandemio) e quindi legato essenzialmente al piacere fisico,alla bellezza del corpo che,sempre secondo Pusania,non è nulla di coerente dato che il fiore della giovinezza/bellezza è destinato ad appassire. La seconda tipologia d’amore,è quello sentimentale(Eros Uranio),legato,essenzialmente all’anima ed non al corpo,destinato,quindi,a vivere per l’eternità. Adesso,detto francamente,non credo di essere idoneo nel classificare quale dei due aspetti sia quello giusto. Certo,non posso classificarne un’idea generale ma,come tutti,ne ho una personale. Dall’amore materiale non si trae nulla se non solamente piacere. Io credo che l’amore non sia questo. Non si tratta solamente di piacere,ma,allo stesso tempo,neanche di solo sentimento. Per me l’amore è l’unione dei due Eros,perché dopotutto,chiunque può impegnarsi ad avere solamente un amore materiale ma,che si voglia o meno,si finirà per amare. Amare è umano,e noi siamo tutti umani.
    Per quanto riguarda sul tipo di relazioni,credo che siano ancora più complicate dell’amore stesso. Ognuno può trovare l’amore,il problema è come? In una relazione,sempre secondo i miei punti di vista,si deve avere sempre un equilibrio. Cioè,non esiste che ci sia per forza qualcuno che,come si suon dire,”porta i pantaloni”. In una relazione si deve avere un rapporto equo. Per me,è questa la chiave per avere una relazione serena.
    Un altro aspetto fondamentale in una relazione,ovviamente è la fiducia e la lealtà. Se non si ha fiducia,per me,non si va da nessuna parte e,se non c’è lealtà allora significherebbe calpestare la fiducia.
    Un esempio di una canzone che rappresenti il mio concetto di amore “positivo” è senz’altro “Guerriero” di Marco Mengoni.

    “E amore mio grande,amore che mi credi
    Vinceremo contro tutti e resteremo in piedi.
    E resterò al tuo fianco fino a che vorrai
    Ti difenderò da tutto,non temere mai.”

    Questo è solamente il ritornello della canzone che,nonostante siano parole banali e promesse oramai scontate,mi lasciano riflettere molto. E’ questa la fiducia di cui parlo. Quel qualcosa che ti spinge a lottare per ciò che si ama e che ti sproni a non arrenderti mai,perché saresti sempre pronto per rialzarti in piedi per la persona a cui ami.

    Per quanto riguardi un esempio di amore “negativo”,io ci vedrei la canzone “Blank Space” di Taylor Swift,che tradotto significherebbe “Spazio vuoto”.

    “Perché siamo giovani e siamo sconsiderati
    Faremo questo viaggio troppo velocemente
    Ti lascerà senza fiato
    O con una brutta cicatrice
    Ho una lunga lista di ex-amanti
    Ti diranno che sono pazzo
    Ma ho avuto uno spazio vuoto baby
    E io scriverò il tuo nome”

    Come si può notare dal ritornello,ovviamente tradotto,che in questo caso,l’amore viene considerato come un gioco. Come una lista di vincite nella quale scrivere il nome del prossimo malcapitato,nello “spazio vuoto”,lasciato apposta per lui.

    Esercizio 3
    Che dire,questo è veramente uno dei nodi principali nelle,chiamiamole,relazioni del 2015. Nonostante a causa dei social network si sia persa ogni ideologia di “dimostrazioni amorose”,ce ne sono alcune che mi lasciano sempre perplesso. Se devo dirla tutta,mi sono ritrovato ad osservare molte situazioni “bizzarre” di comportamenti degli innamorati verso il resto del mondo che non comprendi il/la proprio/a amato/a. La maggior parte di loro è come se si annullasse definitivamente,la loro vita diventa soltanto un mezzo per soddisfare la propria anima gemella. Intendo dire che,sono sempre pronti ad accettare sempre e solo il loro punto di vista,oramai non importano più i consigli degli amici,l’importante è soltanto far felice la persona che si ama. Non intendo certo dire che una relazione non debba essere rose e fiori ma,bisogna fare sacrifici per renderla tale,anche se comporti allo scontro con la persona che si ama. Innamorarsi non significa perdere il cervello. Siamo umani e il pensiero è la razionalità sono le uniche cose che ci distinguono dagli animali. Per essere felici con il proprio partner non basta solamente il “Sì” a qualunque sua richiesta.

    Esercizio 4
    Come ci illustra Erissimaco,l’amore può essere veleno e cura allo stesso tempo e che il benessere del corpo dipenda proprio da tale forza. E’ esattamente cosi che il filosofo illustra l’amore,come una forza. Una vera e propria forza di cui il corpo necessita,senza strafare. Una forza che,alla fine tutti cercano e che sarebbero disposti a commettere anche gli atti più impuri per averne un po’(“Tutto l’amore che ho” di Jovanotti). Ci sono molte canzoni che ci illustrano il senso di amore come forza,come quelle che ci ha proposto ma,una canzone che mi fa pensare all’amore come una forza al di sopra di tutto e di tutti,è senza dubbio “L’universo tranne noi” di Max Pezzali.

    “Ti ho incontrata ma tu non mi hai visto
    Eri in macchina,è stato un attimo
    Ma il mio cuore si è… come bloccato
    O era fermo prima e,ha ripreso a battere”

    In queste strofe possiamo proprio vedere del dublice effetto dell’amore(veleno e cura) perche l’innamorato non riesce ancora a capire se incontrare l’amore sia stato un errore o un rimedio.

    “Eravamo quel che tutti sognano
    Quell’amore che i cantanti cantano
    Tanto forte, potente, immenso che
    Sembra esagerato e impossibile
    Con il petto che sembra esplodere
    Che non serve altro in più per vivere
    Che potrebbe scomparire l’Universo tranne noi
    Tranne noi”

    Nel ritornello,invece si può vedere di come l’amore rendesse felice,quasi del tutto vivo l’amato,dato che non avesse bisogno di altro se non di esso. Una vera e propria forza della natura,capace di far sparire l’universo stesso.

    Esercizio 5
    Mi trovo pienamente d’accordo con Erissimaco,dato che,come ho già detto nella risposta all’esercizio due,esistono certamente due tipi di Eros ma bisogna conoscere entrambi per arrivare l’amore vero e proprio. Come dice Erissimaco,non ci deve essere né solamente l’amore materiale,e né quello sentimentale. I due tipi d’amore devono coesistere allo stesso tempo,senza squilibri. Come ho già detto prima,io non credo che si possa amare una persona solamente per il suo aspetto,perché l’uomo non è un involucro. Il corpo contiene un’anima e secondo a mio modesto parere,non si può amare un contenitore senza amare anche il suo contenuto. Inoltre non si può neanche definire amore quello che è legato strettamente all’anima dell’amato. Per amare e dimostrare il proprio amore,abbiamo bisogno di un mezzo…il corpo.

    Esercizio 6
    1-Nel mito viene spiegato come nasce l’omosessualità e l’eterosessualità.
    “Stando così le cose, tutti quei maschi che derivano da quel composto dei sessi che abbiamo
    chiamato ermafrodito si innamorano delle donne, e tra loro ci sono la maggior parte degl
    adulteri; nello stesso modo, le donne che si innamorano dei maschi e le adultere
    provengono da questa specie; ma le donne che derivano dall’essere completo di sesso
    femminile, ebbene queste non si interessano affatto dei maschi: la loro inclinazione le
    porta piuttosto verso le altre donne ed è da questa specie che derivano le lesbiche. I
    maschi, infine, che provengono da un uomo di sesso soltanto maschile cercano i maschi.”
    Come ci spiega nel mito,il genere umano era formato da tre razze. Gli uomini,composti da due corpi maschili,le donne,composte da due corpi femminili e gli ermafroditi,composti da un corpo maschile e da uno femminile. Quando Zeus separò i corpi,essi sentendosi incompleti,andavano alla ricerca della loro metà. Così i gli uomini provenienti dalla separazione di due uomini,cercava la sua metà maschile e quindi un altro uomo. La stessa cosa succedeva con le donne,separate da un corpo unicamente femminile. Mentre per gli afroditi era diverso. L’uomo o la donna,essendo separati da un corpo che racchiudeva entrambi,andava alla ricerca del proprio opposto.
    2,3-Certo,dato che quando i corpi erano un tutt’uno non avessero bisogno di nulla,quando furono divisi essi si sentirono deboli e quindi incompleti. Cosi andavano alla ricerca della loro metà e una volta che si trovavano,essi si stringevano,tornando così,in un certo senso “uniti” dall’amore.
    “Quando dunque gli uomini primitivi furono così tagliati in due, ciascuna delle due parti
    desiderava ricongiungersi all’altra. Si abbracciavano, si stringevano l’un l’altra,
    desiderando null’altro che di formare un solo essere. E così morivano di fame e d’inazione,
    perché ciascuna parte non voleva far nulla senza l’altra. E quando una delle due metà
    moriva, e l’altra sopravviveva, quest’ultima ne cercava un’altra e le si stringeva addosso.”

    Esercizio 7
    In antichità si era convinti che un uomo munito di bellezza,era dotato anche del buon senso e della bontà. Mentre i poveri sfortunati che non erano dotati di tale qualità o addirittura contratti da qualche malattia che prevedeva la deformazione del corpo,venivano emarginati dal resto del mondo,pensando che fossero malvagi. Questo aspetto possiamo riconoscerlo anche nella mitologia dell’antica Grecia con la concezione del “kalòs kai agathòs” ,che consiste nell’idea del “bello buono”. Infatti tutti i più grandi eroi venivano raffigurati come uomini di bell’aspetto e dotati di grande bontà. Ma,ovviamente,tutti sappiamo che non è affatto così,ansi,la maggior parte delle volte può capita che l’uomo o la donna dotato di bell’aspetto,non sia che un ingannatore che usa come arma per l’appunto la bellezza. Ne è una prova esemplare il mito delle sirene. Donne dotate di una bellezza al di sopra di qualsiasi altro umano. Esse munite di coda,da pesce,vivevano nelle acque più profonde e con il loro canto attiravano l’attenzione dei marinai,facendoli così innamorare,grazie alla loro bellezza. Ma il loro scopo era molto più losco;una volta che l’uomo abbassava le proprie difese,la sirena lo strappava dalla terra ferma,portandolo in fondo al mare per poterlo divorare. Vorrei dire che oggi si è persa questa concezione del bello e buono ma purtroppo non è cosi. Tutt’oggi,le persone di bell’aspetto,nonostante possano essere loschi,vengono preferiti alle persone con un grande cuore che magari non soddisfino tale criteri di bellezza. Per fortuna,posso dire che non tutti la pensano allo stesso modo e che c’è anche gente che non giudica un libro dalla copertina.

    Ps. A questo punto,credo di essere uno dei più ritardatari ma ci tenevo a darvi un buon anno e scusarmi per il ritardo.

    • proflombardi il said:

      Meglio tardi che mai!! Interessante il testo della canzone “Blank Space” di Taylor Swift. Ci sarebbe da riflettere molto sul (non) valore e sul (non) senso di queste parole. Per il resto va bene. Ci vediamo in classe tra poco. Buon anno anche a te!

  18. Maria Pezzella il said:

    Esercizio 1
    Indica, usando parole ed espressioni riprese dal brano, le caratteristiche principali di Eros Uranio e di Eros Pandemio. Qui di seguito ne sono già indicate alcune.
    Eros Uranio – non conosce alcun impulso brutale, è rivolto alle anime, mira sia al soddisfacimento del corpo che al rapporto intellettuale con la persona amata, non è partecipe della natura femminile, ma solo di quella maschile (sesso più forte e intelligente), ha come fine ultimo la virtù, mira all’instaurarsi di un rapporto onesto e consapevole nell’ottica di un percorso educativo
    Eros Pandemio – è rivolto sia a ragazze che a ragazzi, mira soltanto al soddisfacimento del corpo, è volgare, opera a casaccio, appartiene agli uomini da poco, ama il corpo e non l’anima, riguarda le persone meno intelligenti che, in quanto tali, si imbattono sia nel bene che nel male
    Esercizio 2
    Facendo riferimento al discorso di Pausania rispondi alle seguenti domande.
    Ha ancora senso oggi distinguere tra una accezione positiva e una negativa di amore? Quali tipi di relazione collocheresti in ognuna di queste due categorie? Fai qualche esempio.
    E’ ancora possibile distinguere un’accezione buona e una negativa di amore; l’amore buono, sano, inteso in termini attuali non è completamente sovrapponibile a quello che intende Pausania, tuttavia ne conserva dei tratti come il raggiungimento di una soddisfazione sia fisica che intellettuale o il fatto di non essere caratterizzato da impulsi brutali. Certamente si distingue in modo evidente dell’eros uranio, in quanto, premettendo che oggi sia attualmente riconosciuta la parità tra sessi, non esiste una forma “più giusta di amore”, l’amore è tale perché condiviso da due o più persone (in quanto si può amare un partner, un fratello, dei figli) sia esso omosessuale o non. Non si può più, invece, pensare all’amore “malato”, inteso come dannoso, negativo, come quello tra persone meno intelligenti, volgari o costanti: ognuno sceglie di vivere la propria vita sentimentale come meglio crede, sia questa con un rapporto duraturo, occasionale, monogamo, platonico o fisico. L’amore assume connotati negativi nel momento in cui non si basa più sul rispetto delle parti coinvolte, sulla fiducia e sulla trasparenza: colui che tradisce il proprio partner lo sta danneggiando, i genitori che preferiscono un figlio ad un altro sono responsabili delle più grandi carenze di amore nella vita dell’individuo interessato, che ne risentirà dal punto di vista emotivo e personale.
    Scegli poi una o più canzoni che possano esemplificare i due tipi di amore, o che affermino che non esiste questa differenza. Commenta ad esempio (ma è solo una proposta) Anche per te, di Lucio Battisti: di quali donne si parla? Quali amori hanno vissuto o stanno vivendo? Oppure puoi partire da La canzone dell’amore perduto, di Fabrizio De André, o da Futura di Lucio Dalla o ancora da Il mio canto libero di Battisti.
    Nella canzone “Bambolina e barracuda” di Luciano Ligabue si vede proprio la contrapposizione tra la donna, che chiede un amore “completo”, fisico, ma con un coinvolgimento emotivo e il suo partner, interessato solo al soddisfacimento personale e sessuale.
    I Beatles con “Love me do” fanno proprio una richiesta di amore e promettono di dare amore, affermando “I’ll always be true”, volendo cioè dare al destinatario della canzone una certezza ferma e immutabile.
    Nella canzone “Futura” di Lucio Dalla si parla di un amore resistente a tutto e a tutti, l’autore dice infatti “qui tutto il mondo sembra fatto di vetro e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio”, ma nonostante ciò il loro amore resiste e, anzi, si parla anche di un progetto, di un figlio e la canzone si chiude con l’attesa del domani, non con angoscia, ma con speranza.
    Esercizio 3
    Nella sequenza sull’educazione erotica Pausania afferma: “Queste cose, invece, sono ben viste per l’innamorato e la nostra regole non le critica affatto”. Anche oggi è così? Come sono i comportamenti degli innamorati? Se sono un po’ “strani”, come vengono giudicati dagli altri? Rispondi in base alle tue esperienze nel gruppo dei tuoi amici o nell’ambiente in cui vivi.
    Non esiste un codice universale per esprimere il proprio amore verso qualcuno, gli innamorati celebrano i loro sentimenti nei modi più diversi: c’è chi è riservato e preferisce dichiararlo in privato, chi ama gridarlo al mondo, chi lo usa come un ulteriore modo per esibirsi. Sono di solito considerati “strani” coloro che amano qualcuno dello stesso sesso e sono spesso giudicati e criticati per questo motivo, tra i giovani e gli adolescenti questo fenomeno sta probabilmente diminuendo, forse per una maggiore apertura mentale, perché negli ultimi anni gli omosessuali hanno smesso di nascondersi o, almeno, lo fanno di meno o semplicemente perché stiamo entrando nell’ottica che l’amore sia tale indipendentemente dal sesso, dall’età o dall’estrazione sociale.
    Esercizio 4
    Facendo riferimento al discorso di Erissimaco, scegli una poesia, un brano letterario o una canzone che rappresenti l’amore come forza cosmica o come armonia interiore. Puoi partire, se vuoi, dalla canzone La collina dei ciliegi, di Lucio Battisti, oppure Canto notturno (di un pastore errante dell’aria) di Roberto Vecchioni. Oppure, in relazione alle forze cosmiche e al loro equilibrio o meno, prova a leggere le prime pagine del romanzo Anima mundi, di Susanna Tamaro: se non lo possiedi, puoi trovarlo su Google libri.
    Ho scelto “La cura” di Franco Battiato. Così come Erissimaco ritiene che il medico sia colui che deve trovare la cura per ristabilire l’amore e l’amicizia tra gli elementi del corpo che più sono dissimili e si odiano, nella canzone l’autore propone una sua cura, infatti afferma “supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare”, cioè si propone di prendersi cura in modo completo e costante della sua amata, superando le leggi fisiche e il tempo, promettendo una cura da tutte le malattie; inoltre si pone come guida per comprendere l’essenza, l’assoluto, pronto a donare al suo “essere speciale” la propria conoscenza delle “leggi del mondo” e offrendole come dono.
    Esercizio 5
    A differenza di Pausania, Erissimaco nel suo discorso non separa nettamente i due amori. Anche quello orientato verso il piacere è positivo, purché non si ecceda. La chiave di volta è la giusta misura, in modo che l’amore come piacere non ci domini, soffocando, potremmo dire nell’ottica moderna, il sentimento. Che rapporto c’è, secondo te, tra piacere e sentimento? Sono complementari o contrapposti?
    Il piacere è tale solo se si raggiunge una soddisfazione fisica, intellettuale ed emotiva, quindi non si può pensare al conseguimento del pieno benessere personale senza il coinvolgimento del sentimento. I sentimenti, le emozioni sono ciò che ci spinge ad agire in ogni campo: l’amore, l’odio, l’amicizia, l’ammirazione, l’ambizione guidano le nostre attività, dalle più complesse a quelle più meccaniche e quotidiane e agire seguendo ciò che si prova, riuscire nei propri intenti quando questi sono i presupposti porta ad un piacere ancora più vero e forte: è solo allora che possiamo dire di aver realizzato i nostri progetti.
    Esercizio 6
    Facendo riferimento al discorso di Aristofane rispondi alle seguenti domande:
    1. Quali aspetti della sessualità trovano spiegazione nel mito? La distinzione tra maschi e femmine e le radici dell’attrazione omosessuale ed eterosessuale, nell’ottica del ricongiungimento con l’originaria e perfetta forma (uomo e uomo, donna e donna, uomo e donna, quest’ultimo detto ermafrodita).
    2. Viene spiegato anche l’amore come sentimento? Si, perché Aristofane interpreta l’amore come completamento, non solo fisico ovvero inteso come attrazione sessuale, ma anche “spirituale”, rivolto all’anima. Stiamo, infatti, parlando di due metà, di due individui incompleti che non desiderano altro che fondersi in una sola anima.
    3. In che termini? Introducendo la figura di Efesto, dio del fuoco e della metallurgia, fabbro, il quale si presenta ai due individui chiedendo loro cosa desiderino di più al mondo e proponendo di unirli e fonderli in uno solo in modo da avere una vita e una morte comune, di restare uniti anche nell’Ade.
    Metti in corrispondenza ognuno dei temi che hai individuato con le immagini e i momenti del mito.
    C’è chiaramente un riferimento all’omosessualità ed eterosessualità, di cui sono spiegate le origini e le radici attraverso l’utilizzo di queste figure formate da due coppie di braccia, di gambe, da due teste e così via, costituite da due donne, due uomini oppure ermafroditi, ovvero una combinazione di un uomo e una donna. Attraverso questa immagine si spiega anche il tema dell’amore come necessità per completare se stessi, sia dal punto di vista fisico, sia coinvolgendo le anime. Si parla, dunque, della sfera sessuale e di quella emotiva. Infine c’è un invito a divenire amici del dio Eros, ad avere un comportamento corretto verso gli dei, a rispettarli, perché solo in questo modo si può evitare di venir tagliati ulteriormente e si può vivere in pace e appagati.
    Esercizio 7
    Facendo riferimento al discorso di Agatone proponi la tua riflessione sulla tematica seguente.
    La kalokagathía, la corrispondenza tra bello e bene, ha segnato profondamente la mentalità occidentale. Pensa, ad esempio, all’esclusione sociale determinata nel passato da malattie che rendevano deformi, come la lebbra, oppure, per contro, alla “donna angelicata” del Dolce Stil Novo. Cerca altri esempi, nella letteratura e nella storia, di questa corrispondenza. A tuo parere, questa concezione ha importanza anche oggi? Fai qualche esempio.
    In letteratura ci sono varie figure che, attraverso i propri tratti fisici, vengono subito riconosciute come positive o negative, basti pensare a Rosso Malpelo, celebre personaggio nato dal genio di Verga, che viene innanzitutto etichettato per i suoi capelli fulvi: il rosso, infatti, era interpretato come simbolo di cattiveria e, soprattutto, di mancanza di umanità ed incapacità di amare. In questo caso la descrizione fisica rispecchia quello che effettivamente è il carattere del personaggio: prepotente, egoista e sadico. Situazione opposta si verifica, invece, con Quasimodo, il gobbo di Notre Dame che, pur essendo deforme, brutto e quasi spaventoso ha un animo buono, generoso e amabile. Ancora possiamo pensare a Gaston, il muscoloso pretendente di Belle ne “La bella e la bestia” alto, piacente, amato dalle donne, ma gretto, insensibile e cattivo. Questo ci porta, quindi, a dire che spesso, anche attualmente, il bello viene associato al bene, ma questo non è sempre vero, bisognerebbe, infatti, andare al di là delle apparenze, stracciare il velo di Maya e conoscere davvero chi ci circonda.

    Non so quanto possa servire, ma mi scuso sinceramente per il ritardo!

    • proflombardi il said:

      Finalmente! Meglio tardi che mai! Benissimo, però la prossima volta non riportare anche il testo dell’esercizio perché faccio fatica a capire dove inizia la tua risposta. Avrei anche gradito che le tue risposte fossero un po’ più corpose descrivendo con maggiori dettagli le tue considerazioni personali sui temi trattati. Brava comunque.

  19. Domenico Odierno il said:

    -esercizio 1
    partendo dal fatto che l’Eros abbia una doppia natura, Eros Uranio ed Eros Pandemio, dal testo possiamo anche dire che l’Eros Pandemio é un’opera a casaccio creatasi maggiormente per i ragazzi ed è rivolta più al piacere che all’anima, anche definita volgare, e ci si innamora sia dei ragazzi che delle ragazze indifferentemente e si ama il corpo e non l’anima come già detto ed è rivolto anche a persone meno intelligenti e si vada a cercare solo il piacere quindi ci si può imbattere sia nel bene ma anche nel male. L’Eros Uranio invece è rivolto a nessun impulso brutale e amano i ragazzi prima che diano prova della loro intelligenza.

    -esercizio 2
    credo che al giorno d’oggi abbia senso distinguere un’accezzione positiva e negativa di amore. se prendiamo in considerazione ciò che si sente anche solo nei telegiornali come la violenza sulle donne, la prostituzione, la pedofilia, tutte cose che al giorno d’oggi conosciamo e in parte ignoriamo,queste credo siano proprio l’esempio di amore negativo. Credo invece che l’amore positivo sia quello tra due sposi intenti dopo anni insieme a unirsi nel matrimonio, ma anche forse l’amore ”innoquo” tra due giovani, l’amore positivo può solo fare del bene e come dice Erissimaco l’Eros è una forza della natura poichè può solo guarire i mali con la felicità che ti sia donata dall’amore come anche dall’amicizia. ”le relazioni sono un po’ come la droga o ”ti uccidono” o ti danno la migliore sensazione della tua vita”. Come esempio di canzoni sotto il livello di amore positivo ho pensato a ”congiunzione astrale” di nek in cui lui afferma che quest’amore non si può fermare è come appunto una congiunzione astrale, lui ama ogni cosa dell’amata anche solo per lo sguardo o per un suo silenzio e gli piace il fatto di poterla amare. Un’altra canzone che amo e per me ha un significato molto profondo in ogni cosa che dice è ”wherever you will go” dei The Calling, il testo come di capisce dal titolo è inglese e la traduzione è questa:
    Ultimamente, mi sono chiesto
    Chi sarà qui a prendere il mio posto
    Quando me ne sarò andato tu avrai bisogno d’amore
    Per illuminare le ombre sul tuo viso
    Se una grande onda si infrangerà
    E si infrangerà su tutti noi
    Allora tra la sabbia e la roccia
    Potresti farcela da sola

    Se potessi, allora lo farei
    Andrò ovunque tu andrai
    Lassù in alto o quaggiù in basso
    Andrò ovunque tu andrai

    E forse, troverò
    Un modo per tornare indietro un giorno
    Per guardarti, per guidarti
    Attraverso il più oscuro dei tuoi giorni
    Se una grande onda si infrangerà
    E si infrangerà su tutti noi
    Allora spero ci sia qualcuno lì fuori
    Che può portarmi indietro da te

    Scappa con il mio cuore
    Scappa con la mia speranza
    Scappa con il mio amore

    Adesso lo so, so come
    La mia vita e il mio amore possono andare ancora avanti
    Nel tuo cuore, nella tua mente, starò con te per tutto il tempo.

    In ogni cosa che dice c’è un significato profondo e il cantate come si capisce perde la donna amata e si chiede come potrà essere quando non sarà più lui a renderla felice…però poi dice che ha capito come la sua vita e il suo amore potranno andare avanti, ed è dentro la mente e il cuore di questa donna, dice anche che se potrà un giorno riuscirà a trovare un modo per tornare da lei. Un esempio di amore negativo, invece, secondo me è ” don’t” di Ed Sheeran, in cui lei lo usa solo come piacere per una o più notti, lui si innamora, ma a lei non importa cercava solo qualcuno con cui provare piacere.

    -esercizio 3
    Al giorno d’oggi, credo che si dia per scontato di essere innamorati poichè noi ragazzi crediamo che l’amore sia la causa della felicità, Aristotele invece dice che siamo noi la causa ella nostra felicità ed essa dipende da noi, credendo ora che la nostra felicità dipenda da qualcun altro credo che egli non è la causa di essa ma bensì il mezzo per arrivarci. Noi ragazzi ci innamoriamo forse troppo spesso e troppo facilmente, il comportamento di noi ragazzi alle volte è troppo esagerato e crediamo che senza quella persona non viviamo, però posso anche dire che sono circondato da molti amici che sotto il punto di vista dell’amore mi appoggiano, ma credo che sia un po’ per tutti così.

    -esercizio 4
    come già ho detto nell’esercizio 2, una canzone como forza cosmica e armonia interiore è congiunzione astrale, poichè al cantante piace poter amare la sua donna e il loro amore, secondo lui, non si può fermare e cita appunto il titolo è ”congiunzione astrale”. In questi giorni ho letto due libri, i primi due di una trilogia, ”uno splendido disastro”, questo parla di questo amore tra un ragazzo che perde la madre e non riesce a fidarsi di nessun’altra donna che incontra nella sua vita, tranne della protagonista, che però ha avuto un padre circondato dal gioco d’azzardo e perdendo tutto incolpa la figlia che dopo qualche anno lascia la casa per andare a vivere altrove. I due si dividono lasciandosi, ma ben presto riescono a tornare insieme grazie a lui che fa di tutto per farle capire l’amore che prova per lei e non proverà più per nessuno.

    -esercizio 5
    Erissimaco non divide i due Eros del tutto poichè possiamo ”sfruttare” del corpo che venga offerto purchè non si ecceda. Credo che tra piacere e sentimento ci sia un ”filo” sottilissimo che divide l’uno dall’altro, si può provare un’amore ”infinito” per una persona e provare piacere nello stare con lei ma oggi nel mondo in cui ci troviamo, un mondo fatto di eccessi e si sbagli in cui la lussuria è invidiata si tenta di arrivare al piacere più che al sentimento, tra tradimenti, divorzi e anche perchè no prostituzione. Sotto il punto di vista del divorzio credo che una volta trovati davanti a Dio facendo promesse non sia più la stessa cosa quindi se si ama davvero ci si può unire in matrimonio altrimenti, credo, bisogni aspettare la ”persona giusta”.

    -esercizio 6
    Avendo Zeus diviso gli uomini in due, essi cercavano di ricongiursi e si abbracciavano gli uni con gli altri senza risultato e morivano di fame e d’inazione, così Zeus spostò l’organo della generazione dal lato al fronte e così gli uomini potevano procrerare con le donne, ma quando viene a crearsi l’amore omosessuale questo non si viene a creare ed essi non sentono il bisogno di esser padri ne di unirsi in matrimonio e presto torneranno alle loro attività di lavoro quotidiano. Sotto l’aspetto dell’amore come sentimento invece quando questi venivano separati volevano solo tornare dalla propria metà e quando si incontrava questa si veniva a creare ”l’amore” questi davanti a Efesto avrebbero anche chiesto di tornare in un unico corpo e alla risposta del dio in cui diceva che essi sarebbero stati un sola persona anche nell’Ade, loro avrebbero sempre detto si.

    -esercizio 7
    Agatone al contrario del resto degli uomini presenti quella sera, racconta delle origini dei dio ”più bello ed il migliore”, Eros. Eros per Agatone rispecchia appunto non solo il più bello ma anche il bene, ed è il dio che è stato più vicino agli uomini. quando questi venivano colti dall’ Eros Pandemio il mondo cadeva nel freddo e nelle carestie, quindi l’unico bene che può curare qualsiasi cosa è l’amore. Come per Dante e i poeti del ”Dolce Stil Novo” la donna da loro amata penso sia vista come l’Eros Uranio poichè per i poeti la donna è musa ispiratrice del loro amore e non di altro, anche perchè se prendiamo Dante era sposato con Gemma Donati e aveva tre figli, la donna da lui amata che incontra prima a 9 e poi a 18 è solo la congiunzione tra l’uomo e Dio. Questa idea di amore potrebbe anche essere presa al giorno d’oggi ma non credo più di tanto poichè come ho già detto in matrimonio bisogna unirsi, se lo si vuole, solo con la donna amata. Quindi in poche parole direi che quest’amore di unione tra l’uomo e Dio non esista più e non che non abbia importanza ma che non si sente il bisogno di una musa ispiratrice.

    Prof. scusate il ritardo ma a casa ho il pc rotto e ho tentato più volte di scrivervi dal cellulare ma è stato inutile, vi avevo scritto tutte le risposte sul quaderno per poi leggervele o consegnarvele, poi mi hanno detto che le volevate sul blog e ho fatto il possibile per scrivervele. Saluti.

    • proflombardi il said:

      Anche per te vale il detto meglio tardi che mai! Può capitare di avere problemi di connessione e andava benissimo che tu avessi messo tutto per iscritto. Poi magari ci sarebbe stata l’occasione per inserire il lavoro sul blog anche da scuola, senza fretta. Il lavoro che hai fatto è buono. Interessanti le tue citazioni sia delle canzoni sia dei libri. Devi stare più attento alla sintassi perché talvolta i tuoi periodi contengono errori e l’espressione complessiva non è chiara e lineare. Fai bene a leggere libri. Continua così!!

  20. tiziano il said:

    Ex 1
    Eros Uranio:
    non conosce alcun impulso brutale
    è rivolto esclusivamente al sesso maschile
    è rivolto allo spirito
    deriva dall’Afrodite Urania
    predilige il sesso per natura più forte e intelligente
    tratta di un amore puro.
    Eros Pandemio:
    è volgare
    appartiene agli uomini da poco
    è rivolto sia a ragazze che a ragazzi
    ama i corpi
    cerca le persone meno intelligente al fine del rapporto carnale
    deriva dall’Afrodite Pandemia

    Ex 2

    Oggigiorno, purtroppo c’è il bisogno di dividere l’amore in positivo e negativo .
    Fedro affermava che l’amore poteva portare l’amante solo al compiere il bene poiché la sola idea di compiere del male lo avrebbe fatto vergognare in modo indescrivibile davanti all’amato più che davanti a chiunque altro, ma oggi la distinzione fatta da Pausania tra l’Eros celeste(Uranio) e l’Eros volgare(Pandemio) è necessaria , poiché sono forse troppi gli uomini e anche le donne, che si lasciano andare al solo desiderio carnale dettato dal Eros volgare .
    Questo desiderio di solo piacere porta spesso a tutte quelle storie di violenze sulle donne che sentiamo quasi ogni giorno:donne violentate, uccise e a quel genere di situazioni cantate la Lucio Battisti .
    Autore:Lucio Battisti
    Brano:Anche per te
    Della prostituta che si ritrova ogni notte al freddo a dare amore a chi non lo conosce

    “Per te che di mattina torni a casa tua perché
    per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te
    per te che metti i soldi accanto a lui che dorme
    e aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne”.

    Oppure della ragazza madre che per quanto essa sia giovane deve pensare a mantenere sua figlia

    “Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi
    lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai
    per te che un errore ti è costato tanto
    che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto”.

    Spero che queste persone guidate dal desiderio non siano così tante come a volte i media mi fanno tristemente pensare, purtroppo in TV sento parlare troppo spesso di questo genere di storie
    Come ultima critica a questo genere di uomo voglio citare un’ altra canzone, che col tema amore ha poco a che fare.
    Artista:Caparezza
    Brano:Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti

    Non sei un uomo se come un frate chiedi perdono.
    Non sei un uomo se a fare mazzate non sei buono.
    Non sei un uomo se tua moglie di te se ne fotte.
    Non sei uomo se.. se non la gonfi di botte.[…]

    Trovo questa canzone una bellissima critica a tutte quelle convenzioni sul vero uomo che deve essere forte e che non ha bisogno di una cultura.
    L’idea di amore giusto si è in parte persa, quell’amore che Pausania avrebbe legato al Eros celeste che antepone, al semplice atto carnale, il piacere spirituale, quello che si prova con una persona di cui si ama il carattere, la personalità, il pensiero , che crea veri rapporti d’amore
    Artista:Cesare Cremonini
    Brano:I love you

    Un giorno, non so dirti quando, ci
    rincontreremo io e te!
    Tu per la strada coi dischi e la spesa,
    io ancora ubriaco a un
    caffè. Occhi negli occhi, diremo
    qualcosa sul tempo che va,
    senza il coraggio di chiederci quanto
    è costata la felicità… […]

    In questa canzone che parla di due che un tempo si amavano ma che si sono divisi per qualche motivo il protagonista ancora innamorato del suo ricordo desidera rincontrarla anche se solo per dire: “qualcosa sul tempo che va” e si ripromette che se avesse un’altra vita la passerebbe con lei solo per dirle ogni giorno I love you .

    Ex3
    Per quanto i tempi possano essere cambiati dall’antica Grecia dove viveva Pausania
    credo che anche oggi l’amore può essere folle o esagerato ma nel mondo di oggi cerchiamo di nascondere le nostre emozioni per paura di essere criticati o additati come pazzi . Sono molte le persone che vedendo delle dimostrazioni esagerate sarebbero pronte a criticare forse perché non hanno il coraggio di essere folli .Ritengo invece che queste esagerazioni siano una dimostrazione di un amore forte e reale che non vogliono essere solo una scusa per arrivare al solo obiettivo del rapporto fisico. Penso infine che essere solo i veri amici ,che ti conoscono profondamente,saranno sempre con te e sapranno capire le tue follie d’amore.

    Ex4
    L’idea di amore come energia cosmica , di questa forza interiore che mantiene l’armonia mi ha fatto pensare a questa canzone
    Artista:Awolnation
    Brano:All i need

    testo già tradotto
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    E ‘la mattina presto
    Sto ridendo al sole.
    Il mio specchio mi delude, e
    Sono l’unico?
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Si sorride a me
    Tutto ho bisogno di tutti,
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    È la vita, l’amore, con te
    Penso che sto avvicinando
    Ma lo scenario è lo stesso
    Sono una delusione?
    Darò la colpa sul dolore
    E ‘tutto quello che ho bisogno, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Si sorride a me
    Tutto ho bisogno di tutti,
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    È la vita, l’amore, con te
    Tutto quello che serve è che
    È tutto quello che serve,
    Se si potesse semplicemente credere
    In me, e saremmo per sempre insieme
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Si sorride a me
    Tutto ho bisogno di tutti,
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Tutto quello che serve, tutto ho bisogno di tutti
    Si sorride a me
    Tutto quello che serve è che
    È tutto quello che serve
    Tutto quello che serve è che
    È tutto quello che serve
    Tutto quello che serve è che
    È tutto quello che serve
    È la vita, l’amore, con te.

    L’amore qui è la forza grazie alla quale l’innamorato si sveglia ogni mattina , il sorriso di lei , il passare la vita con lei diventa l’unica cosa di cui ha bisogno per andare avanti, Erissimaco fece una distinzione, infatti legandosi al concetto di Pausania che esistono i due generi di Eros anche nel corpo, dall’Eros Uranio scaturisce l’armonia del corpo e quindi la buona salute: l’esempio della canzone che porta nell’innamorato felicità e gioia , l’Eros Pandemio invece porta l’instabilità e la malattia . Ma anche un amore spirituale che nasce dall’Eros celeste può al giorno d’oggi trasformarsi in sofferenza come accade nel prossimo testo.
    Artista:Foo Fighters
    Brano:Long road to ruin

    la lunga strada per la rovina
    è qui nei tuoi occhi
    sotto le fredde luci di strada
    non c’è domani
    non c’è morte in vista

    Qui per quanto l’amore possa non essere solamente carnale porta il protagonista comunque ad una sofferenza e una ricerca senza sosta dell’amata che lo faranno morire in un incidente

    Ex5
    Quanto l’Eros volgare crei disordine nel corpo, Erissimaco non negava la possibilità di provare amore carnale, anzi per lui non poteva che migliorare il rapporto finché non si eccedeva, e non poteva aver più ragione perchè l’amore carnale e spirituale possono essere perfettamente complementari, ma credo che un vero amore possa anche nascere da una semplice attrazione, per quanto difficile nel nostro tempo . Dopotutto non tutte le ragazze bellissime sono stupide e le ragazze intelligenti sono brutte e questo vale anche per i ragazzi. Ritengo che è per quanto l’anima sia fondamentale anche il corpo deve avere la sua parte e quindi l’armonia si raggiunge quando sono presenti entrambe,(spirito e corpo).

    Ex6
    Nel mito narrato da Aristofane si ha la spiegazione del perché nascono sia gli amor eterosessuali che gli amori omosessuali.
    Egli narra di come un tempo nel mondo ci fossero tre generi: maschi femmine ed ermafroditi, gli ultimi dei quali “avevano quattro braccia, quattro gambe e due teste, per questo erano forti e vigorosi e il loro orgoglio era immenso” quindi gli dei che non tolleravano la loro arroganza decisero, invece di ucciderli, di dividerli così per renderli più deboli e aumentarne il numero così da ricevere più sacrifici. . Però questi essere divisi si sentivano incompleti e non facevano altro che cercare la propria metà ,questo desiderio era l’amore, ma nel momento in cui la trovavano si abbracciavano, desiderando di riunirsi e questo li portava a morire di fame . Gli dei avendo pietà di loro decisero di dargli comunque la possibilità di accoppiarsi, ma quando le parti si riunivano potevano sia essere un uomo e una donna, sia due donne sia due uomini in base al essere che inizialmente formavano. Questo mito spiega la nascita dei rapporti eterosessuali e omosessuali e che l’amore non è altro che il tentativo di ricongiungersi alla propria metà.

    Ex7
    “L’espressione kalokagathìa (in lingua greca, καλοκαγαθία) indica l’ideale di perfezione umana secondo i Greci antichi.”(fonte.wikipedia), infatti non troveremo mai nell’arte greca o nei poemi epici
    rappresentazioni di eroi brutti ma solo di giovani forti belli e buoni, e questa mentalità che chi è bello deve per forza essere buono purtroppo si è mantenuta fin troppo al giorno d’oggi.
    Sono nate guerre da queste idee sbagliate,infatti nella seconda guerra mondiale i nazisti proclamando la superiorità della razza ariana sterminarono milioni di vite tra ebrei omosessuali neri handicappati perché ritenuti inferiori; oppure la discriminazione razziale che ancora oggi è in atto in alcuni paesi . Penso che questi concetti siano completamente sbagliati, non è l’aspetto a definire chi è buono e chi è cattivo, le persone storpie malate o semplicemente considerate strane per i canoni dettati dai media sono persone dal grande cuore .
    Solo le azioni possono definire se una persona è buona o cattiva.

    Scusi del notevole ritardo

    • proflombardi il said:

      Ciao Tiziano. In realtà il lavoro era stato inviato già alle 18. La seconda versione mi sembra diversa solo per l’ultimo rigo. Ho provveduto a cestinare la prima versione (come anche quel piccolo intervento successivo di precisazione) per conservare solo questa. Il lavoro è buono. Mi avrebbero fatto piacere ulteriori tue considerazioni personali a corredo delle tue citazioni ma quelle che hai fatto sono sufficienti. Alla prossima e non ti preoccupare del ritardo, l’importante è che non si ripeta.

  21. Noemi Cariello il said:

    Esercizio 1

    Eros Uranio:Non conosce alcun impulso brutale,è rivolto alle anime,porta all’armonia e all’equilibrio,bello,è rivolto solo agli uomini,ha come fine ultimo la virtù.

    Eros Pandemio:Volgare,senza ritegno,agisce alla cieca,indirizzato sia alle ragazze che ai ragazzi,interessato più al corpo che al’anima. Esercizio 2
    Sì.
    Accezione positiva: Fidanzamento,Matrimonio
    Canzone:Jason Derulo – Marry me

    105 è il numero che mi viene in mente
    Quando penso agli anni che voglio passare con te
    Svegliami ogni mattina con te nel mio letto
    E’ precisamente quello che ho intenzione di fare

    E sai che uno di questi giorni quando
    avrò il denaro giusto
    Ti comprerò ogni cosa e ti mostrerò tutte le
    cose più belle della vita
    Sarà per sempre abbastanza, così non ci sarà fretta
    Ma un giorno, non sarò capace di chiedertelo
    abbastanza forte

    Dirò “mi vuoi sposare”
    Ti giurò che lo vorrò per davvero
    Dirò “mi vuoi sposare”

    Quante ragazze nel mondo mi possono
    far sentire così?
    Tesoro non voglio nemmeno scoprirlo
    Più guardo, più trovo tante ragioni
    Del perchè tu sei l’amore della mia vita

    Sai che uno di questi giorni quando
    avrò il denaro giusto
    Ti comprerò ogni cosa e ti mostrerò tutte le
    cose più belle della vita
    Sarà per sempre abbastanza, così non ci sarà fretta
    Ma un giorno, non sarò capace di chiedertelo
    abbastanza forte

    Dirò “mi vuoi sposare”
    Ti giurò che lo vorrò per davvero
    Dirò “mi vuoi sposare”

    E se perdessi tutto
    In cuor mio non significherà nulla
    Perchè ho te, ragazza ho te
    Quindi mi metto proprio sulle ginocchia
    Nient’altro sarà mai
    Meglio, meglio
    Del giorno in cui dirò

    Dirò “mi vuoi sposare”
    Ti giurò che lo vorrò per davvero
    Dirò “mi vuoi sposare”

    Dirò “mi vuoi sposare”
    Ti giurò che lo vorrò per davvero
    Dirò “mi vuoi sposare”

    105 è il numero che mi viene in mente
    Quando penso agli anni che voglio passare con te
    Svegliami ogni mattina con te nel mio letto
    E’ precisamente quello che ho intenzione di fare…

    Accezione negativa: Rapporti extraconiugali,rapporti unicamente a sfondo sessuale
    Canzone:Marco Masini – Bella stronza

    Bella stronza…
    che hai distrutto tutti i sogni
    della donna che ho tradito
    che mi hai fatto fare a pugni
    con il mio migliore amico
    e ora mentre vado a fondo
    tu mi dici sorridendo ne ho abbastanza.

    Bella stronza…
    che ti fai vedere in giro
    per alberghi e ristoranti
    con il culo sul ferrari
    di quell’essere arrogante
    non lo sai che i miliardari
    anche ai loro sentimenti danno un prezzo
    il disprezzo…
    perché forse io ti ho dato troppo amore
    bella stronza che sorridi di rancore…

    Ma se Dio ti ha fatto bella
    come il cielo e come il mare
    a che cosa ti ribelli
    di chi ti vuoi vendicare
    ma se Dio ti ha fatto bella
    più del sole e della luna
    perché non scappiamo insieme
    non lo senti questo mondo come puzza

    Ma se Dio ti ha fatto bella
    come un ramo di ciliegio
    tu non puoi amare un tarlo
    tu commetti un sacrilegio
    e ogni volta che ti spogli
    non lo senti il freddo dentro
    quando lui ti paga i conti
    non lo senti l’imbarazzo del silenzio.

    Perché sei bella, bella, bella,
    bella stronza…
    che hai chiamato la volante quella notte
    e volevi farmi mettere in manette
    solo perché avevo perso la pazienza…
    la speranza… sì, bella stronza.

    Ti ricordi…
    quando con i primi soldi
    ti ho comprato quella spilla
    che ti illuminava il viso
    e ti chiamavo la mia stella
    quegli attacchi all’improvviso
    che avevamo noi di sesso e tenerezza
    bella stronza… sì
    perché forse io ti ho dato troppo amore
    bella stronza che sorridi di rancore…

    Ma se Dio ti ha fatto bella
    come il cielo e come il mare
    a che cosa ti ribelli
    di chi ti vuoi vendicare
    ma se Dio ti ha fatto bella
    più del sole e della luna
    esci dai tuoi pantaloni mi accontento
    come un cane degli avanzi
    perché sei bella, bella, bella.

    Mi verrebbe di strapparti
    quei vestiti da puttana
    e tenerti a gambe aperte
    finché viene domattina
    ma di questo nostro amore
    così tenero e pulito
    non mi resterebbe altro che
    un lunghissimo minuto di violenza
    e allora ti saluto… bella stronza. Esercizio 3

    I comportamenti degli innamorati sono molto lontani da un comportamento che potrebbe essere definito corretto. In una società che ha scordato cosa significa il termine pudore e che non deve essere inteso solo in ambito sessuale,gli innamorati si sentono liberi di dimostrare i propri affetti e scambiare due coccole anche e tranquillamente nei luoghi meno appropriati. Una società che per nulla si scandalizza per questi comportamenti talvolta oggettivamente sbagliati e che invece molto facilmente resta esterrefatta dalla presenza di persone dello stesso sesso innamorate che si tengono la mano,giudicando quest’ultime spregiudicatamente ed avventatamente. Esercizio 4

    John Legend – All of me.

    Cosa farei senza la tua bocca intelligente

    che mi attrae, mentre tu mi respingi?
    La mia testa gira, non scherzo
    non riesco ad immobilizzarti
    che succede a quella bella mente?
    sono il tuo magico viaggio del mistero
    e sono così confuso, non so cosa mi abbia colpito
    ma starò bene

    La mia testa è sott’acqua
    ma respiro benissimo
    tu sei pazza e io sono fuori di testa

    Perché tutto di me ama tutto di te
    amo le tue curve e i tuoi spigoli
    tutte le tue perfette imperfezioni
    dammi tutto di te, darò tutto me stesso a te
    sei la mia fine e il mio inizio
    anche quando perdo, alla fine sto vincendo
    perché ti do tutto di me
    e tu mi dai tutto di te

    Quante volte devo dirti che
    anche quando piangi, sei bellissima comunque?
    il mondo ti abbatte, sono lì vicino a te in ogni movimento
    sei ciò che mi fa crollare, sei la mia musa
    la mia peggior distrazione, il mio rhythm and blues
    non riesco a smettere di cantare, suona in testa per te

    La mia testa è sott’acqua
    ma respiro benissimo
    tu sei pazza e io sono fuori di testa

    Perché tutto di me ama tutto di te
    amo le tue curve e i tuoi spigoli
    tutte le tue perfette imperfezioni
    dammi tutto di te, darò tutto me stesso a te
    sei la mia fine e il mio inizio
    anche quando perdo, alla fine sto vincendo
    perché ti do tutto di me
    e tu mi dai tutto di te

    scopriamo le carte,
    entrambi stiamo mettendo a nudo i nostri cuori
    rischiamo il tutto per tutto, sebbene sia difficile

    Perché tutto di me ama tutto di te
    amo le tue curve e i tuoi spigoli
    tutte le tue perfette imperfezioni
    dammi tutto di te, darò tutto me stesso a te
    sei la mia fine e il mio inizio
    anche quando perdo, alla fine sto vincendo
    perché ti do tutto di me
    e tu mi dai tutto di te
    ti do tutto di me
    e tu mi dai tutto di te. Esercizio 5

    Il fatto che tra piacere e sentimento ci sia un rapporto è già significativo. Ma è tutto relativo. Il piacere ricevuto dalla persona per cui si prova un sentimento è sicuramente maggiore al piacere che può dare una persona per cui non si prova niente. Nonostante il piacere possa essere stato superiore in un rapporto in cui i sentimenti poco c’entrano,a livello emozionale un essere umano ha percepito molto di più dove oltre a mettere il corpo,ha messo anche il cuore. Esercizio 6

    1) Gli esseri viventi erano di 3 generi: Maschi,Femmine,Androgini. Tutti erano formati da due volti,quattro mani,quattro gambe. Per quanto riguarda gli Androgini però,essi possedevano i caratteri sia maschili che femminili,Maschi e Femmine invece solo quelli del proprio sesso. Quando Zeus decise di separarli poiché ritenuti troppo potenti,Maschi e Femmine saranno destinati all’amore omosessuale poiché la loro metà non è altro che la loro “copia”. Gli Androgini invece cercheranno la metà mancante formata dall’uomo o dalla donna,destinati dunque all’amore eterosessuale.

    2)Sì(L’Innamoramento)

    3)Viene visto come il desiderio di ricongiungimento alla propria metà,di sentirsi nuovamente completi poiché è l’unica cosa che può farci felici(L’amore come desiderio e ricerca di un completamento,Solo Eros ci può far felici.) Esercizio 7

    Partirei dal presupposto che una persona bella non sia necessariamente una bella persona. Nel mondo dello spettacolo abbiamo tanti esempi di donne e uomini di bell’aspetto ma che di virtù ne contano ben poco. Il fatto però che loro siano riusciti a conquistarsi un posto in TV e quindi risultano essere d’esempio per qualche giovane,o perché no,bambino che in quel momento si trova davanti al piccolo schermo è indice di come oggi la bellezza influenzi la scelta di un personaggio pubblico nonostante quest’ultimo possa essere poco d’esempio per gli altri. Le malattie che purtroppo deformano esteticamente o psicologicamente una persona la rendono,nella società attuale, “strana” e ciò che è strano è da emarginare. Non si da alcuna possibilità a chi è diverso di far capire che nonostante un probabile handicap si tratti di una bella persona. La sostanza è che c’è bisogno di evitare i pregiudizi,mi viene in mente “non giudicare un libro dalla copertina”. Non si può giudicare una persona avendola semplicemente vista.

    • proflombardi il said:

      Alla fine mi aspettavo l’esercizio scritto in inglese! Comunque meglio tardi che mai, anzi tardissimo!! Va bene così anche se avresti potuto approfondire maggiormente gli argomenti trattati nelle tue risposte. Mi aspetto qualcosa di più nei prossimi esercizi.

  22. Martina Vaino il said:

    RISPOSTA 8
    Socrate prende la parola subito dopo il discorso di Agatone, ricorrendo al metodo dell’ironia (dal greco “finzione, simulazione”), secondo cui si mostra ignorante pur di far crollare tutte le certezze e i pregiudizi privi di fondamenti che ostenta il suo interlocutore, attraverso una sfilza di domande.
    Lo studioso Gregory Vlastos ha individuato due tipi di ironia socratica: una semplice, quando viene detto ciò che non si vuol dire, ed una più complessa, quando ciò che si dichiara solo in parte non corrisponde a verità (Esempio: Socrate smentisce di essere un maestro e di corrompere i giovani, in quanto lui non si ritiene un maestro “classico”, ma nel senso di stimolare coloro che lo ascoltano a intraprendere un percorso interiore alla ricerca della verità).
    Nell’ intermezzo, Socrate attraverso il metodo sopracitato dichiara di non sentirsi all ’altezza di pronunciare un elogio a Eros dopo un discorso tanto elegante e raffinato come quello del suo predecessore, dicendo addirittura di aver pensato di andar via senza farsi notare.
    A questo punto, inizia a polemizzare con la retorica:” il metodo corretto di fare un elogio non è questo: bisogna piuttosto attribuire all’oggetto del proprio discorso le più grandi e le più belle qualità, che le abbia davvero o non le abbia non importa affatto. A quanto sembra il nostro accordo era di giocare a far le lodi di Eros, non di lodarlo veramente per quel che è”, facendo intendere che ciò che è stato finora detto circa l’Eros, il suo essere, la sua natura e le sue virtù, non corrisponde pienamente a verità.
    Socrate, riassume, inoltre un passo del discorso di Agatone, dicendo che gli dei hanno risolto i loro conflitti per via dell’amore verso la bellezza, in quanto non si può provare amore verso qualcosa di brutto.
    In realtà le testuali parole del suo predecessore a tal proposito sono state:”Così tutti i conflitti tra gli dèi si sono appianati all’apparire di Eros tra loro, dell’amore per la bellezza, certo, perché Eros non si lega mai a ciò che è brutto. Ma prima di questo, come ho detto all’inizio, ogni specie di orribili eventi erano accaduti tra gli dèi, secondo quanto narrano le antiche storie, perché regnava la Necessità. Quando poi nacque questo dio, dall’amore per le cose belle nacque ogni bene, per gli dèi come per gli uomini”.
    Sebbene il concetto espresso dai due banchettanti non fosse propriamente lo stesso, Agatone, persuaso dalle parole di Socrate, conviene con il breve riassunto di questo, senza obiettare.
    Di conseguenza, il filosofo di Atene riprende la tesi secondo cui è amore per la bellezza e, attraverso una serie di domande, riesce a far ammettere al suo interlocutore che se Eros fosse tanto bello come fino a quel momento detto, non potrebbe amare e desiderare la bellezza, perché non si desidera ciò che già si ha.
    Dal brano:” Tu rispondi come si deve, mio caro – disse Socrate -, e se le cose stanno come tu ci hai detto, I’Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero? Agatone fu d’accordo.
    -Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la mancanza e che non si possiede?
    -Sì, ammise.
    -L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?
    -Per forza, disse.
    -Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?
    -No di certo.
    -E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”

    RISPOSTA 9
    Nella parte conclusiva del confronto tra i due banchettanti, Socrate chiede ad Agatone se, mancando di bellezza, l’Eros manchi anche di bontà.
    Il padrone di casa gli risponde in modo affermativo, dichiarando di non sapere come contraddirlo.
    A tal punto il filosofo di Atene dice che non è lui che non può essere contraddetto, piuttosto la Verità.
    Tuttavia, non è nella parte del confronto in cui mostra le sue argomentazioni a sostegno della tesi secondo cui l’Eros non sia né bello, né buono, ma bensì le esplicita iniziando il suo “elogio” (che poi di fatto non si dimostra tale), riportando un discorso affrontato qualche tempo prima con una sacerdotessa di nome Diotima, sua maestra riguardo la materia amorosa.
    Socrate, infatti, prima dell’incontro con Diotima, pensava anche lui ciò che pensavano gli altri partecipanti del banchetto e attribuiva ad Eros tutte le migliori qualità, senza riflettendo troppo se queste qualità potessero essere o meno esagerate.
    La sacerdotessa, adottando il metodo di Socrate stesso, lo ha investito di domande, affinché il filosofo potesse prendere atto del suo errore e del suo giudizio superficiale: tra bello e brutto, buono e cattivo, vi è sempre una via intermedia, una condizione che si pone al centro tra i due opposti.
    C’è chi è sapiente, perché ha idee giuste pur non sapendole giustificare a pieno, ed è il caso dei filosofi: questi sono coloro che amano la conoscenza, la sapienza, e cercano di raggiungerla perché sanno di non possederla.
    La spiegazione della sacerdotessa: “Dunque chi non è bello non per questo è per forza brutto, né chi non è buono deve essere cattivo. E così è per l’Eros: poiché tu sei d’accordo con me che non può essere né buono né bello(…) è a metà tra questi estremi.”
    Secondo gli altri banchettanti, bellezza e bontà coincidono, sempre appoggiando l’idea della Kalokagathìa, che in Platone diventa il ponte tra mondo visibile e mondo intellegibile, aggiungendo all’idea di “bello e buono”, anche quella della felicità, raggiungibile attraverso un percorso interiore di purificazione: è la bellezza stessa che spinge ad intraprendere questo percorso, affinché si possa accedere al mondo delle idee in cui bontà e bellezza sono un obiettivo da raggiungere e non un modo di essere.

    RISPOSTA 10
    L’amore per Socrate è desiderare ciò che non si ha, una sorta di parte mancante, forse riprendendo per grandi linee il discorso di Aristofane (i corpi ormai separati da Zeus erano alla ricerca disperata dell’altra metà desiderando di ricomporre l’essere primordiale che avevano un tempo costituito).
    In Filosofia, la tematica amorosa è stata da sempre una delle più affrontate ed ampliate già ai tempi dei filosofi pluralisti, quali ad esempio Empedocle, che riteneva che le cose fossero aggregati di elementi tenuti insieme dall’azione simultanea delle forze Amore e Odio.
    Successivamente, l’amore è stato ripreso da Platone oltre che nel dialogo del Simposio, anche nel Fedro e nello Ione (notizia presa da Wikipedia).
    A mio parere, l’amore è un sentimento troppo grande per essere definito attraverso un’unica spiegazione, inoltre esistono molteplici aspetti dell’amore: l’amore familiare, l’amore per gli amici, l’amore romantico, l’amore passionale, l’amore platonico e non ricambiato, l’amore per la patria, l’amore per un’ideale, l’amore religioso, l’amore verso se stessi.
    In riferimento alla letteratura, vi sono gli esempi di tantissimi autori di ogni tempo.
    Se volessimo restare alla Grecia del V secolo, potremmo prendere in esame la tragedia greca di Sofocle, tratta dal ciclo tebano, “Edipo re”, in cui il protagonista uccide suo padre, senza conoscere il vincolo di parentela, per amore della donna che ignora essere sua madre; o se ci spostassimo alla Roma del I secolo d.C., potremmo citare “Satyricon” di Petronio, in cui il protagonista Encolpio si innamora perdutamente di Gitone.
    Se invece considerassimo la letteratura moderna, quella a cavallo tra ‘800 e ‘900, potremmo parlare della concezione amorosa di Hegel, che in “Filosofia del diritto”, ha scritto:” L’amore esprime in generale la coscienza della mia unità con l’altro, per cui io, per me, non sono un isolato, ma la mia autocoscienza si afferma solo come rinuncia al mio essere per sé e come unità di me con l’altro” (Da Wikiquote).
    La sua idea era quella di vivere in uno Stato in cui alla base di tutto ci fosse l’amore e non la legge,in quanto non ha i confini del diritto.
    Singolare è anche la considerazione di Freud, che proprio riallacciandosi alla tragedia sopracitata di Sofocle, elabora il cosiddetto “Complesso di Edipo”,secondo cui i bambini già in tenera età mostrano nei confronti del genitori di sesso opposto una sorta di amore morboso e possessivo; o ancora l’amore propostoci da Gabriele D’Annunzio in “Il piacere”, molto più passionale sempre sull’onda dell’introspezione e della psicoanalisi; e in ultimo l’amore inteso come forza prodigiosa che anima il mondo secondo la visione del poeta spagnolo Pedro Salinas.

    RISPOSTA 11
    Platone passa dallo stile argomentativo che lo caratterizza alla rivelazione perché forse in parte condivide l’agnosticismo socratico: ritiene, evidentemente, di non avere i mezzi sufficienti per esporsi su una data tematica per argomentarla in modo esaustivo, non dimenticandoci che il mito stesso, ricollegandosi spesso alla materia divina, predilige la forma della rivelazione, perché narra di un fatto che non potrebbe essere argomentato in modo razionale.
    Un esempio ci è fornito dal mito della caverna, tratto dall’opera platonica “Repubblica”.
    Il mito va interpretato secondo la metafora del sole e la teoria della linea.
    Il sole simboleggia l’idea di bene, all’esterno della caverna in cui gli uomini erano tenuti prigionieri.
    Gli uomini sono prigionieri delle opinioni, vittime delle abitudini. Quando uno dei prigionieri è fuori dalla caverna, ha la rivelazione di ciò che è il mondo reale e di ciò che è lui stesso.
    Uscire dalla caverna, vedere il sole, l’idea del bene che governa su tutte le altre, è il simbolo di una presa di coscienza, del liberarsi dei preconcetti.
    Platone, con la sua teoria della linea, vuole far comprendere la differenza tra mondo sensibile e intellegibile.
    Secondo Platone la conoscenza si divide tra doxa (l’opinione) e episteme (la scienza).
    L’opinione a sua volta comprende l’eikasia (l’immaginazione) e la pistis (la credenza); la scienza, invece, comprende la ragione discorsiva e l’intelletto.

    RISPOSTA 12
    Socrate, attraverso la sacerdotessa Diotima, si rende conto di essere caduto nell’errore in cui cadono coloro che parlano dell’amore senza troppe riflessioni: considerarlo solo nel suo aspetto “bello”, dunque in riferimento a colui che viene amato e non colui che ama.
    La condizione dell’amato è molto più dolce e piacevole rispetto alla condizione dell’amante, in quanto quest’ultimo deve affrontare numerose vicissitudini e sofferenze, come spiega Diotima.
    Ciò che spinge le persone ad innamorarsi (a mettersi nella condizione di amante) non è la sola bellezza, che fa da pretesto, da molla, ma è fine a se stessa: le persone virtuose si auspicano di raggiungere la felicità trovando un’anima “bella” a cui unire la propria, con l’idea di procreare.
    Sulla contraddittorietà dell’amore sono pienamente d’accordo: non è sempre facile farsi accettare, far innamorare le persone di noi per quello che siamo, né accettare gli altri senza volere che siano diversi.
    Mi rendo conto che soprattutto quando si è così giovani come me si sogna una sorta di “Principe Azzurro”, che sia un connubio tra Jhonny Depp e Leonardo Di Caprio ai tempi di Titanic, ma la realtà è che non ci si può innamorare di qualcuno creato in laboratorio prendendo le migliori qualità da quelli che sono considerati “modelli di perfezione”.
    L’amore sta proprio nell’accettare le persone così per come sono, nonostante i difetti.
    Questa è di sicuro la cosa più complicata da fare. Credo che non si cambi (e non si debba cambiare!) per nessuno, al massimo il proprio carattere può essere modificato, ma come si dice “Chi nasce tondo,non muore quadrato”, quindi non si può pretendere da nessuno di diventare qualcun altro pur di essere accettato.
    Al giorno d’oggi ognuno di noi deve fare i conti con moltissimi preconcetti e pregiudizi; dire che l’apparenza non conta o sia relativa è, in primis, mentire a se stessi e apparire ipocriti agli altri.
    La verità è che siamo continuamente giudicati e giudichiamo sempre e solo per l’immagine che diamo di noi agli altri, per il nostro modo di vestire, di relazionarsi, anche per i “Mi piace” sui social network.
    Siamo sempre pronti a puntare il dito contro, in una società in cui si è perso l’amor proprio, l’amore verso se stessi, il rispetto per gli altri e per la vita.
    Mentre ci sono ragazzini che combattono il cancro, altri si tolgono la vita perché non si sentono “considerati”.
    Io credo che prima di voler far gli splendidi in Europa, l’Italia dovrebbe preoccuparsi molto di più dei suoi ragazzi e insegnare nelle scuole, visto che evidentemente alcuni genitori non ne sono in grado, il valore della vita, l’educazione e il rispetto verso gli altri, l’amore per se stessi e il sapere ascoltare gli altri.

    RISPOSTA 13
    Come in parte esplicitato nel rispondere alla domanda 10, ribadisco che, secondo il mio parere, esistono diverse forme d’amore.
    Un’unica spiegazione risulterebbe riduttiva, banale, superficiale.
    Nella cultura greca e latina vi erano diversi termini per spiegare l’amore in tutte le sue sfumature di significato ed oggi anche nella cultura giapponese esistono diversi modi per dire di amare qualcuno, a seconda del tipo di amore e legame che si è istaurato con la persona amata.
    Di seguito gli esempi tratti dalla cultura classica
    -Pietas: l’amore e il rispetto verso il prossimo, la devozione religiosa e il sentimento patriottico.
    Indica quella forma di amore che anima Enea, detto “il pio”, proprio perché buono, misericordioso, rispettoso degli dei, simbolo dell’unità familiare.
    -Agape (“caritas” in latino): l’amore disinteressato, smisurato, fraterno.
    Tale aspetto dell’amore è stato ripreso dalla cultura cristiana, con l’accezione di “amore divino e creativo”.
    L’idea cristiana è in contrasto con l’idea platonica, affermando che, essendo Dio amore, sia comunione con l’uomo, mentre Platone riteneva che uomini e dei non avessero alcun tipo di rapporto.
    L’agape, tuttavia, è quel tipo di sentimento, in entrambe le accezioni, tipico di coloro che agiscono senza desiderare nulla in cambio.
    – Philia: l’amore e l’affetto di cui ci si aspetta di essere ricambiati.
    Indica quella forma di amore, forse anche in questo caso, riconducibile alla realtà familiare o agli amici, alle persone alle quali si è sempre dimostrato il proprio affetto e che hanno sempre saputo ricambiarlo.
    -Eros:l’amore passionale, fisico.
    Indica l’amore nella sua natura più “materiale”.
    Nello stesso Simposio vi sono esempi di uomini che cedono all’eros, agli impulsi (Platone stesso lo definisce “a-oikos”, cioè senza casa), e la letteratura di tutti i tempi è piena di esempi a tal proposito, ma in particolare, nella cultura greca, la figura di Elena di Troia incarna meglio l’immagine di colei che cede e fa cedere alla forma più passionale dell’amore.
    -Anteros:l’amore corrisposto(secondo alcuni esperti, indicherebbe anche l’amore vendicativo).
    Un mito narra che un giorno Afrodite si lamentò con la dea Teti del fatto che suo figlio Eros non crescesse.
    Teti le rispose che non sarebbe mai cresciuto, fin quando non avesse ricevuto l’amore di un fratello: Afrodite, dunque, decise di unirsi ad Ares e generare Anteros.
    I due fratelli crebbero insieme, ma ogni volta che Anteros si allontavana da Eros, questo si rimpiccioliva a dimostrazione del fatto che l’amore (=Eros) per crescere ha bisogno di essere ricambiato (=Anteros).
    -Storge, l’amore di appartenenza a un nucleo familiare.
    Indica il tipo di affetto professato nel momento in cui si sente di far parte di qualcosa che si basi sui legami familiari; nella cultura greca è il sentimento che professa Enea nei confronti di suo padre e suo figlio.
    -Xenia, l’amore e il rispetto verso gli ospiti.
    Nella cultura classica, greca e romana, gli ospiti erano trattati con gran rispetto e venivano celebrati con tutti gli onori.
    Paride tradisce l’ospitalità offertagli da Menelao poiché si innamora di sua moglie Elena.
    -Thelema, la possibilità di fare ciò che si ama e desidera.

    RISPOSTA 14
    Platone riteneva che il fine ultime dell’amore fosse l’immortalità.
    Proprio nel momento in cui si prende atto dei molteplici aspetti dell’amore, Platone, attraverso il discorso tra Socrate e Diotima, ci fa comprendere che una madre sia pronta a sacrificarsi per i propri figli, perché li ama.
    Questa teoria di Platone, secondo me, è più che plausibile!
    I genitori, in particolare le madri, sono coloro che ci conoscono meglio di qualsiasi altra persona.
    Tra madre-figlio si istaura un rapporto di complicità, un amore smisurato.
    Una madre, degna di tale nome, farebbe qualsiasi cosa per suo figlio: ci sono ragazze giovanissime che crescono da sole i propri figli, svegliandosi all’alba per mantenerli.
    Il rapporto tra madre e figlio/a può anche rivelarsi molto complicato, difficile, fatto da un alternarsi di amore e odio.
    Partendo dal presupposto che tutti i genitori vorrebbero il meglio per i propri figli, talvolta possono “soffocarli” con le loro attenzioni, non dar loro la possibilità di esprimersi a pieno e, nella peggiore delle ipotesi, non accettarli per ciò che sono.
    Ci sono genitori che magari non riescono ad accettare l’orientamento sessuale dei figli, oppure vorrebbero che facessero cose diverse da quelle che fanno.
    Così dicendo, ritorno al discorso dell’amore: dobbiamo essere accettati per quello che siamo, per quanto possa essere difficile.
    I genitori, in particolare le madri, perché sono quelle che ci hanno messo al mondo, dovrebbero sempre cercare di tendere una mano ai propri figli, di appoggiarli pur non condividendo le loro scelte.

    RISPOSTA 15
    1. La funzione della bellezza è quella di rasserenare la persona gravida (cioè che sta generando il bello dentro sé) che le si avvicina.
    Attraverso la spinta dell’eros, si può comprendere una forma sempre più “universale” di bellezza, che non riguarda più l’esperienza sensibile, ma la ragione e l’interiorità.
    “Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili(…) imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola: dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore, a giudicarla di minor valore. Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile”.
    ______
    2.I diversi gradini della scala dell’eros sono quattro.
    Il primo passo verso la bellezza consiste nell’amare un bel corpo che possa indurre a fare bei ragionamenti e discorsi e nel capire che la bellezza di un corpo è sorella di tutte le altre:” Imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola: dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore, a giudicarla di minor valore”.
    Il secondo passo consiste nel comprendere ciò che gli uomini fanno di bello (= di giusto) e nell’equità delle leggi:” E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi: scoprirà che essa è sempre simile a se stessa, e così la bellezza dei corpi gli apparirà ben piccola al confronto”.
    Il terzo passo sta nel liberarsi dalla condizione di schiavitù che lo porta ad amare un’unica bellezza per passare allo studio delle scienze:” Dalle azioni degli uomini, poi, sarà portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza, gli occhi fissi sull’immenso spazio su cui essa domina”.
    Il quarto passo consiste nel dedicarsi pienamente alla scienza, che dopo averlo reso libero, gli consentirà di contemplare la bellezza:” Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere. Finché, reso forte e grande per il cammino compiuto, giungerà al punto da fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza perfetta”.
    ______
    3.La bellezza in sé è la bellezza che non nasce, né muore, è sempre se stessa in un’unica forma e tutte le cose belle vi partecipano.
    La bellezza in sé è possibile raggiungerla attraverso la contemplazione, il punto più alto della salita “aspra ed erta” e che richiede un notevole impegno e sforzo personale:” gli apparirà la Bellezza nella sua meravigliosa natura, quella stessa, Socrate, che era il fine di tutti i suoi sforzi: eterna, senza nascita né morte. Essa non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o dall’altro. Essa è senza tempo, sempre egualmente bella, da qualsiasi punto di vista la si osservi (…) Non è una teoria astratta (…) essa apparirà all’uomo che è giunto sino a lei nella sua perfetta natura, eternamente identica a se stessa per l’unicità della sua forma. Tutte le cose belle sono belle perché partecipano della sua bellezza, ma esse nascono e muoiono – divenendo quindi più o meno belle – senza che questo abbia alcuna influenza su di lei”.

    RISPOSTA 16
    La canzone “La bellezza” di Roberto Vecchioni è un inno alla bellezza giovanile, a cui l’autore ripensa con nostalgia, ma senza rimpianti e pentimenti.
    L’autore è palesemente innamorato di una ragazza “dagli occhi neri” molto più giovane di lui (“Se avessi vent’anni ti verrei a cercare, se ne avessi quaranta, ti potrei comprare, a cinquanta, come invece ne ho ti sto solo a guardare” ).
    A fare da cornice alla contemplazione della bellezza della sua amata, vi è la città di Venezia che “inverosimile più di ogni altra città è un canto di sirene”, tuttavia lo splendido paesaggio offerto dalla città e dal suo famoso lido vengono quasi oscurati al tramonto dalla bellezza e sensualità della figura della donna amata da Vecchioni (“Venezia in questa luce del lido prima del tramonto ha la forma del tuo corpo che mi ruba lo sfondo”), che a un certo punto dichiara addirittura di temere che il loro amore possa essere male interpretato, vista probabilmente la differenza d’età tra i due (“ho paura che gli altri pensino a questo amore come a un vizio”).
    I versi conclusivi della canzone,però, potrebbero far pensare che la scena di Venezia e la storia d’amore, che fino ad ora avevamo creduto ci fosse tra l’autore e questa ragazza dagli occhi neri a cui si fa più volte riferimento, sia in realtà frutto di una dolce illusione e che questa storia d’amore, quindi, non sia mai esistita (“Tutta la bellezza che non ho mai colto, tutta la bellezza immaginata che c’era sul tuo volto, tutta la bellezza se ne va in un canto, questa tua bellezza che è la mia muore dentro un canto”).
    Il motivo per cui ho scelto questa canzone è perché, leggendo il testo, mi è piaciuto subito questo dico-non dico, il non essere fino in fondo chiari, di lasciare un po’ interdetto chi legge/ ascolta il brano.

    RISPOSTA 17
    1.Alcibiade, giunto presso la casa di Agatone in condizione pessime e poco lucido, si dice stupito di vedere tra i banchettanti anche Socrate, suo amante.
    Non si era infatti accorto di essersi sdraiato accanto a lui e gli chiede di lasciarlo in pace.
    Quando inizia il suo elogio per l’amante, Alcibiade lo fa apparire con le sembianze di un sileno, divinità dei boschi, con in parte un aspetto umano e in parte tratti animaleschi, come la coda equina.
    Inoltre dice che ha la stessa capacità persuasiva di Marsia, un Sileno così bravo a suonare il flauto tanto da far ingelosire Apollo: la sola differenza tra Socrate e Marsia sta nel fatto che il filosofo per persuadere e incantare non ha bisogno di alcuno strumento musicale, poiché bastano le sue parole:” Tu, Socrate, sei diverso da Marsia solo in questo, che non hai affatto bisogno di strumenti musicali per ottenere gli stessi risultati: ti bastano le parole. Una cosa è certa e dobbiamo dirla: quando ascoltiamo un altro oratore, il suo discorso non interessa quasi nessuno. Ma ascoltando te, o un altro – per mediocre che sia – che riporta le tue parole, tutti, ma proprio tutti, uomini, donne, ragazzi, siamo colpiti al cuore: qualcosa che non ci fa star tranquilli si impadronisce di noi.”.
    Inoltre, oltre ad essere un uomo sapiente, è anche coraggioso, abile in battaglia, resistente alla fame e al freddo:” Socrate se ne uscì coperto solo dal mantello che porta sempre andando a piedi nudi sul ghiaccio con più tranquillità di quelli che avevano le scarpe: e così i soldati lo guardavano di traverso, perché pensavano li volesse umiliare”.
    ______
    2. Le statuine dei Sileni erano realizzate dagli artigiani per celebrare queste divinità di monti e boschi.
    Paragonando le statuine a Socrate, Alcibiade intende dire che i discorsi del filosofo vanno interpretati aldilà di ciò che lui dichiara, vanno compresi con un significato molto più profondo.
    Socrate, per il suo modo di filosofare, è solito adottare il metodo dell’ironia, come si è visto nel suo discorso proprio del Simposio: bisogna andare oltre le parole, oltre ciò che dice per comprenderne il senso.
    Interpretare Socrate vuol dire coglierne in pieno tutte le sfumature, che non possono limitarsi solo a quello che dice o meno.
    ______
    3.A mio avviso, Socrate, come un po’ vuole farci capire Alcibiade, “lo dipingono così”, nel senso che potrebbe apparire in un modo che in realtà non lo rispecchia a pieno.
    Socrate deve essere colto in tutte le sue sfumature, esattamente come l’Eros.
    Durante il Simposio si nota come coloro che sono ospiti di Agatone e lo stesso padrone di casa, prima che Socrate parlasse, abbiano fatto a gara a chi attribuisse più lodi e virtù ad Eros, senza riflettere se stessero dicendo o meno cose giuste.
    Socrate, invece, si sa che è stato considerato una specie di “rivoluzionario”, qualcuno che ha cercato di mettere in crisi le basi sulle quali poggiava la polis, ed è anche stato duramente criticato pubblicamente (si pensi alla commedia “Le nuvole” di Aristofane).
    In realtà Socrate è stato tutt’altro che un sovvertitore della legge, tant’è che quando fu condannato a morte rifiutò categoricamente l’idea propostagli da un suo compagno di evadere.
    L’emblematica figura di Socrate non era quindi capita, interpretata.

    Buona serata, prof. 🙂

  23. Eleonora Garzillo il said:

    Risposta 8
    Socrate spesso usa il metodo dell’ironia che di solito è il momento iniziale del dialogo socratico; fingendosi ignorante, invita l’interlocutore a dire la sua opinione su un dato argomento per poi iniziare a fargli una serie di domande. L’ironia,aiuta l’interlocutore a prendere coscienza dei propri pregiudizi e delle false certezze che spesso portano a dare una risposta senza aver analizzato per bene il caso.
    L’ Intermezzo è posto al centro dell’opera quasi a fare uno stacco tra ciò che è stato detto dai convitati e ciò che sarà detto da Socrate. Dopo che Agatone ha concluso il suo elogio, Socrate dichiara di non essere in grado di esporre un elogio a Eros, infatti aveva pensato bene di allontanarsi dal banchetto senza però farsi notare. Dice di essersi pentito di avere accettato prima di fare anche lui un elogio perché “credevo che si dovesse dire la verità sull’oggetto del proprio elogio”; poi continua dicendo che “avevano giocato a fare le lodi di Eros………ma non si ingannano coloro che sanno”. In questo modo Socrate fa capire che tutto quello che era stato detto a proposito di Eros del suo essere, la sua natura e le sue virtù non corrispondeva a verità. Alla fine Socrate rimane a parlare con Agatone e inizia a usare la retorica ponendogli diverse domande tanto che alla fine Agatone si ritrova ad ammettere di avere parlato senza saper bene quello che diceva. Infatti Socrate usa parole ben diverse da quelle di Agatone che in realtà,come possiamo notare nel testo, erano:“le vecchie lotte tra gli dèi sono figlie della Necessità, ma non di Eros.Infatti gli dei non si sarebbero mutilati l’un altro,non si sarebbero messi in ceppi né fatto tanta violenza se l’Eros fosse stato tra loro. Avrebbero conosciuto invece l’amicizia e la pace,come adesso,nel tempo in cui sugli dèi l’Eros stende il suo dominio”. Mentre Socrate diceva “gli dei hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza, perché non ci può essere amore verso quello che è brutto”
    Socrate passa a parlare dell’amore come desiderio della bellezza e argomenta la sua tesi dicendo che
    -Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero?- Agatone fu d’accordo.
    -Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la mancanza e che non si possiede?
    -Sì, ammise.
    -L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?
    -Per forza-, disse.
    -Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?
    -No di certo.
    -E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”

    Risposta 9
    Nella parte conclusiva del brano Socrate riprende il concetto della kalokagathia che faceva corrispondere la bellezza alla bontà. Non sempre però la bellezza e la bontà coincidono infatti anche le persone belle commettono azione indegne e ingiuste. Egli sostiene quindi che se Eros manca di bellezza manca anche di bontà e pone questa sua affermazione come una verità che non si può mettere in discussione. Dopo Socrate parla del suo incontro con la sacerdotessa Diotima che gli spiega la vera natura di Eros.
    All’ascolto di Diotima, Socrate finge e cerca di essere in un certo senso un discepolo e quindi entrambi si pongono una serie di domande. La sacerdotessa gli dimostra che si sbaglia sul conto di Eros, perché diceva che non era né bello né buono; di conseguenza la domanda viene spontanea a Socrate se Eros poteva essere cattivo e brutto. Diotima gli dice di no, anche perché non è detto che chi è brutto deve essere per forza cattivo o chi è bello per forza buono,o anche che chi non è sapiente deve essere per forza ignorante.

    Risposta10
    Per Socrate l’amore è desiderare qualcosa che non si ha, e si va sempre o spesso alla ricerca di qualcosa che ci manca. Definire l’amore in unica forma non si può poiché esistono vari modi di identificare la parola “amore”. A mio parere è un qualcosa molto più grande di noi e spesso non si conosce del tutto il vero e proprio significato. Del termine amore possiamo dare molte definizioni come:l’amore per la famiglia,per i figli, gli amici, per la natura, ma anche amore platonico (non include l’aspetto sessuale ma limita alla contemplazione della bellezza), poi abbiamo anche l’amore verso se stessi (ci fidiamo solo di noi stessi ci rispettiamo e ci amiamo) oppure ancora l’amore per la patria ( poiché una persona nasce, cresce e muore nel posto in cui parte la sua avventura ed è disposta a lottare per essa).
    L’amore è motivo di gioia ma anche di sofferenza e a volte richiede grandi sacrifici come avviene nel film “Love Story,” del 1970 che rappresenta un grande amore in lotta contro tutti e che è sconfitto solo dalla morte. La storia racconta di Oliver Barrett, un ragazzo ricco, che si innamora di Jennifer Cavilleri,semplice studentessa di musica. Tra loro c’è una profonda differenza sociale perciò la famiglia di Oliver non approva la relazione. I due si sposano rinunciando entrambi a qualcosa: Jennifer rifiuta una borsa di studio a Parigi, Oliver interrompe i rapporti con la sua famiglia.
    La loro vita di coppia è fatta di sacrifici e difficoltà; per parecchio tempo Jennifer insegna per guadagnare un po’ di denaro mentre Oliver frequenta la facoltà di legge. Finalmente Oliver si laurea e viene assunto da un importantissimo studio legale. Jennifer può ora smettere di lavorare e pensare di avere dei bambini. Ma il bambino tanto desiderato non arriva. Dopo diversi accertamenti la coppia scopre la terribile malattia di Jennifer: leucemia fulminante.
    Il film si conclude con la morte di Jennifer mentre Oliver che si dispera ai bordi di una pista di pattinaggio sul ghiaccio dove aveva trascorso gli ultimi momenti felici con Jennifer (preso da Wikipedia).

    Risposta11
    Platone, essendo discepolo di Socrate, cerca di conservare tutto quello che ha imparato principalmente lo spirito di ricerca; però al contrario di Socrate, Platone scrive ciò che ha imparato. Platone passa dallo stile argomentativi allo stile della rivelazione attraverso “i miti” che spesso vengono inseriti all’interno di un dialogo. Platone usa il mito sia per indurre il logos, cioè l’esposizione argomentata, sia per integrare il logos, cioè per esprimere concetti che non possono essere spiegati ma possono essere mostrati solo attraverso un racconto, in quanto l’esposizione platonica assume il tono della rivelazione.
    Un esempio è il destino dell’anima attraverso il mito di Er.
    Platone torna più volte sul destino delle anime dopo la morte e in questo caso ne parla nel libro X della Repubblica.
    Nel mito di Er, accanto al motivo della metempsicosi, troviamo un altra prospettiva che la completa. Il mito racconta di un soldato di nome Er, che sembra morto per circa tre giorni durante i quali compie un viaggio nell’aldilà. Al suo risveglio racconta di aver visto due grandi aperture una nel suolo e una in cielo; le anime che dovevano purificarsi di colpe commesse in vita entravano in una delle aperture in basso,uscendo dall’altra dopo un lungo viaggio durante il quale espiavano le proprie colpe. Le anime dei giusti invece salivano al cielo dove ricevevano un premio per le loro virtù. Alla fine tutte le anime si ritrovavano in una grande vallata dove decidevano il loro destino per la loro successiva vita. Però è da notare che non tutte le anime tornavano nella vallata, poiché ci sono alcune anime che durante la loro vita hanno raggiunto un grado di purificazione elevato e quindi non avevano bisogno di reincarnarsi e quindi restano per l’eternità nel cielo. Altre invece sono così corrotte che non sono degne di ricevere nessuna altra possibilità e quindi rimarranno per sempre negli inferi. il destino dell’anima è legato quindi a ciò che l’individuo ha scelto di essere nella vita precedente, sia come ricompensa o punizione sia per quello che sarà nella vita successiva.

    Risposta 12
    <> cantavano i Beatles negli anni ’60.L’amore è tutto ciò di cui si ha bisogno perché una vita senza amore e una non-vita. Purtroppo questo sentimento così forte si manifesta spesso nelle sue forme contraddittorie.Ci può portare in alto con la serenità,la gioia,la felicità oppure in basso con l’incertezza,la tristezza,la disperazione.Tutto dipende dalla persona di cui siamo innamorati.
    Se il nostro amore è ricambiato,siamo già in una situazione positiva e dobbiamo “solo” impegnarci a fare crescere e solidificare il rapporto affrontando qualche piccolo screzio e qualche compromesso. Un rapporto soddisfacente con un ragazzo amato fa star bene.
    Ma se l’amato decide di interrompere il rapporto,ecco che sprofondiamo nella disperazione;la vita non sembra più degna di essere vissuta e vediamo il nostro futuro tinto di NERO.Se poi il nostro amore invece non è affatto ricambiato è un problema.
    Ci vuole una scintilla per accendere un fuoco,e se quella scintilla non si accende subito è molto improbabile che si accenderà in seguito.
    La cosa peggiore è quando il ragazzo amato non capisce o finge di non capire che siamo innamorati di lui e ci tratta come una semplice amica.Sono queste situazioni che ci portano a comportarci e a presentarci in modo diverso da quello che siamo.Disposti a tutto pur di raggiungere lo scopo;ma è tempo sprecato. L’aspetto fisico è la prima cosa che notiamo negli altri mentre l’interiorità ha bisogno di più tempo per venir fuori e se non viene data l’occasione non riusciamo a farci conoscere veramente. Quindi piuttosto che andare a trovare l’amore,sarebbe meglio aspettare che l’amore trovi noi così magari forse ci risparmiamo un po’ di sofferenza.

    Risposta 13
    L’amore, come già dimostrato alla risposta 10, si presta a molti significati. La cultura classica greca aveva schematizzato il concetto di amore distinguendo: storte per il rapporto parentale-familiare ( da Wikipedia), eros per indicare il proposito di generare gli esseri viventi, philia che riprende la sfera dell’amicizia e dell’amore per l’arte e agàpe che è poco usato dagli scrittori greci e ha più un significato cristiano poiché indica l’amore di Dio verso gli uomini. Di solito quando si parla d’amore si intende un forte sentimento di affetto verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia. Quindi un sentimento che attrae e unisce due persone (ordinariamente ma non necessariamente di sesso diverso), e che può assumere forme di pura spiritualità, forme in cui il trasporto affettivo coesiste, in misura diversa, con l’attrazione sessuale, e forme in cui il desiderio del rapporto sessuale è dominante, con carattere di passione, talora morbosa e ossessiva; comune a tutte queste forme è, di norma, la tendenza più o meno accentuata al rapporto reciproco ed esclusivo ( vocabolario Treccani). Ma ci sono tante altre forme d’amore.
    -amor proprio, inteso come onesta ambizione di non rimanere indietro agli altri in una competizione, in un lavoro comune o come desiderio di rivelare e far apprezzare le proprie capacità e le proprie doti.
    -amore spirituale cioè lo slancio dell’uomo verso Dio e le cose celesti.
    -amore per il prossimo che spinge molte persone a dedicarsi al volontariato sia in Italia che all’estero come fanno i “medici senza frontiere” o tutti coloro che si occupano di anziani soli e abbandonati, di senza tetto, emarginati, poveri ecc….
    -amore per l’arte come quello degli attori, pittori ,ballerini che attraverso la forma artistica a cui dedicano tutti i loro sforzi ci trasmettono forti emozioni.

    Risposta 14
    La tesi di Platone è importante: l’amore ha come fine l’immortalità e nella bellezza nasce nuova vita. Ma la nuova vita che nasce ha bisogno di essere accudita e protetta.
    Spesso i genitori fanno in modo di proteggere i propri figli,ma la persona che sta sempre vicino ai propri figli è la mamma.
    Le mamme hanno un ruolo importante nella vita dei figli; pur di farli stare bene fanno di tutto,quando i figli mostrano un piccolo problema subito cercano di risolverlo; se accade qualcosa di brutto all’inizio si arrabbiano e non vogliono avere spiegazioni,ma dopo poco tempo chiedono chiarimenti e sono pronte a cercare soluzioni, a dare consigli, ad ascoltare. Le mamme però a volte con questo loro modo di fare soffocano i propri figli e non riescono a far esprimere loro le sensazioni che in quel momento i figli sentono.
    E’ chiaro che è nella natura della madre sacrificarsi per il proprio figlio, soffrire per lui, lottare per lui, gioire con lui. Basti pensare alle madri di bambini disabili o gravemente malati che rinunciano alla propria esistenza per stare loro vicini, lottando contro la burocrazia che rende tutto molto più complicato , o affrontando la mancanza di denaro e di strutture che possano aiutarle. Oggi ci sono donne che in gravidanza si sottopongono a delle analisi per vedere se possono prevenire alcune malattie del bimbo che nascerà, ma non si può prevedere tutto. Se c’è la perdita di un figlio poi, le madri si sentono morire e vorrebbero essere al suo posto proprio perché il dolore più grande per un a madre è vedere morire il proprio figlio.

    Risposta 15
    La “scala dell’eros” indica il passaggio dal mondo invisibile a quello delle idee attraverso l’amore.Tutti possono percorrere questa scala ma devono essere guidati dall’inizio.

    1.La bellezza è un mezzo per avvicinare il mondo visibile a quello intelligibile.Il percorso che porta ala contemplazione della bellezza sensibile a quella dell’idea in sé è caratterizzata dall’universalità,ciò è dovuta dalla spinta dell’Eros della passione amorosa.

    2.Eros guida lungo la scala per portare gli uomini alla contemplazione delle idee e della Bellezza pura .Nel primo gradino c’è attenzione per la bellezza fisica quella del corpo che balza subito agli occhi.
    “ Chi inizia il cammino….fin da giovane deve essere attento alla bellezza fisica…..Si innamorerà di una sola persona e genererà con lei parole per i dialoghi più belli.”
    “ Imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola: dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore, a giudicarla di minor valore.”
    Nel secondo gradino è posto l’innamoramento dell’anima
    “Imparerà ….a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente attraente.”
    Al terzo gradino c’è la bellezza delle leggi
    “riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi”.
    Ancora più in alto,al quarto gradino è collocata la bellezza delle scienze.
    “Dalle azioni degli uomini poi sarà portato allo studio delle scienze,per coglierne la bellezza”.
    “reso forte e grande più il cammino compiuto giungerà al punto di fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza perfetta”.
    In cima alla scala c’è la Bellezza
    “Guidato fino a questo punto sl cammino dell’amore, il nostro uomo …..raggiungerà il vertice supremo dell’amore e allora improvvisamente gli apparirà la Bellezza nella sua meravigliosa natura”.
    3.La Bellezza in sé è posta al gradino supremo della scala ed è la bellezza nella sua meravigliosa natura; è la bellezza pura.
    “Essa è senza tempo,sempre egualmente bella”.
    “Essa apparirà all’uomo che è giunto sino a lei nella sua suprema natura,eternamente identica a se stessa per l’unicità della sua forma”.

    Risposta16
    Morte A Venezia di Thomas Mann
    mette in risalto l’aspetto “erotico” della bellezza in un amore platonico tra i due protagonisti della storia.L’anziano musicista Gustav Von Aschenbach rimasto vedovo,sente un forte desiderio di viaggiare.Si reca a Venezia dove soggiorna nel lussuoso “Hotel des bains”.lì alloggia anche Tadzio, un giovane adolescente con la sua famiglia. Tadzio ha una bellezza da dio greco e Gustave capisce di essersi innamorato di quel giovane.Comincia così a pedinarlo e a spiarlo ottenendo da lui in cambio solo qualche breve occhiata e un sorriso.
    L’ossessione di Gustav per il giovane aumenta, lo segue in spiaggia, per le calli di Venezia, mentre è con gli amici. Intanto Gustave scopre che a Venezia è scoppiata un epidemia di colera tenuta nascosta dalle autorità. Egli pensa di avvertire la famiglia di Tadzio del pericolo ma preferisce non farlo per paura che il ragazzo parta e che lui non possa più rivederlo. Col passare dei giorni Gustav capisce di essere malato e decide di andare dal barbiere per tagliare e tingere i capelli, poi si trucca nel tentativo di apparire più giovane e di nascondere la sua malattia. Segue un ultima volta Tadzio sulla spiaggia; mentre il ragazzo sembra indicargli un punto all’orizzonte, Gustave si accascia e muore.
    L’opera è un chiaro esempio del fatto che non si può rimanere indifferenti davanti alla bellezza. Le pulsioni amorose colgono chiunque anche se,come sosteneva Erissimaco,bisogna porre un limite a esse e non farsi dominare. Quello di Gustave è un amore platonico che lo porta a contemplare la bellezza del giovane; fra i due personaggi non c’è infatti alcun rapporto fisico. La morte dell’anziano artista mette fine alla sua sofferenza di innamorato che desidera quel giovane ma sa già di non poterlo avere. Il romanzo dimostra anche che non c’è età per amare,che l’amore apre a nuove esperienze e che può manifestarsi in un incontro casuale in grado di cambiare e sconvolgere la quotidianità.

    Risposta 17
    1.Alcibiade ha avuto sempre un debole per Socrate poiché riusciva ad intrattenere le persone senza l’aiuto di strumenti musicali ma solo con le parole,mentre gli altri oratori non ci riuscivano.Che si emozionava fino alle lacrime quando le sentiva parlare.Possiamo notare che Alcibiade dice che Socrate è geloso,invidioso,che tutti gli andavano dietro;ed era amato da bambini,ragazzi,adulti e anziani.

    2.Le statuine dei Sileni erano realizzate dagli artigiani per celebrare le divinità di monti e boschi.
    Socrate viene paragonato a queste statuine poiché all’inizio tutti vedono Socrate come qualcuno che non sa mai nulla,dopo quando inizia a parlare affascina tutti;lo stesso vale per le statuine che all’esterno non esprimono nulla mentre all’interno c’è la statua di un dio.

    3.Secondo me c’è un rapporto tra le due parti; ciò che accomuna Socrate con Eros,è che entrambi andavano alla ricerca di qualcosa:Socrate alla ricerca delle verità,Eros andava alla ricerca della bellezza e dell’amore.Anche Diotima aveva paragonato Eros ad un filosofo che non possiede la sapienza ma la desidera.Socrate viene descritto simile ad un dio perché <>.Così come fa Eros che guida l’uomo lungo la scala dell’amore per arrivare alla contemplazione della bellezza pura.

    Buona serata prof. 🙂

    • proflombardi il said:

      Bene Eleonora. Ho l’impressione che riesci meglio a mettere i tuoi pensieri per iscritto che ad organizzare un’esposizione orale o sbaglio? Sicuramente scrivi più e meglio di quanto intervieni in classe (cosa che dovresti fare di più)! Continua a lavorare così. Buona giornata a te!

  24. Claudio Massarelli il said:

    ESERCIZIO 8
    Socrate, che si trova a parlare per ultimo, attraverso il metodo dell’ironia, tipico del suo modo di filosofare, dice che non si sente all’altezza di fare un elogio ad Eros dopo le bellissime ed eleganti parole spese da Agatone.
    A questo punto i due iniziano a discutere sulle cose dette e su cosa significhi fare un elogio (Socrate: “Credevo, nella mia piena ignoranza, che si dovesse dire la verità sull’oggetto del proprio elogio, che questo fosse fondamentale”) e Socrate riassume brevemente il discorso fatto dal padrone di casa, ma in modo non del tutto esatto.
    Infatti dice, riferendosi ad Agatone:” tu ci hai detto, credo, che gli dèi hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza, perché non ci può essere amore verso quel che è brutto. Son più o meno le tue parole, non è vero?”.
    In realtà ciò che lui aveva realmente detto poco prima era che gli dei, prima che nascesse Eros, quando regnava la Necessità, avevano commesso atti orribili e crudeli, ma con la nascita di questo dio (anche se è improprio definirlo così, come vedremo nel discorso di Socrate che ricorda il suo dialogo con la sacerdotessa Diotima), e con lui nacque anche l’amore per le cose belle sia per gli uomini che per le divinità stesse.
    Agatone però, concorda con Socrate perché è pienamente preso dalle sue parole e di conseguenza non ne bada all’esattezza.
    Socrate poi riprende anche il concetto secondo cui l’amore è desiderio per la bellezza, introducendolo durante l’intermezzo e rendendolo più comprensibile riportando il suo discorso con Diotima.
    Dice che se si pensasse che Eros è amore per la bellezza, allora non potrebbe essere definito bello, poiché non si può amare/desiderare ciò che già si ha.
    Seguono i riferimenti dal testo.
    Socrate:” Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la mancanza e che non si possiede?”
    Agatone:”Sì”, ammise”
    S.:”L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?”
    A.:”Per forza”
    S.:”Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?”
    A.:”No di certo.”
    S.:”E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”
    A.:” Temo proprio di aver parlato senza sapere quel che dicevo”.
    ESERCIZIO 9
    Nella parte finale del confronto:” Però il tuo discorso era molto elegante, Agatone. Ma ancora una piccola domanda: le cose buone sono allo stesso tempo belle, secondo te?
    Lo sono, a mio avviso.
    Allora se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per forza mancare anche la bontà.
    Di sicuro, Socrate – disse Agatone -, io non sono in grado di contraddirti: ammetto quel che tu dici.
    No, carissimo Agatone – disse Socrate -, non me, ma la verità tu non puoi contraddire: Socrate, lui sì che è facile contraddirlo”.
    Questa parte mostra come Socrate, sempre con il suo modo incalzante di fare domande, cerchi di indurre il suo interlocutore a capire che sia in difetto, che le sue parole spese per Eros non sono esatte.
    Agatone, infatti, dopo aver capito che Eros manca di bontà (perché se la desidera vuol dire che non la possiede già di suo, lo stesso discorso della bellezza) , dice addirittura di essere incapace di smentire il filosofo Socrate.
    L’idea di quest’ultimo, però, come emerge durante il suo discorso, è che ci sia sempre un’idea intermedia tra bellezza e bruttezza, tra bontà e cattiveria: Eros è come i filosofi, cioè è desideroso di qualcosa (Eros della bellezza, i filosofi della sapienza) che sa di non avere.
    Coloro che hanno fatto il proprio elogio prima di Socrate pensano che bellezza e bontà siano coincidenti.
    Quest’idea è un chiaro collegamento alla Kalokagathìa, cioè a quell’espressione che serviva, presso gli antichi greci, ad indicare l’ideale di perfezione umana e di cui sono massimi esponenti gli eroi Achille e Memnone .
    Socrate inoltre a sostegno della sua tesi riporta le parole del suo discorso con Diotima:” Ma come Diotima? allora Eros è cattivo e brutto?
    Che dici? Questa è una bestemmia! – mi rispose – Credi forse che tutto ciò che non è bello debba essere per forza brutto?
    Ma certo!
    E perché mai? Chi non è sapiente deve per forza essere ignorante? Non ti sei mai accorto che c’è una via di mezzo tra la sapienza e l’ignoranza?”
    Inoltre Eros non sarebbe un Dio ma un demone perché nato dall’unione di un Dio e di una mendicante (Poros e Penia), quindi avrebbe ereditato sia le caratteristiche dei mortali, che quelle degli dei.
    ESERCIZI 10 e 13
    A mio parere, è possibile definire l’amore non solo come desiderio di avere qualcosa che non si ha, ma anche come qualcosa che ci rende felici sapendo che la persona da noi amata è felice.
    L’amore però non è solo questo.
    Diotima: “Non devi stupirti, però – disse -. Il fatto è che l’amore ha molte forme, ma noi prendiamo una sola di queste forme e le diamo il nome generico di amore come se fosse l’unica.
    Questo nome andrebbe dato a tutte, ma per le altre forme usiamo nomi diversi”.
    Siamo soliti parlare dell’aspetto bello dell’amore, ma talvolta l’amore provoca sofferenza sia per chi ama che per chi è amato (per tornare al Simposio, si noti la differenza che Platone fa emergere tra la figura serena dell’amato e quella impetuosa e tormentata dell’amante).
    “L’unico modo per non soffrire è non amare, che nei casi in cui non puoi fare a meno di amare sei destinato a soccombere” dice giustamente Oriana Fallaci.
    Nella letteratura e filmografia siamo pieni di esempi di autori, poeti, scrittori e sceneggiatori che hanno mostrato i vari aspetti dell’amore e come questo può essere considerato.
    Esistono diversi aspetti dell’amore:
    -l’amore familiare dimostrato ad esempio da Tiberio nei confronti del fratello Druso, come raccontato da Catone;
    -l’amore per gli amici, dimostrato nell’Iliade da Patroclo che combatte al posto di Achille;
    -l’amore per la patria, professato da tutti coloro che sono morti per rendere onore alla propria nazione;
    -l’amore sessuale, ovvero l’amore passionale, quello di Romeo e Giulietta di Shakespeare;
    -l’amore romantico, cioè idealizzato, come quello provato da Dante nei confronti di Laura, da lui vista come una creatura angelica;
    -l’amore per la natura;
    -l’amore per Dio, dimostrato da tutti coloro che in passato hanno preferito farsi uccidere, pur di rinnegare la propria fede.
    ESERCIZIO 11
    In certi momenti Platone passa dallo stile solenne che lo caratterizza alla rivelazione per dare maggiore enfasi alle sue parole.
    Probabilmente Platone non aveva nemmeno i mezzi e le conoscenze necessarie per esprimersi in modo argomentativo riguardo certe questioni, per cui adotta il metodo della rivelazione, come se ci fosse qualcuno che ad un certo punto riveli la verità, senza però spiegarla, quasi in modo profetico.
    I miti in generale sono paragonabili a delle rivelazioni perché, trattandosi appunto di miti,non si basano su conoscenze specifiche, ma sono caratterizzati sempre dall’elemento divino.
    Consideriamo il mito di Er, tratto dal decimo libro di “La Repubblica”.
    Si tratta di uno dei miti escatologici più importanti e che, riproponendo i contenuti delle dottrine pitagorica e orfica, parla del destino dell’anima.
    Un soldato di nome Er morì in battaglia e, quando il suo corpo era sul punto di essere bruciato, aprì gli occhi e raccontò di un viaggio fatto nell’aldilà.
    Il soldato vide le anime di coloro che erano morti riuniti in una valle, con due grandi aperture sia sotto terra che nel cielo.
    Affinché le anime potessero purificarsi, dovevano entrare in una delle aperture in basso e uscire dall’altra dopo questo viaggio di purificazione.
    Le anime di coloro che erano stati buoni salivano in cielo dove potevano prendere un premio per la loro virtù.
    Alla fine, molte anime tornavano nella valle, dove avrebbero scelto il destino della vita successiva, reincarnandosi in un altro corpo.
    Le altre invece, o erano state così buone da non doversi più reincarnare, oppure erano così corrotte da non essere degne di nessun altro corpo.
    In questo mito dunque il soldato Er riceve la RIVELAZIONE di cosa spetta alle anime una volta che il corpo sia morto.
    ESERCIZIO 12
    La principale differenza tra l’amore di oggi e quello dei tempi di Platone è che al giorno d’oggi abbiamo in mente una relazione dove i due amanti si amano reciprocamente; ai tempi di Platone uno amava e l’altro si faceva amare: nel mondo greco o l’uomo amava la donna (l’amore nella sua forma più bassa, come abbiamo visto nella parte precedente del Simposio) o l’uomo amava l’uomo (la forma più alta dell’amore): l’omosessualità era diffusissima.
    L’amante viveva con la speranza di essere ricambiato e l’amato si sentiva “speciale”, perché gli erano rivolte tutte le attenzioni.
    A mio parere ai giorni nostri esiste ancora questa distinzione, forse non così palese ed accentuata come ai tempi di Platone, ma comunque esiste.
    Le persone che sono innamorate possono trovare delle difficoltà nel farsi accettare dalle persone che amano, perché la società in cui viviamo ci porta a guardare tutto e tutti con occhio critico.
    Le persone fanno sempre più fatica a farsi accettare, hanno paura delle “diversità”, come se la diversità fosse uno dei tanti mali dei nostri tempi.
    Se la volessimo vedere con un occhio meno critico, per dire così, potremmo semplicemente immaginare la fatica che fa un innamorato pur di conquistare l’amata, facendole regali, riservandole mille attenzioni, dedicandole parole dolci …
    Tuttavia, credo che il modo di comportarsi delle persone nei nostri riguardi serve a farci comprendere dei lati del carattere che non avremmo modo di comprendere diversamente.
    ESERCIZIO 14
    “Tutti gli animali – che si muovano sulla terra o volino nell’aria – sembrano impazziti, l’amore li tormenta, e li spinge ad accoppiarsi. Poi quando viene il momento di nutrire i loro piccoli, sono sempre pronti a combattere per difenderli: anche i più deboli affrontano animali più forti di loro e sono pronti a sacrificarsi per amore dei loro piccoli. Soffrono loro le torture della fame, pur di sfamare i figli e far tutte le altre cose necessarie. Presso gli uomini si può pensare che tutto questo sia il frutto di una riflessione razionale. Ma presso gli animali, da dove proviene questo amore che li mette in tale stato? Puoi dirmelo?”
    Platone, attraverso le parole della sacerdotessa Diotima, fa capire che il fine ultimo dell’amore sia l’immortalità e che, pur non sapendosi dare una spiegazione ogni madre è disposta a tutto pur di sfamare (in generale, pur di accontentare) i propri figli.
    La sacerdotessa interroga Socrate con la speranza di trovare una risposta: perché tale comportamento? Gli uomini sono dotati di una ragione (e di una coscienza), ma gli animali no.
    Viene quindi da pensare che l’istinto materno sia in tutti gli esseri viventi, dotati o meno di ragione, che sia qualcosa di così forte che vada oltre la ragione stessa.
    Sono d’accordo con Platone, anche se le eccezioni ci sono sempre.
    Con troppa frequenza sentiamo in tv o leggiamo sui quotidiani di tantissimi poveri bimbi, vittime dei loro stessi genitori, delle loro stesse madri.
    Alcuni li chiamano “raptus di follia”,altri dicono di non “ricordare”, ma ciò che mi lascia sconvolto è l’incredibile fermezza che hanno avuto nel momento in cui hanno ucciso i propri figli.
    ESERCIZIO 15
    1-La bellezza ha la funzione di “spiritualizzare” l’anima.
    Diotima afferma che coloro che sono “fecondi nell’anima” potranno comprendere attraverso la bellezza dei corpi quella dell’anima e da qui la bellezza (sociale) della politica e delle leggi.
    La bellezza consente di fare bei discorsi e, dopo un cammino di spiritualizzazione, si potrà prendere parte alla “bellezza in sé”, la bellezza che si distacca dalle cose materiali:” Chi inizia il cammino che può portarlo al fine ultimo, sin da giovane deve essere attento alla bellezza fisica. In primo luogo, se chi lo dirige sa indirizzarlo sulla giusta strada, si innamorerà di una sola persona e troverà con lei le parole per i dialoghi più belli”.
    2-Primo gradino: apprezzare la bellezza dei corpi (“Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili, non si può non capire che essa è una sola, identica per tutti”).
    Secondo gradino: alla bellezza del corpo corrisponde una bellezza d’animo (“Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile: a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente attraente. Con lei nasceranno discorsi così belli che potranno elevare i giovani che li ascoltano”).
    Terzo gradino: la bellezza è nella scienza che rende gli uomini non più schiavi (“Cesserà allora di innamorarsi della bellezza di un solo genere, d’una sola persona o di una sola azione – una forma d’amore che lo lascia ancora schiavo – e rinuncerà così alle limitazioni che lo avviliscono e lo impoveriscono. Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere”).
    Quarto gradino: la bellezza in sé (“il nostro uomo contemplerà le cose belle nella loro successione e nel loro esatto ordine; raggiungerà il vertice supremo dell’amore e allora improvvisamente gli apparirà la Bellezza nella sua meravigliosa natura, quella stessa, Socrate, che era il fine di tutti i suoi sforzi”).
    3-La bellezza in sé è la bellezza che non ha forma, corpo, al di fuori del tempo, lontano dalla materialità.
    “La Bellezza non ha forme definite: non ha volto, non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole. Non è una teoria astratta. Non è uno dei caratteri di qualcosa di esteriore, per esempio di un essere vivente, o della Terra o del cielo, o non importa di cos’altro.”
    ESERCIZIO 16
    Tra i temi affrontati nel discorsi di Diotima, ho scelto di dire la mia riguardo all’amore come desiderio di immortalità.
    Riporto una citazione di Ernest Hemingway, tratta dal film di Woody Allen del 2011, “Midnight in Paris”, che ha anche ricevuto quattro nomination agli Oscar 2012, vincendo il premio per la migliore sceneggiatura originale:” Io penso che l’amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte; la vigliaccheria deriva dal non amare o dall’amare male, che è la stessa cosa, e quando un uomo vero e coraggioso guarda la morte dritta in faccia come certi cacciatori di rinoceronti o come Belmonte che è davvero coraggioso, è perché ama con sufficiente passione da fugare la morte dalla sua mente, finché lei non ritorna, come fa con tutti”.
    Ho scelto questa citazione perché ho apprezzato molto il film e mi piace questa specie di ritorno al passato nella Parigi degli anni ’20 e la ricerca che fa il protagonista Gil nel ritrovare “un glorioso passato ormai perduto”, a testimonianza che ognuno di noi guarda con romantica nostalgia al passato.

    ESERCIZIO 17
    1-Dal discorso di Alcibiade emerge la grande virtù di Socrate: la sua grande continenza, la sua ferrea resistenza a qualsiasi tentazione a cui Alcibiade cercò di indurlo, suscitano l’ammirazione dei convitanti.
    In secondo luogo, Alcibiade descrive come Socrate, pur essendo brutto come un satiro, con le sue parole riuscisse ad ammaliare chiunque si soffermasse ad ascoltarlo, e di come fosse capace di attirare l’amore e il desiderio con la solo grandezza della sua anima.
    2-“ Per fare l’elogio di Socrate, amici, ricorrerò a delle immagini. Son sicuro che lui penserà che voglia scherzare, e invece sono serissimo, perché voglio dire la verità. Io dichiaro dunque che Socrate è in tutto simile a quelle statuette dei sileni che si vedono nelle botteghe degli scultori, con in mano zampogne e flauti. Se si aprono, dentro si vede che c’è la statua di un dio”.
    Per dichiarare il suo amore (intellettuale e non solo) nei confronti di Socrate, Alcibiade ricorre a questo paragone, associando l’aspetto esteriore e interiore del filosofo a certe raffigurazioni scultoree di Sileno in vendita nei mercati, che, una volta aperte, svelano al loro interno un’immagine divina.
    L’immagine del sileno, come ho potuto vedere informandomi su Wikipedia, è stata ripresa anche da Nietzsche in “La nascita della tragedia”.
    In questo caso, sempre sull’impronta platonica, il sileno diventa simbolo della saggezza dionisiaca, ovvero del senso tragico dell’esistenza.
    3-A mio parere Socrate e l’Eros, descritto fino a quel momento dai vari partecipanti al banchetto, hanno in comune il fatto di essere entrambi alla ricerca di qualcosa: Socrate, in quanto filosofo, è alla ricerca del sapere, della conoscenza; Eros, in quanto semidio e non partecipante alle bellezza assoluta, se così possiamo dire, è alla ricerca della bontà e della bellezza.

  25. Chiara Viglietti il said:

    ESERCIZIO 8

    Socrate definisce bello e seducente il discorso pronunciato da Agatone.
    Prima di cominciare il suo elogio premette di non essere capace di farlo altrettanto bello, ma interviene dicendo che ciò che è stato detto fino a quel momento su Eros,ovvero della sua natura e del suo essere non è tanto importante,piuttosto afferma che la cosa più importante è dire la verità: ” il metodo corretto di fare un elogio non è questo: bisogna piuttosto attribuire all’oggetto del proprio discorso le più grandi e le più belle qualità, che le abbia davvero o non le abbia non importa affatto. A quanto sembra il nostro accordo era di giocare a far le lodi di Eros, non di lodarlo veramente per quel che è.”
    Socrate durante il suo discorso fa riferimento a ciò che Agatone aveva dichiarato all’interno del suo discorso e attraverso l’ironia,che è il momento in cui Socrate dichiara di non sapere dare una risposta al problema ,inizia un percorso di ricerca insieme al suo interlocutore,in questo caso Agatone,arrivando alla verità secondo la quale,Eros non possiede il massimo grado di bellezza e di bontà
    Dal loro dialogo infatti emerge che si è soliti a desiderare ciò che non si ha e si prova amore, quindi, per ciò che non si possiede. In questo modo Socrate smentisce le affermazioni fatte prima da Agatone,il quale persuaso dalle parole appena pronunciate da Socrate,non ribadisce il pensiero del filosofo di Atene, giungendo alla conclusione che l’ Eros desidera la bellezza e la bontà perché lui stesso non la possiede:
    Tu rispondi come si deve, mio caro – disse Socrate -, e se le cose stanno come tu ci hai detto, I’Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero? Agatone fu d’accordo.
    -Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la mancanza e che non si possiede?
    -Sì, ammise.
    -L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?
    -Per forza, disse.
    -Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?
    -No di certo.
    -E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?
    -Temo proprio – disse Agatone-di aver parlato senza sapere quel che dicevo.

    ESERCIZIO 9
    Nella parte finale del discorso tra Agatone e Sacrate,quest’ultimo chiede al suo interlocutore se le cose buone sono allo stesso tempo belle.
    Agatone risponde affermativo,di conseguenza Socrate dichiara che se Eros manca di bellezza e le cose buone siano anche belle,allora Eros non possiede neanche la bontà.
    Agatone risponde dicendo che è d’accordo con lui in quanto non è in grado di contraddirlo,ma Socrate afferma :”No carissimo Agatone,non me,ma la verità tu non puoi contraddire:Socrate,lui si che è facile contraddirlo”.
    Socrate inoltre afferma che egli sia giunto a questa verità dopo l’incontro con la sacerdotessa Diotima,la quale sosteneva che Eros non era né buono e né bello.
    Socrate prima di quell’incontro attribuiva ad Eros le qualità affermando che fosse un grande dio e che ama le cose belle .
    La sacerdotessa è riuscita a far partorire a Socrate la verità con lo stesso modo in cui il filosofo di Atene ha fatto con Agatone. Diotima affermava che Eros non era né bello né brutto,né cattivo né buono,né un dio né un umano, affermando che tra due qualità completamente opposte esistesse una di mezzo e che Eros rappresentasse proprio quest’ultima.
    Socrate continua dicendo che la sacerdotessa spiegò la natura di Eros collegandosi alla sua nascita.
    Alla fine di tutto possiamo affermare che Socrate a differenza di tutti gli altri ospiti presenti al banchetto non sostiene che la bontà e la bellezza siano collegate,allontanandosi dall’idea di quel tempo del ‘kalos kai aghatos’.

    ESERCIZIO 10
    Secondo la filosofia del grande Socrate,l’amore si prova nel momento in cui nasce una mancanza,verso qualcosa che non si possiede e la si desidera.
    Il mio punto di vista su questo aspetto dell’amore che il filosofo ci pone davanti è un po’modernizzato e forse anche un po’ egoista. Ritengo che una mancanza verso qualcosa che non si ha nasca anche nel momento in cui prima la si aveva e successivamente non la si ha più. In termini pratici sostengo che molto spesso in amore non sempre ci si accorge dell’importanza della persona che è al tuo fianco e soprattutto di quanto tu possa amarla,fino a quando questa persona non va via,ti abbandona e magari diventa di qualcun altro. Ecco è proprio questo il momento in cui nasce l’amore,non verso qualcosa che non si ha,bensì verso qualcosa che non si ha più e che magari stesso tu hai mandato via.
    Ovviamente esistono tantissime sfumature sull’amore,tante da non dare ancora una perfetta definizione su questo sentimento così complicato ed immenso.
    Sin dall’antichità l’amore è sempre stato uno degli argomenti prescelti dalla maggior parte dei poeti i quali ognuno di loro ha dato una diversa interpretazione.
    A mio parere sostengo di preferire di gran lunga le canzoni alle poesie.
    Oggi giorno ci sono tantissimi cantanti che all’interno delle proprie canzoni parlano di vari tipi d’amore.
    Eros Ramazzotti con la sua canzone ‘L’Aurora’ parla dell’amore di un padre verso la sua creatura che sta per venire al mondo,stesso discorso con la canzone ‘Gioia’ dei Modà. Un amore più protettivo verso la propria figlia è la canzone di Sal Da Vinci ‘Chiara’ all’interno della quale il cantante invita sua figlia a non innamorarsi e rimanere ancora un po’tra le sue braccia poiché l’amore potrebbe farla soffrire.
    Viceversa all’interno della canzone di Povia ‘La verità’ il cantante rivolgendosi al caso della 17enne Eluana Englaro, ragazza rimasta in stato vegetativo per oltre diciassette anni in seguito ad un incidente stradale e deceduta per morte naturale in seguito alla sospensione della nutrizione artificiale, egli scrive questa canzone in sottoforma di lettera per i genitori da parte di Eluana,nella quale la ragazza esprime l’amore per i suoi genitori e li ringrazia per la scelta che hanno fatto.
    Insomma l’amore assume diverse caratteristiche e come già ho detto,nessuno di queste può essere considerata come definizione ufficiale dell’amore,in quanto ancora non si è in grado di capire cosa sia in realtà questo sentimento.

    ESERCIZIO 11
    Platone all’interno della sua filosofia per arrivare a spiegare dei concetti e il suo punto di vista,passa dallo stile argomentativo a quello della rivelazione,servendosi del mito. Lo fa poiché attraverso il mito riesce ad esporre la propria tematica in modo più semplice.
    Sono molti i miti che Platone ha scritto.
    Un esempio è ‘Il mito della biga alata” contenuta nel Fedro.
    Il mito serve a spiegare la teoria platonica della reminiscenza dell’anima, un fenomeno che durante la reincarnazione produce ricordi legati alla vita precedente. Racconta di un’ipotetica biga guidata da un auriga, rappresentante della parte razionale o intellettiva dell’anima e trainata da due cavalli: uno bianco, raffigurante la parte dell’anima con sentimenti e passioni più alti e un cavallo nero, che rappresenta la parte dell’anima concupiscibile, quella con pensieri più bassi quali gli istinti e i desideri. I due cavalli sono tenuti per le briglie dall’auriga che, come detto, rappresenta la ragione: questa non si muove in modo autonomo ma ha solo il compito di guidare. La biga deve essere diretta verso l’Iperuranio, un luogo dove risiedono le “Idee”.
    Lo scopo dell’anima, infatti, è contemplare il più possibile l’Iperuranio e assorbirne la sapienza delle idee. L’auriga quindi deve riuscire a guidare i cavalli nella stessa direzione, verso l’alto, tenendo a bada quello nero e spronando quello bianco, in modo da evitare o ritardare il più possibile il “precipitare” nella reincarnazione. Chi è precipitato subito rinascerà come una persona ignorante o comunque lontana dalla saggezza filosofica, mentre coloro che sono riusciti a contemplare l’Iperuranio per un tempo più lungo rinasceranno come saggi e come filosofi. Questo mito spiega la reminiscenza ed è riconducibile all’immortalità dell’anima.

    ESERCIZIO 12
    Con il dialogo tra Socrate e Diotima,possiamo capire il pensiero secondo Platone,secondo il quale l’amore inteso come sentimento proprio di colui che ama è una condizione esistenziale profondamente diversa da quella legata all’amore come sentimento che prova colui che è amato, poiché da una parte vi è una persona che soffre per un sentimento che inizialmente o anche successivamente non è corrisposto,dall’altra vi è una persona che non soffre affatto,anzi al contrario è felice,non prova alcuna pena,soprattutto se è consapevole di essere amato,si sente importante e indispensabile per quel qualcuno follemente innamorato.
    Questo rappresenta i due aspetti completamente opposti dell’amore che possono farci capire ancor meglio come è difficile definire questo sentimento come qualcosa di negativo o di positivo.
    Il mio parere non può che essere positivo,poiché da sempre siamo circondati da questi due tipi di aspetti dell’amore,basti pensare ai tanti film e libri,e molto spesso può capitare anche come esperienza personale.
    Ritengo che questa distinzione di un amore che può provocare due stati personali completamente opposti,possa portare sia a qualcosa di positivo che di negativo.
    La persona che ama e prova sofferenza,per cercare di ottenere l’amore verso quella persona senza la quale non potrebbe vivere,prova di tutto pur di arrivare al proprio scopo,anche se questo comporterebbe una sofferenza maggiore,in quanto potrebbe andare incontro a continui rifiuti da parte della persona che ama.
    Se l’amore verso una persona è davvero grande,l’innamorato anche se soffre non si abbatte facilmente,prova ancora e ancora. Questo infatti porta a capire quanto una persona è davvero innamorata,poiché gioca tutte le carte per cercare di raggiungere la sua felicità.
    Questo modo di provare a conquistare la persona amata,come già ho detto può portare a qualcosa di positivo o negativo.
    La persona che ama può arrivare ad ottenere ciò che più desiderava,ovvero l’amore della persona per la quale tanto ha sofferto,capendo che i suoi sforzi e il suo tanto dolore alla fine ne sono valsi la pena. Viceversa nonostante i tanti tentativi di ottenere ciò che più si vuole,non portano sempre a conquistare l’amore della persona che si ama,a quel punto l’innamorato deve arrivare all’idea che è arrivato il momento di dire basta e che l’importante è che alla fine di tutto si è consapevoli di aver fatto tutto il possibile e se va male bisogna ricominciare a respirare. Come si dice ‘morto un papa se ne fa un altro’

    ESERCIZIO 13
    Come abbiamo potuto notare all’interno del Simposio,argomento principale è l’amore,il quale prende forme diverse a secondo della persona che racconta all’interno del banchetto offerto da Agatone.
    Fedro elogia Eros considerandolo il più antico e quello che ha più influenza sulla vita degli uomini.
    Pausania distingue l’Eros in amor volgare e in amor nobile,parlando del rapporto omosessuale ed eterosessuale.
    Erissimaco considera Eros come una forza della natura.
    Aristofane raccontando il mito delle metà considera Eros come sentimento tra due persone.
    Agatone celebra i doni del dio Eros considerandolo il più bello.
    Socrate si allontana dalle idee di tutti i banchettati etichettando Eros come un demone che non è né bello né buono.
    Dunque come già detto in precedenza non esiste una definizione perfetta dell’amore,ma questo sentimento si presenta agli uomini con tutte le sue sfumature.
    -L’amore eterosessuale:
    Quando si parla dell’amore,la prima cosa che sorge nei pensieri di ognuno,è quello che si prova tra due sessi differenti,ovvero l’amore di due fidanzati,tra marito e moglie.
    -L’amore omosessuale:
    L’amore oltre che ad essere provato tra due sessi differenti,è provato anche tra due sessi dello stesso genere.Oggi molto spesso questo tipo d’amore è giudicato e disprezzato dalla società in cui ci troviamo. In realtà penso che ognuno di noi debba essere libero di amare ciò vuole,maschio o donna che sia,perché l’amore è essere felici e se la felicità di una persona la porta ad amare un individuo dello stesso sesso questa cosa è soltanto da rispettare.
    -L’amore per un arte:
    Artisti di tutto il mondo provano amore verso l’arte che eseguono. Ritengo che questa forma di amore può essere quella che può renderti più felice rispetto agli altri. Come ragazza di 16 anni che pratica da ben 11 anni l’arte della danza classica,posso dire che sono innamorata di questa mia passione che ho protetto e migliorato con tanta cura. Nel mio corso di 11 anni non posso dire di essere arrivata alla perfezione di una ballerina classica d’eccellenza,ma posso dire di aver visto dei cambiamenti nelle mie potenzialità,nonostante le tante volte mi sono sentita scoraggiata e non essere all’altezza, con i miei sforzi però ci sono sempre riuscita,proprio perchè ho amato tanto questa forma d’arte che mi rende ogni volta che la eseguo una ragazza libera e felice.
    -L’amore fraterno:
    E’ quel tipo d’amore che è superiore a qualsiasi altra forma .E’ l’amore più puro che esista,in quanto non ci si aspetta nulla in cambio,è incondizionato,disinteressato.
    -Amore per un compagno,più che altro si parla di affetto verso una persona con la quale condividi e scegli di dedicare il tuo tempo.
    -Amore sessuale: attrazione fisica, spesso confusa con amore.Per esempio, la maggior parte della gente si sposa per attrazione, e qualche volta per amore.

    ESERCIZIO 14
    La tesi di Platone durante il dialogo tra Socrate e Diotima è molto importante: l’amore ha come fine l’immortalità. Di conseguenza viene spiegato l’amore materno ,che spinge animali e uomini a difendere il proprio figlio/a a qualunque costo.
    Non c’è alcun dubbio che la tesi di Platone sia corretta.
    L’amore tra genitori e figli è quello più forte e infinito che ci sia. L’amore soprattutto materno (la mamma è sempre la mamma) è quello più immenso.La mamma è colei che ti porta in grembo per 9 lunghi e difficili mesi. Si dice che il dolore del parto che una donna è sottoposta è uguale al dolore di 20 ossa che si spezzano contemporaneamente ,nonostante il dolore verso il quale sa di andare incontro,il desiderio e l’amore di avere un figlio/a va oltre la sofferenza.
    La mamma è colei che ti protegge da qualsiasi cosa,si butterebbe nel fuoco pur di rendere suo figlio/a felice. Molto spesso però l’istinto materno si presenta troppo protettivo o assillante,causando scontri quasi sempre presenti soprattutto durante il periodo adolescenziale del proprio figlio. Anche se una mamma non fa nulla di proposito,ma cerca soltanto il meglio del meglio per il proprio figlio,molto spesso bisogna che si faccia da parte e far fare al proprio figlio sbagli o anche cose che possono poi successivamente dimostrarsi come giuste.

    ESERCIZIO 15
    1.Diotima afferma che la prima fase per arrivare al concetto di bellezza,è quella legata alla bellezza sensibile,che però non deve essere tanto importante poiché,una persona dovrà imparare successivamente ad amare la bellezza interiore ovvero quella dell’anima.
    “Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili,non si può non capire che essa è una sola identica per tutti. Capito questo,imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola: dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore, a giudicarla di minor valore. Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile:a desiderare una persona per la sua anima bella,anche se non è fisicamente attraente”.

    2. I diversi gradini della scala dell’eros:
    come già ho detto all’interno del discorso di Diotima vediamo come il primo ‘gradino dell’eros’ è quello che riguarda la bellezza esteriore : “Imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola: dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore, a giudicarla di minor valore”.
    Successivamente inizierà ad innamorarsi della bellezza dell’anima : “Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile:a desiderare una persona per la sua anima bella,anche se non è fisicamente attraente”.
    Il prossimo gradino riguarda la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi “ E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi: scoprirà che essa è sempre simile a se stessa, e così la bellezza dei corpi gli apparirà ben piccola al confronto”.
    Dopo poi passerà allo studio delle scienze: ” Dalle azioni degli uomini, poi, sarà portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza, gli occhi fissi sull’immenso spazio su cui essa domina”.
    Infine una volta che la scienza lo ha reso del tutto libero,sarà in grado di contemplare l’infinito universo della bellezza: “Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere. Finché, reso forte e grande per il cammino compiuto, giungerà al punto da fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza perfetta”.
    3. La bellezza in sé è quella che non ha forme definitive,essa apparirà all’uomo che è giunto sino a lei identica a se stessa per l’unicità della sua forma.
    “La Bellezza non ha forme definite: non ha volto, non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole. Non è una teoria astratta. Non è uno dei caratteri di qualcosa di esteriore, per esempio di un essere vivente, o della Terra o del cielo, o non importa di cos’altro. No, essa apparirà all’uomo che è giunto sino a lei nella sua perfetta natura, eternamente identica a se stessa per l’unicità della sua forma. Tutte le cose belle sono belle perché partecipano della sua bellezza, ma esse nascono e muoiono – divenendo quindi più o meno belle – senza che questo abbia alcuna influenza su di lei”.

    ESERCIZIO 16
    In relazione a uno dei temi trattati nel discorso di Diotima ho scelto il film ‘Teorema’ di Pasolini, poiché la trama fin da subito mi ha colpito.
    Dio è rappresentato come un bellissimo giovane dagli occhi azzurri, ospite di una famiglia ricchissima ma piccolo borghese («in senso ideologico») di Milano.
    L’ospite irrompe nella vita di una famiglia di ceto sociale medio concedendosi materialmente (metafora della sua rivelazione) a tutti i membri: prima alla serva Emilia («un’alto-italiana povera, un’esclusa di razza bianca»), poi a Pietro («studente del Parini»), alla madre Lucia («donna annoiata»), all’altra figlia Odetta («dolcissima e inquietante […] vecchia della vecchiezza della sua classe») e infine al padre Paolo («uomo che per tutta la sua vita non si è occupato che di affari», proprietario della fabbrica di Lainate o di Arese). Ma dopo averli posseduti uno per uno, l’ospite riparte improvvisamente lasciandoli soli e radicalmente cambiati, in uno stato di crisi e disperazione.

    ESERCIZIO 17
    1.Dopo che Socrate ha finito il suo discorso e Aristofane sta per replicare, fa la sua comparsa Alcibiade ubriaco; appena entrato comincia ad incoronare Agatone con nastri e corone di fiori. Vedendo Socrate, e dopo aver ornato anche lui, invita tutti a bere da una tazza enorme; allora Erissimaco afferma che nel loro simposio si era convenuto di limitare le bevute e di fare, invece, a turno l’elogio di Eros. Alcibiade rifiuta di mettersi in gara e propone di fare un elogio a Socrate.
    Paragona le sembianze di Socrate alle statuette dei sileni,divinità dei boschi con aspetto umano e qualche tratto animalesco,ad esempio la coda equina,ma soprattutto che egli somiglia a Marsia un suonatore di flauto. Alcibiade giustifica la sua affermazione dicendo che come Marsia con il suono del suo flauto riusciva ad incantare gli ascoltatori,così Socrate faceva con le sue parole.

    2. Alcibiade paragona Socrate alle statuine dei Sileni perché vuol far capire che i discorsi di Socrate per essere capiti a fondo e percepire la vera essenza,vanno compresi al di là del loro significato.

    3. Infine lancia un monito ad Agatone: egli non deve lasciarsi ingannare dal filosofo ma imparare dalla sua esperienza. Questo elogio di Socrate si allinea con quelli precedenti rivolti a Eros.
    Credo che Socrate possa essere paragonato ad Eros,in quanto nonostante i suoi discorsi che ci fanno capire come egli era un grande sapiente,lui rivela di non sapere ed è in continua ricerca della verità,proprio come Eros è ricercatore della bellezza.

  26. a.marano il said:

    Esercizio 8
    Dopo il “divino” discorso di Agatone, Socrate, fingendosi imbarazzato per la bellezza e la grandezza di tale discorso, decide di incalzare l’interlocutore, Agatone, con diverse domande, per condurlo al riconoscimento della sua ignoranza. Socrate utilizza, quindi, il metodo dell’ironia, egli si finge inconsapevole, ammette di non conoscere le vere caratteristiche dell’Eros e di non sapere cosa sia realmente un elogio, e con diverse domande pone Agatone nella condizione di ammettere che Eros non è né bello né buono come egli stesso aveva affermato in precedenza. Socrate chiede delle precisazioni riguardo il suo discorso, dicendo:
    “E adesso, Agatone, ricordati cosa hai detto nel tuo discorso sulle cose verso cui si indirizza l’Eros. Se vuoi, te lo ricordo io stesso: più o meno, tu ci hai detto, credo, che gli dèi hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza, perché non ci può essere amore verso quel che è brutto. Son più o meno le tue parole, non è vero?
    Certo.”
    Le parole di Agatone, durante il discorso, erano però leggermente differenti, egli aveva infatti parlato della giovinezza dell’Eros rispetto agli altri dei, aveva attribuito la giovinezza del dio alla sua bellezza con tali parole:
    “Dichiaro dunque che tra tutti gli dèi, esseri felici, l’Eros – mi sia permesso dirlo senza risvegliare la loro gelosia – è il più felice, perché è il più bello e il migliore. E’ il più bello perché questa è la sua natura. Infatti, mio caro Fedro, è il più giovane tra gli dèi. Una grande prova dimostra che quel che dico è vero, e ce la offre lui stesso: Eros fugge la vecchiaia, che è rapida, si sa, e ci sorprende prima di quanto dovrebbe. L’Eros, è chiaro, la odia e non le si avvicina nemmeno da lontano. Ma è sempre in compagnia della giovinezza, le resta vicino. Ha ragione il vecchio detto: “Il simile cerca il simile”. Io sono spesso d’accordo con Fedro, ma non trovo giusto dire che Eros sia più antico di Cronos e di Giapeto. Io dichiaro, al contrario, che è il più giovane tra gli dèi, che è sempre giovane
    e che le vecchie lotte tra gli dèi di cui parlano Esiodo e Parmenide sono figlie della
    Necessità, ma non di Eros, se questi poeti hanno detto il vero. Infatti gli dèi non si
    sarebbero mutilati l’un l’altro, non si sarebbero messi in ceppi né fatto tanta violenza se
    l’Eros fosse stato tra loro. Avrebbero conosciuto invece l’amicizia e la pace, come adesso,
    nel tempo in cui sugli dèi l’Eros stende il suo dominio.”
    Agatone aveva quindi affermato che essendo l’Eros molto più giovane degli altri dei, non era presente durante le loro continue lotte; se il più giovane tra tutti gli dei fosse stato presente, in quanto rappresentazione del bello e del buono, le lotte, ovvia rappresentazione della bruttezza, non si sarebbero mai venute a creare. Agatone, però, persuaso dalla grandezza di Socrate e dal suo convincente discorso, dice di essere d’accordo con egli, anche se le sue parole non rappresentassero propriamente ciò che aveva esposto durante il suo discorso.

    Esercizio 9
    Alla fine del confronto tra Socrate e Agatone, Socrate afferma, riferendosi all’Eros, che se le cose mancano di bellezza, mancano anche di bontà:
    “Allora se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per forza mancare anche la bontà”.
    E’, secondo me, questa una visione sbagliata della bellezza e della bontà, una persona buona infatti non deve essere per forza bella, o viceversa; questa corrispondenza tra bello e buono, la kalokagathia, è quasi la maggior parte delle volte falsa, infatti oggi si è soliti credere che le persone che mancano di bellezza siano per la maggior parte buone. Socrate dopo aver affermato che le cose belle mancano di bontà, racconta di un discorso che egli stesso ha avuto con Diotima, donna assai saggia, che proprio come ha fatto lui con Agatone, tramite l’ironia, l’ha aiutato ad uscire dalla sua convinzione di essere sapiente. Diotima porta Socrate su una giusta strada, egli era infatti solito affermare, prima che la incontrasse, che Eros fosse sia bello che buono; la donna con le sue domande lo ha portato a capire che Eros non perché sia bello debba essere per forza buono, Socrate ha creduto che quindi Eros fosse cattivo e brutto, Diotima lo ha però portato a conoscere una strada intermedia, in cui non si deve essere necessariamente belli per essere buoni e viceversa. Diotima ha fatto capire a Socrate l’infondatezza delle sue convinzioni e gli ha spiegato cosa sia in realtà l’Eros, un demone. E’ sbagliato affermare che egli sia un dio o un uomo, dato che è nato dall’unione di una donna con un dio, egli non è poi né ignorante né sapiente dato che cerca e ama la sapienza, se fosse stato ignorante, convinto di possederla, non l’avrebbe cercata, mentre se fosse stato un dio non l’avrebbe desiderata perché la possedeva già.

    Esercizio 10
    Spesso si desidera ciò che non si possiede, ed è proprio così che Socrate definisce l’amore, come il desiderio di avere qualcosa che non si possiede. La concezione d’amore di Socrate è per me sensata e giusta, esistono diversi tipi di amori, e tutti per me rispettano tale concezione; un esempio potrebbe essere l’amore romantico, quando si inizia a provare un tale sentimento verso una persona, la si vuole conoscere meglio, frequentare, la si desidera. Un altro esempio potrebbe essere l’amore familiare, un bambino che non riceve abbastanza affetto dai propri genitori, o dai propri familiari in generale, desidera avere delle attenzioni, desidera sentirsi amato e voluto bene. Anche se sono d’accordo con la concezione d’amore di Socrate, c’è da dire che se l’amore è vero, una volta ottenuto ciò che si desidera, non lo si lascia andare; Socrate aveva sicuramente un parere differente, egli come affermato anche all’interno del testo, credeva che chiunque non desidera una cosa che già possiede, l’amore però, una volta ottenuto, lo si deve continuare a desiderare, altrimenti in un certo senso svanisce. L’amore era quindi, secondo il mio parere, per Socrate paragonabile ad un oggetto, che una volta ottenuto infatti non lo si desidera più. Un favoloso esempio di amore può essere dato dalla celebre opera di Shakespeare, “Romeo e Giulietta”; questa fantastica opera letteraria dimostra che l’amore va oltre tutto, persino oltre la morte. I due giovani dopo essersi incontrati ad una ballo della famiglia Capuleti, si innamorano e decidono, dopo aver scoperto il loro reciproco amore, di sposarsi. Romeo e Giulietta vengono continuamente contrastati per la loro storia, e Giulietta proprio per salvare il proprio amore con Romeo decide di accettare la proposta di matrimonio del conte Paride e di inscenare la sua morte bevendo una pozione che le avrebbe provocato una morte apparente per 42 ore. Romeo, venuto a sapere della morte dell’amata, ma del tutto ignaro del piano organizzato dalla donna, decide di recarsi a Verona e di procurarsi un veleno, così da uccidersi una volta visto il corpo morto della sua dolce amata. Visto il copro di Giulietta, Romeo la bacia per un’ultima volta e decide poi di bere il veleno; la donna si sveglia poco dopo e realizzando dell’accaduto decide di uccidersi a sua volta con il pugnale del suo amato.

    Esercizio 11
    Platone era dell’idea che la filosofia debba essere trasmessa tramite il dialogo vivo, aveva quindi le stesse idee del suo maestro Socrate, che infatti non lasciò niente di scritto. Platone, anche se credeva che le cose più importanti dovessero essere trasmesse tramite il dialogo vivo, decise di scrivere proprio per mantenere vive le sue idee e per tramandarle. Per rimanere fedele a Socrate Platone scrive i testi sottoforma di dialoghi, e all’interno di questi aggiunge spesso i miti, che sono per lui una sorta di rivelazioni, adatti a far capire cose che senza essere mostrate non potrebbero essere capite. Molti critici affermano che le dottrine scritte che sono state affidate a Platone siano false e non descrivano in realtà la concezione filosofica di Platone; sono queste delle tesi, secondo me, plausibili, dato che Platone affermava di condannare del tutto la scrittura. Un esempio di mito di Platone è il mito della reminiscenza. Platone esprime i propri concetti tramite la divisione del mondo tra visibile e intellegibile; tutto ciò che trova posto nel mondo visibile è solo una copia di tutto ciò che è presente all’interno del mondo intellegibile. Platone spiega il mito della reminiscenza tramite un episodio in cui Socrate pone delle domande di geometria ad uno schiavo che non conosce la matematica. Socrate dopo aver posto diverso domande allo schiavo, lo guida verso la risposta e alla fine lo schiavo riesce a trovare la soluzione; secondo Platone tutto ciò è possibile solo tramite la reminiscenza. Il filosofo credeva nell’immortalità dell’anima, e che gli uomini avessero la possibilità di contemplare il mondo delle idee per quanto più possibile, prima della loro nascita. Platone arriva quindi alla conclusione che lo schiavo fosse arrivato alla risposta solo grazie alla reminiscenza, questo non aveva infatti conoscenze matematiche, però grazie a questa e al fatto che durante la morte corporale era riuscito a contemplare le idee matematiche, è riuscito a trovare una soluzione.

    Esercizio 12
    Sotto il punto di vista della distinzione tra l’amore inteso da colui che ama e da colui che è amato, sono d’accordo con la concezione di Platone. Infatti, i due provano sentimenti del tutto differenti; colui che ama è preso dall’amore, dal forte sentimento, che pian piano cresce, e nel caso in cui non sia corrisposto, prova sicuramente dolore e tristezza poiché non riuscirà a raggiungere il proprio “obbiettivo”; è proprio, secondo me, considerare l’oggetto dell’amore da parte di colui che ama come un obbiettivo, secondo la concezione di Platone infatti, dopo aver raggiunto il proprio scopo una persona avrebbe smesso di amare così incondizionatamente il soggetto del proprio desiderio. Come ho già affermato in precedenza però, non sono del tutto d’accordo con questa visione di Platone, se qualcuno infatti desidera veramente qualcosa, non smette di amarla dopo averla ottenuta. Dal punto di vista dell’amato invece i sentimenti sono differenti, l’amato può infatti sentirsi lusingato, compiaciuto e desiderato, ma in alcuni casi anche infastidito, da comportamenti che potrebbero essere considerati non corretti, nei propri confronti e nei confronti di colui che ama. Confrontando il mondo antico, soprattutto quello greco, con quello moderno, si possono sicuramente notare delle differenze; prima di tutto l’amore privilegiato era quello tra due persone dello stesso sesso, soprattutto tra due uomini, il rapporto tra un uomo e una donna era considerato di poco conto, per gli uomini a cui piaceva approfittarsi di persone inferiormente intelligenti (le donne), e finalizzato alla procreazione. Nel rapporto omosessuale l’amante era il ragazzo giovane, abbastanza grande da aver già dato prova della sua maturità, al contrario l’amato era l’uomo grande, in un stato d’età sicuramente più avanzato del giovane, e che aveva dato prova della sua intelligenza e conoscenza tramite le sue esperienze.

    Esercizio 13
    L’amore ha sicuramente diverse accezioni e moltissime facce, quello più comune è sicuramente l’amore romantico, stabilito in un rapporto tra due persone; è però presente anche l’amore familiare, a cui non deve essere sicuramente data minore importanza. Oltre ad avere però delle differenze, l’amore ha anche delle caratteristiche simili, in qualunque tipo di amore si provi, se si ama veramente, si è spinti da tale sentimento a fare qualunque cosa per la persona che è soggetta al nostro amore. L’amore può essere principalmente diviso in:
    1. Amore romantico – è quel sentimento che si viene a creare tra due persone, o che viene provato da una persona solamente nel caso in cui non sia corrisposto; l’amore romantico può ovviamente essere diviso anche in amore eterosessuale ed amore omosessuale.
    2. Amore per la famiglia – si viene a creare tra persone appartenenti alla stessa famiglia, che saranno legate oltre che da un rapporto famigliare, anche da un rapporto affettivo, che sarà spesso molto più forte di qualunque altro tipo di amore.
    3. Amore per sé stessi – questo è spesso legato alla stima che si ha per sé stessi, è legato inoltre alla proprio sicurezza nell’agire e nel volersi bene; è solito, oggigiorno, trovare persone, soprattutto tra gli adolescenti, insicure e prive di amor proprio.
    4. Amicizia – amicizia e amore sono, secondo me, sotto certi aspetti simili, mentre sotto altri differenti; se si prova vero amore o amicizia si è disposti a fare qualunque tipo di azione al fine di non danneggiare la propria anima gemella o la propria amicizia; i soggetti in questione sono però due tipi di affetti distinti, che portano a compiere azioni diverse, e a provare sensazione differenti.
    5. Amore sessuale – è a volte confuso con l’amore romantico ed è considerata spesso la forma più bassa d’amore, più che un vero è proprio amore, potrebbe essere considerato come il desiderio di possedere sessualmente una persona.
    6. Amore platonico – l’amore platonico è una concezione amorosa che si colloca sul piano spirituale e non carnale, del tutto disinteressata e si ferma alla contemplazione del bello all’interno del sentimento, un esempio è l’amore che Dante provava per la sua musa ispiratrice, Beatrice.
    7. Amore per Dio – è la devozione religiosa che si prova verso il proprio Dio, qualunque sia la proprio religione; questo amore è molto comune tra le persone, è sempre esistito, ed è presente soprattutto nelle persona che, non sapendo a cosa aggrapparsi, si dedicano all’amore per il proprio Dio.

    Esercizio 14
    Penso che la teoria di Platone sia del tutto plausibile, l’amore materno, e familiare in generale, è uno dei più forti che esista, e che io stesso posso affermare di conoscere. L’amore di una mamma è la cosa più gratificante e bella che qualunque figlio possa ricevere, è importante precisare che se le mamme sono a volte ripetitive o petulanti, lo fanno per il nostro bene, e non perché vogliano essere minacciose e rendersi cattive ai nostri occhi. Penso che qualunque madre che ami realmente il proprio figlio abbia la forza e il coraggio di mettere a repentaglio la propria vita per la sua incolumità. Un esempio di amore materno può essere dettato anche dalle ragazze-madri, si sente molto frequentemente di ragazze adolescenti che abbiano figli nella loro più bella età; ognuna di loro può fare scelte diverse, che secondo me devono essere capite in ogni caso. Personalmente apprezzo molto le ragazze che, date le circostanze, scelgono di tenere il proprio bambino, o di darlo in adozione, sapendo di non poter riuscire a dare in modo corretto il proprio amore al figlio, ciò può essere dato da diversi fattori, quali l’età, una ragazzina di 16 anni è infatti molto spesso ancora non del tutto autonoma, e si rende quindi conto della gravità della situazione; altro fattore possono essere problemi economici, una ragazza può decidere saggiamente di dare il proprio bambino in adozione, sapendo di non poterlo mantenerlo in discrete condizioni. L’aborto è invece differente, ed è comunque giusto sempre guardare la cosa da vari punti di vista; ci sono ad esempio le ragazze che avendo una gravidanza decidono di abortire per la loro età o per altri fattori, è giusto secondo me vedere singolarmente la situazione, ma guardandola generalmente, è per me sbagliato abortire solo per un “proprio sbaglio”; discorso differente deve essere fatto per le ragazze che vengono violentate, queste infatti vengono private della propria intimità senza essere consenzienti e a volte nemmeno coscienti.

    Esercizio 15
    1. La funziona della bellezza è quella di purificare una persona, Diotima divide la bellezza, maggiormente, in bellezza dei corpi e bellezza delle anime, per spiegare meglio il concetto a Socrate. Secondo la donna sin da giovani si inizia il cammino verso la contemplazione della bellezza, iniziando con quella fisica a cui ci si arriva dialogando con la persona soggetta; si avrà poi la possibilità di capire che la bellezza sensibile, ovvero data dai sensi, sarà uguale alla bellezza di tutte le altre persone, e che quindi la bellezza è unica. Dopo diverso tempo la persona inizierà ad innamorarsi delle bellezza dell’anima, raggiungendo quindi il superamento dell’amore per la bellezza sensibile, e si inizierà a provare attrazione proprio per l’anima del soggetto e non per la sua fisicità; si capirà poi solo in seguito che la bellezza delle anima è sicuramente maggiore rispetto a quella dei corpi, e si passerà quindi alla massima contemplazione della bellezza in sé.
    2. Esistono per Diotima diversi stadi, o gradini, che portano alla contemplazione dell’Eros e della bellezza. Il primo gradino è sicuramente quello in cui l’uomo coltiva il proprio amore per i giovani, imparando ad apprezzare in loro, la bellezza e le diverse virtù. Ha così inizio la scala che porta alla contemplazione dell’Eros, che inizia proprio con la contemplazione della bellezza sensibile. Il prossimo gradino è rappresentato dal passaggio della bellezza esteriore in secondo piano, la persona inizierà a contemplare la bellezza dell’anima, fino a far scomparire l’interesse per la bellezza fisica. Dopo l’amore per l’anima, si inizierà a manifestarsi lo studio della scienza, che porterà poi alla contemplazione della bellezza vera e propria. “Cesserà allora di innamorarsi della bellezza di un solo genere, d’una sola persona o di una sola azione – una forma d’amore che lo lascia ancora schiavo – e rinuncerà così alle limitazioni che lo avviliscono e lo impoveriscono. Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere. Finché, reso forte e grande per il cammino compiuto, giungerà al punto da fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza perfetta, di cui adesso ti parlerò.”
    3. La bellezza in sé e rappresentata da Diotima come meravigliosa, eterna, quindi senza nascita né morte. La bellezza è da qualunque lato la si guardi bella, questa non ha forme definitive e tutti la vedono allo stesso modo. Diotima esprime questi concetti tramite le seguenti parole:
    “Guidato fino a questo punto sul cammino dell’amore, il nostro uomo contemplerà le cose belle nella loro successione e nel loro esatto ordine; raggiungerà il vertice supremo dell’amore e allora improvvisamente gli apparirà la Bellezza nella sua meravigliosa natura, quella stessa, Socrate, che era il fine di tutti i suoi sforzi: eterna, senza nascita né morte. Essa non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o dall’altro. Essa è senza tempo, sempre egualmente bella, da qualsiasi punto di vista la si osservi. E tutti comprendono che è bella. La Bellezza non ha forme definite: non ha volto, non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole. Non è una teoria astratta. Non è uno dei caratteri di qualcosa di esteriore, per esempio di un essere vivente, o della Terra o del cielo, o non importa di cos’altro. No, essa apparirà all’uomo che è giunto sino a lei nella sua perfetta natura, eternamente identica a se stessa per l’unicità della sua forma. Tutte le cose belle sono belle perché partecipano della sua bellezza, ma esse nascono e muoiono – divenendo quindi più o meno belle – senza che questo abbia alcuna influenza su di lei.”

    Esercizio 16
    Un film che può essere considerato importante come rappresentazione dell’amore come desiderio, soprattutto carnale, è l’opera di Pier Paolo Pasolini “Teorema”.
    Una ricca famiglia di un industriale milanese viene profondamente scossa dall’arrivo di un enigmatico ospite, un giovane venticinquenne silenzioso e affascinante. Il visitatore ottiene le grazie della moglie, ha rapporti erotici con la figlia, il figlio, la domestica e con lo stesso capofamiglia.
    Il contatto sessuale ed intellettuale con il giovane fa prendere coscienza agli abitanti della casa della vanità della propria esistenza e della propria vera natura. Quando il misterioso viaggiatore ripartirà tutto sarà cambiato: la madre si concede sessualmente a vari giovanotti, la figlia diventa catatonica, il figlio abbandona la famiglia e si mette a dipingere, il capofamiglia lascia la fabbrica agli operai, si denuda nella stazione di Milano e si perde nel deserto, mentre la serva, una semplice contadina, levita nell’aria come una santa. (Da Wikipedia)
    Questo film oltre ad essere la rappresentazione del desiderio vero e proprio, mostra anche come l’amore, passionale o romantico che sia, possa sconvolgere la vita di una, o in questo caso di più, persone. Il protagonista è riuscito a portare scompiglio in una famiglia che potrebbe sembrare del tutto normale e ordinale agli occhi di qualunque persona.

    Esercizio 17
    1. Alcibiade fa, durante l’elogio a Socrate, una lista di pregi di Socrate, e di difetti celati però durante tutto il discorso. Alcibiade attribuisce a Socrate diverse ottime caratteristiche, dice che è un ottimo oratore, e che non ha bisogno come tutti gli altri di musica per esprimere con armonia i suoi concetti. Alcibiade afferma che Socrate con le sue considerazioni incantava tutte le persone, di qualunque fascia d’età, e che era amato da tutti. Alcibiade afferma inoltre di essere stato egli stesso colpito dai profondi discorsi di Socrate, e che aveva sicuramente sentito diversi dialoghi da altre persone, ma nessun dialogo né nessun altra persona potevano essere comparato a Socrate, che può essere quindi considerato unico nel suo genere.
    2. Alcibiade paragona Socrate alle statuine dei Sileni perché queste avevano una doppia struttura, erano all’esterno imperfette e non davano segni di bellezza, mentre all’interno erano perfette e meravigliose. Secondo Alcibiade quindi Socrate può essere comparato a queste perché inizialmente afferma sempre la propria ignoranza riguardante qualsiasi tema, e quindi può essere considerato simile alla struttura esterna delle statuine, ma quando inizia ad incalzare una persona di domande dimostra di essere del tutto che ignorante, ma un vero sapiente, bello e perfetto come la struttura interna delle statuine dei Sileni.
    3. Secondo me c’è un rapporto tra questa parte dell’opera e le parti precedenti. Socrate ha sicuramente molte caratteristiche simili all’Eros: essi sono infatti entrambi amanti e ricercatori della sapienza, in quanto non sono esseri perfetti, quindi degli dei, ma esseri imperfetti che per dare un senso alla propria vita e dare risposte a domande esistenziali principalmente incompiute, sono alla continua ricerca.

    Le auguro un buon weekend prof. 😀

    • proflombardi il said:

      Grazie per gli auguri che leggo solo ora. In cambio ti auguro una buona settimana! Il lavoro è molto buono. Bravo! Continua a lavorare in questo modo.

  27. Alessia Miranda il said:

    Esercizio 8
    Per quanto riguarda il confronto all’interno del Simposio, fra il discorso di Agatone e quello di Socrate, descritto in particolar modo nel capitolo 7 dell’ “l’intermezzo”, possiamo notare chiaramente come Socrate decida di utilizzare l’arte dell’”ironia” per convincere il suo oppositore della propria tesi. A differenza degli altri partecipanti al banchetto, che Socrate accusa di aver elogiato completamente Eros in tutte le sue possibili qualità anche quando queste ultime non corrispondevano con la realtà, il filosofo afferma che si limiterà a parlare del dio fino a quanto concerne la verità, senza entrare nella sfera del ridicolo. Agatone ha appena terminato il suo discorso, riguardante la natura di Eros ed in particolar modo le virtù che ad esso corrispondono quali: temperanza, coraggio e giustizia. Il filosofo però utilizzando il proprio metodo socratico, fa leva su un considerazione precedente di Agatone, nella quale egli affermava che Eros è “l’onore di tutti gli dei, di tutti gli uomini la guida più bella, la migliore” e dimostra attraverso una serie di considerazione che ciò non è possibile. Socrate inizialmente, infatti, si finge d’accordo con le tesi del poeta e cioè che Eros è desiderio per la bellezza ed è al contempo anche l’essere perfetto e più bello fra tutti perché è il più giovane e rifugge dalla vecchiaia e “non si lega mai a ciò che è brutto”, ma attraverso un processo ascensionale passa a porgli una serie di domande atte a farlo desistere dalle sue convinzioni sulla natura dell’Eros. Attraverso l’ironia l’interlocutore è così spinto a comprendere i propri errori ed a quel punto Socrate può passare al fulcro del suo discorso. Il filosofo dunque gli mostra che Eros essendo la “divina mania” e cioè il desiderio per gli esseri, le arti o qualsiasi cosa risulti bella ai nostri occhi,come Agatone stesso in un primo momento aveva sostenuto, non può essere bello anche lui stesso. Questo perché il desiderio implica una mancanza, infatti non si desidera ciò che già si possiede: se quindi Eros desidera la bellezza ne è privo e non può averla già da sé. Facendo così egli esplicita indirettamente anche che Eros essendo mancante non è felice come tutte le divinità, e quindi non è neanche una di loro. Il discorso di Socrate ovviamente è molto articolato e in alcuni casi anche incalzante per chi ascolta e per chi, come in questo caso Agatone, è soggetto alla sua perizia, e sta proprio in ciò la maggiore astuzia da parte del filosofo: Agatone addirittura in un primo momento non aveva neanche parlato della bellezza del dio, affermando che i suoi predecessori lo avevano fatto già abbastanza ed aveva dedicato tutto il suo monologo sulle altre virtù elencate in precedenza, è solo alla fine, forse per ricordare i discorsi fatti precedentemente e senza neanche rifletterci su più di tanto, dichiara, alla strenua degli altri, che Eros è colmo di bellezza e di bontà al massimo grado. Mentre poi Socrate dimostra la tesi secondo cui non si può desiderare ciò che già si possiede, in quanto ciò vorrebbe dire sperare soltanto che esse rimangano immutate in un futuro più o meno prossimo e viceversa quando noi desideriamo in qualcosa nel nostro presente imminente ciò implica che non ne siamo forniti attualmente al contrario egli non dimostra la tesi secondo cui Eros è amore per la bellezza ma la esprime già come data, quasi fosse l’unica cosa con cui concorda con Agatone, ciò è chiaro quando dice lui : “e se le cose stanno come tu ci hai detto, Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero?”.

    Esercizio 9
    Sappiamo dai nostri studi che fin dall’antichità, fino alle età più moderne e in alcuni casi ancora attualmente, la mentalità collettiva ha spesso visto il bene ed il bello come un tutt’uno. La cosiddetta “Kalokagathìa “ presuppone che ad un uomo di mirabile aspetto ne segua uno dalle virtù espresse al massimo grado. E’ questo un postulato alla base di molte opere di autori antichi e Platone all’interno del Simposio lo prende più volte in considerazione. Quando lo stesso Socrate, per mezzo dell’ironia, conduce Agatone al riconoscimento della sua ignoranza e dell’inesattezza della sua tesi secondo cui Eros è il più bello e buono fra gli dei (altra cosa che Socrate contesterà, come vedremo più avanti) il filosofo giunge alla fine a chiedergli se per lui le cose belle sono anche buone e alla risposta affermativa di quest’ultimo ne segue che Eros manca allo stesso modo di bontà. Vediamo però come almeno “nell’intermezzo” Socrate non dimostri l’identità fra queste due cose, semplicemente la esprime come un qualcosa di ovvio e certo, a cui tutti coloro presenti a tavola e non devono concordare. Sarà poi nella fase successiva del monologo che il filosofo riprendendo il discorso avuto tempo prima con la sacerdotessa Diotima, durante il quale costei aveva assunto nei suoi confronti il ruolo che ora Socrate svolge con gli altri ospiti, riporta la tesi di quest’ultima: secondo cui appunto Eros è desiderio sia della bellezza che della bontà perché le due cose coesistono. La sacerdotessa innanzitutto aveva sostenuto come l’Eros non fosse un dio e né un uomo, ma un essere intermedio, capace di conciliare i due opposti, un demone appunto, figlio del dio Poros, rappresentante l’ingegno e l’astuzia, e la mendicante Penìa, che impersonifica al contrario il senso di mancanza e assenza che da sempre perseguitano il semidio. Essendo Amore figlio di due opposti egli presenta le caratteristiche di entrambi, e mentre dalla madre ha ereditato il bisogno costante di aver qualcuno a suo fianco, come padre egli si accosta alla bellezza e alla bontà, come anche all’ingegno e alla sapienza e le ricerca attraverso inganni astuti e ben congegnati, caratteristiche anche queste tipiche della sua natura. Diotima aveva poi mostrato a Socrate che l’uomo desidera le cose buone perché ciò portano a lui felicità (eudemonia) e chi desidera cose buone desidera anche cose belle in quanto quando un uomo desideroso di dare la vita, ad esempio, di procreare o generare, essendo questa azione possibile solo nella bellezza e non nella bruttezza, si accosta alle cose belle, non può provare altro che una gioia immensa (ricordiamo a tal proposito che la bellezza per Platone è l’unica idea accessibile dal mondo delle cose e attraverso cui l’uomo raggiunge l’iperuranio e trova pace per la propria anima). Alla corrispondenza fra bellezza e bontà si aggiunge quindi un altro fattore: la felicità.

    Esercizio 10
    L’amore come mancanza: E’ chiaro come questa proposizione sia il fulcro alla base di tutto il discorso che Socrate fa ai propri interlocutori. L’amore come desiderio di ciò che non possediamo, non però quale semplice ricerca, come credeva Aristofane, dell’altra metà umana che possa completarci, ma da un punto di vista morale è un qualcosa che ci spinge soltanto verso ciò che di buono c’è e che generi in noi felicità. Socrate sostiene anche che coloro i quali possiedano già ciò che li aggrada non ne sentono il bisogno e di conseguenza non lo desiderano, tutt’al più essi sperano solo che tale condizioni non cambi in futuro, ne segue che il senso di vuoto che si prova è una condizione relativa al singolo uomo nell’immediato. Ora sicuramente questa è una definizione molto realistica e razionale, perché è vero che come sentimento di ricerca esso ci spinge verso ciò che ricerchiamo, spesso anche inconsapevolmente, tuttavia non è l’unico caso possibile. Sono dell’idea infatti, che un sentimento lato e complesso come l’amore non possa essere esemplificato in una semplice definizione, per quanto razionale e concorde con il logos essa sia. Non è un sentimento che si può dire limitato al puro desiderio e conclusosi quando si vede appagato o ricambiato, al contrario in una relazione spesso accade che la persona che abbiamo ricercato ed agognato per lungo tempo poi si riveli essere una delusione e magari nonostante il male che essa ci procura, sia fisico che psicologico, continuiamo ad essere tenacemente ancorati ad ella e a sperare che qualcosa cambi in meglio. Nella letteratura, ad esempio, è spesso possibile incontrare amori quali oggigiorno spesso li intendiamo noi, come un qualcosa che si prova sempre e comunque al di là di qualsiasi variabile temporale, se esso è vero, resiste allo spazio e ai cambiamenti. A tal proposito pensiamo alla storia d’amore narrata nel libro-capolavoro di Gabriel Garcia Marquez “l’amore ai tempi del colera”, qui è raccontata la vicenda di un sentimento che si oppone a qualsiasi ostacolo che incontra sul proprio cammino, in cui ciò che spinge il protagonista, Florentino Ariza, alla vita è questo sentimento che lo lega con la bella Fermina Daza e che nato quasi per caso, influenzerà la loro vita in modo inimmaginabile. Florentino dopo essere stato rifiutato da Fermina a causa della sua poca avvenenza non si arrende e decide di impegnarsi per svilupparsi economicamente, e evolvere la propria condizione sociale, così da meritarsi l’amore della donna. Egli continuerà ad aspettare colei che considera l’amore della sua vita e la sola che possa davvero renderlo felice, nonostante le molte relazioni avute nel corso degli anni, si rende conto che per quante ragazze avvenenti e di carattere intraprendente possa conoscere nessuna eguaglierà mai Fermina, perché colei è stata il suo primo vero amore, nato quando entrambi erano ancora tanto ingenui e timorosi da non aver neanche il coraggio di rivolgersi direttamente la parola e decidevano così di farlo attraverso delle missive, ed anche l’ultimo che conti realmente. Neanche Fermina smetterà di rispondere alle sue lettere, e quasi facendo finta che egli non sia mai esistito si rifarà una nuova vita, con un marito e dei figli, ma neanche allora la passione di Fermino avrà una fine, perché poco importa se ci vorrà un’intera esistenza, quando “capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno… cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare 53 anni 7 mesi e 11 giorni notte comprese?”.L’amore però è anche quello tra un genitore ed il proprio bambino, un forza che permette all’uomo di compiere le imprese più ardue ed impensabili, che in una situazione qualsiasi non commetterebbe mai, perché lo spinge la volontà di dargli salva la vita. In questo senso Socrate più avanti nel Simposio, sempre facendo riferimento al discorso avuto con la sacerdotessa Diotima parlerà dell’amore come desiderio di immortalità comune a tutti gli uomini e non solo, da questo deriverebbe quindi l’istinto materno a sacrificare ogni cosa pur di salvare la propria prole. L’amore assume così ancora un altro aspetto, quello dell’utile, proprio e caratteristico di ciascuno individuo, attraverso cui l’uomo vuole far sì che la loro persona viva in eterno nel ricordo altrui, e da questo desiderio quindi non derivano soltanto i figli generati fra uomo e donna ma anche la creazioni in campo artistico o giuridico, basti pensare a poeti quali Omero e Virgilio. Ancora l’amore per la patria, che lega il cittadino alla propria nazione, quasi come forma di riconoscimento verso colei che lo ha allevato e cresciuto, che lo ha formato come individuo, nei suoi pregi e nei suoi difetti. Con l’avvento del Cristianesimo abbiamo assistito alla nascita anche di un altro tipo di amore, quello per il proprio Dio che non implica nessun carattere passionale, desiderio fisico o “mancanza” ma ha alla base soltanto la celebrazione di tale essere soprannaturale, visto come perfetto e il più giusto fra tutti. Viceversa l’amore che il nostro Dio prova per noi è che è sicuramente il più puro e sincero, che va al di là di qualsiasi desiderio terreno: “ l’Amor che move il sole e l’altre stelle.” Nel corso del Medioevo poi, con la letteratura trobadorica si afferma anche l’immagine di amor cortese, rivolta a donne lontane dal poeta e molte volte anche soltanto idealizzate, che conduce ad una relazione spesso irrealizzabile. Amore come un qualcosa di incontrastato, che domina su tutto e tutti e spesso porta anche l’uomo a compiere “peccato”, se sia ancora possibile definire in questo modo un sentimento tanto sublime, lo troviamo nella Divina Commedia di Dante Alighieri quando il poeta parla dei due celeberrimi Paolo e Francesca che egli pone nel secondo cerchio dell’Inferno, quello dei lussuriosi:
    “Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
    prese costui de la bella persona
    che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
    Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
    mi prese del costui piacer sì forte,
    che, come vedi, ancor non m’abbandona.
    Amor condusse noi ad una morte.”
    Ovviamente queste sono accezioni fra loro molto diverse di amore, anche perché credo che sia impossibile incanalarlo in un’unica definizione: non è possibile paragonare il sentimento che ci lega a nostro fratello con quello verso un nostro caro amico, per quanto esso sia importante e fondamentale nella nostra vita, senza la famiglia non saremmo nulla.

    Esercizio 11
    Ciò che colpisce maggiormente confrontando Platone e Socrate è che il primo, nonostante per certi aspetti riprenda molto degli insegnamenti del maestro e tenda sempre a celebrarlo nelle sue opere, Platone, dopo che nel mito di Theuth condanna a più riprese la scrittura perché essa risponderebbe alle domande sempre nello stesso modo, prende coscienza del fatto che per fare in modo che le sue dottrine, le sue idee vengano conservate e tramandate ai posteri è necessario trascriverle, è lo fa prediligendo il tipo di scrittura più vicino all’oralità: appunto il dialogo, mentre Socrate decise di non lasciare opere scritte perché credeva che l’unico modo possibile per filosofare fosse il dialogo fra due o più persone, che conduce i vari interessati al riconoscimento della propria ignoranza e successivamente li indirizza verso verità universali, valide ed accettate da tutti perché sostenute da argomenti razionali A questa differenza se ne aggiunge un’altra, Platone spesso ricorre all’interno delle proprie opere, che ad eccezione dell’Apologia di Socrate sono tutti dei dialoghi, all’espediente del mito, attraverso il quale egli può dimostrare e far accettare ad altri sue considerazioni che altrimenti troverebbero dei dubbi. I dialoghi platonici sono spesso caratterizzati da una precisa ambientazione storico- temporale, che in molti casi ha anche permesso di riordinarli cronologicamente, e anche da personaggi tutti con precise caratteristiche psicologiche, inoltre a questo viene accompagnato il mito, che ha sia il compito di introdurre il logos: il discorso argomentato, razionale che quello di integrarlo, quasi come se che ciò che egli spiega non possa essere semplicemente spiegato ma debba essere “mostrato” in termini pratici. E’ questo quindi il motivo per cui Platone passa spesso dal semplice stile argomentativo a quello della rivelazione attraverso il mito, egli vuole in un certo qual modo rendere più accessibile a chi lo ascolta il suo pensiero, e allo stesso tempo far assumere a quest’ultimo i tratti della sacralità, così da renderlo inalterabile. Sono esempi il mito fenicio detto anche il mito “dei figli della Terra” che Platone utilizza per legittimare la divisione in classi nel suo Stato ideale, creato per promuovere le virtù e rendere i cittadini virtuosi, o ancora la parte all’interno del Simposio denominata “Eros e il filosofo” nella quale appunto Socrate passa dal dialogo con Diotima nel quale ella aveva assunto l’aspetto di guida, capace di condurlo verso la conoscenza, al racconto del mito sulla nascita di Eros, sottintendendo che ora non è più tempo di ricercare ma di apprendere una verità assoluta, che in questo caso corrisponderebbe alla dimostrazione sulla reale natura dell’Eros, né Dio né uomo, ma intermediario fra i due: un demone. Per mezzo del mito giunto a Socrate da Diotima si spiega come l’Eros non è altro che la rappresentazione del filosofo, diviso fra ignoranza e sapienza, poiché possiede sia gli aspetti del padre il dio Poros, e quindi la sagacia e l’amore per il bello che quelli della madre, la mendicante Penìa e quindi la mancanza ed il desiderio che gli son propri. Un altro celebre mito sicuramente alla base della concezione platonica è quello del mito del carro alato, proveniente dal Fedro, opera facente parte del periodo della maturità e visibilmente incentrata sul tema dell’amore. Il mito del carro alato viene esplicitato da Platone innanzitutto per spiegare la vera natura dell’anima umana. Egli credeva infatti che essa fosse soggetta ad un processo di metempsicosi e di conseguenza immortale, attraverso il quale essa dopo la morte del fisico sarebbe potuta passare dal corpo di qualcuno a quello di qualcun altro e qui reincarnarsi. Tale idea è alla base di un pensiero ancora più profondo denominato anamnesi (reminescenza), in cui Platone considerava tutto ciò che l’uomo conosce durante la propria vita come una qualcosa non derivante dall’insegnamento o dall’esperienza ma frutto di un ricordo, di un riportare alla memoria postulati già appresi in una vita precedente. L’anima infatti prima di ridiscendere sulla Terra può raggiungere il mondo delle idee, l’iperuranio, che ricordiamo trovarsi al di sopra anche del cielo, e lì rimanere più o meno a lungo a contemplare tali esseri fino a quando non si congiungerà con un nuovo corpo dimenticandoli per poi riapprenderli in futuro mediante l’esperienza sensoriale. Platone presuppone anche che il numero delle cose che ricordiamo in vita dipende da quante idee l’anima ha potuto contemplare prima di essere spinta nuovamente sulla Terra, è a questo punto che entra in gioco la tripartizione dell’anima. Il filosofo così paragonando quest’ultima ad una biga alata guidata da un auriga e da due cavalli ne introduce non una semplice descrizione ma un vero è proprio modello, capace di sintetizzarne la complessa natura. L’anima, dunque, risulta divisa in tre parti: una razionale, una irascibile ed una concupiscibile. La prima corrisponderebbe all’auriga nel mito, ed è colei che spinge l’anima verso il mondo delle idee, la seconda sarebbe invece rappresentata dal cavallo bianco metafora delle passioni meno violente e più disinteressate e l’ultima invece, legata al cavallo nera corrisponderebbe ai sentimenti più infimi, dovuti da un voler soddisfare il piacere fisico. Mentre quindi l’auriga spinge l’anima a “mettere le ali” e ad avvicinarsi alla ragione, i due cavalli protestano perché vorrebbe che essa al più presto ritornasse sulla Terra e congiungendosi con un nuovo corpo, soddisfacesse i loro desideri carnali. In sostanza quanto l’anima riuscirà a resistere nel mondo delle idee è una conseguenza della forza dell’auriga, metafora per indicare quanto duramente in la vita l’anima si sia legata agli “dei”, seguendo la ragione e abbia rifuggito dai vizi e dalle passioni, in questo senso quindi il processo di purificazione, in ambito morale, è strettamente legato a quello della conoscenza. Il destino dell’anima, non dipende quindi dalle divinità, come si potrebbe supporre, ma dal proprio comportamento in modo che ogni anima tenda a reincarnarsi poi nel corpo che meglio possa esprimere le sue potenzialità. Verso la fine del mito si accenna inoltre alla circolarità di tale processo di metempsicosi: nel senso che l’uomo in base a ciò che è in quella precisa vita( uomo politico, filosofo, medico, poeta, tiranno) può aspirare ad un certo grado di purificazione, quindi allo sviluppo della ragione ed all’allontanamento dalle passioni, ed in base a questo determinerà la quantità maggiore o minore di idee a cui avrà accesso e di conseguenza la vita successiva, così all’infinito.

    Esercizio 12
    Platone durante la seconda parte del dialogo con Agatone “ Eros e il filosofo” dichiara come secondo lui gli attributi dell’Eros, deriverebbero dalla sua natura, posta al centro fra dio ed uomo. Per Platone, infatti,allo stesso modo vi è un livello intermedio fra ignoranza e conoscenza che corrisponderebbe alla giusta opinione, e non è una condizione tanto disagevole come si possa credere, perché incentiva l’uomo a migliorarsi, in questa categoria rientrano i filosofi che non conoscono ma tendono al sapere, stessa cosa per l’amore. Eros è un tendere verso ciò che di buono e bello vi è in natura, senza però poter mai raggiungere completamente il fine ultimo di tale desiderio, ed è dalla sua natura metà divina e metà umana, appunto demoniaca, che deriverebbe il suo non essere né mortale né immortale, ma continuamente morire per poi rinascere più forte di prima. Eros quindi non è neppure bello e buono perché tali attributi sono tipici degli dei che sono felici e conoscono tutte le verità assolute. Al termine del discorso di Diotima sull’origine e sulla vera essenza dell’Eros ella conclude con Socrate che le sue precedenti considerazioni riguardo il semi-dio erano derivate appunto dall’averlo paragonato all’amato all’interno della coppia, la cui condizione è migliore di quella dell’amante perché essendo l’oggetto del desiderio è il più bello, delicato ed è senza dubbio il più perfetto, al contrario Eros è l’amante che aspira continuamente all’altro senza mai poterlo raggiungere realmente e si trova così a oscillare continuamente fra gioia e tristezza (vediamo come la duplicità del demone ritorni). Deriva da ciò una contraddittorietà del sentimento, visto non più come un qualcosa che migliora entrambi gli innamorati ma interessa realmente e da vicino soltanto uno dei due, mentre l’altro assume l’aspetto di figura passiva che riceve soltanto senza mai prendervi davvero parte. E’ questa un’idea che al pari della “kalokagathia” continuerà ad essere presente nella società e soprattutto nella letteratura medievale, quando con il Dolce Stil Novo ad esempio vediamo come la condizione del poeta sia quella peggiore, in quanto egli deve affrontare le pene più dolorose per raggiungere l’amata, ed il cui desiderio nei confronti di quest’ultima non potrà mai essere realmente soddisfatto, in quanto ella è una creatura troppo superiore, vicina alla sfera del divino e lontanissima dal mondo terreno. Credo che attuare questa distinzione non sia propriamente giusto in termini di praticità, certo è vero che durante una relazione ognuna delle singole parti vive l’amore in modo totalmente differente, soprattutto all’inizio magari quando non si è sicuri che l’altro provi lo stesso, ma è anche vero che ciò non presuppone che soltanto una di esse debba affrontare le peggiori sofferenze o viceversa le migliori gioie, perchè questo implicherebbe vivere l’amore come un sentimento monolaterale ed isolato al singolo individuo, ma anzi la sua bellezza e particolarità sta proprio in questo suo essere “condiviso” con qualcun altro. Anche qui però quando parliamo di amore è bene attuare una differenziazione fra i vari modelli di quest’ultimo: nel caso dell’amore inteso come sentimento generatore, che porta alla vita, sicuramente ciò che la madre prova per il proprio bambino non è accumunabile a quello del figlio per la donna che lo ha cresciuto, ciò non significa dire che il secondo valga meno del primo, ma soltanto che per natura i genitori hanno una dipendenza più stretta al figlio, anche perchè in quest’ultimo ripongono le loro speranze e magari anche aspettative per un futuro migliore. Questa duplicità dell’Eros quindi può farci comprendere quali delle due parti in questo caso sia maggiormente soggetta ai turbamenti dell’animo, perché più legata all’oggetto del suo amore, e che se quindi dovesse succedergli qualcosa di negativo e infausto sicuramente ciò danneggerebbe irreversibilmente anche la madre o il padre. Tale distinzione però non ci può al contrario aiutare a comprendere perché magari chi crediamo di amare, talvolta non sembri ricambiare i nostri sentimenti, se costui non lo fa forse è perché semplicemente non è la persona giusta per noi, non possiede ciò che ci completi, ciò che davvero desideriamo per noi stessi, e forse dovremmo semplicemente accettare che certe relazioni non sono destinate a durare in eterno, che magari il nostro “lui” o “lei” è qui da qualche parte ma non lo abbiamo ancora trovato, e quindi ciò che dobbiamo fare è sperimentare, senza mai accontentarci e limitarci ad una sola esperienza, convinti che essa sia l’unica strada possibile e che non meritiamo di meglio, ma al contrario ricercare, sempre.

    Esercizio 13
    L’amore sicuramente come dimostra il Simposio non può essere catalogato in un’unica accezione, che sia essa positiva o negativa. Se infatti consideriamo l’Eros come un modo differente di esprimere un desiderio già solo in questo senso possiamo parlare di desiderio, quindi bisogno di una persona oppure di desiderio per un’arte, come la pittura. Durante il banchetto, gli altri ospiti presenti alla cena esprimono ciascuno una definizione differente di amore: ad esempio con Pausania abbiamo parlato di due differenti tipi di amore, Eros Uranio ed Eros Pandemio, uno bello e sublime e l’altro infimo e disonorevole, il primo indirizzato alle anime che produce un progresso in campo intellettivo per entrambi gli innamorati, che in questo caso risultano essere due maschi, e che produce rapporti solidi e duraturi, il secondo invece oggetto dei corpi, che nasce fra un uomo ed una donna ed ha come unico fine quello del soddisfacimento di un piacere fisico ed invece di essere propenso alle virtù ha spesso come unica motivazione un calcolo materiale o un particolare interesse personale. L’amore nel corso dei secoli ha assunto sicuramente moltissime sfaccettature differenti in corrispondenza anche delle varie culture e mentalità:
    – Per i Cristiani ad esempio l’amore è sicuramente un punto focale, sul quale si fonda tutta la loro dottrina, essi credono infatti che qualsiasi gesto attribuito a Dio, dalla creazione fino alla punizione di Adamo ed Eva, siano da attribuire all’amore di Dio verso le creature terrene, nei confronti dei quali Egli assume le sembianze di un padre giusto e conscio dell’autorità che esercita, e che punisce quando deve e premia quando viene reso orgoglioso. Rilevante in questo senso è l’esempio di Amore Misericordioso: Dio dona all’uomo perdono, quando questo si pente dei propri peccati e costui a sua volta deve dar conforto e biasimo ai propri fratelli anche quando questi gli fanno un torto. Seguendo tali precetti che risultano poi essere i due comandamenti più importanti, è possibile raggiungere la pace e la beatitudine eterna. Scrive Giovanni Evangelista: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma per salvare il mondo per mezzo di lui.”

    – Parlando ora della fede ebraica, vediamo come per certi versi la sua concezione d’amore sia molto simile a quella cristiana, per essa infatti consiste nel “dare senza aspettarsi di ricevere”. Inoltre essi vedono l’amore coniugale come un qualcosa alla base della vita di ciascuno.

    – Ancora più profonda e per certi versi più astratta è la concezione che di esso ne fa l’Islamismo. Essi definiscono Ishq l’amore divino, che viene generato da una proiezione di Dio, Allah, con l’universo, come se desiderasse rimirarsi in uno specchio attraverso la creazione della bellezza terrena, donando così la vita all’uomo.

    – Bellissimo è poi il pensiero induista, ricordiamo infatti che questo popolo considera la religione e la filosofia come cose strettamente legate le une alle altre, dipendenti e complementari. Gli induisti credono che l’amore, definito Kama, non sia altro che un piacere sensuale ed un desiderio naturale donato all’uomo dal dio stesso che lo rappresenta, la divinità Kamadeva. Essi credono inoltre che ciò sia uno dei quattro scopi fondamentali della vita di ogni uomo. In questo modo l’amore assume quasi le caratteristiche di una passione, di un desiderio carnale e così la condizione di separazione fra due passione è contaminata da una voglia incessante di ricongiungersi all’amato per completarsi e ottenere la felicità suprema.

    – La definizione di amore esemplificata nel buddhismo si basa, poi, sul volere la felicità degli altri. Tale amore, visto come sentimento reale può spesso essere confuso con l’attaccamento, che ne differisce per il fatto di comprendere al suo interno anche un certo egoismo in quanto l’innamorato tiene in considerazione più il benessere personale che quello dell’altro, esso inoltre presuppone una certa stima non soltanto dell’amato ma anche di sé stessi. L’amore quindi perde qualsiasi legame con l’attrazione carnale, il piacere o desiderio fisico, ma al contrario è un sentimento disinteressato e puramente autonomo che nulla ha a che vedere con la propria persona, diventa così un atto totalmente altruistico e generoso.

    – Ancora l’amore cortese,chiamato così appunto perché si sviluppo per opera dei poeti trovatori che lavoravano presso le corti europee di inizio XII secolo e che prende appunto piede dalla letteratura cavalleresca, è un sentimento sublimato alla pura e semplice contemplazione dell’altro, senza che ciò implichi necessariamente una qualche forma di rapporto fisico o colloquiale. Il poeta trova soddisfazione e appagamento anche solo nell’osservare i gesti e le movenze della donna amata,senza neanche osare avvicinarla perché non all’altezza di tale perfezione, ma allo stesso tempo vede il suo sentimento come profondamente peccaminoso e in alcuni casi se ne vergogna. Addirittura esso non viene accettato all’interno del matrimonio in quanto sentimento di sua natura adultero per definizione. Esempi di questo tipo sono molto comuni nella letteratura, soprattutto quella tra XI E XII secolo, fino ad arrivare ad autori come Dante Alighieri che ne parlerà in particolar modo all’interno della Vita Nuova, dedicato a Beatrice, e ancora con Francesco Petrarca nel Canzoniere per celebrare Laura.

    – Spesso poi, soprattutto in età più moderna l’amore lo si è accostato alla produzione artistica, creativa di qualsiasi genere, ciò già accennato nel discorso di Diotima all’interno del Simposio, sarà poi ripreso da personaggi di spicco della storia, quali Freud, quando quest’ultimo parla dell’arte come il risultato di una pulsione sessuale indirizzata verso un oggetto materiale.

    Esercizio 14
    Durante il discorso di Diotima costei pone e dimostra una nuova definizione dell’Eros, esso infatti oltre ad essere desiderio del bene è anche desiderio d’immortalità. Ciò deriverebbe dal fatto che quando noi possediamo la bontà siamo di conseguenza felici e desideriamo che tale condizione perduri per sempre, in questo senso le due proposizioni si trovano l’una accanto all’altra. Inoltre l’atto d’ amore in sé non è rappresentato da niente di meglio che dalla voglia dell’uomo di generare vita, tale azione infatti rappresenterebbe la scintilla divina del semplice essere umano, sappiamo poi che per natura gli dei non si legano mai alla bruttezza ma soltanto alle cose belle ( in questo modo Platone ribadisce il tema sull’identità fra bello e buono) e di conseguenza essa può compiersi soltanto nella bellezza, quando quindi vi è armonia. L’uomo che porta dentro di sé questo “seme fecondo” è felice quando si lega a ciò che di natura è bello e genera così la vita, mentre si rattrista e dispera quando non può e si accosta a ciò che è brutto. Diotima prosegue poi affermando che l’uomo decide di procreare proprio perché ha in sé il desiderio dell’immortalità ( a questo punto il discorso della sacerdotessa, e quindi indirettamente quello del filosofo assume nuovamente i tratti di una rivelazione). Quest’ultima diventa addirittura il fine ultimo dell’azione d’amore. L’esempio che viene quindi riportato, concernente l’istinto materno, secondo cui appunto non soltanto l’uomo ma anche il più spregevole fra gli animali dedicano gran parte della loro vita alla difesa della prole, nei confronti della quale farebbero di tutto anche, se fosse necessario, sacrificare sé stessi e rinunciare a ciò che possiedono, sarebbe dovuto a sua volta dalla voglia del singolo di perpetuare la propria esistenza ed essere così immortale. Ciascuno di noi infatti non rimane mai uguale all’uno iniziale, come gli dei secondo Platone, ma è soggetta a continue trasformazioni e cambiamenti, sia nell’aspetto che nel proprio animo, che ancora nelle sue conoscenze, egli fa così di tutto pur di conservarle. Attraverso l’amore, in questo modo, ognuno di noi non smette mai di esistere davvero ma si rigenera nella figura di qualcun altro e continua in qualche modo a vivere seppur rinnovato. Platone, per mezzo della sacerdotessa, arriva dunque a constatare che anche le azioni dei grandi dell’antichità, pensiamo in questo senso al sacrificio di Alcesti per il marito Admeto oppure quello di Achille per Patroclo, non sarebbero derivate, come ci si aspetterebbe, dalla voglia di aiutare o rivendicare l’altro, ma al contrario dal desiderio di essere ricordati e raggiungere così la gloria eterna. In questa luce però l’istinto materno altro non sembra essere che effimero amor proprio anche se credo che esso sia tutt’altro. Ancora una volta non è possibile esemplificare il comportamento umano come desiderio dell’utile, secondo la mia opinione, l’amore di per sé è lontano da tale definizione. Esso al contrario permane dal desiderio di donare felicità all’altro, come uno scambio che però non presupponga un regalo anche da parte dell’altro, perché la gioia più grande deriva dal riuscire a soddisfare le esigenze dell’amato, senza per questo ovviamente distruggere completamente le proprie perché si passerebbe nella morbosità, e poter finalmente essere beati senza più preoccupazioni o rimpianti, consci di aver fatto tutto il possibile e il dicibile nel suo interesse. Credo che questo sia alla base di qualsiasi rapporto che sia fra genitore e figlio che fra amante ed amato o ancora fra Dio e l’uomo.

    Esercizio 15
    Con il proseguo del discorso che Diotima aveva rivolto a lui qualche tempo prima, Socrate si concentra ora sul fine ultimo e forse ancora più profondo dell’amore espresso attraverso la bellezza. Ricordiamo infatti che Platone era solito distinguere il rapporto fra il mondo delle idee( il mondo intellegibile) e quello delle cose, cioè il mondo sensibile. Tali realtà entravano l’una in contatto con l’altra o con il processo di mimesi (imitazione) secondo cui ognuna delle cose che ci circonda non è altro che una copia, un’imitazione imperfetta, in quanto la materia è effimera e modificabile, di un’idea già presistente un modello a cui tutto l’impuro si possa ispirare. Ancora il secondo modo è quello della metessi ( partecipazione) che crea un legame fra il nostro mondo e quello delle idee- valori che nonostante l’opinione comune sono realtà esistenti di per sé da un punto di vista ontologico, attraverso la metessi quindi l’uomo partecipa ad esempio all’idea di giustizia, mentre poi con la mimesi possiamo comprendere la vera essenza di ciascuna cosa la metessi porta a scoprire le diverse qualità dell’individuo, i suoi cosiddetti predicati. Vi è però anche una terza strada da poter intraprendere, che effettivamente quella su cui si concentra l’ultima parte del discorso della sacerdotessa: “la scala dell’Eros”, raggiungibile attraverso la bellezza che è l’unica idea accessibile nel mondo visibile e che può condurre a quello ineleggibile, all’iperuranio:
    1) Diotima chiede a Socrate di prestarle quanta più attenzione possibile, nonostante sia conscia della difficoltà dei suoi ragionamenti in particolar modo di quest’ultimo. Ella ribadisce che la contemplazione delle idee è in realtà il fine ultimo di questo processo per mezzo dell’Eros, “la divina mania” in quanto per mezzo di quest’ultimo noi possiamo ottenere la più assoluta felicità, dopo però aver raggiunto l’iperuranio. Tale ascesa ci permetterà così di passare dall’individualità dei sensi, in particolar modo ci spingerà lontano dalla passioni e dai vizi che ottenebrano la nostra mente e ricordiamo sono specifici e caratteristici di ogni singolo individuo, all’universalità del mondo delle idee, caratterizzato dall’ uso della ragione, dal logos, che in quanto tale è universale, perché attraverso di esso è possibile dimostrare tesi e considerazioni valide per tutti poiché sostenute da argomentazioni razionali. Secondo la sacerdotessa questo processo mediatico è quindi possibile solo per mezzo della bellezza, essendo essa è l’unica idea accessibile direttamente dal mondo visibile, ed attraverso la bellezza sensibile, per una singola persona a cui siamo avvicinati mediante l’Eros appunto, che è stato già dimostrato in precedenza essere desiderio di generare nuova vita nella bellezza, possiamo passare per i vari “gradini” se così li vogliamo chiamare, di questa scala immaginaria, e iniziare un vero e proprio processo di purificazione dell’animo e quindi della propria personalità, in quanto la conoscenza per Platone è strettamente legata all’etica e alle virtù del singolo. Tale processo iniziatico, nonostante non possa essere svolto al principio senza una guida, non può proseguire soltanto per volere dell’Eros ma necessita anche di un coinvolgimento proprio, la cosiddetta “seconda navigazione” nato appunto dal desiderio di volersi migliorare.

    2) La “scala dell’Eros”, questo percorso ascensionale, è caratterizzato da differenti, che devono essere percorsi tutti senza distinzione affinché il processo si compia. A tal proposito è bene tenere in mente che un qualcosa di molto simile era già stato descritto nel mito della caverna in cui a ogni personaggio o scena corrispondeva una particolare descrizione, uno specifico significato. Nel mito ad esempio veniva descritto come l’uomo partendo da un’iniziale ignoranza a cui era soggetto, basata su credenza illusorie, spinto da una guida che aveva affrontato già tale situazione e ne era uscita vincitrice, sarebbe potuto uscire dalla caverna scalando un’aspra e irta salita e giungere nel mondo reale, della vera conoscenza. Qui accade un qualcosa di davvero uguale per certi aspetti: la prima fase della scalata corrisponde alla ricerca della bellezza che è propria di ciascuno individuo, a cui siamo spinti appunto dall’amore, giunti a questo punto per mezzo delle parole e del dialogo possiamo comprendere poi la bellezza non più di una sola persona ma di tutto il genere umano ci accorgeremo insomma che “la bellezza sensibile della persona che amiamo è sorella della bellezza di tutte le altre persone, ed è (…) identica per tutti”. La seconda fase è invece concentrata sull’imparare a comprendere prima di tutto la bellezza non più esteriore, ma quella interiore, delle anime, dalla quale “nasceranno discorsi belli”. Si nota quindi che man mano che si procede la magnificenza dei nostri ragionamenti si acuisce, perché aumenta la ragione e quindi la conoscenza, figlia del dialogo. Il prossimo passo sarà quello di visualizzare la bellezza delle leggi e delle scienze dell’uomo, in quanto esse essendo buone e giuste sono necessariamente anche belle (kalokagathìa) per avere“gli occhi fissi sull’immane spazio in cui essa domina”. Arriverà in questo modo ad amare il sapere e ciò che da esso deriva fino a giungere al punto decisivo : la contemplazione della bellezza in sé, non più mediante le sue manifestazioni terrene, ma per quella che essa è, è stata è sarà fin dalle origini. “Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere”. Notiamo quindi, se confrontiamo ancora una volta questa scalinata con quella che avviene nel mito della caverna, che si passa dalla doxa, , l’opinione divisa in congettura o immaginazione (eikasia) e in credenza (pistis), a cui era assoggettato l’uomo prima dell’arrivo di Eros e del sopraggiungere della bellezza fino all’episteme, la scienza, formata però a sua volta da una duplice condizione, la prima in cui prevalgono i discorsi e le parole guidate dal logos, cioè la diànoia (ragione discorsiva) e la seconda, la noésis (l’intuizione intellettiva) in cui tutti i dialoghi tenuti fino ad allora perdono di significato e l’unica cosa che conta davvero è la contemplazione della Bellezza, e quindi la conoscenza dell’idea vera.

    3) La Bellezza in sé, in cui il termine “in sé” ha proprio la valenza di dimostrare che tale idea vive ora al di fuori delle cose, completamente disgiunta da esse come un essere bastante per se stesso, è la meta reale di tale ascesa. Essa è eterna, non ha né una forma né un contorno, vive al di fuori del tempo e non viene in alcun modo influenzata dalle azioni degli uomini. La sua conoscenza è possibile quindi soltanto per mezzo della ragione e questo processo di purificazione spirituale che cambia radicalmente ciascun un individuo. Essa inoltre non si rivela per la volontà dell’uomo, a prescindere quindi da quanto ardore quest’ultimo sia spinto, ella appare come un’ “intuizione intellettuale”, all’improvviso quasi per magia: “essa apparirà all’uomo che è giunto a lei nella sua perfetta natura, eternamente identica a se stessa per l’unicità della sua natura”.
    “La Bellezza pura” di cui in realtà parla Platone non è altro che l’immortalità a cui ciascuno di noi aspira, raggiungendola infatti ciascuno di voi può diventare filosofo e dopo averla contemplata, qualsiasi cosa accada, non vedrà più il mondo con gli occhi di prima ma finalmente ne capirà l’essenza ed il fondamento alla base di qualsiasi cosa, egli diventa un uomo differente un uomo migliore sia intellettualmente che moralmente e compie dunque il suo destino.

    Esercizio 16

    Con Platone abbiamo visto come l’amore inteso come “divina mania” cioè una forza superiore che spinge l’uomo a superare i suoi limiti e debolezze, ci può aiutare ad intraprendere una sorta di percorso di purificazione per andare oltre il nostro quotidiano. In tal senso possiamo considerare il capolavoro del regista Luchino Visconti “Morte a Venezia, del 1971, tratto dall’omonimo libro di Thomas Mann. Nel film viene narrata la storia di questo compositore, un certo Gustav Von Aschenbach, che ha ereditato il titolo nobiliare da una serie di premi in campo artistico e che gli hanno consentito di aggiungere la particella “von” al nome originale, raffigurerebbe in realtà un musicista realmente esistito Gustav Mahler, alla cui figura fanno riferimento molti particolari della vita del vero artista. Il protagonista decide di trasferirsi a Venezia a causa di una crisi cardiaca presso le spiagge del Lido all’Hotel des Bains, e ottenere così un periodo di meritato riposo. Giunto nella nuova città la sua attenzione è subito catturata una delle prime sere da un giovanotto di circa quattordici anni che giunge allo stesso Hotel di Gustav con la famiglia di origini polacche. Tale ragazzo il cui nome si scoprirà poi essere Tadzio attira immediatamente l’interesse del compositore per la sua bellezza diafana, quasi femminea che ricorda gli esempi di perfezione maschile nella statuaria greca. Nonostante Gustav consideri i suoi pensieri nel confronto del fanciullo di natura peccaminosa, ed altamente disdicevoli ad un uomo del suo rango per lo più sposato egli non riesce a frenare i suoi istinti, tanto da decidere ad un certo momento di fare i bagagli e partire per fuggire dalla città, ma un imprevisto finale lo costringeranno a tornare dalla stazione all’Hotel e di questo sarà segretamente felice. Gustav inizierà così a seguire Tadzio in ogni luogo in cui quest’ultimo andrà con famiglia e non, spiandolo in particolar modo quando lo troverà sula spiaggia a giocare con dei coetanei. Tadzio più volte sembra ricambiare gli sguardi languidi che Gustav gli rivolge e molti hanno così paragonato la sua figura a quella di una sorta di Narciso tentatore. Nonostante il rapporto fra i due non vada oltre semplici sguardi, e quindi può essere considerato quasi “platonico” per questo, la particolarità del sentimento sta nel fatto che esso cambierà la vita del protagonista. Gustav infatti quasi per un desiderio inconscio di voler apparire più bello di quello che effettivamente la sua età gli permette deciderà di affidarsi alle cure di un parrucchiere speciale, per farsi acconciare i capelli ed “imbellettare”il volto con del trucco, ma questo non servirà in alcun modo a far sì che il fanciullo gli rivolga la parola. Ricordiamo infatti,oltre al fatto che a quell’epoca un rapporto omosessuale non sarebbe mai stato accettato c’è da aggiungere che non si trattava di due uomini savi e consci di ciò a cui andavano incontro ma di un fanciullo e di un uomo adulto. Per certi versi questa situazione richiama molto i rapporti omosessuali fra allievo e maestro descritti all’interno del Simposio da Platone. Qui il filosofo al contrario però ne dimostra la purezza e la giustapposizione in quanto esso genera nella bellezza da un punto di vista intellettivo, in quanto l’amato, è istruito e spinto alla conoscenza dal proprio maestro, producendo così creazioni dell’anima. Ovviamente tutto questo nel film di Visconti non accade, esso si limita a delineare l’idea secondo cui dalla contemplazione del bello l’animo di un uomo possa evolversi non è chiaro se in meglio o in peggio. Gustav infatti, durante uno dei suoi dialoghi con un carco amico, e scrittore, un certo Alfred con cui era spesso solito tenere discorsi sull’arte e sula psicologia, discute sulla natura della bellezza e del genio artistico: Gustav crede infatti che la bellezza sia generata dall’animo dell’artista quando esso compone, qualsiasi sia la natura dell’opera a cui si dedica, Alfred al contrario vede in essa un qualcosa di legato esclusivamente ai sensi che ha in sé addirittura dei tratti demoniaci e che non è precisa ed uguale per ciascuno ma può essere soggetto a interpretazioni differenti per ciascun individuo. Gustav contesta tale affermazione, proseguendo con il dire che la realtà circostante è limitata, e la bellezza si trova al di fuori di essa essendo quest’ultima perfetta rispetto alla prima ed ansi è la realtà che ci degrada. La creazione della bellezza è un atto legato al divino possibile soltanto con un assoluto dominio dei sensi. Alfred prosegue invece constatando che il genio dell’artista è un dono divino e che ha in sé forme demoniache e quindi la bellezza è di per sé malevola ed ambigua ed essa non ha nulla a che vedere con la morale. attraverso cui ciascun uomo raggiunge conoscenza e saggezza, l’artista quindi deve essere un modello di giustizia dello spirito, a cui le restanti menti umane devono tendere e quindi la bellezza non può avere nulla di disdicevole e sbagliato.
    Il film prosegue con Gustav che viene a conoscenza del fatto che a Venezia impervi una pericolosa ondata di colera, pertanto è tentato di informare la famiglia di Tadzio ma decide di non farlo perché ciò potrebbe far sì che essi tornino in patria e lui non possa più vedere il ragazzo. Questa suo comportamento quasi morboso, a causa del quale non riesce a fare a meno della presenza di Tadzio lo condurrà addirittura alla morte: il cortometraggio si conclude infatti con Gustav sul Lido, morente a causa del colera, che osserva dalla spiaggia la figura del fanciullo, mentre quest’ultimo si sta dirigendo verso il mare ma decide all’ultimo di girarsi e ricambiare lo sguardo del protagonista con una tale intensità e imprevedibilità da provocare totale gioia nell’animo Gustav prima del suo ultimo respiro.
    A questo capolavoro si rifà anche una famosa poesia di Roberto Vecchioni “ la bellezza” che sembra quasi voler descrivere proprio lo sviluppo di questa scena finale all’interno del film. Anche qui infatti è descritta la figura di un giovane dagli occhi neri, la cui figura può però solo essere contemplata dal cinquant’enne che apparirebbe così essere colui che racconta e che proprio di questo rapporto lontano deve necessariamente accontentarsi. La vera protagonista è però la bellezza, che tramuta la quotidianità del poeta e “stravolge il canto della vita mia di ieri”. E’ con l’ultima strofa poi che il cantante sembra voler descrivere a pieno l’attimo in cui sullo sfondo del lido di Venezia la vita di Gustav abbandona il suo corpo mentre egli contempla per un ultimo momento la bellezza del ragazzo in questo caso dagli occhi neri: “ ho paura di non vederla più, di averla persa… tutta la bellezza che mi fugge via e mi lascia in cambio i segni di una malattia”.

    Esercizio 17

    L’ultima parte del Simposio, si apre con l’arrivo di Alcibiade, valoroso uomo politico dell’Atene dell’epoca che ai tempi del banchetto avrebbe dovuto avere circa 34 ann. Costui giunge in sala vistosamente ubriaco, giunto per fare gli auguri ad Agatone egli entrato tutto di corsa in un primo momento non si accorge men che meno della presenza di Socrate, che secondo la tradizione era all’epoca suo amante. Ricordiamo quindi l’usanza dell’epoca nelle poleis greche che un uomo adulto, elevato culturalmente, si fidanzasse con un giovane di bell’aspetto, da questo legame infatti sarebbero nati vantaggi per entrambi le parti, maggiori di un semplice rapporto fra uomo e donna: il giovane avrebbe acuito la propria intelligenza e si sarebbe acculturato grazie agli insegnamenti del maestro e quest’ultimo invece avrebbe tratto un miglioramento della propria vita entrando in contatto con la bellezza, perché avrebbe dato sfoggio alla vena creativa della sua anima, ottenendo così l’immortalità.

    1) Alcibiade così dopo essere giunto a tavola ed essersi finalmente accorto della presenza di Socrate, viene invitato dal medico Erissimaco a tendere, come tutti gli altri avevan fatto fino ad allora, un elogio ad Eros. Alcibiade però rifiuta, sia per la sua condizione non propriamente lucida e quindi al pari degli altri commensali ed anche perché a parer suo se così facesse ciò produrrebbe la gelosia di Socrate, che non accetta che il suo amante faccia un elogio di nessun altro all’infuori di lui. Alcibiade decide così di tessere un discorso alla figura non di Eros ma del suo amato, Socrate e promette che lo farà dicendo solo la verità. Subito egli inizia con il dire che Socrate è in tutto simile ai sileni, i quali ricordiamo essere figure mitologiche che secondo la tradizione erano esseri semiferini, seguaci del dio Dionisio e dediti al vino, che si vedono raffigurati su delle statuette nelle botteghe degli scultori: metaforicamente se tali opere, a prima vista deformi esteriormente, vengono aperte all’interno mostrano la figura di un Dio, ed è un po’ secondo lui quello che succede con Socrate. Costui infatti nonostante non sia propriamente un uomo di bell’aspetto possiede un’intelligenza e una saggezza che non ha eguali, quasi come quella di un Dio. Alcibiade prosegue poi affermando che Socrate somiglia anche al satiro Marsia (creando quindi un rapporto d’identità fra satiri e sileni nonostante questi fossero personaggi della mitologia differenti fra loro) poiché costui è colui che avrebbe inventato un tipo di flauto l’àulos, usato nei simposi, e che era solito incantare tutti con il suono di tale oggetto, come un maestro fa con i propri allievi perché le sue musiche appaiono quasi divine. Il suo amato, secondo Alcibiade quindi, farebbe lo stesso per mezzo dei suoi discorsi, egli infatti è l’unico oratore le cui parole e ragionamenti, per quanti mediocri possano sembrare inizialmente, non annoiano mai ma ansi colpiscono direttamente la nostra anima e ci rendono realmente soddisfatti. Marsia, nome con cui ora Alcibiade chiama Socrate, è quindi stato il primo uomo che lo ha fatto vergognare e lo ha posto d’avanti alla limitatezza delle sue conoscenze e delle sue convinzioni. Socrate inoltre è superiore agli altri poiché non cede ai vizi del corpo e non viene influenzato da cose come la ricchezza. All’epoca poi era noto a tutti che il filosofo avesse un debole per i bei fanciulli, nonostante questo però Alcibiade narra agli altri uomini presenti le origine del rapporto con il maestro e come inizialmente Socrate non dimostrò in alcun modo di voler cedere ed essere quindi assoggettato alle sue lusinghe. Quando finalmente lo fece si trovavano entrambi a casa di Alcibiade, dopo cena coricati sul letto, e al di là di tutte le aspettative non accadde niente di carnale fra i due, ma essi si limitarono, per volontà di Socrate a discutere cose concernenti la filosofia e così Alcibiade potette essere indirizzato a quest’ultima, iniziando così il suo percorso di purificazione. Socrate, continua Alcibiade, ha poi dimostrato di poter resistere a qualsiasi difficoltà in periodo di guerra, come accadde durante la spedizione di Potidea, in cui affrontò tenacemente freddo e morsi della fame. Ancora egli dimostro un coraggio sorprendente quando poco tempo dopo nei panni dell’oplità salvò Alcibiade da morte certa e nonostante questo non volle prendersi i meriti dell’azione, chiedendo al contrario che la medaglia all’onore fosse ceduta al ragazzo. Un altro attributo che Alcibiade gli affigge è quello di non essersi mai fatto trovare ubriaco, abbiamo così una contrapposizione fra Alcibiade e Socrate, il primo rappresenterebbe i vizi e in un certo senso avrebbe dei caratteri dionisiaci, il secondo al contrario mostra un totale controllo di sé ed è un essere totalmente raziocinante. L’amore nato dai due si basa quindi proprio sull’unione di due opposti : passioni e ragione che si completano a vicenda e possono, al contrario di quanto descritto in altri dialoghi platonici, coesistere l’uno accanto all’altro.

    2) Il significato del paragone fra Socrate e le statuine Sileni quindi sta proprio, per il filosofo, in questo suo riuscire ad andare al di là delle apparenze. Come quindi all’interno della statuine possiamo trovare la figura di un dio, così all’interno dell’anima di Socrate vi è spazzio per una scinitlla ultraterrena, che non ha pari con nessun altro uomo sulla terra. In tale prospettiva quindi il legame fra bello e buono (kalokagathia) non esiste più e Platone in un certo qual modo vuole sottintendere la superiorità dello spirito rispetto al corpo, il suo obbiettivo è quindi quello di dimostrare che ciò che conta non è la bellezza sensibile ma la Bellezza in sè.
    “C’è qualcosa in Socrate che lo rende meravigliosamente unico, assolutamente diverso da tutti gli altri uomini del passato e del presente” dice Alcibiade, constatando la superiorità dei discorsi di quest’ultimo che esternamente appaiono smunti e ripetitivi, come l’esterno delle statuette dei sileni, ed invece all’interno presentano un significato ed una ricerca tessa tanto profonde da poter essere uguagliati soltanto a quelle di un dio. Addirittura le sue parole ad alcuni potrebbero risultare quasi comiche in reali ma al contrario presentano un fascino che attira intere folle, sia uomini che bambini. La grandezza di Socrate sta proprio in questo suo riuscire a mostrare, nonostante la piccolezza del suo aspetto, l’anima virtuosa che si cela al suo interno, senza però mai vantarsi di tale condizione ma anzi cercando di mitigare qualsiasi forma di onorificenza. Socrate in un primo momento infatti non vorrebbe neanche che Alcibiade iniziasse il suo elogio credendo di non meritarlo realmente.

    3) L’elogio di Alcibiade sicuramente non è disgiunto dal resto del dialogo, ma ha la funzione di dimostrare la somiglianza per certi versi di Socrate ed Eros. A tal proposito ricordiamo che l’Eros non è altro che una metafora per esprimere la figura del filosofo per antonomasia, cioè Socrate. Il primo infatti è un demone, che possiede sia i tratti del padre Poros, astuto e intelligente, che quelli della madre Penia, una semplice mendicante che gli ha ispirato invece il senso di mancanza e quindi il desiderio di qualcun altro, il filosofo di seguito, come dice l’origine timologica del nome è“amore per la conoscenza”, non è altro che un intermediario fra ignoranza e conoscenza. Esso non è n’è il dio che possiede già le verità assolute e quindi non ha bisogno di ricercarle, e né l’uomo totalmente ignorante, schiavo dell’oblio, che non essendo consapevole dell’esistenza di tali verità non le desidera. Al contrario colui che fa veramente filosofia è chi crede di non sapere e vuole accrescersi intellettualmente e per questo ricerca. L’amante, desideroso di ciò che non ha non è altro che un filosofo che ama la sapienza e la ricerca. L’amore è un “tendere verso”ciò che di perfetto c’è, quindi il mondo delle idee e la bellezza è l’unica che si manifesta nel mondo visibile, quindi Eros è anche desiderio di bellezza. Si viene così a creare un rapporto di uguaglianza fra Socrate e l’Eros. A ciò si aggiungono altri aspetti della figura di Socrate, costui infatti viene spesso rappresentato vestito in modo sciatto senza calzari ai piedi, come accade dopotutto con il semiodio. Socrate stesso più di una volta, in vita, durante ai suoi discorsi al fatto che egli possegga nel suo animo un demone, una voce divina che lo frena dal compiere determinate azione che lo potrebbero far vergognare, e di conseguenza lo spinge a comportarsi soltanto in modo giusto e lo spinge a fare solo il bene della città e degli altri cittadini, affermando quindi che la sua è una missione divina. Dopotutto nel racconto di Diotima veniva mostrato come Eros riesce a mettere in diretto contatto, spesso tramite la divinazione, l’uomo e gli dei, cosa che in un certo senso sembra accada a Socrate. Abbiamo poi visto come Eros non sia l’amato, ma l’amante, e in quanto desideroso di bellezza e bontà egli non le possiede, non è quindi attraente come voleva la tradizione, ma nonostante questo possiede al suo interno una tale forza e grandezza da poter migliorare chiunque sia meritevole di conoscerlo. Allo stesso modo Socrate, essendo da Alcibiade paragonato ai Sileni, non è avvenente fisicamente ma lo è spiritualmente, possedendo quindi altre qualità come il coraggio e la temperanza superiori a quest’ultima. Tali attributi ancora erano stati in precedenza riferiti ad Eros nel discorso di Agatone, quando costui affermava che Eros essendo la più grande passione è superiore a tutte le altre e quindi è temperante e poiché il dio Ares, rappresentante il coraggio, è innamorato di Afrodite ed è di conseguenza assoggettato per certi versi ad Eros. Alcibiade definisce, infine, Socrate tracotante, cioè orgoglioso quasi insolente, allo stesso modo con cui Agatone nel suo elogio paragonava Eros alle dea Ate, dea della tracotanza e della discordia. Ancora Socrate appare una forza della natura, superiore a tutti gli uomini che porta questi ultimi alla gioia durante i suoi discorsi, caratteri che erano state detti dell’Eros quando Erissimaco lo aveva celebrato. Così come fino ad ora gli altri partecipanti avevano tessuto l’elogio di Eros ora Alcibiade presenta quello del filosofo, che non è poi così distante dal primo e merita pertanto lo stesso riconoscimento.

    • proflombardi il said:

      Bravissima Alessia. Anche per te i miei più grandi complimenti per l’impegno ed il lavoro fatto. Continua così!

  28. Antonio Iorio il said:

    Esercizi 8-9
    Agatone inizia il suo discorso premettendo che gli altri si erano solo soffermati sui doni di Eros mentre per lui la cosa più importante era soffermarsi sulla natura del Dio; poi argomenta la tesi della kalokagathia spiegando che Eros è il più felice fra gli dei perché è il più bello e il più buono. In questo caso Socrate ricorre al metodo dell’ ironia,la parte iniziale del dialogo socratico, con la quale Socrate proclama di non sapere elogiando il discorso del suo interlocutore,come nel caso di Agatone, questa fase aiuta l’ interlocutore a prendere coscienza delle false certezze che lo portavano a dare una risposta; tutto ciò è finalizzato a una ricerca da condurre insieme attraverso il dialogo. Subito dopo Agatone venne il turno di Socrate che dice di non essere in grado di fare un elogio così elegante a questo dio perché secondo lui un elogio si fa scegliendo le verità più belle e disporle nell’ ordine più elegante; il filosofo di Atene controbatte dicendo che stando a quello che ha sentito quella sera, un elogio deve essere fatto attribuendo le più grandi e le più belle qualità all’ oggetto del discorso indipendentemente se questo le possegga o no(in questo caso Socrate usa la retorica). Socrate espone in modo indiretto la propria teoria sull’ Eros riprendendola da quella di Diotima una sacerdotessa di Mantinea che usa lo stesso metodo del suo interlocutore contro di lui; ella sosteneva che Eros non era un dio perché gli dei sono felici e di conseguenza non desiderano nulla, non è un mortale perché dopo ogni giorno risorge ma un demone, l’ intermedio tra gli dei e gli uomini; Diotima usa Eros come immagine del filosofo, che non possiede la sapienza, ma la desidera e la cerca. Attraverso delle domande e riassumendo le stesse parole usate da Agatone nel suo discorso sulle cose verso cui si indirizza Eros, Socrate gli fa capire che non si possiede ciò che si desidera quindi Eros non può essere bello se è amore per la bellezza e non può essere buono se è desiderio del bene;lui argomenta questa tesi partendo dal fatto che Eros è amore per qualcosa e che desidera ciò che ama. Poi Socrate argomenta un altro punto a favore della tesi precedente: non si può desiderare ciò che si ha già quindi Eros se fosse bello e buono al più alto grado come detto da Agatone non potrebbe desiderare bellezza e bontà; Socrate argomenta questa tesi dicendo che un uomo forte non può desiderare di essere forte, un uomo ricco non può desiderare di essere ricco ma potrebbe farlo soltanto in mancanza di questa qualità e continua dicendo che: tutto ciò che desidera veramente un uomo che ha già la salute, la ricchezza e la forza è l’ avere tutte queste qualità in futuro perché per il presente le ha già . Alla fine del discorso Agatone da ragione a Socrate ammettendo di non poterlo contraddire, Socrate risponde che è la verità non può essere contraddetta ma è facile contraddire lui.

    Esercizio 10
    Socrate definisce l’amore come desiderio di ciò che non abbiamo; a mio parere non è l’unica definizione che si può attribuire all’amore anzi per il più delle volte l’amore è riferito alle cose che possediamo come: l’amore per i propri cari, l’ amore per la vita, l’amore per un qualcosa che ci piace fare senza doverla possedere; per questo credo che la concezione dell’ amore di Socrate non sia sempre valida. Diotima riteneva che bisogna spiegare l’amore guardando all’innamorato piuttosto che alla persona amata, e l’innamorato è tutt’altro che felice, perché manca dell’ amore della persona amata. Un esempio di questa concezione lo possiamo trovare nell’ Elegia di Madonna Fiammetta, un romanzo scritto da Giovanni Boccaccio,che racconta la storia di Fiammetta innamorata di un giovane chiamato Panfilo che rappresenta la persona dell’ autore; lui lascia Napoli e promette di tornare, non lo fa, e Fiammetta scopre di essere stata tradita da lui e tenta il suicidio ma viene salvata, in questo caso si nota come l’amore porti a compiere un gesto folle come il suicidio. Nel film Avatar L’ex marine Jake Sully giunto con un gruppo di terrestri sullo sconosciuto pianeta Pandora, abitato dai Na’Vi: (specie extraterrestre umanoide) viene coinvolto dai suoi compagni a suo malgrado nel tentativo di stabilirsi su di un pianeta particolarmente ricco di specie vegetali ed animali e di sfruttarne le grandi risorse: quando però la razza indigena si ribellerà a questo colonialismo cosmico, Jack passerà dalla loro parte per guidarne la rivolta; in questo caso vediamo come l’amore per il bene cioè il desiderio di fare ciò che è giusto porti Jack a compiere un gesto eroico ribellandosi al suo stesso popolo per aiutare gli indigeni.
    Esercizio 11
    A mio parere Platone passa dallo stile argomentativo a quello della rivelazione perché ammette di non saper esporre una data tematica senza argomentarla in modo esaustivo, anche perché il mito stesso predilige la forma della rivelazione e per il fatto che il mito racconta una storia che non potrebbe essere spiegata in modo razionale. Riallaciandomi al discorso che faceva Socrate a Medone sulla metempsicosi vorrei parlare del mito di Er. Il mito di Er è contenuto nella Repubblica e fa parte dei miti escatologici cioè relativi al destino finale; il mito narra di un soldato di nome Er che rimane morto per tre giorni, durante i quali compie un viaggio nell’aldilà che al suo risveglio racconta. Ha visto le anime raccolte in una grande vallata, con due grandi aperture nel suolo e nel cielo; le anime che dovevano purificarsi entravano in una delle aperture in basso uscendo dall’ altra dopo un lungo viaggio in cui avevano espiato le proprie colpe; le anime dei giusti salivano verso il cielo dove ricevevano il premio per le loro virtù. Alla fine tutte le anime si ritrovavano nella valle dove sceglievano il proprio destino tornando a reincarnarsi, alcune delle anime restano negli inferi perché non sono degne di reincarnarsi altre invece hanno raggiunto un grado di purificazione tale che non richiede la reincarnazione. Il tema principale di questo mito è il destino dell’ anima legato a ciò che l’ individuo ha scelto di essere nella vita precedente; alla fine del viaggio le anime anche se raccontano esperienze opposte di gioia o di dolore, sono tutte felici.
    Esercizio 12
    Socrate parlando con Diotima fa lo stesso errore che commettono i suoi interlocutori che parlano senza riflettere troppo; Socrate considera l’ amore nella sua parte migliore cioè in riferimento a colui che viene amato e non a colui che ama. Quindi si divide l’amore in due sentimenti: la condizione di colui che ama è molto triste e piena di sofferenza perché desidera ciò che non ha mentre la condizione dell’ amato è molto più dolce e piacevole. Io sono pienamente sulla rappresentazione dell’ amore di Platone sulla contraddittorietà dell’amore: in amore non è sempre facile farsi accettare, far innamorare qualcuno per quello che siamo, né accettare gli altri senza volere cambiare qualcosa nel loro aspetto o nel loro carattere ma amore sta proprio in questo, nell’accettare le persone così per come sono, nonostante i difetti. Io penso che questa rappresentazione dell’amore può servire a farci capire meglio le nostre esperienze e i nostri sentimenti; una volta mi capitò di leggere su un sito (Yahoo answers) che una ragazza diciassettenne, fidanzata con un suo coetaneo, stava chiedendo su questo blog come lasciare il suo ragazzo perché durante una partita di calcetto si è sentito male e gli hanno diagnosticato un cancro al cervello; lei diceva che questo ragazzo oltre ad avere cambiamenti fisici (perdita dei capelli, delle ciglia ecc.) c’erano stati anche cambiamenti nel suo carattere come essere sempre triste e il non volere uscire più di casa, a mio parere sono cose normali per chi sa di avere un cancro al cervello, e lei era sempre costretta a stare a casa con lui; lei raccontava di non poter andare avanti così perché lei sentiva come se la malattia la coinvolgesse in tutto e per tutto. Lei chiedeva quindi il modo migliore per lasciare questo ragazzo senza farlo soffrire; ovviamente tutti i commenti non poterono che essere colmi di insulti nei confronti di questa ragazza, io sinceramente le risposi che non lo aveva mai amato.
    Esercizio 13
    -L’ amore per la patria: corrisponde all’amore che si ha per il proprio paese, patriottismo
    -L’amore per gli amici: corrisponde al bene che si vuole nei confronti di un amico
    -L’amore per i familiari: corrisponde all’ amore che si viene a creare tra i membri di una famigli ed è molto più forte di qualsiasi altro tipo d’ amore
    -L’amore per Dio: corrisponde alla devozione religiosa che si ha verso il proprio Dio
    -L’amore romantico:corrisponde a quel sentimento che si viene a creare tra due persone può essere corrisposto o non corrisposto, Eros Uranio però riferito sia all’amore eterosessuale che a quello omosessuale
    -L’amore sessuale: corrisponde all’amore fisico e passionale, Eros Pandemio
    -L’amore per la natura: corrisponde nell’avere cura e accortezza del nostro pianeta e cercare di non inquinare
    -L’amore per se stessi: corrisponde alla stima che si ha per se stessi che ti spinge ad andare oltre il tuo limite
    -L’amore verso il prossimo: corrisponde alla generosità che si ha nei confronti di quelli che sono in difficoltà
    Esercizio 14
    Platone attraverso le parole di Diotima (Socrate: Eros come desiderio di immortalità) esprime la tesi che l’amore ha come fine l’immortalità, lui con questa introduzione spiega come l’istinto materno spinge gli uomini e glia animali a sacrificarsi per i propri figli; personalmente quando si associa l’ immortalità all’amore la prima cosa che mi viene in mente è l’amore tra due persone che se è un amore puro basato sulla fedeltà e il rispetto sarà destinato a durare per sempre; però come fa Platone può essere anche inteso come l’amore di una madre che è sempre pronta a difendere i propri figli. Le mamme hanno un ruolo importante nella vita dei figli, quello madre-figlio è un rapporto molto speciale che va oltre qualsiasi altra cosa; il troppo affetto di una madre per i propri figli può avere effetti sia positivi che negativi, molto volte i bambini sono incompresi a causa delle mamme che con il loro modo di fare soffocano i loro figli e non riescono a far esprimere loro le sensazioni che in quel momento i figli sentono. Gli esempi di madri che si sacrificano per i loro figli sono tanti : ad esempio un madre che si trova in una difficile condizione economica, madri di bambini che hanno malattie particolari, un madre che si è separata da suo marito e deve accudire suo figlio da solo .
    Esercizio 15
    -La bellezza ha la funzione di “spiritualizzare” l’anima.
    Diotima afferma che coloro che non si soffermano tanto sulla bellezza sensibile ma sono fedeli all’anima ed impareranno a desiderare una persona anche se non è fisicamente attraente; oltre questo la bellezza gli consentirà di fare bei discorsi e, dopo un cammino di spiritualizzazione, si potrà prendere parte alla “bellezza in sé”, la bellezza che si distacca dalle cose materiali; si contemplerà la bellezza in quello che fanno gli uomini e nelle leggi, e nello studio della scienza
    -Il primo passo della scala dell’ Eros, o scala della purificazione, per un uomo è coltivare il suo amore per i giovani e così impara a percepire in loro i segni della pura e perfetta bellezza(apprezzare la bellezza dei corpi); così da solo o sotto la guida di un altro, ha inizio la perfetta via dell’ amore con la bellezza sensibile ed ha per fine la contemplazione della Bellezza pura: l’uomo deve risalire come su una scala, da una sola persona bella a due, poi a tutte;il secondo gradino porta ad andare oltre la bellezza del corpo fino ad arrivare alla bellezza dell’animo; nel terzo gradino si analizza la bellezza come scienza che rende gli uomini non più schiavi. Secondo Diotima il gradino più alto della scala dell’ Eros cioè il momento più alto nella vita di una persona è l’attimo in cui si contempla la bellezza pura. Secondo gradino: alla bellezza del corpo corrisponde una bellezza d’animo Terzo gradino: la bellezza è nella scienza che rende gli uomini non più schiavi
    -La bellezza è: eterna, senza nascita né morte, non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o dall’altro, è senza tempo, non ha forme definite, non ha volto non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole, non ragiona, non fa parte della terra o del cielo o di un essere vivente, tutte le cose belle sono belle perché partecipano della bellezza.
    Esercizio 16
    Ho deciso di descrivere il film Teorema di Pasolini del 1968 che a mio modo di vedere è una rappresentazione dell’ amore come desiderio fisico e passionale e come spinta per andare oltre l’ esperienza quotidiana. Racconta di una ricca famiglia di un industriale milanese viene profondamente scossa dall’arrivo di un enigmatico ospite, un giovane venticinquenne silenzioso e affascinante. Il visitatore ottiene le grazie della moglie, ha rapporti erotici con la figlia, il figlio, la domestica e con lo stesso capofamiglia.
    Il contatto sessuale ed intellettuale con il giovane fa prendere coscienza agli abitanti della casa della vanità della propria esistenza e della propria vera natura. Quando il misterioso viaggiatore ripartirà tutto sarà cambiato: la madre si concede sessualmente a vari giovanotti, la figlia diventa catatonica, il figlio abbandona la famiglia e si mette a dipingere, il capofamiglia lascia la fabbrica agli operai, si denuda nella stazione di Milano e si perde nel deserto, mentre la serva, una semplice contadina, levita nell’aria come una santa. Il film, come molte delle altre opere di Pasolini, fece scandalo e il soggetto venne attaccato come osceno da una parte della Chiesa cattolica, mentre l’ala più progressista lo esaltò al punto da attribuirgli il premio dell’OCIC (Office catholique international du cinèma). Un sacerdote canadese, Marc Gervais, ne fece un’ampia
    Esercizio 17
    -Alcibiade, amante di Socrate, arriva a tavola mezzo ubriaco per fare una elogio a Socrate piuttosto che su Eros. Attribuisce a Socrate il coraggio in guerra e lo paragona alle statuette dei sileni con in mano zampogne e flauti, deformi nell’ aspetto esteriore( lui riteneva che Socrate fosse brutto come un satiro) ma che nascondono al proprio interno l’effigie di un dio. Poi elogia le sue capacità oratorie e lo stimolo a diventare migliore che produce ascoltare un discorso di Socrate che a prima vista appare contorto e quasi comico ma aprendoli e scoprendone il senso profondo migliorano l’anima di chi li ascolta.
    – I Sileni sono figure mitologiche, divinità dei boschi, che appartengono alla tradizione dionisiaca, Alcibiade iusa questa metafora con Socrate perché all’ interno le statuette dei sileni,rappresentanti dei satiri con zampogne e dei flauti in mano, contengono la statua di un dio.
    -A mio parere Socrate e l’ Eros descritto fino adesso hanno in comune la ricerca: Eros essendo un demone e non un dio è alla ricerca della felicità(bellezza+bontà); Socrate è un filosofo che fa della ricerca il suo mestiere ma in particolare Socrate è molto più legato alla ricerca rispetto agli altri filosofi perché ad esempio se si analizza un suo discorso con un interlocutore qualsiasi si nota che lui non cerca di arrivare a una soluzione ma a nuovi interrogativi su quel problema.

    Buona domenica prof.
    comunque ho provato a registrarmi ma mi da errore e dice di contattare il webmaster

  29. Francesca Matteo il said:

    Esercizio 8
    Innanzitutto bisogna dire che Socrate parte molto cauto quando gli viene data la parola, quasi turbato su come poter elogiare Eros dopo il discorso di Agatone. Come era solito Socrate per arrivare ad una ricerca comune ricorre al metodo dell’ironia. Essa come quasi tutti ben sanno è un modo di assecondare l’interlocutore rivolgendogli delle domande mirate a far crollare ogni certezza data la tanta convinzione delle persone a cui si rivolge Socrate. Quest’ultimo si dichiara ignorante circa le cose d’amore ma nonostante tutto contesta la tesi di Agatone.. riassumendo anche alcune parole dette da lui nel precedente discorso ma Agatone tanto persuaso dal modo di parlare di Socrate risponde che quelle erano le sue parole anche se di fatto non erano proprio quelle. Socrate poi riprende la tesi secondo cui Eros è desiderio di bellezza ma con una serie di domande porta Agatone ad ammettere che se Eros è amore per la bellezza e la bontà egli stesso non può essere bello e buono perché si desidera solo ciò che non si possiede; questo viene esposto da Socrate attraverso un breve dialogo con Agatone verso la fine dell’intermezzo dove c’è scritto che : “
    “Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la
    mancanza e che non si possiede?”
    “Sì”, ammise.
    “L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?”
    “Per forza”, disse.
    “Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?”
    “No di certo.”
    “E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”

    Esercizio 9
    Nell’ultima parte dell’intermezzo vediamo Socrate affermare che “se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per forza mancare anche la bontà”. Agatone quindi viene condotto ad ammettere la verità delle parole di Socrate ancora una volta e si dichiara incapace di smentirlo. Possiamo quindi dire che bellezza e bontà qui le vediamo viaggiare assieme, messe sullo stesso piano.. facendo riferimento alla “kalokagathia” secondo cui chi è bello è anche buono o viceversa. Tesi che spesso ancora oggi nel ventunesimo secolo siamo soliti sentire. Personalmente mi dissocio da questo modo di pensare; non è che se vediamo un bellissimo ragazzo/a per strada affermiamo: “oddio guarda! quel ragazzo è davvero bello! Sarà un’ottima persona con un cuor nobile”. Socrate comunque a sostegno di questa tesi propone il racconto fattogli da Diotima, una sacerdotessa di Mantinea. Ella portò Socrate a capire l’infondatezza della sua convinzione. Socrate dichiarava che “Eros è un grande dio e che ama le cose belle” ma Diotima gli disse che Eros non era né bello né buono, a quel punto Socrate iniziò a pensare che fosse brutto e cattivo ma ancora una volta la sacerdotessa lo portò a pensare ad altro poiché ella spiegava che Eros si trova nel mezzo fra due estremi, fra l’essere belli o brutti, sapienti o ignoranti. Tutto questo venne spiegato a Socrate partendo dalla nascita di Eros, nato da una mendicant, Penia e un dio, Poros per questo si trovava al centro fra gli dei e gli uomini e viene definito così un demone potete e necessariamente viene considerato un filosofo poiché egli vive tra la saggezza e l’ignoranza, è filosofo poiché ricerca e desidera la sapienza.

    Esercizio 10
    Socrate nel discorso con Agatone parla dell’amore. Amore inteso come desiderio di ciò che non abbiamo. Questo perché per desiderare una cosa c’è per forza bisogno che quella cosa non la si possiedi, quindi non si desidera ciò che già si ha. Come possiamo ben capire da queste parole : “Quando possiede ciò che desidera, è allora che l’ama, o quando non lo possiede?” “Quando non lo possiede: è probabile che sia così” – disse. “Ma pensa bene – disse Socrate – se invece che probabile non è una certezza: non dobbiamo forse dire che desidera ciò che non possiede, e che non desidera affatto ciò che possiede già? Per me, mio caro Agatone, questo è chiarissimo”. Personalmente posso dire che l’amore,si è vero che è un desiderio che nasce dalla mancanza di tale sentimento ma non posso concordare con Socrate nel momento in cui dice che non si desidera più ciò che già si ha. Amare è un sentimento che va davvero oltre semplici modi di pensare, per il mio pensiero sull’amore posso dire che molte persone sembrano innamorate ma quando per loro passa il “momento” si ritorna a non desiderare più quel sentimento per loro fittizio. L’amore non è questo, l’amore è vero, puro, quando ottenuto ciò che desideravi continui a lottare ogni istante con tutte le forze affinchè quel desiderio non svanisca più. Desiderare per me non è sempre indice di mancanza. Desiderare di star bene non significa che si stia per forza male, allo stesso modo desiderare di continuare ad amare qualcuno non significa che non lo si ami. Quindi alla frase “ non si possiede ciò che si desidera “ accosterei “ si desidera anche ciò che già si ha” . L’amore ha varie forme ed espressioni da noi pervenute anche attraverso cantanti, attori,uomini insomma che si accingono ad esprimere emozioni e sentimenti affinché possano arrivare ad essere condivisi con il popolo tutto. (E dato che nella sua domanda ha chiesto un esempio che poteva essere preso anche da esperienze personali ) le riporto le parole che mi fecero leggere una volta.. di una persona persa d’amore “le tue labbra mi mancano come quando d’estate ci sono quaranta gradi e stai giocando a pallone da due ore e hai sete.. le tue labbra mi mancano come l’acqua”. Con questo voglio concludere riallacciandomi a ciò che dicevo prima, sentire la mancanza di qualcosa non significa non possederla ma amarla così talmente tanto da sentire la necessità di averne sempre di più.

    Esercizio 11
    Platone passa a volte da uno stile argomentativo ad una rivelazione perché essendo un discepolo di Socrate pensava come lui che alcune tematiche non potevano essere spiegate normalmente. Lo stile di Platone è molto particolare quasi tutte le sue opere sono scritte in forma di dialogo e anche lui come Socrate condanna la scrittura ma se ne serve per conservare il proprio messaggio. All’interno dei suoi dialoghi spesso vengono inseriti dei miti che Platone usa sia per introdurre il Logos sia per integrarlo ciò per esprimere dei concetti che non possono essere spiegati come detto prima ma che bisognano essere mostrati attraverso questi miti ed in alcuni casi essi assumono il tono della rivelazione. Un esempio di mito è quello di Eros (giusto per mantenermi in tema con il resto delle risposte) dove viene spiegato che il filosofo non è colui che sa ma colui che ama la sapienza e che la ricerca ma non è neppure ignorante perché per ricercare deve essere consapevole di non sapere. L’ignoranza appunto equivale ad una falsa conoscenza. Grazie alla descrizione di Diotima “scalzo e senza casa” ma “pieno di risorse” si riallaccia in senso stretto all’amante non corrisposto in bilico tra speranze, delusioni, desiderio e frustrazione ma che comunque sempre disposto a mettersi in gioco. La sovrapposizione tra figura dell’amante e del filosofo è qualcosa che va ad indicare il carattere “erotico” della filosofia che per Platone è un coinvolgimento in prima persona, una ricerca interiore che trasforma l’individuo.

    Esercizio 12
    Beh sicuramente come diceva Platone inizialmente l’amore dell’amante è decisamente differente dall’amore dell’amato; questo perché l’amante (cioè appunto colui che ama) cerca in tutti i modi di far innamorare l’amato (appunto colui che viene amato) attraverso ostacoli, difficoltà, ma se c’è davvero l’amore di mezzo si farebbe ogni cosa possibile affinchè quel sentimento venga ricambiato. Ovviamente anche le emozioni provate dai diversi ruoli sono differenti… l’amante sopporta il dolore,la frustrazione, la paura di non essere ricambiato, la paura che quella sia la persona sbagliata, paura di non poter raggiungere la felicità con la persona che si pensava potesse esserne la fonte. L’amato si trova in una condizione privilegiata, in prima posizione, come se fosse speciale, qualcosa di importante per qualcuno, si sente felice.. sereno. Quindi si, possiamo dire che tutto questo rappresenta le due polarità dell’amore. A mio parere non sono pienamente in disaccordo con questa concezione, con questo modo di vedere ai due aspetti dell’amore. Poche volte due persone si incontrano e si innamorano assieme, condividendo le stesse emozioni. Il più delle volte abbiamo la situazione poc’anzi detta, in cui vi è un amore inizialmente non corrisposto ma piacevole a riceverlo. Sono dell’opinione che comunque siano le cose, se vuoi qualcosa/qualcuno fai qualsiasi cosa pur di far ricambiare quell’amore. Se si è convinti di ciò che si sente, se si è consapevoli dei rischi, di cosa comporta l’amore in senso generale non bisogna mai buttare la spugna, mai arrendersi di fronte a qualcosa che ci sembra più grande di noi, può anche esserlo (più grande) ma probabilmente bisogna cambiare prospettiva e magari le cose non ci sembreranno poi così ardue!

    Esercizio 13
    Come letto in precedenza non vi è una forma di amore statico. Non è qualcosa che resta immutabile, qualcosa di tanto oggettivo.. ognuno può pensarlo a modo proprio ed è per questo che siamo uomini, siamo dotati di un cervello, di un intelligenza che ci contraddistingue. Agatone,Erissimaco,Socrate,Fedro tutti hanno espresso il loro modo di pensare all’amore, diverso l’uno dall’altro adesso proverò a spiegare il mio modo di vedere alle tipologie di amore…Cercando in internet una volta lessi che Robert Sternberg ha individuato tre componenti primarie dell’amore che sono l’intimità, la passione e la dedizione e da essere scaturivano diversi tipi di amore… tra cui :
    -L’amore solidare, inteso come un amore come base per un rapporto di amicizia dove non vi è interesse fisico.
    -L’amore romantico, proprio di persone che provano qualcosa che va al di là di una semplice amicizia o rapporto senza interesse stretto.
    -L’amore fatuo, un corteggiamento passionale che può portare a decisioni anche prese troppo velocemente come unirsi in matrimonio.
    L’amore completo, cioè la forma di amore più totale che genera un rapporto appagante per entrambe le due persone.
    A questi tipi di amore ne accosterei altri quali : L’amore per Dio..per la fede, L’amore per il prossimo, L’amore per un familiare(genitore,fratello,nonna,zio..), L’amore tra persone omosessuali (che scrivo in un’altra sezione e non in una di quelle citate precedentemente solo perché molte persone purtroppo fanno distinzione di amore anche fra chi lo prova e non indipendentemente se qualcuno è eterosessuale o omosessuale. L’ho scritto quindi separato solo per far capire che è un amore, è un tipo di amore come tutti gli altri, un amore che a prescindere da chi lo prova è vero per loro stessi e non siamo nessuno per giudicare le persone). Quindi possiamo dire che non c’è un solo modo/tipo di vedere l’amore.

    Esercizio 14
    Platone nella parte “Eros come desiderio di immortalità” spiega che il fine dell’amore è l’immortalità appunto. Viene spiegato come l’amore di un animale o di un uomo per la propria prole sia grande tanto da rischiare la propria vita per il proprio figlio. Penso che questa teoria sia decisamente plausibile. L’amore di un genitore, di una madre o di un padre è per me un amore incondizionato, un amore vero, semplice, puro, dettato dall’istinto.. un amore così grande che può essere manifestato nelle cose più semplici come una carezza alle cose che comportano rischi come mettere in repentaglio la propria vita per il figlio che si è cresciuto nel proprio corpo.. per ciò che ti appartiene in modo così stretto.. personalmente anche se ho solo sedici anni posso dire che la mia vita la vedo proiettata in un futuro con più o meno tre o quattro figli, penso che non ci sia amore più grande, amore più bello, gratificante, più dolce di quello tra una madre/padre e un figlio e se un giorno dovesse essere necessario anche donare la propria vita per ciò che è nato dall’amore di due persone.. credo che non ci sarebbe morte più serena, morte che ti faccia lasciare questa terra con il pensiero di aver regalato anche solo un giorno in più al tuo figlio.

    Esercizio 15
    1-2) Il percorso che porta dalla contemplazione della bellezza sensibile a quella dell’idea in sé è caratterizzato da un sempre maggiore livello di universalità (nota 129). Vediamo espressi il concetto di bellezza dei corpi e di bellezza delle anime, quest’ultima che deve prevalere molto di più rispetto alla prima poiché da essa si può addirittura arrivare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi e nella scienza.
    -bellezza dei corpi: “Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili, non si può non capire che essa è una sola, identica per tutti”
    -bellezza delle anime: “Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile: a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente attraente…[…] E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi”
    -la scienza della bellezza: “Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere. Finché, reso forte e grande per il cammino compiuto, giungerà al punto da fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza perfetta, di cui adesso ti parlerò.”
    3) La Bellezza in sé è il fine di tutti gli sforzi, è qualcosa di indefinito.
    ‘dal sempre più comprensivo e stabile (i corpi, le anime, le leggi, il sapere) si passa all’infinità e alla perfezione dell’idea […]la bellezza si rivela, come per intuizione intellettuale, senza che sia possibile raggiungerla con un atto intenzionale. Ciò può avvenire, però, se prima c’è stato un percorso di purificazione che ha cambiato la natura stessa dell’iniziato. A questo stadio anche il discorso e il ragionamento vengono meno.’ (note 133-135) Per citare il testo e concludere : “La Bellezza è eterna, senza nascita né morte. Essa non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o dall’altro. Essa è senza tempo, sempre egualmente bella, da qualsiasi punto di vista la si osservi. E tutti comprendono che è bella.”

    Esercizio 16
    Leggendo il testo della canzone di Roberto Vecchioni “la bellezza” da lei proposto, sono rimasta stupita. Una canzone che anche solo leggendola comunica diversi sentimenti.. si percepisce a tratti nella poesia(perché così mi viene da chiamarla tanto che è bella) ciò che l’autore voleva dire…
    Viene rappresentata la bellezza di una donna più giovane dagli “occhi neri” su uno sfondo che è Venezia.. città che associamo molto spesso all’amore, canzone che rappresenta un amore sincero che può essere mal interpretato per la differenza d’età che capiamo dalle parole :” Se avessi vent’anni….se ne avessi quaranta… a cinquanta come invece ne ho..” . In queste parole si scorge la presenza di nostalgia senza però rimpianto ma piuttosto capiamo il piacere di osservare una cosa bella solo per la felicità di poterla osservare da lontano, come si capisce da parole selezionate con cura.
    Vi è paura.. paura che qualcuno possa pensare ad un vizio e non all’amore guardando a queste due persone. Vi è malinconia nelle parole : “Venezia in questa luce del lido prima del tramonto ha la forma del tuo corpo che mi ruba lo sfondo”. E come dice il titolo “la bellezza” racchiude vari aspetti di un innamoramento, vari aspetti di uno stesso sentimento. Possiamo dire che vi è un connubio di emozioni e sensazioni a leggere o ad ascoltare questa grande poesia.

    Esercizio 17
    -Dopo il discorso di Socrate vediamo la figura di Acibiade arrivare al banchetto ubriaco sostenuto dall’accompagnatrice di flauto e da qualche compagno e con in testa una corona di edera e di viole. Agatone lo chiamò e Alcibiade si diresse vero di lui cominciando a togliersi i nastri dalla fronte per incoronare Agatone. Dopo poco si accorge della presenza di Socrate e alterandosi si ingelosisce poiché Socrate era seduto accanto al più bello e si trovava appunto a quel banchetto. Tralasciando per un momento la storia possiamo dire che Alcibiade fa un elenco di alcune caratteristiche circa Socrate..
    Dice di lui prima di incoronarlo che riesce a convincere tutti con i suoi discorsi, che ha la stessa capacità persuasiva di Marsia, il satiro ma con la differenza che Socrate non ha bisogno di strumenti per persuadere le persone, gli bastano le parole. Dice inoltre che è coraggioso e resiste alla fame e al freddo.
    -Alcibiade paragone Socrate alle statuine dei Sileni che si trovano nelle botteghe degli scultori con in mano flauti e zampogne, cioè sgradevoli all’esterno e riempite dal dio all’interno. Questo ci vuole far capire che quel che Socrate dice, va compreso molto bene, bisogna soffermarsi per scoprire qualcosa di più profondo, quindi vuole dire che nella propria anima Socrate è tanto saggio.
    -Socrate e Eros hanno sicuramente qualcosa in comune, entrambi ricercano la sapienza, della bellezza, entrambi sono filosofi, entrambi hanno varie sfaccettature, bisogna comprendere nell’essenza entrambe le figure poiché non sono scontate ma ricche di pensieri,opinioni da trasmettere.

  30. Annalisa il said:

    ESERCIZIO 8:
    Il settimo testo del Simposio si apre con il discorso di Socrate il quale inizia affermando di essere ignorante sulle cose d’amore e su come si facesse un elogio, chiede infatti, di poter parlare a modo suo senza l’eleganza dei loro discorsi precedenti e chiede inoltre di poter dialogare con Agatone al fine di confutare ciò che quest’ultimo aveva pronunciato nel suo discorso ritenendo Eros il miglior grado di bellezza e bontà; Socrate lo porta infatti a contraddirsi in quanto Eros desidera amore e saggezza, bontà e non si può desiderare ciò che si ha già. Per tale scopo, Socrate usa il metodo dell’ironia, che come già sappiamo, avendolo studiato precedentemente, si tratta di fingersi ignorante, di non sapere, e porre domande all’interlocutore, seminargli dubbi affinchè si liberi dalle certezze e si renda invece conto della propria ignoranza. Infatti Socrate prima mette in dubbio alcune delle affermazioni di Agatone, poi inizia a fargli delle domande, in modo che lo stesso Agatone si renda conto della contraddittorietà delle proprie tesi. Socrate interagisce infatti con Agatone e motiva la sua tesi (che Eros desidera amore e saggezza e non si desidera ciò che si ha già) dicendo :’’ – che un uomo forte voglia esser forte, che un uomo agile voglia esser agile, che un uomo in buona salute voglia essere in buona salute.Si potrebbe forse pensare, per quel che riguarda queste qualità e tutte quelle dello stesso genere, che gli uomini che le hanno desiderano averle ancora. Lo dico per difenderci contro questo possibile errore. Se ci pensi, Agatone, è necessario che essi abbiano, al momento, ciascuna delle qualità che hanno, che le vogliano o meno: com’è possibile desiderare ciò che si ha già? Ma se qualcuno ci dicesse “Io sono adesso in buona salute, e desidero esserlo; io sono ricco, e desidero esserlo, desidero possedere quel che già possiedo”, allora noi gli risponderemmo: “Tu hai la ricchezza, la salute, la forza; quel che desideri, è di averle ancora in futuro, perché per il presente, che tu lo voglia o no, le hai già. Dunque quando dici: io desidero ciò che adesso ho già, queste parole significano semplicemente: ciò che io ho adesso, desidero averlo anche per l’avvenire.’’ Successivamente Socrate tratta l’Argomento su cosa fosse indirizzato l’Eros dicendo all’interlocutore di ricordargli cosa egli avesse detto e lo espone riassumendo che gli dei avrebbero risolto conflitti grazie all’amore per la bellezza poiché per ciò che è brutto non ci può essere amore; Agatone conferma che il riassunto fornito da Socrate corrisponda al suo discorso ma in realtà non era così. E in questa parte del discroso Socrate, si collega alla sua tesi precedentemente affermata che Eros manca di bellezza e portando Agatone ad ammettere di aver parlato senza dire ciò che diceva.

    ESERCIZIO 9:
    Socrate continua a porre domande al suo interlocutore Agatone arrivando a fargli affermare che mancando l’Eros di bellezza manca anche di bontà, creando così una corrispondenza tra i due termini; Agatone motiva l’affermazione dicendogli che non riuscirebbe a contraddirlo ma in realtà come Socrate dice, ciò che non riuscirebbe a contraddire è la verità in quanto contraddire egli, sarebbe facile. Socrate espone il suo discorso raccontando un racconto che dice di aver ascoltato un giorno da Diotima sulla quale non abbiamo notizie storiche, potrebbe essere un personaggio puramente letterario creato da Platone, anche se i molti riferimenti a fatti concreti fanno propendere la maggior parte dei commentatori a ritenere che si tratti di una sacerdotessa di Mantinea realmente conosciuta da Platone. Socrate inizia a riportare le parole di Diotima quanto meglio può e racconta che lui stesso affermava che l’Eros è un grande dio e che ama le cose belle; in tal caso notiamo l’uso dell’ironia ma con Diotima nel ruolo che prima era stato di Socrate, e Socrate in quello del discepolo, di colui che viene guidato. Diotima gli dimostra infatti, che egli era in errore in quanto Eros non è né bello né buono ma ne tanto meno brutto e cattivo, ma bensì vi è un intermedio. Inoltre, Socrate, racconta che Diotima aveva affermato che Eros non è un dio, in quanto essi non desiderano nulla a differenza di egli che desidera bellezza e bontà, continua, affermando che non è neppure un mortale ma bensì un demone e motiva la sua attestazione raccontando l’origine di Eros figlio di un dio, Póros, il quale nome significa ‘ingegno’ (ed è proprio questo che Eros eredita dal padre), e di una mendicante, Penìa, il quale nome significa “povertà, mancanza”(che Eros eredita). Egli, è quindi nato da un padre sapiente e da una madre priva di conoscenza, e questo, è proprio quello che fa di Eros tra quelli che vivono tra sapienza e ignoranza, i filosofi.

    ESERCIZIO 10:

    Sempre nel confronto tra Socrate e Agatone (l’intermezzo), in particolare nel nono testo del Simposio ‘’Eros come desiderio di immortalità’’, Socrate fornisce la sua definizione di amore come desiderio di ciò che non abbiamo. A mio parere, l’Amore non è uno solo, è un insieme di emozioni, tant’è che vi sono vari tipi di amore, e questo stesso il Simposio ce lo può dimostrare, vi può essere l’amore verso un altro individuo, infatti anche Aristofane lo definisce un sentimento tra due persone, e penso che questo accadi anche per quanto riguarda l’amicizia. C’è chi invece, come Platone lo considera da un punto di vista morale, come desiderio verso tutto ciò che consideriamo bene, non verso un altro individuo in particolare. Fedro, lo considera come sentimento che cementa una comunità, Erissimaco come forza della natura. L’amore, può esserci tra un uomo e una donna, ma vi può anche essere tra due donne o due uomini, l’amore vi è tra una madre e il figlio, tra l’uomo e Dio etc; tale ampiezza dei sentimenti che coinvolgono i soggetti che amano rendono difficoltoso definire in modo univoco l’amore, rispetto forse ad altri stati emotivi. Nell’antica Grecia infatti, furono distinti 5 diversi termini per quanto riguarda la parola amore: philia, eros, agape, storge e xenia. Agape si riferisce generalmente ad un tipo ideale di amore “puro” che infine è stato tradotto con ‘’l’amore dell’anima’’. Eros è l’amore passionale, che conduce ed accompagna il desiderio sensuale viene infatti tradotto come ‘’amore per il corpo’’. Storge è un affetto naturale, come quello sentito dai genitori per i figli. Philia, ‘l’amore della mente’’. Da sempre, filosofi, poeti, cantanti hanno trattato nelle proprie opere il tema dell’amore; nel 1300 troviamo ad esempio Petrarca, che tratta nelle sue opere, in particolare quelle del Canzoniere il tema dell’amore e dell’amicizia, nonostante il tanto tempo passato, è un tema sempre sviluppato da cantanti di vecchie o moderne generazioni. Parliamo spesso di poesie o canzoni, ma, ultimamente si sta sempre più diffondendo la poesia con la musica, il rap, hip hop. Anche qui il tema non manca! Prendiamo ad esempio il vincitore di Sanremo 2014, Rocco Hunt, vince con una canzone che sviluppa l’argomento dell’amore verso la sua terra, verso il suo popolo, verso la sua gente, verso le sue origini. Fedez, altro rapper, tratta il tema in molte canzoni ad esempio ‘’Magnifico’’, dove si parla dell’amore sincero o ad esempio ‘’Unica al Mondo’’, una dedica di un amore verso una ragazza.

    ESERCIZIO 11 :
    Platone passa a volte dallo stile argomentativo che lo caratterizza alla rivelazione attraverso i miti che presentano solitamente due funzioni: chiarire con immagini una dottrina razionale difficilmente comprensibile e quando si presenta un problema che la ragione non è in grado di risolvere, andare oltre i limiti della conoscenza razionale attraverso l’immaginazione. I miti Platonici non sono pochi, e spesso nel mito, Platone, usa il metodo del dialogo. Un esempio di mito platonico è ‘’ il mito della caverna’’, esso è collocato nel dialogo ‘’Repubblica’’. Prima di tutto, bisogna dire che l’intero mito è un’allegoria della conoscenza che contiene varie immagini al proprio interno. In questo mito si trova gran parte di Platone e del senso umano e filosofico del platonismo. Platone rappresenta la strada per arrivare dalla conoscenza sensibile a quella filosofica. Platone immagina gli uomini chiusi in una caverna, gambe e collo incatenati, impossibilitati a volgere lo sguardo indietro, dove arde un fuoco. Tra la luce del fuoco e gli uomini incatenati vi è una strada rialzata e un muricciolo, sopra la strada alcuni uomini parlano, portano oggetti, si affaccendano nella vita di tutti i giorni. Gli uomini incatenati non possono conoscere la vera esistenza degli uomini sulla strada poiché ne percepiscono solo l’ombra proiettata dal fuoco sulla parete di fronte e l’eco delle voci, che scambiano per la realtà. Se un uomo incatenato potesse finalmente liberarsi dalle catene potrebbe volgere lo sguardo e vedere finalmente il fuoco, venendo così a conoscenza dell’esistenza degli uomini sopra il muricciolo di cui prima intendeva solo le ombre. In un primo momento, l’uomo liberato, verrebbe abbagliato dalla luce, la visione delle cose sotto la luce lo spiazzerebbe in forza dell’abitudine alle ombre maturata durante gli anni, ma avrebbe comunque il dovere di mettere al corrente i compagni incatenati. I compagni, in un primo momento, riderebbero di lui, ma l’uomo liberato non può ormai tornare indietro e concepire il mondo come prima, limitandosi alla sola comprensione delle ombre. Nel mito della caverna la luce del fuoco rappresenta la conoscenza, gli uomini sul muricciolo le cose come realmente sono (la verità), mentre la loro ombra rappresenta l’interpretazione sensibile delle cose stesse (l’opinione). Gli uomini incatenati rappresentano la condizione naturale di ogni individuo, condannato a percepire l’ombra sensibile (l’opinione) dei concetti universali (la verità), ma Platone insegna come l’amore per la conoscenza (la filosofia stessa) possa portare l’uomo a liberarsi delle gabbie incerte dell’esperienza comune e raggiungere una comprensione reale e autentica del mondo.

    ESERCIZIO 12:
    Secondo Platone, l’amore inteso come sentimento proprio di colui che ama (senza essere, almeno in un primo momento, corrisposto) è una condizione esistenziale profondamente diversa da quella legata all’amore come sentimento che prova colui che è amato. Infatti nel testo del Simposio ‘’Eros e filosofo’’ vi è spiegato il concetto secondo cui per Platone bisogna spiegare l’amore guardando all’innamorato piuttosto che alla persona amata, e l’innamorato è tutt’altro che felice, perché manca dell’amore della persona amata, però al tempo stesso lo desidera. La rappresentazione di amore di colui che ama e di colui che è amato, era molto diffusa in passato, prendiamo ad esempio Dante, amava Beatrice senza che l’amore venisse corrisposto, ma anche nel caso di Petrarca e dei poeti provenzali. Condivido l’opinione di Platone, in quanto colui/colei che ama prova tristezza nel sapere di non essere amato a differenza di colui/colei che è amato che prova invece felicità, si sente privilegiata. Oggi questo, secondo il mio parere, accade ancora. La persona triste che ama prova difficoltà nel farsi accettare e spesso oggi troviamo soprattutto ragazze che ricevendo un rifiuto iniziano ad odiare se stesse pensando che siano forse loro le persone sbagliate, pensando forse di non avere la bellezza interiore o esteriore che invece secondo loro possano avere altre. Io credo che ognuno si deve accettare per quello che è, e non farsi né influenzare dai pensieri altrui, né farsi cambiare, perché ognuno ha qualcosa di suo che sia bello o brutto. Sentirsi amati, rende felice, infatti oggi ragazzi/e si vantano se qualcuno gli rileva l’amore verso di lui/lei. Anche se, oggi, l’amore viene concepito in modo diverso, oggi il ‘’Tiamo’’ è detto più facilmente, oggi ad un ‘’mi piace’’ si crede altro, e anche di fronte a questi si sentono privilegiati, più ne hanno, più credono di essere al centro dell’attenzione. Oggi infatti, soprattutto i ragazzi della nostra generazione, non scelgono la persona che li ama davvero e che cerca di dimostrarlo in qualsiasi modo ma bensì scelgono la ragazza più ‘’popolare’’ in quanto, cercano di vantarsi e mostrarsi il più possibile senza pensare che in futuro avranno bisogno di quella seria, di quella persona triste che da sempre l’ha amato.

    ESERCIZIO 13:
    Come già detto nell’esercizio 10, l’amore non ha una vera e propria definizione in quanto non vi è un solo amore ma bensì vari. Oltre ai 5 termini attribuiti alla parola amore nell’antica Grecia, di cui ho parlato precedentemente, potrei ora parare della classificazione dell’amore in base alle differenti manifestazioni: 1.Amore di sé -. Appare come condizione di autostima. 2.Amore incondizionato – amore altruistico e compassionevole, professato senza aspettarsi nulla in contraccambio. Corrisponde all’amore spirituale predicato dalle varie religioni. Quel tipo di sentimento che non ha se e ma. È uno stadio evoluto dell’amore, in cui si offre benevolenza a prescindere. Ad esempio l’amore materno.
    3.Amore filiale e fraterno – tra discendenti e antenati (familiare,parentale).
    4.Amicizia – sentimento che nasce dalla necessità provata dagli esseri umani di socializzare tra loro. 5.Amore romantico – un sentimento che in un certo grado idealizza la persona amata, soggetta all’aspettativa amorosa. Amore romantico si viene generalmente a definire quel sentimento vissuto come essenzialmente piacevole, ma nello stesso tempo tormentato, prodotto dall’attrazione emotiva nei confronti di un’altra persona e associato con l’amore.
    6.Amore sesssuale.
    7.Amore per la Natura – coinvolge un sentimento di protezione verso il mondo vegetale ed animale.
    8.Amore per qualcosa di astratto o inanimato – un oggetto fisico, un’idea, ma anche un obiettivo ideale (amor di patria o patriottismo) e può essere associato con l’eroismo; in quest’ultimo caso costituisce una forma di altruismo nei confronti del proprio gruppo.
    9.Amore egoista, un tipo di amore che guarda solo al proprio interesse. 10.Amore ossessivo, quell’amore in cui si vive ogni istante della propria vita pensando unicamente a quella persona amata.
    11.Amore per Dio – devozione, si basa sulla fede religiosa. Su quest’ultimo amore citato, amore religioso, possiamo dire, che le religioni, hanno in comune il fatto di accompagnare il sentimento dell’amore con un senso di trascendenza verso il sovrannaturale. Per il Cristianesimo l’amore è inteso come l’amore di Dio che è la somma benevolenza del Signore verso le creature terrene. Ishq, o amore divino, è parola d’ordine del sufismo nella tradizione islamica. I praticanti del Sufismo credono che l’amore sia una proiezione dell’essenza di Dio con l’universo; Dio desidera riconoscere la bellezza, è come quando ci si guarda in uno specchio per vedere se stessi. Nell’induismo l’amore e il piacere sensuale, desiderio naturale, dono della divinità. Nel buddhismo la definizione di amore è il volere che gli altri siano felici. Questo amore è incondizionato e richiede molto coraggio e accettazione, sia degli altri sia di sé. Il nemico dell’amore vero è qualcosa che può sembrargli simile ma è invece il suo opposto: l’attaccamento, che deriva dall’amore di sé inteso come preoccupazione per il proprio benessere. L’amore nel buddhismo si riferisce al distacco e alla cura del benessere degli altri senza alcun interesse verso se stessi. L’importanza dell’amore, inoltre, è stato ed è importante in tutti i campi, infatti, ad esempio, le varie culture hanno divinizzato l’amore, sia nella forma maschile sia in quella femminile ad esempio vi sono diversi dei appartenenti a diverse mitologie, Cupido, dio della mitologia romana; Venere, dea della mitologia romana; Afrodite, dea della mitologia greca; Eros, dio della mitologia greca; Kama, dio dell’induismo.
    ESERCIZIO 14:
    Nel nono testo del Simposio ‘’Eros come desiderio di immortalità’’, vi è espressa un’importante tesi di Platone: l’amore ha come fine l’immortalità. In questa chiave, subito dopo, viene spiegato l’istinto materno, che spinge gli animali e gli uomini a sacrificarsi per la propria prole, fino a mettere in gioco, anche la propria vita se è necessario. A mio parere, la teoria di Platone è plausibile. L’amore materno è chiamato da secoli ad essere quello assoluto, perfetto, totale, incondizionato. Io credo, che è l’amore più bello che ci possa essere, tra madre e figlio vi possono essere litigi ma alla fine è l’unico amore che supera tutto, che riesce a guardare oltre, quell’amore dove si riesce sempre a perdonare. L’amore materno inizia già da quando una madre porta il feto in grembo, e al momento della nascita subito da parte di ella si rileva un sentimento particolare, di protezione. Una madre per i figli, spesso, è anche amica, è quella persona sempre presente, quella persona sempre pronta a darti consigli, quella persona che si preoccupa per te e se hai un problema, è un problema anche suo, soprattutto se è un problema di salute, ma non solo. Questo particolare affetto di protezione però, non è sempre positivo, spesso leggiamo o ascoltiamo notizie di madri che picchiano, violentano o uccidono i propri figli. Spesso vediamo madri gelose, o in casi banali, per aiutare i figli creano litigi o non riescono ad accettare i propri figli per quello che sono ad esempio in caso di ragazzi omosessuali. Spesso, come abbiamo sentito in telegiornale ad esempio, vi sono madri che buttano i propri figli in cassonetti della spazzatura, tale comportamento accade perché elle ad esempio non riescono a crescere un bambino anche a causa di motivi economici, ma questo è per me un atto orribile in quanto prima di mettere al mondo un bambino, si deve essere a conoscenza di ciò a cui si va incontro, ovvero ad una grande responsabilità.
    ESERCIZIO 15:
    Nella decima parte del Simposio ‘’ La scala dell’Eros’’, il discorso di Diotima continua.

    1 Diotima sottolinea che coloro che sono “fecondi nell’anima” saranno in grado di intuire, attraverso la bellezza dei corpi, quella delle anime, poi quella dell’azione politica e delle leggi, che creano l’armonia sociale e la bellezza della città. Passeranno quindi a conoscere la bellezza delle scienze e della conoscenza, amando il sapere. Si tratta dunque di un lento passaggio. L’ascesa grazie all’amore dal mondo visibile a quello delle idee. ‘’ Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili, non si può non capire che essa è una sola, identica per tutti. Capito questo, imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola: dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore, a giudicarla di minor valore. Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile: a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente attraente. Con lei nasceranno discorsi così belli che potranno elevare i giovani che li ascoltano. E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi: scoprirà che essa è sempre simile a se stessa, e così la bellezza dei corpi gli apparirà ben piccola al confronto. Dalle azioni degli uomini, poi, sarà portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza, gli occhi fissi sull’immenso spazio su cui essa domina’’
    2 La prima fase dell’ascesa al bello è l’amore rivolto a un solo bel corpo e nella persona bella prescelta si generano bei discorsi. Il passo ulteriore viene dalla riflessione che la bellezza di un corpo amato è sorella di quella di molti altri corpi attraverso un procedimento di astrazione che porta dal particolare verso l’universale. Quindi l’iniziato riconosce che la bellezza ravvisata in un singolo corpo è identica a quella che è in tutti i corpi: in questo secondo stadio le realtà sensibili partecipano dell’unica ed assoluta idea di bellezza. Si procede poi nella direzione dell’intellegibile considerando la bellezza delle anime superiori a quella dei corpi. Al terzo stadio, dove l’esperienza pedagogica si distacca dal modello educativo si arriva a contemplare la bellezza nelle istituzioni e nelle leggi, implicando anche un’azione educativa a livello morale e politico. Il quarto gradino prevede il passaggio alla scienza e segna il definitivo distacco dalle realtà terrene e sensibili. ‘’ Iniziando il proprio cammino dal primo gradino della bellezza sensibile, l’uomo si eleva coltivando il suo fecondo amore per i giovani e così impara a percepire in loro i segni della pura e perfetta bellezza: allora potrà dire di non essere lontano dalla meta. Così, da soli o sotto la guida di un altro, la perfetta via dell’amore ha inizio con la bellezza sensibile ed ha per fine la contemplazione della Bellezza pura: l’uomo deve salire come su una scala, da una sola persona bella a due, poi a tutte, poi dalla bellezza sensibile alle azioni ben fatte e alla scienza, fino alla pura conoscenza del bello, e ancora avanti sino alla contemplazione della Bellezza in sé.
    3 ‘‘Essa apparirà all’uomo che è giunto sino a lei nella sua suprema natura, eternamente identica a se stessa per l’unicità della sua forma”. La bellezza in sé è eterna, sovrana, immutabile, qualcosa che è sempre in un’unica forma.

    ESERCIZIO 16:
    In relazione ai temi trattati da Diotima vi sono varie opere, film, libri etc. prendiamo ad esempio il film Il ‘’Teorema’’ di Pasolini (1968). Un postino dal significativo nome di Angelo porta un telegramma nella villa di un industriale, in cui si annuncia la visita imminente di un Ospite inatteso il quale giunge il giorno successivo. È un ragazzo senza particolari qualità, forse uno studente di ingegneria, schivo, riservato. Questa sua angelicità, cioè la sua naturalezza ed estraneità a tutto ciò che lo circonda, attrae irresistibilmente, a uno a uno, tutti i membri della famiglia: a cominciare dalla serva Emilia, che, letteralmente folgorata dalla sua presenza, nel timore di non poterlo avere, tenta di suicidarsi, ma viene salvata e amata dall’Ospite. È poi la volta di Pietro, studente con inclinazioni artistiche, coetaneo del giovane Ospite, che prenderà coscienza della sua diversità sessuale; quindi di Lucia moglie e madre di famiglia perbene, fino ad allora trincerata nel cattolico principio di fedeltà coniugale; quindi è la volta di Odetta, studentessa introversa e adoratrice della famiglia e dell’autorità paterna; in ultimo, la stessa irrefrenabile smania di condivisione sessuale ghermisce il Padre l’uomo borghese per eccellenza, padrone dei propri mezzi di produzione. Tutti hanno rapporti sessuali con l’Ospite, che, così come era giunto, senza alcun motivo, viene richiamato da un telegramma, e parte il giorno successivo. Dopo la sua partenza, le conseguenze riveleranno che cosa ha dato ad ognuno di loro questa rivelazione, che nel caso della serva Emilia assume i contorni del sacro e dell’oltrepassamento.

    ESERCIZIO 17:
    L’ultima parte del Simposio, è caratterizzata dalla presenta di Alcibiade, è uno degli uomini politici più influenti dell’epoca in cui si svolge il Simposio, quando ha 34anni ed è al culmine della propria carriera. Allievo dei sofisti, in particolare di Protagora, e successivamente di Socrate, del quale fu, come si dice qui, anche l’amante. Alcibiade giunge al banchetto ubriaco per incoronare Agatone e solo dopo si rende conto della presenza di Socrate.
    1-2 Alcibiade elogia di Socrate le capacità oratorie, raccontando i sentimenti che prova quando lo sente parlare, lo paragona infatti a Marsia, che incantava tutti con quello che riusciva a fare con il flauto, e diceva che a egli bastano le parole per ottenere i suoi stessi risultati. Inoltre esalta di Socrate il suo coraggio in guerra paragonandolo a delle statuette dei Sileni, figure mitologiche, divinità dei boschi, deformi nell’aspetto esteriore ma che nascondono al proprio interno l’effige di un dio. ‘’ Socrate è in tutto simile a quelle statuette dei Sileni che si vedono nelle botteghe degli scultori, con in mano zampogne e flauti. Se si aprono, dentro si vede che c’è la statua di un dio. ’’Tale paragone viene enunciato da Alcibiade in quanto intende dire che quelle statuette, create da artigiani, al loro esterno non rappresentavano nulla ma all’interno vi era un Dio, e lo stesso per Socrate, forse esteriormente non rappresenta nulla ma al interiormente si, vuole quindi esaltare la parte intellettuale del filosofo.
    3 Socrate ha sicuramente qualcosa in comune con Eros, entrambi filosofi e alla ricerca di qualcosa, della sapienza. Hanno in comune forse la figura del demone, eros è demone stesso, un intermedio in quanto egli non è né dio né uomo. Socrate non è un demone ma segue quest’ultimo ovvero, da lui inteso, una voce divina che fa vergognare l’uomo quando compie un’azione ingiusta.

  31. Antonio Russo il said:

    Esercizio8:
    Socrate, utilizzando il metodo dell’ironia, intraprende un confronto con Agatone. Precedentemente alla nota 94 dove Socrate riassume le precedenti affermazioni di Agatone ( non riportandole in modo preciso), quest ultimo afferma che prima della nascita di Eros gli dei erano persi nelle azioni crudeli e nelle lotte reciproche, poi con la nascita di Eros gli uomini e gli dei conoscono l’amore per le cose belle. Socrate riassume questa affermazione di Agatone dicendo:” tu ci hai detto, credo, che gli dèi hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza, perché non ci può essere amore verso quel che è brutto. Son più o meno le tue parole, non è vero?”. Poi Socrate continua la sua tesi dicendo che se Eros è amore per la bellezza allora Eros non è bello, poiche non si può desiderare ciò che già si possiede! Agatone è affascinato dalle parole di Socrate e annuisce alle sue parole. L’ironia di Socrate è nel fingere di non conoscere gli argomenti posti da Agatone, per poi sottoporlo a diverse domande per renderlo consapevole della sua ignoranza, esponendo poi la sua tesi che affascina chi è ad ascoltarlo.
    Esercizio 9:
    “Allora se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per forza mancare anche la bontà”.Questa tesi sostiene che Eros è mancante sia di bellezza che di bontà. La bontà è una cosa bella, ma secondo me la bellezza non è sempre frutto della bontà. La bontà la si può avere anche dove non è presente la bellezza. Io credo che ogni qualità si differenzi da qualsiasi altra, a volte possono essere consecutive, contrapposte, parallele, ma se una qualità non è presente in un qualsiasi individuo non è detto che non sia presente anche un’altra se pur presenta proprietà caratteristiche simili a quella mancante.
    Socrate infatti continua a porre domande ad Agatone per farlo riflettere su quello che lui afferma:” Però il tuo discorso era molto elegante, Agatone. Ma ancora una piccola domanda: le cose buone sono allo stesso tempo belle, secondo te?
    Lo sono, a mio avviso.
    Allora se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per forza mancare anche la bontà.
    Di sicuro, Socrate – disse Agatone -, io non sono in grado di contraddirti: ammetto quel che tu dici.
    No, carissimo Agatone – disse Socrate -, non me, ma la verità tu non puoi contraddire: Socrate, lui sì che è facile contraddirlo”.
    Socrate lascia intendere ad Agatone che la bellezza e la bontà non sono sempre coincidenti, e lui non deve annuire a tutto ciò che dice Socrate solo perchè è affascinato dalle sue parole e dalle sue tesi.
    Esercizio 10:
    Socrate afferma che l’amore è il desiderio di ciò che non abbiamo! Io non credo sia questa l’unica possibile definizione di amore. Io credo che questa sia solo la descrizione di come può nascere l’amore, si desidera ardentemente qualcosa che non si possiede allora la si cerca e la si conquista. Ma l’amore può essere anche la gelosia per qualcosa che ci appartiene già, una cosa la si ama anche dopo averla ottenuta altrimenti quello che ci ha spinto a conquistarla non è stato amore ma una semplice voglia. Infatti nel film Fireproof si dice che quando si desidera una persona la si studia, cerchiamo di conoscere e scoprire cosa le piace, ma poi una volta conquistata non lo facciamo più. Quando si ama davvero qualcuno bisogna continuare a studiare e cercare di scoprire ciò che piace e appassiona chi amiamo ogni giorno della nostra vita. Così l’amore è duraturo, l’amore non è un semplice e banale desiderio, l’amore è la riuscita del desiderio è la sua realizzazione, che provoca quel sentimento che non viene posposto da nessun altro.
    Esercizio 11:
    Socrate utilizza i miti per spiegare e far comprendere più facilmente le sue tesi. Nel mito delle due metà Socrate spiega che prima non esistevano solo uomini e donne, ma anche un terzo essere chiamato ermafrodito che riportava caratteristiche fisiche intermedie tra i due sopra citati. Gli ermafroditi iniziarono ad essere pericolosi allora Zeus per indebolirli li divise, chiedendo poi ad Apollo di rigenerare le ferite. Le due parti cominciarono a cercare all’infinito la loro parte mancante, per questo ogni uomo è in continua ricerca di una donna o viceversa,che possa riempire quel vuoto, infatti se si fossero incontrati si sarebbero riprodotti e evoluti. Se si fossero incontrati due esseri dello stesso sesso allora tutto si sarebbe fermato al rapporto momentaneo. Quindi un mito può anche rivelare delle sensazioni provate e spiegarle anche se in modo mistico.
    Esercizio 12
    Socrate appunto distingue l’amore tra colui che ama e colui che viene amato. L’amore può avere due lati uno che provoca felicità e gioia, un altro che provoca sofferenza e tristezza. Io credo che entrambi i soggetti cioè chi è amato e chi ama, possano provare entrambi i lati dell’amore. Chi ama può soffrire nel caso in cui il suo sentimento non sia corrisposto e gioire in caso contrario, ma la stessa cosa può provarla l’amato perchè di certo se non si prova ciò che qualcuno prova per noi il sentimento che ne detrae non è di certo positivo. Questa affermazione può far riflettere ogni uno di noi perchè credo che tutti hanno amato e sono stati amati. Sia l’amante che l’amato attraversa fasi di gioia e di sofferenza che può essere dettata solo dai loro sentimenti.

    Prof mancano delle domande ma arriveranno il prima possibile. Buonasera.

  32. Claudia D'avino il said:

    ESERCIZIO 8-9
    Socrate come sempre inizia dall’affermare di non sapere nulla, prima fase del dialogo chiamata “ironia” dal greco eironeia: simulazione.Il filosofo incalza l’interlocutore (in questo caso Agatone) con numerose domande allo scopo di condurlo al riconoscimento dell’infondatezza delle sue certezze. Inizia così la seconda fase: la maieutica , Socrate aiuta gli altri a partorire la verità ovvero a far ragionare.
    Arrivato il turno di Socrate di fare l’elogio per il dio Eros, il filosofo inizia a polemizzare sul vero significato della parola elogio e attraverso ciò fa intendere che non è pienamente d’accordo con i precedenti elogi fatti dai filosofi presenti al banchetto. Per sostenere le proprie tesi Socrate prende come riferimento il discorso di Agatone :
    “E adesso, Agatone, ricordati cosa hai detto nel tuo discorso sulle cose verso cui si
    indirizza l’Eros. Se vuoi, te lo ricordo io stesso: più o meno, tu ci hai detto, credo, che gli
    dei hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza, perché non ci può essere
    amore verso quel che è brutto. Son più o meno le tue parole, non è vero?”
    Ma in realtà Agatone nel suo elogio aveva affermato che: eventi orribili erano accaduti tra gli dei perché regnava la Necessità, dopo la nascita del dio Eros, dall’amore per le cose belle nacque ogni bene, sia per gli dei che per gli uomini. Socrate nel suo riassunto dell’elogio di Agatone dunque aveva in un certo senso cambiato parte del significato, ma Agatone incantato dalle parole di Socrate acconsentì a ciò che aveva affermato il filosofo quasi a non volerlo contraddire e sviare il suo discorso. Avuto il consenso di Agatone Socrate continua il suo discorso sulla bellezza dell’Eros secondo cui: non si desidera ciò che già si ha ma si desidera ciò che non si possiede. Provando amore e desiderio per la bellezza l’Eros dunque doveva mancare di avvenenza.
    “Andiamo avanti, allora – disse Socrate. Ricapitoliamo i punti su cui siamo d accordo. Non
    è forse vero, innanzitutto, che l’Eros si indirizza verso certe cose e, in secondo luogo, che
    queste cose sono quelle di cui sente la mancanza?”
    “Sì”, disse.
    “E adesso, Agatone, ricordati cosa hai detto nel tuo discorso sulle cose verso cui si
    indirizza l’Eros. Se vuoi, te lo ricordo io stesso: più o meno, tu ci hai detto, credo, che gli
    dei hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza, perché non ci può essere
    amore verso quel che è brutto. Son più o meno le tue parole, non è vero?”
    “Certo”, disse Agatone.
    “Tu rispondi come si deve, mio caro – disse Socrate -, e se le cose stanno come tu ci hai
    detto, I’Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero?”
    Agatone fu d’accordo.
    “Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la
    mancanza e che non si possiede?”
    “Sì”, ammise.
    “L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?”
    “Per forza”, disse.
    “Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?”
    “No di certo.”
    “E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”
    “Temo proprio – disse Agatone – di aver parlato senza sapere quel che dicevo.”
    Detto ciò Socrate si collega dalla bellezza alla bontà, si ripresenta dunque il discorso della Kalokagathia, Kalos kai agathos dal greco “bello e buono”, visto precedentemente nel discorso di Agatone secondo cui alla bellezza corrisponde necessariamente la bontà d’animo e al contrario ad un corpo mancante o carente di splendore corrispondeva cattiveria e perfidia. Così Socrate rifacendosi sempre all’elogio di Agatone porta innanzi il suo discorso affermando che se l’Eros mancava di avvenenza dunque non poteva che essere “cattivo”:
    “Però il tuo discorso era molto elegante, Agatone. Ma ancora una piccola domanda: le cose
    buone sono allo stesso tempo belle, secondo te?”
    “Lo sono, a mio avviso.”
    “Allora se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per
    forza mancare anche la bontà”.
    “Di sicuro, Socrate – disse Agatone -, io non sono in grado di contraddirti: ammetto quel
    che tu dici. ”
    “No, carissimo Agatone – disse Socrate -, non me, ma la verità tu non puoi contraddire:
    Socrate, lui sì che è facile contraddirlo.
    Così Agatone arriva alla conclusione che il suo elogio ma anche quelli tenuti dagli altri filosofi erano infondati in quanto tutti veneravano l’Eros per la sua bellezza e la sua bontà d’animo.
    ESERCIZIO 15
    1) Secondo Diotima coloro che sono ” fecondi nell’anima” saranno capaci di capire , attraverso la bellezza dei corpi, la bellezza dell’animo, in seguito quella delle azioni degli uomini e delle leggi, poi quella delle scienze. Questo percorso Diotima lo rappresenta come una scala su cui innalzarsi per poter passare dalla concezione di bellezza terrena ( corporea ecc.) ad una concezione di bellezza universalistica, la Bellezza in sè.
    2) Primo gradino: ” Chi inizia il cammino che può portarlo al
    fine ultimo, sin da giovane deve essere attento alla bellezza fisica. In primo luogo, se chi lo
    dirige sa indirizzarlo sulla giusta strada, si innamorerà di una sola persona e troverà con
    lei le parole per i dialoghi più belli. ”
    Secondo gradino:” Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili,non si può non capire che essa è una sola, identica per tutti. Capito questo, imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola”.
    Terzo gradino: “Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile: a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente attraente. Con lei nasceranno discorsi così belli che potranno elevare i giovani che li ascoltano. E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi. (..) Dalle azioni degli uomini, poi, sarà
    portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza.
    Quarto gradino: “Cesserà allora di innamorarsi della bellezza di un solo genere, d’una sola persona o di una sola azione. (..)Orientato ormai verso l’infinito universo
    della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno
    pieni del fascino che dà l’amore per il sapere. Finché, reso forte e grande per il cammino
    compiuto, giungerà al punto da fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza
    perfetta”.
    3)” Guidato fino a questo punto sul cammino dell’amore, il nostro uomo contemplerà
    le cose belle nella loro successione e nel loro esatto ordine; raggiungerà il vertice supremo
    dell’amore e allora improvvisamente gli apparirà la Bellezza nella sua meravigliosa
    natura, quella stessa, Socrate, che era il fine di tutti i suoi sforzi: eterna, senza nascita né
    morte. Essa non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o
    dall’altro. Essa è senza tempo, sempre egualmente bella, da qualsiasi punto di vista la si
    osservi. E tutti comprendono che è bella. La Bellezza non ha forme definite: non ha volto,
    non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole. Non è una teoria
    astratta. Non è uno dei caratteri di qualcosa di esteriore, per esempio di un essere
    vivente, o della Terra o del cielo, o non importa di cos’altro. No, essa apparirà all’uomo che
    è giunto sino a lei nella sua perfetta natura, eternamente identica a se stessa per l’unicità
    della sua forma. Tutte le cose belle sono belle perché partecipano della sua bellezza, ma
    esse nascono e muoiono – divenendo quindi più o meno belle – senza che questo abbia
    alcuna influenza su di lei”
    Esercizio 17
    1) Alla fine dell’elogio di Socrate arriva Alcibiade ubriaco e gli viene proposto anche ad egli di fare un discorso in onore del dio Eros , ma l’ultimo arrivato si rifiuta in quanto afferma che essendo troppo ubriaco non può fare un discorso alla pari degli altri filosofi nella stanza inoltre sostiene di non poter enunciare alcun elogio in onore a qualcuno che non sia Socrate in quanto quest’ultimo è molto geloso. Vine di conseguenza invitato a fare un elogio su Socrate. Il filosofo da poco menzionato viene paragonato da Alcibiade a delle statuette dei sileni, in particolare a quella di Marsia ,un sileno al quale si attribuisce l’invenzione del flauto , in quanto Alcibiade sostiene che Socrate non ha bisogno di strumenti musicali perché anche senza riesce a incantare tutti con i suoi discorsi:
    “Tu, Socrate, sei diverso da Marsia solo in questo, che non hai affatto bisogno di
    strumenti musicali per ottenere gli stessi risultati: ti bastano le parole. Una cosa è certa e
    dobbiamo dirla: quando ascoltiamo un altro oratore, il suo discorso non interessa quasi
    nessuno. Ma ascoltando te, o un altro – per mediocre che sia – che riporta le tue parole,
    tutti, ma proprio tutti, uomini, donne, ragazzi, siamo colpiti al cuore: qualcosa che non ci
    fa star tranquilli si impadronisce di noi.”
    Socrate vine anche elogiato per il suo grande spirito guerriero capace di resistere a qualsiasi cosa e il suo coraggio e e il non mollare mai anche in situazioni critiche:
    ” Quando ci fu lo scontro per il quale i generali mi assegnarono un premio per il mio coraggio, riuscii a salvarmi proprio per merito suo. Ero ferito, lui si rifiutò di abbandonarmi e riuscì a salvare sia me che le mie armi. ”
    2-3) Le statuine dei Sileni erano dei manufatti che raffiguravano queste creature metà uomo metà animale nell’intento di suonare un flauto, all’interno di queste statue si celava un dio. Alcibiade associa Socrate a questi manufatti sia, come abbiamo detto prima, per la sua straordinaria capacità di incantare tutti con i suoi discorsi ma soprattutto perché secondo Alcibiade è importante cercare di capire in tutte le sue sfumature ciò che Socrate cerca di trasmettere attraverso i suoi dialoghi. Secondo me Socrate è in un certo senso legato alla figura dell’Eros in quanto entrambi cercano di portare il pensiero dell’uomo da una visione “serrata” ad una “universale” (come dice Aristotele “Socrate conduce l’interlocutore dal particolare all’universale” ).
    Esercizio 13
    Si può notare dunque dai testi letti in precedenza che la concezione di amore cambia di persona in persona, i sentimenti cambiano anche in base alle situazioni possiamo dunque distinguere:
    l’amore fraterno, a parer mio l’amore più bello che ci sia, hai sempre una persona su cui contare , sfogarti, litigare per poi tornare a parlare subito dopo è un amore che non chiede nulla in cambio perché se uno sta bene sta bene anche l’altro ;
    l’amore per il sapere , dal greco philein “amare sophia “sapienza” da qui la parola filosofia ;
    l’amore per Dio, un amore incondizionato per un’ entità superiore, un amore in nome del quale l’essere umano ha indetto guerre e sterminato popolazioni non riuscendo a capire che in realtà quello non era amore ma solo seguire i propri interessi o almeno gli interessi di qualcun’altro, più o meno come sta accadendo in questo periodo : ci sono continue guerre, massacri, attacchi continui anche a delle scuole o ad esempio l’ultimo in Francia , tutto ciò in nome di un dio ( che probabilmente non esiste) ma in realtà questo, credo che tutti se ne siano accorti, sta accadendo per puri interessi economici, non in nome di un Dio che professava il contrario di tutto quello che sta accadendo in questo momento. A volte mi chiedo come l’essere umano possa riuscire ad estremizzare tutto in un modo così orrendo, come possa far diventare qualcosa di così bello come l’amore per un Dio qualcosa di cui la gente deve aver paura , qualcosa a causa della quale la gente debba provare sofferenze; ma poi mi viene in mente una citazione che sentii un po’ di tempo fa : “l’idea di una fonte sovrannaturale del male non è necessaria gli uomini da soli sono capaci di ogni nequizia.” (Joseph Conrad) dunque la mia domanda è alquanto inutile visto che come dice Conrad l’essere umano è capace di qualsiasi cosa.
    Esercizio 16
    Tra le varie opere proposte mi è piaciuto molto “Teorema” di Pasolini. Parla appunto di questo giovane che viene ospitato da una famiglia borghese, dopo aver avuto rapporti con tutti componenti della famiglia, dopo aver fatto conoscere il “vero amore” , parte creando scompiglio e lasciando la famiglia radicalmente cambiata: la madre si concede a vari giovani, la figlia diventa catatonica, il figlio abbandona la famiglia e si mette a dipingere, il capofamiglia lascia la fabbrica agli operai, mentre la serva, una semplice contadina, levita nell’aria come una santa.
    Esercizio 12
    La verità professore e che sto pensando a questa risposta da moltissimo tempo e non so proprio cosa scrivere perché è molto più difficile scrivere qualcosa sull’amore quando non si sa neanche cosa sia minimamente, io mi reputo ancora “piccola” per scoprire che cosa sia e non ho alcuna intenzione di scoprilo adesso visto che ho soli 16 e onestamente mi terrorizza scoprire che cosa sia in realtà questo sentimento che tutti decantano, che fanno sembrare il più bello del mondo, alcune volte mi chiedo veramente cosa si prova ad amare qualcuno , come te ne accorgi? è tutto così difficile.. per questo preferisco rimanerne fuori e godermi la mia giovinezza finché posso. Anche se non so nulla riguardo questo sentimento (in questo credetemi non sto usando l’ironia come Socrate ..io non so proprio nulla ) credo che sia uno dei più forti sentimenti che governa il mondo, che ha la forza di far crollare una persona ma anche di rialzarla di far provare sensazioni bellissime ma anche orrende ..una miscela formata da composti che se non si uniscono nel giusto modo possono creare delle conseguenze disastrose direi (un esempio è quando metti troppo amore in un rapporto, troppa gelosia, quando uno non vive più senza l’altro, a parer mio questo non è amore lo si può definire però una prigione) . Credo che questo mondo sia diviso da chi ama e chi è amato e credo che come afferma Platone si provino sensazioni diverse in base alle due “categorie” in cui si è collocati , certo che chi ama senza essere corrisposto soffre molto di più, è un così continuo dare senza mai ricevere neanche magari un “grazie” , per l’amato invece è tutto così bello ricevi tante attenzioni non richieste ( a chi non piacerebbe?!?!), se invece nel migliore dei casi l’amore sia corrisposto, in questo caso allora non credo in distinzioni tra chi ama e chi è amato , credo che in questo caso esista solo l’amore un sentimento che lega la coppia in un modo indissolubile, in cui non ci sta chi da e chi riceve semplicemente perché non senti il bisogno di dare o di ricevere perché tutto quello di cui hai bisogno in realtà già ce l’hai ed è la persona che in quel momento credi di amare. Credo anche che non sempre le persone sono come le vediamo mentre siamo innamorati. Gli occhi di un innamorato spesso non mostrano la realtà effettiva. Il vero amore si può dire tale quando dopo la prima fase di innamoramento, dopo aver capito sotto punti di vista com’è una persona e dopo soprattutto aver capito quali sono i suoi difetti peggiori, si continua ad amarla. A quel punto si può definire amore vero. “Non possiamo amare il nostro prossimo finché non sappiamo quanto sia imperfetto il suo cuore” (Cercando Alaska).
    Esercizio 14
    Credo certamente nella tesi di Platone dell’immortalità , esposta tramite il dialogo tra Diotima e Socrate,l’esempio lampante è quello della madre che per i propri figli darebbe qualsiasi cosa, anche la vita. I genitori sono quelle persone che ti hanno accolto nella loro vita senza se e senza ma, quelle persone che ti sorreggono in qualsiasi circostanza, che ti fanno capire quando sbagli e come correggerti, quelle persone che ti accompagneranno sempre nella tua vita, che ti lasceranno un’impronta indelebile. ovviamente non in tutti casi è così ci sono sempre delle variazioni: l’amore troppo possessivo, sia da parte dei figli che dei genitori, o quando invece i genitori non si interessano molto della vita dei loro figli una cosa tipo ” ti ho dato la vita ora son problemi tuoi ” .

    • proflombardi il said:

      Beh! Direi che nonostante la tua “inesperienza” ne hai parlato e ragionato a sufficienza! Brava continua a lavorare così (godendoti tutti i tuoi sedici anni)!

  33. Maria Pezzella il said:

    Esercizio 8
    L’intermezzo si apre con Socrate che, utilizzando il metodo dell’ironia, si finge ignorante sull’argomento, non facendo mancare innumerevoli lodi al discorso di Agatone. La seconda fase dell’ironia consiste in una serie di domande apparentemente ingenue con cui il filosofo di Atene riesce a sconvolgere le tesi del suo interlocutore. In questo modo, egli riesce a liberare Agatone da tutti i preconcetti basati su giudizi affrettati. Il filosofo riprende una parte del discorso dell’interlocutore: “E adesso, Agatone, ricordati cosa hai detto nel tuo discorso sulle cose verso cui si indirizza l’Eros. Se vuoi, te lo ricordo io stesso: più o meno, tu ci hai detto, credo, che gli dèi hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza, perché non ci può essere amore verso quel che è brutto. Son più o meno le tue parole, non è vero?”. In realtà Agatone aveva affermato che grazie alla presenza dell’Eros i litigi tra gli dei si erano appianati, in quanto l’Eros è amore per la bellezza e da questo “nacque ogni bene, per gli dèi come per gli uomini”. Socrate, quindi, non richiama le parole esatte di Agatone ma questi, persuaso dal suo discorso, non controbatte. Per cui il filosofo dimostra che non si può desiderare ciò che già si ha e, sulla base di ciò, Eros non può ricercare la bellezza, poiché egli stesso è bello. Entrambi quindi convengono che, dato che Eros desidera la bellezza, egli non può essere bello.

    Esercizio 9
    Negli ultimi righi del discorso Socrate chiede ad Agatone se le cose buone siano allo stesso tempo belle. Egli risponde in modo affermativo, per cui Socrate conclude che l’Eros, mancando di bellezza, manca necessariamente di bontà, in quanto queste due qualità sono legate tra loro. Agatone, non trovando le basi adatte per confutare le tesi di Socrate, concorda con quest’ultimo. A questo punto Socrate introduce la figura di Diotima, una sacerdotessa che era stata sua maestra e dalla quale aveva ricevuto insegnamenti riguardo l’Eros. Difatti, prima di conoscere la verità, le teorie di Socrate erano simili a quelle di Agatone. Anch’ella affermava che l’Eros non era né bello né buono, ma tantomeno brutto o cattivo, poiché può esistere una via di mezzo tra le due cose, proprio come chi non è dotto non è necessariamente ignorante. Diotima conclude: “Dunque chi non è bello non per questo è per forza brutto, né chi non è buono deve essere cattivo. E così è per l’Eros: poiché tu sei d’accordo con me che non può essere né buono né bello, non devi per questo credere che sia necessariamente cattivo e brutto. Eros – così mi disse Diotima – è a metà tra questi estremi.”

    Esercizio 10
    E’ chiaro che, secondo Socrate, la ricerca verso l’amore nasca da una mancanza di felicità o di bellezza in noi. Sono in parte d’accordo con il filosofo. E’ un’ipotesi, in ogni caso, molto razionale e non sempre esaustiva ad un sentimento così profondo. Ne è un esempio il libro “Cime Tempestose” di Emily Bronte, ambientato nella brughiera inglese, i cui protagonisti sono Heatcliff e Catherine. La vicenda si apre quando Heatcliff, in tenera età, viene adottato dalla famiglia della piccola Catherine. Fin da piccoli, i due condividono un’intesa che va oltre il semplice affetto fraterno, infatti, con il passare degli anni, si rendono conto di essere realmente innamorati l’uno dell’altra. Il loro amore, però, non sarà mai portato alla realizzazione, a causa delle convenzioni sociali dell’epoca e delle terribili personalità di entrambi. Questo amore, per tutta la durata del romanzo, sarà struggente, distruttivo, ossessivo. Heatcliff ama Catherine, ma allo stesso tempo considera la ragazza la sua dannazione: «Devo rammentare a me stesso di respirare… devo quasi rammentare al mio cuore di battere! […]Ho un solo desiderio, e tutto il mio essere e facoltà anelano a raggiungerlo. È tanto che tendono ad esso, e così indefessamente, che sono convinto che sarà raggiunto, e presto, perché ha divorato la mia esistenza: sono assorbito dal presagio del suo adempimento». Anche Catherine vive lo stesso tipo di tormento, terrorizzata all’idea di perdere Heatcliff e cosciente ma allo stesso tempo spaventata dalla sua somiglianza e unione con l’amato: «A che scopo esisterei, se fossi tutta contenuta in me stessa? I miei grandi dolori, in questo mondo, sono stati i dolori di Heathcliff, io li ho tutti indovinati e sentiti fin dal principio. Il mio gran pensiero, nella vita, è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare ad esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe, per me, qualche cosa di immensamente estraneo: avrei l’impressione di non farne più parte. […]Ma il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce nascoste ed immutabili; dà poca gioia apparente ma è necessario. Nelly: io sono Heathcliff! Egli è stato sempre, sempre nel mio spirito: non come un piacere, allo stesso modo ch’io non sono sempre un piacere per me stessa, ma come il mio proprio essere.[…] E così egli non saprà mai quanto io lo ami; e ciò non perché sia bello, Nelly, ma perché lui è più me di me stessa. E’ un amore che ha in sé l’oscurità della morte, e lo si riscontra più volte nelle parole dei due protagonisti: «Ho forse bisogno di vivere? Che razza di vita sarà la mia quando tu… oh, Dio! Vorresti tu forse vivere con l’anima tua nella tomba?». Chiaramente l’amore puó avere sia un lato struggente sia uno felice e che porta alla fine della ricerca degli amanti. Lo si puó notare, ad esempio, nella fiaba “La bella e la Bestia”, le cui origini probabilmente si ritrovano nell’opera “Amore e Psiche” di Apuleio, anche se la storia si diffuse in Europa in 11 varianti di cui la piú conosciuta è quella riportata come cartone dalla Disney. E’ un esempio fantasioso, ma in effetti molto vicino alla nostra realtà: è la storia di una ragazza di nome Belle che viene imprigionata nel castello di un’orrenda bestia come governante. La Bestia, che in realtà era un bellissimo principe, era stata trasformata da una strega di passaggio, poiché il principe le aveva negato dei viveri per il viaggio. Nonostante il principe si trovasse nello stato di bestia ormai da anni, la sua condizione non era definitiva, ma dipendeva da una rosa magica che periodicamente perdeva dei petali: qualora fosse caduto l’ultimo petalo il principe sarebbe rimasto in quel corpo mostruoso per sempre; l’unico modo per salvarsi era trovare il vero amore. Belle, non solo assiste il principe/bestia con le faccende domestiche, ma gli regala attenzioni e gesti affettuosi con il suo fare amabile, che nessuno gli aveva mai dimostrato; col passare del tempo la bestia, prima un mostro gretto ed egoista, cambia completamente, cominciando a mostrare compassione, generosità, capacità di amare e nobiltà d’animo tipiche di un vero principe. L’esito della storia è positivo, in quanto Belle ed Adam, prima conosciuto come “la bestia” si sposano e il fatto che il principe riacquisti le sue sembianze sta metaforicamente ad indicare il suo ritorno ad essere umano in quanto tale, ovvero capare di provare amore e emozioni.

    Esercizio 11
    Il mito della caverna
    Platone (per bocca di Socrate) immagina gli uomini chiusi in una caverna, gambe e collo incatenati, impossibilitati a volgere lo sguardo indietro, dove arde un fuoco. Tra la luce del fuoco e gli uomini incatenati vi è una strada rialzata e un muricciolo, sopra la strada alcuni uomini parlano, portano oggetti, si affaccendano nella vita di tutti i giorni. Gli uomini incatenati non possono conoscere la vera esistenza degli uomini sulla strada poiché ne percepiscono solo l’ombra proiettata dal fuoco sulla parete di fronte e l’eco delle voci, che scambiano per la realtà. Se un uomo incatenato potesse finalmente liberarsi dalle catene potrebbe volgere lo sguardo e vedere finalmente il fuoco, venendo così a conoscenza dell’esistenza degli uomini sopra il muricciolo di cui prima intendeva solo le ombre. In un primo momento, l’uomo liberato, verrebbe abbagliato dalla luce, la visione delle cose sotto la luce lo spiazzerebbe in forza dell’abitudine alle ombre maturata durante gli anni, ma avrebbe comunque il dovere di mettere al corrente i compagni incatenati. I compagni, in un primo momento, riderebbero di lui, ma l’uomo liberato non può ormai tornare indietro e concepire il mondo come prima, limitandosi alla sola comprensione delle ombre.
    Nel mito della caverna la luce del fuoco rappresenta la conoscenza, gli uomini sul muricciolo le cose come realmente sono (la verità), mentre la loro ombra rappresenta l’interpretazione sensibile delle cose stesse (l’opinione). Gli uomini incatenati rappresentano la condizione naturale di ogni individuo, condannato a percepire l’ombra sensibile (l’opinione) dei concetti universali (la verità), ma Platone insegna come l’amore per la conoscenza (la filosofia stessa) possa portare l’uomo a liberarsi delle gabbie incerte dell’esperienza comune e raggiungere una comprensione reale e autentica del mondo. In questo mito va al di là delle possibilità della dialettica, strumento specificamente umano di conoscenza, e ricorre a immagini e situazioni che lo allontanano dal sapere argomentativo, La poesia, il mito, la religione proiettano la sua opera in una dimensione sacra dell’esistenza, Collocando la realtà su un piano divino, cioè verso l’essere a cui l’uomo può accedere perchè la sua stessa coscienza, il suo logos proviene da essa, sottolineando l’intima relazione tra uomo e natura, microcosmo e universo ( l’anima, che svincolatasi dal corpo, può ricongiungersi con il divino, riconoscendo la sua vera natura). Essa infatti è concepita come preesistente e soggetta al ciclo della metempsicosi, per cui il corpo di ogni singola esistenza è solo un effimero ricettacolo di una coscienza imprigionata nella dimensione materiale e il mondo non è visto come un’aggregazione meccanica, ma come un grande organismo dotato di una propria anima.

    Esercizio 12
    L’amore è un sentimento che può generare felicità, gioia, appagamento se è corrisposto, ma al tempo stesso può essere fonte di profonda sofferenza. Quando l’amore si basa su un’aspettativa, che si realizza attraverso un “do ut des”, è sicuramente fondamentale che colui che ama si senta anche amato, perchè ciò genera fiducia, l’elemento che è alla base di qualsiasi relazione finalizzata a costruire insieme, nella prospettiva di un futuro possibile, che generi tracce destinate a rimanere nel tempo: la coppia, il matrimonio, la famiglia.
    Diverso è l’amore incondizionato, quello che si gratifica di se stesso, ossia un amore che prescinda da qualsiasi forma di ritorno, che è fede, passione, ideale, eroismo. Ne ritroviamo esempi nella storia e nei suoi personaggi, in eventi che sono spesso straordinari e che dovrebbero indurre a riflettere sui limiti della natura umana, caratterizzata da bene e male, da egoismo e altruismo, da bontà e crudeltà. Potremmo dire che tale forma di amore è la molla che muove il mondo, che genera il progresso, che salva l’umanità.
    purtroppo i fatti di cronaca dimostrano che questo è un sentimento sempre più raro in una società dominata dall’utilitarismo, dalla crudeltà, dal desiderio di sopraffazione.
    Recuperare questa forma di amore significherebbe preservare l’umanità da un destino di distruzione e, soprattutto, ritrovare il rispetto per la vita e per la persona.

    Esercizio 13
    Le concezioni di amore sono tante e diverse. Nello stesso testo di Platone si può notare che ogni bacchettante considera in modo differente questo sentimento, per cui non è possibile darne una definizione esatta e precisa. Possiamo distinguere, anche se in modo molto generico, delle principali accezioni di amore:
    – Amore romantico: è quel tipo di amore provato tra due persone dello stesso sesso o di sesso opposto. Può essere considerato come quel sentimento che unisce affettivamente due persone a prescindere dalle diversità, che siano religiose, sociali, economiche o razziali;
    – Amore cortese: quell’amore dove la donna è vista dall’amante come un essere sublime e irraggiungibile, in certi casi addirittura divino. E’ un amore perpetuamente inappagato, non spirituale o platonico, ma con accese note sensuali, anche se il possesso della donna è irraggiungibile. Perciò è un amore che genera sofferenza e tormento, ma anche gioia perché forma di pienezza vitale che ingentilisce l’animo;
    – Amore platonico: come quello di Dante per Beatrice, ossia un amore fine a se stesso, che non ricerca un appagamento esterno perché esso scaturisce dalla contemplazione e dalla lode per la creatura altissima che è in Terra “come un miracolo”. L’amore per la donna innalza l’anima sino alla contemplazione divino e diventa amore mistico;
    – Amore terreno: quello che non esclude l’aspetto sensuale e che spesso genera conflitti interiori, un continuo oscillare tra poli opposti e di cui troviamo un esempio famoso nell’amore di Petrarca per Laura, in cui il dissidio nasce proprio da questo amore che è al tempo stesso spirituale e fisico e perciò non strumento di elevazione ma di traviamento;
    – Amore come forza della natura: il sentimento è vissuto in una prospettiva tutta laica e terrena così come quella che ritroviamo nell’esempio del Decamerone di Boccaccio. In esso l’amore si presenta nelle più varie forme e può essere fonte di ingentilimento oppure costituire uno stimolo all’”industria”, aguzzare le capacità dell’individuò per il raggiungimento dei propri fini. Inoltre può dare origine alla commedia dei sensi dove la realtà della carne e del desiderio sensuale si manifesta come una forza di natura fondamentalmente spontanea e innocente.

    Esercizio 14
    Dal discorso di Diotima emerge la definizione di Eros come desiderio di immortalità, affinchè la felicità che proviamo quando conseguiamo il bene possa durare in eterno ed è questo desiderio che porta gli uomini a mandare avanti la specie (il che diventa quasi lo scopo principale del sentimento amoroso), procreando, attraverso un atto d’amore che conferisce le caratteristiche del divino anche ad un semplice essere umano e, dato che gli dei contemplano solo il bene ed il bello, tutto ciò accade nella bellezza. Il desiderio di generare, procreare, mandare avanti la specie, raggiungere l’immortalità e l’eternità attraverso la maternità non è proprio solo degli uomini, ma persino del più infimo degli animali: l’istinto materno porta a sacrificare se stessi, a privarsi anche di quanto è strettamente necessario per sopravvivere, a mettere a rischio la propria stessa vita per salvaguardare quella della prole, ma sempre perché il singolo individuo brama l’immortalità e vede nella progenie in mezzo per conseguirla. Non si può certamente condividere questa visione quasi egoistica dell’istinto materno, il quale piuttosto nasce da una tendenza naturale, propria degli uomini, ma anche degli animali, che scelgono di condividere le proprie vite e emozioni come l’avere un figlio con la persona amata, nell’ottica di un amore davvero completo e, soprattutto, di uno spassionato desiderio di riceverlo e darlo.

    Esercizio 15
    1. Secondo Diotima, chi è “fecondo nell’anima” sarà in grado di arrivare all’amore verso la Bellezza in sé, attraverso un processo di purificazione, partendo da un amore verso una bellezza sensibile, come ad esempio quella fisica. Da qui, l’individuo sarà in grado di conoscere la bellezza delle anime, poi quella delle leggi e le scienze, fino ad arrivare appunto all’amore verso la Bellezza in sé.
    2. La bellezza viene raggiunta come attraverso una scala, ovvero salendo, per gradi diversi, sempre più in alto. Il grado più basso consiste nell’amore per le cose sensibili. I corpi, ad esempio. Ma, ad un certo punto, l’individuo si accorgerà che “la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone”. A questo punto, inizierà a scoprire la bellezza delle anime, che trascende la bellezza fisica, in quanto si inizierà “a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente attraente”. L’amore verso questo tipo di bellezza, lo porterà a notare che è circondato da essa, poiché questa è in tutto ciò che fanno gli uomini. Allora inizierà a dedicarsi allo studio delle scienze, “per coglierne la bellezza”. Quindi l’individuo smetterà di provare amore verso un solo tipo di bellezza, fino a quando non giungerà a contemplare l’idea di un amore verso una bellezza più generica: la Bellezza in sé. “Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del ascino che dà l’amore per il sapere. Finché, reso forte e grande per il cammino compiuto, giungerà al punto da fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza perfetta”
    3. La bellezza in sé, come descritta da Diotima, è una bellezza che non appartiene a nessun essere vivente, ma è quella che appare all’uomo che la raggiunge. E’ eterna, senza quindi nascita o morte, non può cambiare nel tempo ed è sempre e comunque bella, da qualsiasi lato la si osservi. Essa non ha una vera e propria forma, in quanto non rimanda a nessuna immagine appartenente al mondo sensibile. Nonostante ciò, però, non è una teoria astratta.

    Esercizio 16
    Ho scelto di sviluppare il tema dell’amore come mancanza e come felicità attraverso la canzone “Do I wanna know?” degli Arctic Monkeys e “Il canzoniere” di Francesco Petrarca.
    Nel testo della canzone si afferma:
    “Do you ever get that fear that you can’t shift the tide
    that sticks around like something in your teeth?
    Hai mai paura di non riuscire ad evitare la marea
    che ti gira intorno come qualcosa in mezzo ai denti?
    I’ve dreamt about you nearly every night this week
    Ti ho sognata quasi ogni notte questa settimana
    Cause there’s this tune I found that makes me think of you somehow and I play it on repeat
    Until I fall asleep
    Perché c’è questa canzone che ho trovato che mi fa pensare a te e la ascolto in continuazione
    finché non dormo
    (Do I wanna know?) If this feeling flows both ways
    (Sad to see you go) Was sorta hoping that you’d stay
    (Baby we both know) That the nights were mainly made
    for saying things that you can’t say tomorrow day
    Crawling back to you
    (Voglio saperlo?) Se questo sentimento viene da entrambe le parti
    (Triste vderti andar via) quasi speravo che restassi
    (Baby, lo sappiamo entrambi) che le notti sono state fatte
    per dire cose che il giorno dopo non diresti
    Striscio verso di te”
    L’autore percepisce il sentimento verso la sua amata come una marea, ovvero come qualcosa di travolgente, la mancanza sta nel fatto che questi non riesce a rendersi conto dei sentimenti della donna, in quanto non ha alcune certezza e, infatti, desidera sapere se il suo amore è corrisposto o meno, d’altro canto, però, si percepisce anche la felicità, infatti egli afferma di averla sognata ogni notte (quindi il sogno è associato ad un pensiero felice) e la pensa spesso ascoltando una canzone (anche la musica rimanda ad un pensiero felice perché è armonia, allegria).
    Per quanto riguarda la scelta del Canzoniere, quest’opera è interamente dedicata a Laura, la donna amata da Petrarca e si compone di due parti: in vita e in morte di Laura. L’amore del poeta per Laura è perpetuamente inappagato e tormentato. Gli stati d’animo rappresentati dalla poesia riflettono un continuo oscillare tra poli opposti, senza mai giungere ad una risoluzione definitiva: ora il poeta associa la donna a complesse architetture di immagini anche giocando simbolicamente con il nome della stessa (con il richiamo al “lauro poetico”), ora ne contempla l’immagine creata dal sogno, dalla fantasia o dalla memoria, essendo Laura sempre lontana, “altrove”, nello spazio e nel tempo; ora soffre per la sua crudeltà e indifferenza paragonandola ad una <> e invoca pietà per le proprie sofferenze, talvolta prega Dio perché stanco e incapace di sopportare ulteriori tormenti e sofferenze. Nonostante tutto la forza della passione, però, lo riprende e lo domina, riconducendolo alla vicenda di sogni, fantasticherie, desideri, lacrime e sospiri.

    Esercizio 17
    Punto 1 – Alcibiade, completamente ubriaco, si presenta in casa di Agatone per incoronarlo, ma qui incontra Socrate, suo amante, e comincia un elogio piuttosto ambiguo, in quanto anche se Alcibiade sembra voler esaltare le doti ed i pregi di Socrate, in realtà, sotto determinati aspetti, ne fa anche una sfrontata critica. Alcibiade comincia il proprio discorso definendo Socrate “un bel tipo”, ma accusandolo anche di essere tracotante:
    1. Per prima cosa Alcibiade paragona Scorate a Marsia, l’inventore ed abile suonatore dell’áulos (flauto usato nei simposi e nelle tragedie), affermando che il filosofo ateniese differisce dal suddetto satiro solo per l’utilizzo delle parole in sostituzione degli strumenti musicali. Con questo paragone egli vuole sottolineare le straordinarie abilità di oratore del suo amante, affermando di essere completamente rapito dai suoi discorsi, che gli suscitano emozioni così forti da renderlo commosso e dipendente da questi; il suo non poter fare a meno delle parole di Socrate si può leggere in due modi: da una parte è un’esaltazione delle capacità oratorie di quest’ultimo, dall’altra Alcibiade afferma di essere quasi sotto il controllo della forza dionisiaca sprigionata dalla filosofia di Socrate (arrivando a paragonarla al morso di una vipera), di sentirsi profondamente in colpa e, addirittura, di provare vergogna di sé perché si sente inadeguato, moralmente colpevole per non seguire pienamente le “istruzioni” di Socrate, rendendolo in questo modo agli occhi degli presenti come una sorta di giudice manipolatore;
    2. In secondo luogo Alcibiade paragona Socrate ad una statuetta di Sileno, rendendo nota a tutti la passione del filosofo per i bei ragazzi, in realtà Alcibiade vuole sottolineare quanto dall’esterno si possa solo apprezzare l’immagine che il filosofo vuol dare di sé: ironico, modesto, ovvero che “ignora tutto, non sa mai niente”, ma aprendo la statuetta si può restare sorpresi dalla saggezza che questa nasconde . Per dimostrare ciò egli riporta un aneddoto, raccontando di aver invitato a cena Socrate più volte precisa che quest’ultimo nella prima occasione inizialmente si mostra riluttante nell’accettare l’invito e andando via subito dopo cena, al successivo invito si trattiene fino a notte fonda a conversare senza tregua per poi restare per la notte, iniziativa tra l’altro non partita da lui. Alcibiade a questo punto si introduce nel letto di Socrate, ma non ottiene da questi la minima attenzione; è a questo punto che Alcibiade gli dichiara i suoi veri sentimenti “Penso che tu saresti un amante degno di me”, afferma, desiderando, più di tutto al mondo, di voler migliorare se stesso e vedendo nel filosofo la tanto ricercata bellezza interiore, ma Socrate gli risponde affermando di ritenere che egli non ha ancora lo sguardo penetrante di chi ha esperienza e che si è ingannato nel giudicare Socrate stesso come un modello di bellezza interiore, quanto in effetti non lo è. Il senso di questo episodio, secondo Alcibiade, quasi offeso dalla mancanza di attenzioni ricevute, è che Socrate si è dimostrato un uomo forte, saggio e virtuoso, con un’intelligenza e una fermezza introvabili.
    3. A questo punto Alcibiade comincia ad elencare una serie di pregi di Socrate anche nell’ambito del combattimento, prima raccontando l’episodio della spedizione Potidea, poi a Delio. Nel primo caso Socrate si era dimostrato capace di resistere alle fatiche, alla fame e al freddo, affermando di non averlo mai visto ubriaco, anche quando erano ben forniti. A Delio, invece, Alcibiade si trova accanto a Socrate (descritto come coraggioso, sicuro di sé e capace di guardare i nemici con occhio tranquillo, non mostrando alcun timore) durante il combattimento e afferma che egli riuscì a salvare la sua vita, nonostante ciò non solo non chiese alcun riconoscimento, ma chiese che Alcibiade ricevesse egli stesso un premio.
    4. Infine, Alcibiade termina il suo elogio paragonando gli stessi discorsi di Socrate alle statuette dei sileni: le parole del filosofo a primo ascolto possono sembrare quasi comiche, ma prestando la dovuta attenzione, penetrandone il senso si scopre il significato profondo: le sue parole rimandano sempre alla virtù, elevando l’animo di chi lo ascolta. L’elogio di chiude con Alcibiade che consiglia ad Agatone di stare attento, però, a Socrate, quasi come questi fosse un affascinante incantatore, che con la sua aria innamorata incanta le persone e le fa innamorare di lui.
    Punto 2 – Il paragone con le statuette dei Sileni è volto a mettere una nuova luce sulla filosofia di Socrate, infatti Alcibiade invita a non soffermarsi sulle parole usate da Socrate, che ricordano gli intrecci della pelle di un satiro, andando ricercare, piuttosto, il significato profondo e la saggezza che dietro queste si nasconde rimandando in ogni caso alla virtù.
    Punto 3 – L’elogio di Alcibiade di certo non è separato dal resto dell’opera, anzi è volto a mostrare dei tratti comuni tra Socrate e l’Eros. Quest’ultimo è un demone, mentre il filosofo è colui che, per definizione, “ama la conoscenza” e sa di non sapere, dunque vuole migliorarsi perché ama ricercare il sapere, dove l’amore che egli prova è un’attrazione, un tendere verso la conoscenza della verità, della perfezione. Al tempo stesso l’eros desidera, tende verso, la bellezza, ovvero quanto di perfetto esista; ecco dunque la corrispondenza tra Socrate e l’Eros.

  34. A.trodelli il said:

    ESERCIZIO 8
    In questa parte del Simposio Agatone ha appena terminato il suo discorso nel quale afferma che l’Eros era il più bello ed il più buono degli dei, lasciando la parola a Socrate. Egli allora applica la tecnica dell’ironia, che significa letteralmente “finzione” e si allontana dal banchetto sostenendo che non è in grado di rendere elogio riguardo un tale argomento dopo che Agatone ne ha parlato splendidamente. Dopo però l’insistenza degli altri commensali inizia la fase più incalzante della filosofia Socratica, basata su domande abbastanza rapide di cui risposte sono sempre di consenso da parte degli interlocutori. Agatone sosteneva che Eros fosse quindi un dio bellissimo e buonissimo, secondo il concetto di kalokagathìa tipico della cultura greca, dove la bellezza interiore si esprimeva nella bellezza estetica. Socrate inizia a porre domande, portando Agatone a convenire con lui che amore è desiderio di bellezza e bontà, teoria espressa in questa parte del testo:
    Socrate: “[…] e se le cose stanno come tu ci hai detto, I’Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero?”

    Agatone fu d’accordo.

    “Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente lamancanza e che non si possiede?”

    “Sì”, ammise.

    “L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?”

    “Per forza”, disse.

    “Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?”

    “No di certo.”

    “E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”

    “Temo proprio – disse Agatone – di aver parlato senza sapere quel che dicevo.”

    Ecco che Agatone capisce allora di aver parlato a sproposito, ammettendo che l’eros che egli considerava bellissimo e buonissimo, se è attratto dalle cose belle e le desidera, non può essere attratto e desiderare ciò che ha già. Se Eros desidera la bellezza ne deve essere quindi manchevole. Esso allora non è bellezza , ma bensì desiderio di essa. Il filosofo però non argomenta la sua tesi, ma anzi la afferma tramite un ragionamento induttivo, basato sul dialogo.

    ESERCIZIO 9
    Come detto in precedenza la tesi sostenuta da Socrate è quella che l’Eros essendo alla ricerca delle cose belle e desiderandole, non può essere bello. Inoltre poiché il bello c’è dove è presente il buono, l’Eros non è né bello né buono. Ancora una volta siamo di fronte alla teoria del “kalos kai aghathos” , in mancanza dell’uno vi è la mancanza dell’altro. Socrate arriva infine a far ammettere ad Agatone che l’Eros oltre a non essere bello, non è neanche buono.

    “Però il tuo discorso era molto elegante, Agatone. Ma ancora una piccola domanda: le cose buone sono allo stesso tempo belle, secondo te?”

    “Lo sono, a mio avviso.”

    “Allora se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per forza mancare anche la bontà”.

    “Di sicuro, Socrate – disse Agatone -, io non sono in grado di contraddirti: ammetto quel che tu dici. ”

    Qui Socrate riesce nel suo intento, spiega quindi che l’Eros è manchevole anche di bontà ed Agatone non può fare altro che ammetterlo e di concordare con egli.

    “No, carissimo Agatone – disse Socrate -, non me, ma la verità tu non puoi contraddire:Socrate, lui sì che è facile contraddirlo.

    Ancora una volta Socrate sorprende dando una risposta a mio avviso quasi inaspettata, sostenendo che non è lui ad aver ragione, ma è la verità stessa che non può essere contraddetta. Questo è un tratto tipico della filosofia Socratica; il filosofo infatti non afferma mai di sapere la verità, sostiene invece che egli ne viene a conoscenza tramite il dialogo con gli altri, facendola in un certo qual modo “partorire” al suo interlocutore. Egli era infatti solito paragonarsi ad una levatrice sterile, che aiuta quindi le persone a partorire la verità.

    ESERCIZIO 10
    A mio parere l’amore è qualcosa che si anela e si desidera quando non la si ha e volere amare ed essere amati è un desiderio che accomuna tutti gli esseri umani. Amare però può significare anche continuare a desiderare ciò che si ha, magari volendo che possa durare per sempre, quando ciò che si ama riesce a renderci felici. L’amore però può portare anche alla sofferenza e al malessere, e si può addirittura arrivare a desiderare che la cosa prima tanto voluta finisca. La definizione di amore quindi, secondo la mia concezione di esso, non è unica ma varia a seconda di chi ama e di chi viene amato e a seconda della struttura di questo amore. Un esempio cinematografico di un amore voluto e apprezzato che però alla fine è stato abbandonato a causa delle diversità delle due personalità è “Nove settimane e mezzo”, film di qualche anno fa di cui sono venuta a conoscenza da non molto tempo, parlando con i miei genitori di varie situazioni che si possono vivere in campo sentimentale. La trama del film parla dell’incontro di una giovane donna e di un giovane uomo, appuntamento dal quale grazie ad una grande attrazione fisica nasce una storia d’amore inizialmente idialliaca e soddisfacente per entrambi. Nel corso della relazione però i protagonisti scoprono delle diversità sulla concezione di vivere un amore anche nella fisicità. Questo spingerà maggiormente lei, interpretata da Kim Basinger, a porre fine alla relazione nonostante le avesse fatto vivere infinite sensazioni. Questo è appunto un esempio per indicare che ciò che si desidera anche a lungo, non sempre si rivela la cosa che possa portare alla felicità.

    ESERCIZIO 11
    Platone era solito nei suoi dialoghi, soprattutto in quelli della maturità, è solito passare da uno stile argomentativo allo stile della rivelazione che spesso si esprimeva attraverso i miti. I miti erano utilizzati da Platone anche se si discostavano dal suo modo di filosofare, sia per introdurre sia per spiegare le sue idee. Questa caratteristica la si può notare in alcuni miti, come quello della caverna che è uno dei più celebri del filosofo e si trova nel settimo libro de “La Repubblica”.Il racconto si apre con l’immagine di una caverna dentro la quale si trovano incatenati sin da piccoli dei prigionieri, legati da delle catene dietro le cui spalle è acceso un fuoco. Tutto ciò che loro possono vedere sono soltanto le ombre e ciò che possono ascoltare sono solo dei suoni di cui però non sanno la provenienza. Gli uomini prigionieri non possono guardare la realtà delle cose ma solo farsi delle proprie idee, spesso sbagliate, su quello che li circonda. Quando l’uomo prigioniero viene però liberato e esce dalla caverna, allora entrerà in contatto con la luce del sole che inizialmente gli farà male non essendo abituato, ma che col tempo lo porterà ad ammirare la vera natura delle cose e a comprendere ciò che lo circonda anche se ne era inizialmente diffidente. In seguito l’uomo liberato vorrebbe poter liberare gli altri prigionieri per renderli complici delle sue scoperte. Platone con questo racconto si riferisce all’uomo filosofo che venuto a conoscenza della verità grazie alla filosofia, non viene subito compreso dagli altri. I prigionieri rappresentano infatti le persone che non fanno filosofia, che essendo voltate con le spalle verso il fuoco possono solo vedere le ombre di ciò che li circonda, dunque non conoscono la realtà.

    ESERCIZIO 12
    L’amore anche a mio parere ha due intensità diverse a seconda se sia corrisposto o meno. Quando un amore non è corrisposto, non dà serenità, ma solo struggimento e diventa un qualcosa di negativo, che porta sofferenza e di cui ci si vorrebbe liberare. L’amore che invece viene corrisposto, regala gioia, in quanto amare ed essere amati, come ho detto in precedenza è il desiderio che accomuna tutti gli esseri umani. Per mia esperienza, un amore ma anche una semplice cotta non corrisposta, non fa altro che occupare tempo e fa solo soffrire, non costruisce nulla di buono, se non una corazza esterna che porta ovviamente ad essere più forti ma allo stesso tempo diffidenti nei confronti del sentimento in questione. Quando però arriva l’amore corrisposto, si capisce allora che tutto ciò che si è provato prima era nulla in confronto a quelle sensazioni e quella felicità che può portare sentirsi amati e desiderati dalla persona amata. Ovviamente, l’amore è un sentimento contraddittorio che porta a discussioni, scontri caratteriali, cambiamenti e/o modifiche nel modo di pensare e di agire, ma queste cose passano in secondo piano quando si ha la sicurezza che dall’altra parte c’è una persona pronta ad accettarti anche con tutti i difetti e che nonostante tutto ti amerà. Forse la mia è una visione fin troppo favolistica dell’amore, ma credo che qualcosa del genere possa capitare e bisogna esserne fiduciosi, bisogna saper aspettare e cogliere l’occasione, rischiare tutto. Quindi credo che l’amore corrisposto, sia molto più forte di quello non corrisposto, che alla fine è qualcosa di unilaterale e distruttivo, mentre l’amore corrisposto può far nascere qualcosa di reale e tangibile.

    ESERCIZIO 13
    L’amore è un sentimento che cambia le vite delle persone che lo provano, in quanto fa cambiare il modo di pensare. Ovviamente non ha soltanto un aspetto, ma ha più sfaccettature, credo quindi che esistano vari tipi di amore:
    -L’amore da parte di un genitore per un figlio o di un figlio per un genitore, un amore quindi legato alla famiglia e alla stabilità, è un sentimento che viene provato anche dagli animali e che si basa su un vero e proprio senso di protezione;
    -L’amore per una rockstar o un gruppo musicale, che è tipico della gioventù e che si lega ovviamente alla musica e che è un amore idealizzato, infatti non si ama perché si conosce la persona ma perché si rende la persona incarnazione di un proprio ideale che magari non ha nulla a che fare con la realtà;
    -L’amore per la patria nel nome del quale durante la storia si sono sacrificate migliaia di persone;
    -L’amore per un amico, che si basa sulla conoscenza e sull’aiuto reciproco;
    -L’amore per gli animali e per la natura;
    -L’amore per uno sport, che porta a sacrifici duraturi nel tempo;
    -L’amore per la sapienza e per le conoscenze che si basa quindi sullo studio;
    -L’amore sotto il punto di vista dell’attrazione fisica, che porta quindi due persone a desiderarsi fisicamente;
    -L’amore per la religione che spesso però viene esaltata fino all’esagerazione dando vita a congreghe o sette.

    ESERCIZO 14
    Nel discorso tra Diotima e Socrate, la donna afferma che l’amore conserva un desiderio di immortalità. A mio parere, nel procreare esiste un senso di ‘immortalità’, sia perché quando si hanno dei figli allora si è ricordati anche dopo la morte, vivendo nei ricordi delle persone, ma anche perché aspetti fisici o caratteriali rimangono geneticamente nella prole che ne seguirà. Per esempio anche nel detto “auguri e figli maschi” si augura alla persona di avere figli in modo da poter continuare la “stirpe”. Diotima sostiene che l’Eros sia desiderio di immortalità e che proprio per questo da parte dei genitori ci sia un senso di protezione nei confronti dei figli. Per opinione mia non è questo che spinge in realtà le madri ad essere protettive, ma è più che altro un senso di appartenenza, avvertire il figlio come qualcosa di proprio, che si è tenuto in grembo per nove mesi e che ha provocato dolore ma che ha scaturito un amore enorme. Da qui nasce allora il senso di protezione che può portare a litigi o a sofferenze ma anche a piccole gelosie da parte dei genitori, ma in fondo la mamma è la persona che ti può capire sempre, è la prima parola che si dice da quando si nasce, è la roccia su cui si fa affidamento e che ti amerà per sempre.

    ESERCIZIO 15

    1)La bellezza per Diotima ha il ruolo di purificazione delle anime.

    2)L’eros deve attraversare varie fasi secondo la donna, in primis si innamorerà delle persone belle, poi inizierà a prestare attenzione in primo luogo alle anime e metterà in secondo piano la bellezza estetica ed apprezzerà le persone per la loro anima bella, poi si libererà dalla limitazione di amare una sola persona e sarà orientato verso l’infinito della bellezza, senza innamorarsi della bellezza di un solo genere.

    3) La descrizione della bellezza fatta da Diotima, a parere mio bellissima,parla di una bellezza immutabile, bella sempre nonostante i punti di vista che non ha forme, volto e non ha caratteri estetici e che è facilmente comprensibile a tutti. Inoltre è al di fuori del tempo, indipendentemente dai punti di vista.

    ESERCIZIO 16

    L’amore in questa parte del Simposio viene visto sotto differenti punti di vista: amore come mancanza e come felicità, amore come desiderio di procreazione spirituale mediante l’arte che quindi è presente in tutti gli artisti che vogliono creare nel bello. Una canzone che ho ascoltato e che mi ha fatto pensare all’amore per le cose belle, nonostante il passare del tempo è “La Bellezza” di Roberto Vecchioni…direi che l’autore con questa delicata canzone voglia esprimere l’amore per la bellezza della gioventù con un po’ di nostalgia ma senza rimpianto anzi con il piacere di osservare una cosa bella solo per la felicità di poterla guardare anche da lontano, quindi un amore che porta anche alla felicità. Tutto ciò descritto da un uomo che prova un sentimento per una donna anche se più giovane e che la ammira nonostante la sua età. Ma l’ammirazione non è fisica, anzi mi sembra molto più diretta verso l’animo della ragazza, quindi l’amore è diretto al bell’animo.

    ESERCIZIO 17
    Prof, non sono riuscita a trovarlo, non so perché ma riuscivo a vedere solo fino al 16.
    Comunque, riguardo la domanda dell’altro esercizio, riguardo il mio riferimento al “Lago dei cigni” volevo dirle che ho scelto quest’opera perché faccio danza da ormai dodici anni ed è una delle mie preferite, sia per le musiche, che per la trama e le coreografie.

    • proflombardi il said:

      Hai ragione, l’esercizio 17 l’ho messo solo alla fine del pdf da scaricare e non nella pagina. Rimedio subito e comunque lo inserisco anche qui. Per quanto riguarda gli esercizi svolti ti faccio i miei complimenti. Brava continua a lavorare così.
      Esercizio 17
      Facendo riferimento all’elogio di Socrate compiuto da Alcibiade, rispondi alle domande che seguono.
      1. Che cosa dice Alcibiade di Socrate? Fai un elenco delle caratteristiche che gli attribuisce.
      2. Qual è il significato del paragone tra Socrate e le statuine dei Sileni?
      3. C’è un rapporto, secondo te, tra questa parte dell’opera e quelle precedenti? Socrate ha qualcosa in comune con Eros, il dio di cui i partecipanti al simposio hanno parlato fin qui?
      Se sì, che cosa?

  35. Noemi Cariello il said:

    ESERCIZIO 10
    Socrate costruisce il proprio ragionamento con la premessa di amore come desiderio di cio che non abbiamo,qualcosa che viene ricercato con lo scopo quindi di completarci. Ho una visione leggermente differente dell’amore. Io partirei dal concetto di coppia,che cos’è? ma soprattutto perchè due persone che si amano vengono definite tali?
    1 sf
    due persone, due animali o due cose uniti insieme per qualche scopo; specialmente un uomo e una donna uniti dall’amore.
    2 sf
    nei giochi di carte, due carte uguali; anche due compagni che giocano insieme contro altre coppie.
    3 sf
    nel ciclismo, i due atleti che partecipano a una gara a coppie, alternandosi in pista.
    4 sf
    {fisica} l’insieme di due forze uguali, parallele, di senso contrario e di risultante nulla, applicate in due punti diversi di un corpo.
    il vocabolario ci suggerisce varie definizioni ma,non a caso,per primo inserisce la coppia di persone unite dall’amore.
    Allo stesso modo la fisica la definisce come ‘insieme di due forze’.
    Io credo che l’amore sia esattamente questo,non la mancanza o l’assenza,quanto l’unione di due forze,e penso anche che non si possa parlare di amore singolo,provato da un solo individuo,ma che sia il punto in cui i due individui diventano uno solo.
    Mi viene in mente un film,più precisamente una parte nella quale il protagonista definisce l’amore come:’
    L’amore è quell’attimo che non aspetta nemmeno un secondo, che rincorre il minuto, anche 60 volte, fino a che non arriva l’ora di vederti.L’amore è quel nodo d’argento vivo che lega gli occhi al cuore indissolubilmente.Tutto quello che vedrà il cuore si guarderà dagli occhi e tutto quello che si guarderà dagli occhi si vede dal cuore, e adesso che so tutte queste cose proteggimi, difendimi, voglio fidarmi di te’.
    ‘Quel nodo’capace di legare due persone che diventano una sola.
    ESERCIZIO 12
    Mi lego al discorso che ho fatto nell’esercizio 10.
    nella domanda c’è scritto’tali diversi sentimenti che oscillanno..’ il sentimento è lagato ad un determinato momento,ad un preciso periodo e allo stato d’animo che lo caratterizza. L’amore invece,se presente,è sempre presente(perdonate il finto gioco di parole).
    Non esiste amore triste, o amore felice,esiste l’amore.
    Mi piace associare alla parola amore il percorso che fanno due persone e che finiscono per trovarsi insieme,e non alla sofferenza che viene provata quando non è corrisposto.
    Per questo definisco amore la vittoria,il traguardo,la costruzione di qualcosa di grandissimo,e non le varie sfaccettature che,secondo il mio modesto parere,servono per la costruzione di solide basi,difiniamola preparazione.
    ESERCIZIO 13
    Se dovessi definire l’amore in una sola parola,direi DIO.
    Il centro di tutto,l’inizio di tutto.
    Non sono nata in una famiglia religiosissima,nè ho sempre frequentato gruppi parrocchiali,ma da quando ne faccio parte,so precisamente definire l’amore ma soprattutto,ho imparato a sentirlo.
    Il momento in cui ho più sentito la presenza d’amore,proprio nell’aria,attorno a me,è stato il momento della veglia al campo scuola,una sorta di serata dedicata alla riflessione personale,dedicata ai progetti,al futuro,guardandolo con gli occhi di Dio.
    Allo stesso modo penserei alla mia famiglia,
    basta pensare che io sia il frutto del loro amore.
    Il posto in cui si è al sicuro,il punto di riferimento per eccellenza.

  36. Claudia Berriola il said:

    Esercizio 8

    Nel dialogo tra Socrate e Agatone (nell’intermezzo), Socrate lascia esporre le sue opinioni riguardo l’Eros ad Agatone il quale dice che l’Eros è amore per la bellezza e la bontà.
    Socrate in un primo momento utilizzando la tecnica dell’ironia si finge ignorante su questo argomento e fa fina di andare via dal banchetto poiché non è in grado di compiere un elogio al dio Eros. Cosi facendo, Socrate porta Agatone a parlare dell’Eros in quanto appunto per lui sia bello e buono e Socrate gli pone delle domande che lo porteranno a riflettere e a domandarsi la verità sul Dio. Socrate inizia a spiegargli che se Eros è amore per la bellezza e la bontà egli stesso non può essere bello e buono perché si desidera solo ciò che non si possiede. Quindi grazie all’ironia Socrate riesce a far ammettere ad Agatone che Eros in realtà non è bello e buono come diceva nel suo elogio ma che cerca la bellezza.
    Attraverso queste parole riusciamo a comprendere quanto ciò si dicono Agatone e Socrate:

    “Tu rispondi come si deve, mio caro – disse Socrate -, e se le cose stanno come tu ci hai detto, L’Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero?”
    Agatone fu d’accordo.
    “Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la mancanza e che non si possiede?” “Sì”, ammise. “L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?”
    “Per forza”, disse.
    “Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?”
    “No di certo.” “E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”
    “Temo proprio – disse Agatone – di aver parlato senza sapere quel che dicevo.”

    Esercizio 9

    Nella parte finale dell’intermezzo Socrate afferma “Allora se a Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve mancare anche la bontà”.
    Con questa affermazione Socrate porta Agatone a concordare con lui e non sarà in grado di contraddirlo. Secondo me la bellezza e bontà non sempre coincidono, poiché se una persona è bella non necessariamente essa deve essere buona. Infatti, come ne ho parlato anche nelle domande precedenti, il concetto di “kalokagathia” “bello” e “buono” non è una cosa vera dato che un ragazzo/a può essere la persona più bella del mondo ma non avere un animo buono, mancante di bontà; così come una persona brutta non è detto che non abbia nulla da offrire, che non possegga un animo nobile e buono. Purtroppo ancora oggi sentiamo parlare del concetto del bello e il buono e al mio riguardo è una cosa alquanto triste, perché non si dovrebbe giudicare una persona solo dalle apparenze, belle o brutte che siano, come dice infatti un detto italiano “L’abito non fa il monaco”.. ciò significa appunto che non è dall’aspetto esteriore, o ciò che indossi a renderti una persona bella, ma quello che hai da offrire, ciò che si ha dentro a mio parere rende una persona buona e bella. Socrate, comunque, a sostegno di questa tesi propone il racconto fattogli da Diotima, una sacerdotessa di Mantinea. Questa sacerdotessa racconta a Socrate che l’Eros non è considerabile un dio perché esso è nato da un dio, Poros, e da una mendicante, Penia. Egli dal padre ha preso l’intraprendenza e l’ingegno, dalla madre la mancanza e il bisogno. Infatti, bisogna spiegare l’amore guardando all’innamorato piuttosto che alla persona amata, e l’innamorato è tutt’altro che felice, perché manca dell’amore della persona amata, però al tempo stesso lo desidera. Eros è quindi l’immagine del filosofo, che non possiede la sapienza, come gli dèi, ma la desidera e la cerca.
    Inoltre, Diotima spiega che se Eros non è un dio allora esso sarà un demone siccome ha caratteristiche intermedie, è metà uomo e metà dio, vale a dire un intermediario tra questi, proprio come un demone, secondo Esiodo infatti, il demone è colui che fa da intermediario tra i mortali e gli dèi.

    Esercizio 10

    Socrate con Agatone parla dell’amore. Dice che dal momento che uno ama una cosa e non la possiede cerca di averla e quindi la desidera, come appunto riportano queste parole del discorso: “Quando possiede ciò che desidera, è allora che l’ama, o quando non lo possiede?” “Quando non lo possiede: è probabile che sia così” – disse. “Ma pensa bene – disse Socrate – se invece che probabile non è una certezza: non dobbiamo forse dire che desidera ciò che non possiede, e che non desidera affatto ciò che possiede già? Per me, mio caro Agatone, questo è chiarissimo”. Secondo me l’amore è indubbiamente un sentimento che si prova quando si senta la mancanza di qualcosa, quando una persona si sente vuota perché ha necessità della sua metà, per essere completo. Un po’ come il discorso della mela riportato nelle domande precedenti. Ma l’amore non è solo questo, l’amore come si evince dal significato riportato sul vocabolario, è “Sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia”. E a mio avviso è una cosa verissima. L’amore è quel sentimento che si prova verso una persona alla quale siamo molti legati e che non riusciamo a farne a meno. L’amore verso una persona si manifesta nel momento in cui cerchiamo di far star bene quella determinata persona, quando anteponiamo il suo bene al nostro. Facendo riferimento alla canzone di Ed Sheeran – Thinking out loud – notiamo come l’innamorato proverà quel sentimento d’amore verso l’amata per sempre, anche quando ormai saranno vecchi e non avranno la forza di muoversi lui continuerà ad amarla poiché è la ragione per la quale vive.. Infatti dalla traduzione della canzone ciò si deduce facilmente: [Tesoro io, Ti amerò, Fino ai 70//Baby mio cuore, Potrebbe battere più forte, Di quando ne avevamo 23//Sto pensando a come, Le persone si innamorano in modi misteriosi, Forse è tutto parte di un piano, Io mi innamoro di te ogni singolo giorno, Voglio solo dirti che io sono//Perciò dolcezza, ora ..Prendimi tra le tue amorevoli braccia, Baciami sotto la luce di mille stelle, Posa la tua testa sul mio cuore che batte, Sto pensando ad alta voce, Forse abbiamo trovato l’amore proprio dove siamo.]. Per quanto riguarda le mie esperienze personali devo dire che devo non sono d’accordo con Socrate quando dice che se una cosa non è più nostra non la si desideri più. Per me invece è il contrario.. se una cosa(persona) è stata tua e per qualche motivo inizia a separarsi da te, tu devi fare il possibile per recuperarla e per far si che essa sia di nuovo tua. Non c’è nulla di più bello che lottare per amore, se si ama davvero una persona, a tal punto di fare qualsiasi cosa per lei, si deve continuare a credere e a lottare per averla. L’amore è il sentimento più forte che esiste in natura ed è l’unica cosa che riesce a dare un senso ad ogni cosa. Secondo me la frase migliore che riassume tutto questo è in latino “ Amor vincit omnia”.. ”L’amore vince su tutto”.
    Esercizio 11
    Platone passa a volte da uno stile argomentativo ad una rivelazione perché essendo un discepolo di Socrate pensava come lui che alcune tematiche non potevano essere spiegate normalmente. Lo stile di Platone è molto interessante in quanto egli fu il primo a servirsi del dialogo per riportare i suoi pensieri. La filosofia di Platone è una ricerca senza fine: negli ultimi dialoghi si autocritica e si rimette in discussione, rivedendo in profondità le proprie concezioni precedenti, e probabilmente nelle “dottrine mai scritte” è andato modificando e integrando le sue tesi. Nei suoi dialoghi vengono spesso inseriti dei miti che Platone usa sia per introdurre il Logos sia per esprimere dei concetti che non possono essere spiegati, ma che bisognano essere mostrati attraverso questi miti ed in alcuni casi essi assumono il tono della rivelazione. Un esempio di mito è quello di ER. Er è un guerriero ucciso in una battaglia. Il suo corpo raccolto e portato sul rogo, mentre, secondo l’usanza, stava per essere arso, si ridestò dal sonno mortale e raccontò quello che aveva visto nell’aldilà. La sua anima appena uscita dal corpo si era unita a molte altre e camminando era arrivata in un luogo divino dove i giudici delle anime sedevano tra due coppie di abissi, una diretta in cielo e l’altra nelle profondità della terra. I giudici esaminavano le anime e ponevano sul petto dei giusti e sulle spalle dei malvagi la sentenza ordinando ai primi di salire al cielo e agli altri di andare sotterra. Avevano quindi ordinato a Er di ascoltare e guardare ciò che avveniva in quel luogo per poi raccontarlo. Dalle voragini intanto uscivano delle anime sporche e lacere che avevano viaggiato per 1000 anni, in cielo o sottoterra, per espiare le loro colpe. Chi in vita aveva commesso ingiustizie veniva punito con una pena 10 volte superiore al male commesso, mentre le buone azioni venivano premiate nella stessa misura. Quando i più malvagi, come i tiranni, tentavano di uscire dalla voragine questa emetteva una sorta di muggito ed allora venivano presi, scorticati e rigettati negli Inferi. Con questo mito Platone tende a sottolineare che l’uomo è l’unico artefice del proprio destino e che dipende soltanto dalle sue azioni nella vita precedente che porteranno poi l’anima a reincarnarsi in un altro corpo.

    Esercizio 12

    Per quanto dice Platone inizialmente il sentimento d’amore che prova l’amante è differente dall’amato. L’amante, infatti, per far ricambiare il suo amore all’amato deve superare ostacoli, prove difficili, deve riuscire a far innamorare una persona dalla quale non è ricambiato. E in questo compito colui che ama deve mettersi in gioco, deve fare di tutto per riuscire a “conquistare una persona”, l’amante sopporta il dolore, la frustrazione, la paura di non essere ricambiato, la paura che quella persona alla fine non sia davvero la persona giusta. L’amato, diversamente, deve sentirsi onorato per il fatto di essere speciale per qualcuno, sentirsi fondamentale nella vita di una persona. Quindi si, possiamo dire che esiste questa polarità dell’amore esiste per quanto appena detto. Personalmente sono d’accordo con ciò che dice Platone. Anche secondo me chi ama deve mettersi in gioco, non rinunciare mai, non deve arrendersi mai perché solo lottando potrà ottenere ciò che si vuole. Ovviamente c’è anche il caso in cui due persone si innamorarono l’uno dell’altro nello stesso momento, il cosiddetto “Amore a prima vista”. In quel caso sono entrambi a mettersi in gioco magari perché uno dei due è più timido e gli spaventa l’idea di avvicinarsi ad una persona, molte volte invece possiamo trovare il caso in cui entrambi riescono ad esprimere i loro sentimenti e in quel caso le emozioni che si provano sono le stesse. Solo in una cosa differisco da Platone per quanto detto all’inizio. Secondo me non è solo l’amante a mettersi in gioco in amore, anche se all’inizio quell’amore non e ricambiato, non vuol dire che sia un amore impossibile; se si arriva al momento in cui anche l’amato inizia a provare qualcosa per l’amante a quel punto sono entrambi a soffrire o a gioire, sono entrambi a mettersi in gioco e a dare tutto se stessi all’altro. Secondo le mie esperienze personali l’amato dopo un po’ di tempo arriva a soffrire di più dell’amante. Può sembrare un po’ ardua come cosa, eppure ci sono molti casi in cui dopo un po’ di tempo l’amato inizia a dare di più dell’amante, a fare di tutto per tenere stretta una persona, perché se l’innamorato è stato bravo a fare cedere l’amante e quindi a far ricambiare il suo amore, l’amato allora in quel preciso instante, nel momento in cui ricambia l’amore verso l’altro ci tiene molto di più, ci tiene perché non vuole che una cosa che è diventata sua dopo un breve o lungo periodo, gli venga portato via; non vuole che una volta che si è innamorato davvero, quell’amore gli venga sottratto.

    Esercizio 13

    Le concezioni di amore sono molto varie. Nello stesso testo di Platone si può notare che ogni bacchettante considera in vari modi questo sentimento, per cui non è possibile darne una definizione esatta e precisa. Possiamo distinguere alcune categorie di amore:
    1. L’amore per Dio, la fede e quindi quel sentimento che ci tiene legati alla chiesa;
    2. L’amore per il prossimo;
    3. L’amore casto e puro, quell’amore che lega due innamorati, sia eterosessuali che omosessuali, che è il vero amore, quell’amore che fine ad ora ne abbiamo parlato abbondantemente;
    4. L’amore per la natura e per gli animali, tutto ciò che riguarda il mondo, per migliorarlo e salvaguardarlo;
    5. L’amore sporco e finto (anche se non è vero amore, possiamo sempre definirlo una concezione di questo sentimento);
    6. L’amore per la famiglia, verso un membro della famiglia (fratello, madre, padre, nonni…)
    7. E infine c’è l’amore solidale, ovvero quell’amore verso amici, che anche se non è un amore spinto da passioni è pur sempre una forma di amore.

    Questi sono vari tipi del sentimento chiamato amore ma ce ne sono ancora e ancora. In sostanza si può dire che questo argomento si potrebbe stare a parlare per ore, perché è un sentimento visto in modo soggettivo, ognuno pensa all’amore nel modo che vuole, ognuno lo identifica come un sentimento piacevole, bello, puro, ma anche brutto, che fa soffrire. Ovviamente dipende dalle esperienza della persona che sta tenendo un discorso su tale argomento.

    Esercizio 14

    Platone nella parte “Eros come desiderio d’immortalità” spiega che il fine dell’amore è appunto l’immortalità. Inoltre spiega come l’amore di un animale o un genitore sia incondizionato, a tal punto di sacrificarsi per la propria prole. Trovo assolutamente vere queste parole, poiché l’amore di una mamma e di un padre verso i propri figli è immenso.
    In questa domanda, non riesco a dire un granché, è vero, è un argomento molto vasto, come ho già detto una madre e un padre farebbero di tutto per i propri figli, anche sacrificare la propria vita, ma anche se questa teoria è giusta molti genitori non si sforzano di capire i figli, di capire cosa c’è che non va, magari perché il figlio non sta bene, non va bene in qualche cosa, e i genitori in questo dovrebbero aiutare i figli e cercare di motivarli a fare bene e dire loro che tutto andrà bene.. Invece molti genitori tendono a demoralizzare i figli, rendendoli ancora più fragili e sensibili e non si accorgono che così facendo non diminuiranno i problemi, ma li aumentano. Anche se sono uscita leggermente fuori tema, ci tenevo a dire queste cose (per mie esperienze personali). Comunque sia, parlando di me, e di ciò che farò un domani che avrò la mia famiglia, con dei figli sarò perfettamente d’accordo con Platone su quanto detto inizialmente. I figli vanno protetti e difesi a costo della propria vita, soprattutto da una madre che ha tenuto con se per nove mesi il figlio in grembo; bisogna dare tutto l’affetto possibile per far si che il frutto di un amore puro e vero cresca in modo sano e in modo sereno.

    Esercizio 15

    1-2) Il percorso che porta dalla contemplazione della bellezza sensibile a quella dell’idea in sé è caratterizzato da un sempre maggiore livello di universalità, cui corrisponde una diversa prospettiva conoscitiva: i sensi sono legati all’individualità, al particolare, la ragione consente invece la conoscenza universale. Ma questo passaggio non è possibile senza la spinta dell’eros, della passione amorosa(nota 2 del testo “La scala dell’Eros”).
    In questa sezione del brano vediamo come Diotima sottolinea che coloro che sono “fecondi nell’anima” saranno in grado di intuire, attraverso la bellezza dei corpi, delle anime, quella dell’azione politica e delle leggi, che cercano l’armonia sociale e la bellezza della città.
    Citando versi delle varie categorie di bellezza che rispecchiano al meglio al concezione di bellezza che si vuole rappresentare, userei queste:
    – La bellezza dei corpi: “Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili, non si può non capire che essa è una sola, identica per tutti”;
    – La bellezza delle anime: “Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile: a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente attraente. Con lei nasceranno discorsi così belli130 che potranno elevare i giovani che li ascoltano”;
    – La scienza della bellezza: “Cesserà allora di innamorarsi della bellezza di un solo genere, d’una sola persona o di una sola azione – una forma d’amore che lo lascia ancora schiavo e rinuncerà così alle limitazioni che lo avviliscono e lo impoveriscono. Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere”.
    3) La bellezza in sé: “ La Bellezza non ha forme definite: non ha volto, non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole. Non è una teoria astratta (A questo stadio anche il discorso e il ragionamento vengono meno – Cit. Nota 6). Non è uno dei caratteri di qualcosa di esteriore, per esempio di un essere vivente, o della Terra o del cielo, o non importa di cos’altro. No, essa apparirà all’uomo che è giunto sino a lei nella sua perfetta natura, eternamente identica a se stessa per l’unicità della sua forma. […] Così, da soli o sotto la guida di un altro, la perfetta via dell’amore ha inizio con la bellezza sensibile ed ha per fine la contemplazione della Bellezza pura: l’uomo deve salire come su una scala, da una sola persona bella a due, poi a tutte, poi dalla bellezza sensibile alle azioni ben fatte e alla scienza, fino alla pura conoscenza del bello, e ancora avanti sino alla contemplazione della Bellezza in sé”. “La “scala dell’eros” presenta molte analogie con il mito della caverna narrato nella Repubblica, come abbiamo ricordato sopra. Anche le diverse tappe dell’iniziazione ricordano i momenti del mito, fino alla contemplazione del mondo delle idee. Lo schiavo liberato sente poi il dovere di tornare nella caverna per liberare a sua volta i propri compagni. Qui si ripropone, in forma più blanda, la stessa dinamica: chi è stato guidato verso la verità sente a sua volta l’obbligo di “convincere gli altri”( Cit. Nota 9).

    Esercizio 16

    Nella canzone “La bellezza” di Roberto Vecchioni è una vera forma di poesia che rispecchia il vero amore, quell’amore che non svanisce, che è sempre presente negli anni a venire, che non muore mai e che rimane intatto. In questa canzone si nota come l’amore di un uomo che ormai sta invecchiando rimane sempre lì fermo e forte; un amore che anche se ha sessanta anni rimane a guardare la sua amata, mentre a ventitré anni poteva in un certo senso godersi quell’amore in tutte le sue forme.
    Direi che vecchioni con questa delicata canzone voglia esprimere l’amore per la bellezza della gioventù con un po’ di nostalgia ma senza rimpianto, ma piuttosto con il piacere di osservare una cosa bella solo per la felicità di poterla osservare anche da lontano. Tutto ciò esplicitato nella formula di un uomo che prova un sentimento di amore-affetto per una donna, ragazza più giovane. Ma non credo che ci se debba troppo soffermare su questo dato che può essere un fatto totalmente ipotetico come no, non lo so e non credo sia importante, il dato importante è la poesia di un sentimento sincero.. Almeno questo è ciò che io sento ascoltando questa canzone, poi come ho detto ognuno può provare e scoprire significati differenti…a volte una cosa non esclude necessariamente un’altra anche se magari differente..
    Facendo un altro esempio di un amore vero, puro che non svanisce nel tempo è ritrovato nella poesia, anzi nel sonetto di Petrarca “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi”:

    Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
    che ’n mille dolci nodi gli avolgea,
    e ’l vago lume oltra misura ardea
    di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;
    e ’l viso di pietosi color’ farsi,
    non so se vero o falso, mi parea:
    i’ che l’esca amorosa al petto avea,
    qual meraviglia se di sùbito arsi?
    Non era l’andar suo cosa mortale,
    ma d’angelica forma; e le parole
    sonavan altro che, pur voce umana;
    uno spirto celeste, un vivo sole
    fu quel ch’i’ vidi: e se non fosse or tale,
    piagha per allentar d’arco non sana.

    In questo sonetto , il novantesimo dei Rerum vulgarium fragmenta, l’immagine di Laura torna a riaffacciarsi nella memoria del poeta in modo chiaro e limpido: la rievocazione è a tal punto intensa che la donna amata si staglia, con immagine fortemente icastica, nella mente del poeta e, conseguentemente, nella memoria del lettore. E si nota come il pensiero di Laura è sempre constante nella memoria di Petrarca, quasi come se fosse un chiodo fisso che anche dopo la sua morte è sempre presente perché rispecchia il vero amore.

    Esercizio 17

    1-2) Subito dopo la conclusione del discorso di Socrate, arriva all’interno della sala Alcibiade, completamente ubriaco, che vuole incoronare Agatone, il più bello della sala.
    Appena si accorge della presenza di Socrate, che tra l’altro era seduto accanto ad Agatone, inizia a ingelosirsi, in quanto provava qualcosa per Socrate. Così si siede tra i due e inia a scambiare alcune battute con Socrate. Poi inizia a fare un elogio di Socrate raccontando tutto ciò che ha fatto con lui e anche le sue capacità di convincere le persone su quanto lui dice.
    Alcibiade inizia a ricordare il coraggio di Socrate in guerra, paragonandolo alle statuette dei sileni, deformi nell’aspetto esteriore ma che nascondono al proprio interno l’effige di un dio. Questo ci vuole far capire che Socrate è un uomo molto saggio, e che racchiude al suo interno un’anima saggia e buona.
    Inoltre dice che Socrate può essere paragonato a Marsia, un eccellente suonatore di flauto che con la sua musica riusciva ad incantare tutti. Ma c’è un aspetto diverso tra Marsia e Socrate, e cioè che Socrate è in grado di incantare le sue persone attraverso la retorica, ovvero attraverso le parole.
    3) Tra Socrate ed Eros c’è sicuramente un aspetto in comune. Entrambi vanno alla ricerca della bellezza, delle virtù e della verità; entrambi sono filosofi appunto per il loro spirito di ricerca, per il loro amore verso la sapienza e per la loro saggezza.

  37. Antonio Russo il said:

    Esercizio 13:
    Esistono vari tipi di amore, infatti e distinguibile in ambiti e contesti diversi:
    – Esiste l’amore che si prova per un familiare, qualcuno che ti ha accompagnati sin dalla tua nascita, una persona con la quale sei cresciuto, da cui non ti aspetti nessun tipo di male.
    – Si può amare un libro o un film, perchè ha colpito particolarmente il nostro cuore.
    – Si può amare un personaggio famoso, che può essere reale o meno, oppure un personaggio storico per le sue imprese.
    – Si può amare uno stile di vita, o delle azioni che adoriamo fare
    – E poi c’è l’amore verso una persona,non una persona qualunque e non un amore qualunque, è un amore particolare che prende la tua vita e la occupa per 24 ore al giorno.
    Tutti gli amori che ho elencato possono mutare nel tempo, tranne l’ultimo, che se è vero non muta, se muta non è vero.
    esercizio 14:
    Platone sostiene che ogni membro di una discendenza sia prono a sacrificarsi per la propria prole. Io sono d’accordo con questo perchè lo possiamo vedere con i nostri occhi, nel mondo animale è una concezione con la quale si nasce, nel mondo degli umani può essere definita una concezione con la quale nasciamo ma che deve anche essere sviluppata. Vediamo in televisione casi di genitori che abbandonano e uccidono i propri figli, però sono casi molto rari. Io credo quasi ogni uomo o donna darebbe la propria vita per un proprio figlio, così accade nella mia famiglia e io stesso darei la mia vita per le persone che amo. Credo che questa sa una cosa importantissima che in certi casi può anche garantire il prosegua di una prole.
    esercizio 15:
    1) Per Diotima le anime possono essere purificate dalla bellezza, che cristallizza anche il più profondo angolo oscuro di ogni anima.
    2) Possiamo vedere che l’Eros inizialmente sarà preso dalla bellezza esteriore di ogni donna da cui ne detrarrà il suo amore, poi inizierà a sorvolare la bellezza esteriore per dedicarsi alla bellezza dell’anima per poi aprire i suoi orizzonti a non un unica anima bella ma alle diverse bellezze che le anime possono presentare.
    3) Diotima descrive la bellezza come qualcosa di assoluto e immutabile, un qualcosa che non si limita alla conformazione esteriore dell individuo, ma ad una bellezza facilmente comprensibile che scava nelle profondità dell’anima, che la rende bella sempre e comunque.
    esercizio 16:
    A questa domanda non riesco a non pensare a Prima del futuro, un libro di Asher Jay e Mackler Carolyn. In questo libro ambientato negli anni 80/90, due ragazzi riescono casualmente tramite uno dei primi cd-rom che permettevano l’utilizzo di internet, ad entrare nel loro profilo di facebook di 30 anni dopo. Entrambi iniziano a vedere le loro vite da grandi e vedono come ogni loro decisione diversa dal normale cambi questo futuro. I due cambiano spesso la loro vita del futuro e hanno un ossessione per essa ma poi capiscono che potranno cambiare la loro sorte ogni volta che vogliono ma in quel preciso momento, anche se stentano a crederci, si amano e vogliono stare insieme. Quindi troviamo un amore che va oltre il quotidiano che non pensa al futuro ma si concentra solo sull’essenza che esso crea, quella magia inconfutabile e unica.
    esercizio 17:
    Socrate, arriva all’interno della sala Alcibiade, completamente ubriaco, che vuole incoronare Agatone si accorge della presenza di Socrate, che tra l’altro era seduto accanto ad Agatone, inizia a ingelosirsi, poichè provava qualcosa per Socrate. Così si siede tra i due e inizia a scambiare battute e pensieri con Socrate. Poi inizia a raccontare tutto ciò che ha fatto con Socrate e anche le sue capacità di convincere le persone su quello che lui dice. Poi Alcibiade inizia ad elogiare Socrate per il suo animo saggio , il suo coraggio in guerra e la sua capacità di incantare le persone con la sua retorica, come Marsia il suonatore di flauto.
    – Sia Socrate che Eros vanno alla ricerca della bellezza e della verità, questo li rende entrambi filosofi e amanti della bellezza e della filosofia.

    Prof queste sono le restanti domande, la ringrazio per il precedente commento al mio commento hahahah, le auguro una buona serata.

  38. Salvatore Ruggiero il said:

    Esercizio n°8

    Il confronto fra Agatone e Socrate,l’intermezzo appunto,non costituisce un vero e proprio elogio,ma un’introduzione all’elogio del filosofo,dove Socrate espone una riflessione sull’ Eros e le sue parole rivolte anche ad Agatone,poichè è colui che introduce e argomenta la tesi secondo la quale Eros è bello e buono.Socrate si serve dell’ironia,dal greco eironeia,cioè simulazione,finzione,essa costituisce la fase della tecnica del filosofo,in cui lui finge di non sapere niente in materia d’amore e elogia il suo interlocutore per la sapienza che dimostra,ma la sua intenzione è quella di portarlo a comprendere che dalle sue affermazioni e certezze,derivano delle contraddizioni.Durante il banchetto,dopo il discorso di Agatone,Socrate afferma che non è in grado di fare un elogio altrettanto elevato come quelli fatti da coloro che lo hanno preceduto.Socrate in un prima momento dice questo e fa uso dell’ ironia,ma polemizza con la retorica,perchè vi sono reali e severe critiche al discorso di Agatone.
    Facendo riferimento alla parte in cui Socrate riassume,per cosi dire,le parole precedentemente dette da Agatone,quelle dette da Socrate,non sono le stesse del drammaturgo:”Io dichiaro che Eros è il più giovane tra gli dei,che è sempre giovane e che le vecchie lotte tra gli dei di cui parlano Esiodo e Parmenide sono figlie della necessità,ma non di Eros[…]Infatti gli dei non si sarebbero mutilati l’un l’altro,se l’Eros fosse stato tra loro.Avrebbero conosciuto invece l’amicizia e la pace[…]”.Queste sono invece le parole di Socrate che sta parlando ad Agatone:”tu ci hai detto,credo,che gli dei hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza,perchè non ci può essere amore verso quello che è brutto”.Le parole dei due banchettatori sono diverse come si vede,tuttavia Agatone non contesta le affermazioni di Socrate poichè resta quasi ammaliato dalle parole del filosofo.

    N°9
    L’affermazione secondo la quale,Eros è privo sia di bellezza che di bontà è si,introdotta da Socrate nella parte finale dell’intermezzo,ma lì viene solo accennata e viene inoltre accettata senza indugi da Agatone,che quindi stava appoggiando l’antitesi del suo discorso precedente.Questa teoria viene affermata da Socrate non come un suo pensiero,bensì come la verità e perciò non può essere contraddetta.Socrate espone come mai consideri questa tesi come verità,riportando il discorso che una volta il filosofo fece con la sacerdotessa Diotima;questo inoltre è anche un modo per esporre la sua teoria sulla natura di Eros,perchè lui concorda con Diotima.
    La sacerdotessa rivoluziona il modo di pensare di Socrate,il quale,a quel tempo,sembrava trovarsi d’accordo con quello affermato dagli altri banchettatori e attribuiva ad Eros tutte le migliori qualità.Nel discorso di Diotima,possiamo notare come avvenga un’inversione di ruoli;mentre nell’intermezzo era stato Socrate ad incalzare di domande Agatone,nel discorso di Diotima e quest’ultima a incalzare di domande Socrate, che credeva nella bontà e nella bellezza di Eros.Diotima,maestra di Socrate della concezione di Amore, fa capire a Socrate che Eros non è nè bello nè buono,ma un qualcosa di mezzo tra bello e brutto ,tra buono e cattivo,tra immortale e mortale,cioè un demone.Diotima espone questa sua teoria guardando alla nascita di Eros,figlio di Penia che approfittò del Dio Poros,ubriaco. Esso è quindi un essere intermedio tra il divino e l’umano,che assomma alle qualità positive in sè anche le qualità negative.
    Da ricollegarsi alla coincidenza di bontà e bellezza,è la Kalokagathia,ovvero l’unità della stessa persona di bellezza e valore morale e indica l’ideale di perfezione umana secondo i Greci.Questa coincidenza è per Platone qualcosa che va oltre l’estetica,qualcosa da ricondurre alla bellezza interiore,più che a quella esteriore,inoltre poichè una purificazione dell’anima e quindi la conservazione della purezza di quest’ultima fino alla morte,potrebbe aiutare ad andare oltre i nostri limiti.

    N°10
    Socrate costruisce il proprio ragionamento su questa premessa perchè ritiene che ogni essere desideri ottenere ciò che non ha.Lui considera Eros come desiderio di ciò che non abbiamo.Certo, se consideriamo questa lunga definizione,dovremmo credere che ognuno una volta ottenuta la cosa che si desidera,non dovrebbe più desiderarla perchè la possiede già.Ma non è così:un povero ama la ricchezza perchè non la possiede,però anche un ricco può amare la ricchezza e un sano la salute.Socrate però spiega anche questo concetto:per riprendere esempio del ricco e anche quello dell’uomo in buona salute,essi desiderano rispettivamente altra ricchezza ed essere sempre in buona salute,però le vogliono ancora nel senso che amano averle anche in futuro,cioè in una dimensione temporale in cui non le posseggono ancora.Perciò è possibile continuare ad amare una persona anche dopo averla conquistata,perchè il desiderio di poterla avere anche in futuro tiene in vita Eros;per citare Steve Jobs:”bisogna sempre essere affamati”.Fatta questa premessa vorrei dire che non vi è un unica definizione di amore,osservando poi tanti tipi di amori esistenti:l’amore verso un genitore,verso un figlio,verso un animale domestico,verso Dio ecc….
    Il paragone che più mi sento di fare è quello fra l’amore verso un figlio e quello verso un/a compagno/a.L’amore verso un figlio è un amore diverso dal secondo,un amore che va oltre.Infatti se si vuol definire l’amore verso il proprio compagno come il desiderio di ciò che non si ha, quello verso un figlio è,sì il desiderio di diventare genitore,ma una volta che lo diventi,l’amore è ancora più forte di prima ,perchè senti di avere davanti ai tuoi occhi una parte di te.Nessuna madre o padre che abbia voluto con amore un figlio nella propria vita, lo lascia andare o lo abbandona,perchè significa lasciare una parte di te.Quindi concludo che vi sono amori diversi,di più forti e meno forti,quello più forte a mio avviso è quello verso un figlio.

    N°11
    Il modo di filosofare di Platone è spesso stato associato alla filosofia Socratica per le analogie che presenta,d’altronde Platone rimarrà molto influenzato dal suo maestro,soprattutto per la condanna a Socrate inflittagli dalla stato ateniese.Infatti considera questa condanna ingiusta e farà del problema politico uno dei temi centrali della sua riflessione,arrivando perfino ad ipotizzare un nuovo stato.Uno stato fondato sulla virtù e che può garantire ai cittadini il mantenimento della giustizia.Un’altra analogia è che Platone condivideva la fiducia socratica nella dimensione universale della ragione,che può stabilire verità valide per tutti gli uomini,in quanto sostenuta da argomentazioni razionali.Se da un lato vi sono le analogie,dall’altro vi sono le differenze.Sul piano dei contenuti,queste differenze,sembrano essere maggiori delle somiglianze.Nella filosofia platonica si ritrovano più che altro le finalità e lo stile di quella socratica.
    Una sostanziale differenza è quella riguardante l’uso dei miti da parte di Platone;spesso nei dialoghi platonici troviamo il racconto di un mito.Questo è un elemento che non appartiene al pensiero filosofico di Socrate,infatti sembra essere estraneo al suo modo di filosofare,che invece si fonda sul dialogo e la ricerca comune.Platone ci parla dei miti perchè li considera un modo per mostrare concetti particolari che non possono essere semplicemente esposti.Per questo passa spesso dallo stile argomentativo alla rivelazione,perchè determinati argomenti devono essere appunto mostrati,altrimenti non sarebbero presi sul serio dagli interlocutori.E’ un esempio il mito fenicio,quello “dei figli della Terra”,inserito nella Repubblica,un’opera in cui Platone espone le caratteristiche dello stato di cui ho parlato prime,guidato dai filosofi.Questo mito racconta che Zeus creò gli uomini dall’oro,dall’argento e dal ferro.Quelli in cui prevale l’oro saranno i filosofi,dotati dell’anima razionale e saranno al capo dello stato,quelli in cui prevale l’argento saranno i guerrieri,dotati dell’anima irascibile e hanno il compito di proteggere i cittadini,e infine tutti gli altri saranno i produttori.Platone impone inoltre che questo mito venga raccontato ai cittadini fin dall’infanzia,in modo che rispettino questa stratificazione.Il mito però,dice sempre Platone,è presentato come una finzione,non corrisponde alla realtà poichè è utile soltanto a non far ribellare i cittadini,potremmo definirlo più “un inganno a fin di bene”.

    N°12
    Nel discorso Diotima fa capire a Socrate che ha fatto un errore nella sua sua considerazione di Eros:”da quel che capisco dalle tue parole,tu credevi che eros fosse l’amato,non l’amante.per questa ragione,senza dubbio,ti sembrava che fosse pieno di ogni bellezza”(dal Simposio).Socrate infatti,come anche la maggior parte delle persone ancora oggi,non guardava alla condizione della’amante ma solo a quella dell’innamorato.Le due figure sono profondamente diverse:è naturale che la persona amata sia felice,come può questa persona soffrire,sapendo che a lei sono destinate una tale quantità di attenzioni,sorrisi e regali?non vi è motivo,tuttavia vi sono anche quelle persone che “sguazzano”,per cosi dire,nelle attenzioni ricevute,approfittano dell’innamorato per ottenere ciò che vogliono e per di più,nella maggior parte dei casi,non ricambiano il sentimento indirizzatogli.Se invece guardiamo alla condizione dell’amante,abbiamo una situazione opposta:l’amante nel momento in cui prova qualcosa per qualcuno e quest’ultimo non è interessato,allora si distrugge,si annienta,perchè sono poche le persone che si arrendono al primo “due di picche”.Esse continuano a desiderare quella persona e più vengono rifiutate,più continuano a provare finchè non raggiungono il loro obbiettivo:essere amato dalla persona che ami.Tutto questo discorso vale naturalmente solo per l’amore non corrisposto almeno inizialmente,perchè se vi è dall’inizio un sentimento reciproco,non vi sono problemi.
    A mio parere bisogna sottolineare questa doppia polarità dell’amore,perchè anche la filosofia di Platone presenta questa contraddittorietà,ad esempio la ragione deve dominare le passioni per arrivare al mondo delle idee,ma al tempo stesso,questa ascesa non è possibile senza la spinta della passione più impetuosa,quella “erotica”,senza “la divina pazzia” che spinge l’uomo ad andare oltre il mondo visibile,verso quello intellegibile.

    N°13
    Come ho già detto alla domanda 10,vi sono vari tipi di amore,perchè ve ne sono di più forti e meno forti,e sono diversi anche i destinatari:

    -L’amore verso la famiglia:questa è ,secondo me,l’accezione più importante,perchè è uno di quelli più forti e solidi.In esso,come già ho detto distinguerei l’amore per i figli,che è il più forte in assoluto,poichè si tratta di un amore incondizionato,che esiste a prescindere e questo vale sia per un padre che per una madre.

    -L’amore verso la natura:l’amore per la natura si dimostra nel rispettarla,nell’accudirla,anche prendersi cura di un orto significa amore per la natura.Considererei amore per la natura,anche quello descritto da Petrarca in alcune poesie del “Canzoniere”.Il poeta infatti preferisce stare in mezzo alla natura che con altre persone,perchè trova tranquillità e sollievo in essa,trova quasi,metaforicamente,una persona che comprende i suoi sentimenti.

    -L’amore verso Dio:questo tipo di amore è di gran lungo quello che presenta più sfaccettature.L’amore verso Dio cambia infatti da religione a religione.facciamo un paragone fra quella cristiana e quella islamica.Nella religione cristiana si parla di Dio come “colui che perdona”,Colui che è giusto”,e il rapporto tra uomo e Dio è molto stretto,un rapporto definito di “figliolanza”.In quella islamica non è così;Dio è rigorosamente diverso dalle creature terrene e la parola stessa “muslim” significa “sottomesso”.Se ne deduce che il compito dell’uomo islamico nei confronti dei Dio è quello di lodarlo e riconoscerne la superiorità rispetto alla sua figura.

    N°14
    Platone ,attraverso il discorso di Diotima,esprime la su teoria secondo la quale gli uomini desiderano possedere il bene per sempre,desiderano essere quindi felici,e vogliono procreare solo nella bellezza,(nella bruttezza non è possibile perchè non c’è armonia tra bruttezza e il divino);il fine di tutto ciò è l’immortalità,nel senso di conservare la propria identità.
    Questa teoria è plausibile e io la condivido pienamente!.Platone con questa tesi risolve anche il problema che deriva dal considerare fine dell’amore la procreazione.Infatti anche dopo la procreazione i genitori continuano a proteggere le loro creature,a nutrirle e ,in casi estremi,sarebbero in grado anche di mettere la propria vita in gioco per salvarle.
    L’immortalità,secondo Platone,sta proprio nel procreare.Lo fanno sia gli uomini che gli animali,in particolare i secondi lo fanno per istinto;questo testimonia cosa comporta essere dominati dall’amore.Io considero le madri molto più protettive rispetto ai padri,non che quest’ultimi non lo siano,ma probabilmente le madri,partorendo le loro creature,creano un legame con esse,perchè,come ho già detto,sono parti di loro.

    N°15

    1-Per Platone ha un’importanza particolare la bellezza.Nonostante tutte le cose siano imitazioni imperfette del mondo delle idee,allo stesso tempo tempo sono collegate con queste attraverso il processo di metessi,cioè di partecipazione,(un uomo è giusto perchè partecipa all’idea di giustizia.Platone ipotizza un altro possibile legame tra idee e cose,che appunto riguarda solo l’idea di bellezza.Essa è visibile anche nelle cose,diventa visibile in esse;questa è l a cosiddetta parusia.Questa è la funzione della bellezza,costituisce,in un cero modo,l”‘esame” che bisogna superare ad ogni scalino della scala dell’Eros descritta da Diotima,fino ad arrivare al mondo delle idee;naturalmente tutto questo è possibile solo se si è predisposti a Eros.
    2-Sono 4 i gradini della scala dell’Eros
    Il primo passo avverrà col notare la bellezza sensibile,quella estetica,cioè la bellezza dei corpi veri e propri,dai quali si è attratti fin da subito.Essa “è sorella della bellezza di tutte le altre persone[…],però dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore,e giudicarla di minor valore”.
    Il secondo livello si raggiunge quando si riconoscono la bellezza delle azioni compiute dagli uomini di leggi.”Con lei nasceranno discorsi così belli,che potranno elevare i giovani che li ascoltano”.
    Il terzo è il livello della “scienza della bellezza”;raggiunto questo livello la persona si libera dalle catene che la tengono schiavo per guardare la bellezza non più come unica o di una sola persona:”rinuncerà così alle limitazioni che lo avviliscono e lo impoveriscono.”
    L’ultimo gradino è quella della bellezza in sè.In questo caso Diotima dice a Socrate di prestare più attenzione possibile perchè è preoccupata che non riuscirà a capirla.Giunto quì,l’uomo contempla l’idea di bellezza.Gli apparirà nella sua vera e propria natura:”eterna,senza nascita nè morte”.E’ insomma il vertice sommo del cammino che abbiamo intrapreso.

    3-la bellezza in sè è la Bellezza pura e si può conoscere solo intraprendendo questo percorso ascensionale che va dalla bellezza minore a quella pura,appunto.Contemplare l’idea di bellezza vera e propria,per Platone,consiste in un vero percorso di purificazione,perchè chi vede il mondo delle idee non solo poi vede le altre cose in modo diverso,ma diventa una persona diversa;si tratta quindi di una vera e propria trasformazione.

    N°16
    “La bellezza” è una canzone di Roberto Vecchioni del 2002.Essa è una canzone rivolta alla gioventù,ma considerando che ogni persona rispecchia in ogni opera,canzone,poesia qualcosa della propria esperienza,la mia interpretazione può essere diversa da tante altre fatte fino ad ora.Direi che Vecchioni,con questa delicata canzone,voglia esprimere l’amore per la bellezza della gioventù con un pò di nostalgia….ma senza rimpianto,ma piuttosto con il piacere di osservare una cosa bella solo per la felicità di poterla osservare anche da lontano.tutto ciò esplicato nella formula di un uomo che prova un sentimento di amore-affetto per una donna molto più giovane.I versi conclusivi però potrebbero far intendere che forse questa storia d’amore raccontata su uno sfondo bellissimo,quale è quello di Venezia,sia frutto di un’illusione del cantante(“tutta la bellezza immaginata che c’era sul tuo volto,tutta la bellezza se ne va in un canto,questo tua bellezza che è la mia muore dentro un canto”).
    Ho scelto questa canzone poichè mi sembra un esempio di come si possa amare una persona,limitandosi a contemplare la sua figura,qualcosa di distaccato ma allo stesso tempo affascinante e profondo.

  39. Marika Ciccarelli il said:

    ESERCIZIO 8
    Socrate è l’ultimo dei partecipanti al simposio a prendere parola per far l’elogio di Eros.
    Inizialmente egli si mostra stranito dai precedenti elogi fatti, confessando la sua incapacità nel cimentarsi nell’impresa di metterne in piedi uno, affermando, inoltre, di aver preso in considerazione l’idea di “sgrattaiolar via” , ma in realtà il filosofo ricorre al metodo dell’ironia.
    La parte iniziale del discorso di Socrate è dedicata al confronto con Agatone, del quale metterà in crisi, fino a far crollare del tutto, quelle che erano le iniziali convinzioni del tragediografo. Per quanto concerne il discorso di Agatone riguardo la natura di Eros le parole riportate da Socrate riassumono in maniera esaustiva e concisa il pensiero del suo predecessore. Socrate dice : “E adesso, Agatone, ricordati cosa hai detto nel tuo discorso sulle cose verso cui si indirizza l’Eros. Se vuoi, te lo ricordo io stesso: più o meno, tu ci hai detto, credo, che gli dèi hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza, perché non ci può essere amore verso quel che è brutto. Son più o meno le tue parole, non è vero?”. Agotone intendeva esplicare la natura del dio, definendolo come il più bello, il più buono e , di conseguenza, il più felice; la cui venuta portò la pace fra le altre divinità che prima si combattevano fra loro, citiamo al riguardo “Infatti gli dèi non si sarebbero mutilati l’un l’altro, non si sarebbero messi in ceppi né fatto tanta violenza se l’Eros fosse stato tra loro. Avrebbero conosciuto invece l’amicizia e la pace, come adesso, nel tempo in cui sugli dèi l’Eros stende il suo dominio.” (discorso di Agatone, riga 59).
    Socrate, con i suoi discorsi che possono apparir pur comici ma che Alcibiade definisce come quelli di un dio, guida Agatone a delle considerazioni riguardanti Eros diametralmente opposte a quelle che erano le sue convinzioni. Questi afferma, forte delle affermazioni fatte dal tragediografo, che Eros ama la bellezza, ma, allo stesso tempo, poiché ciò che si ama lo si desidera sarebbe controproducente desiderare qualcosa che già si possiede, quindi: Eros non possiede la bellezza, ma la ricerca. In egual maniera dato per certo che non si possiede ciò che si desidera, allora, non può desiderarsi ciò che già si ha, poiché queste parole significherebbero semplicemente “ciò che io ho adesso, desidero averlo per l’avvenire” (discorso di Socrate, riga 96). Ed ecco che il filosofo di Atene espone ed argomenta la propria tesi concerne la natura dell’Eros, sfatando quelli che erano stati i precedenti elogi dei commensali dei quali questi dice “ ecco perché, io penso, voi muovete cielo e terra per attribuire ad Eros ogni cosa bella e proclamare l’eccellenza delle sue opere[…] ma non si ingannano coloro che sanno”.

    ESERCIZIO 9
    Agotone afferma che , a suo avviso, le cose belle sono anche buone, e consolidato che si desidera ciò che non si possiede, ed Eros desidera, pertanto, la bellezza, ciò va ad incrementare la tesi a supporto di Socrate, il quale afferma appunto che “Allora se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per forza mancare anche la bontà”.
    L’affinità tra bello e buono è una concezione del mondo greco, il famoso “kalos kai agathos”. Il tema della kalokagathía è celebrato all’interno del Simposio dallo stesso Agatone, il padrone di casa, che definisce Eros come il dio più bello e più buono e di conseguenza anche il più felice. Socrate per sfatare tale corrispondenza propone delle argomentazioni a suo favore. Nelle considerazioni precedentemente si ama e si desidera ciò che non si possiede, Eros è desideroso di bellezza, Eros è quindi desideroso del bene. Dinanzi al filosofo il tragediografo ammette di non esser più in grado di fornire contraddizioni, e questi controbatte dicendo: “Non me, ma la verità tu non puoi contraddire: Socrate, lui sì che è facile contraddirlo”.

    ESERCIZIO 10
    Socrate nell’intermezzo con Agatone rende chiara ed evidente la sua tesi riguardo l’amore, egli, infatti sostiene che si ama ciò che si desidera e , che, non si desidera ciò che si possiede già.
    Per il filosofo l’amore si classifica quindi come una mancanza, che sarà soddisfatta una volta ottenuto l’oggetto del proprio desiderio.
    Ma analizziamo gli aspetti peculiari della parola “amore” che già nella Grecia vedeva a sé attribuite tre accezioni: éros, philìa e agàpe.
    -Eros è una divinità( un demone per Socrate) della Grecia legata in origine all’armonia che regolava il cosmo. Successivamente sarà associato all’impulso sessuale e alla passione. Il termine éros viene quindi utilizzato per indicare il rapporto amoroso.
    -Philìa: tradotto come “simpatia, amicizia” ma anche con “amore” è però spogliato da ogni connotazione sessuale. Infatti questo termine è utilizzato per alludere ad un amore rivolto alle attività o alle cose. Alcuni esempi di philìa sono “ amore per la sapienza” e da qui abbiamo la coniazione del familiare termine filosofia (sophìa, sapienza, e philéin, amare).
    -Agàpe: termine raramente usato dagli scrittori greci e importante nella Bibbia, dove traduce “amore” inteso però come originario da Dio per gli uomini. In seguito viene usato per indicare l’amore basato sulla fede, l’amore cristiano.
    Possiamo definire l’amore, quindi, come mancanza? Secondo la mia opinione è possibile rispecchiarsi in ciò che fu detto da Socrate al simposio. L’amore è l’esigenza di soddisfare una mancanza. Nonostante tutto esistono diversi tipi di amore. Analizzando la sfera familiare possiamo definire “amore” il sentimento che nutrono i genitori verso la prole: l’amore materno, l’amore paterno, sono forse quelli che considero legami indissolubili, e sicuramente, questa mia opinione è scaturita dal rapporto con i miei stessi. L’amore fraterno è anch’esso forte.
    Ma cosa dire dell’amore che vi è in una coppia? Aristofane nel suo discorso afferma che tutti sono alla ricerca della propria metà(concezione che risulta complementare e diversa rispetto a quella di Platone: questi, infatti considera l’amore come desiderio di bene, non verso un altro individuo). Prendiamo in considerazione una nota storia narrata da Apuleio all’interno della sua opera Le Metamorfosi, Amore e Psiche. Amore qui definito come figlio di Venere si innamora della bellissima fanciulla Psiche, e giace con essa ogni sera nel solo buio della notte per non destare l’ira della madre. Una sera la fanciulla decide di svelare il volto dell’amante, convinte che si trattasse di un serpente, avvicinandogli una lampada, e questi si dimostra essere il dio in persona. Psiche tenterà di aggrapparsi alle ali di Amore, che fuggirà. Solo dopo varie prove da completare commissionatele da Venere, Psiche riceve l’aiuto di Giove, che, mosso da compassione fa in modo che gli amanti si riuniscano. Psiche diviene una dea e sposa Eros.
    Abbiamo poi l’amore narcisista personificato in maniera eccellente dall’eterno giovane Doria Gray, personaggio del celeberrimo romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” (The Picture of Dorian Gray) di Oscar Wilde.
    Il romanzo è ambientato nella Londra vittoriana del XIX secolo pervasa da una mentalità tipicamente borghese. Dorian Gray, un giovanotto piacente amato dalle donne e invidiato dagli uomini per la sua bellezza angelica, prenderà consapevolezza di essa solo quando Basil Hallward, pittore suo amico, gli regala un ritratto che lo riproduce nel pieno della gioventù. Frutto dei discorsi del giovane con Lord Henry Watton sarà il generarsi della morbosa invidia che Dorian nutrirà nei confronti della sua stessa immagine riprodotta sempre giovane e bella. Si tratta quindi, in questo, caso di un amore-ossesione verso se stessi.
    Un’ulteriore forma di amore è quello che i cittadini nutrono nei confronti della propria patria, che si definisce come stato di appartenenza, quante sono le celebrazioni, i festival, le sagre che si organizzano per vantare le bellezze dei propri, intesi come beni comuni, paesaggi?
    Ancora vi è quello devoto al proprio Dio, che si esplica nella religione. Nonostante confessi il mio totale agnosticismo al riguardo, sono dell’idea che gli uomini abbiamo ideato questa figura di entità superiore proprio come manifestazione di una mancanza soddisfatta da un essere divino che detiene le verità universali e, quindi, sul quale far affidamento.
    Penso che inoltre i tipi di amore siano davvero troppi per essere elencati tutti potremmo ancora citare l’amore verso la poesia, la musica, o la scuola; l’amore che, sicuramente, esiste fra docenti e alunni; l’amore per un luogo, che magari è testimone di ricordi cari; l’amore verso un animale (cani miglior amico dell’uomo); l’amore verso un’opera d’arte, l’amore per i sapori, i colori, i profumi. Sicuramente le forme d’amore sono molte.

    ESERCIZIO 11
    Analizzando le personalità di Socrate e Platone, nonostante siano rispettivamente l’uno il maestro dell’altro, si evidenziano delle differenze e analogie sostanziali. Il primo forte elemento di discontinuità è l’utilizzo della scrittura da parte di Platone. Ricordiamo infatti che Socrate non lasciò testimonianze scritte poiché questo era convinto che la ricerca della verità si potesse intraprende solo con il dialogo vivo e non con qualcosa di cristallizzato come la parola scritta. Il suo discepolo sceglie invece di scrivere solo per il fine utilitaristico allo scopo di poter tramandare il suo pensiero. Allo stesso tempo, però, Platone condanna la scrittura ed è infatti nel mito di Theuth che incrimina di questa la staticità e il modo di porre sempre le stesse risposte. Ed è, probabilmente, anche per questo che egli utilizza per tutte le sue opere, ad accezione dell’Apologia di Socrate, la forma del dialogo per convergere così verso il genere più vicino all’oralità. Ricordiamo però che Platone nella VII lettera afferma che le cose più importanti non possono essere scritte e questo va ad avvalorare la tesi delle “dottrine non scritte” ma, probabilmente; divulgate solo all’interno dell’accademia. Platone esibisce all’interno delle proprie opere anche i miti, usati per introdurre il logos. Questo infatti può essere argomentato o meglio, integrato, perché utilizzato per esprimere concetti che sarebbero troppo complicati da spiegare e più capibili se “mostrati” dal mito. Ed è proprio per questo, come accade nel dialogo con la sacerdotessa Diotima di Mantidea, che il dialogo si trasforma tutt’a un tratto una rivelazione. All’interno del simposio stesso un mito-rivelazione risulta essere quello narrato dal commediografo Aristofane “il mito dell’androgino” che giustifica la propensione degli essere umani a ricercare la propria metà. Ancora di vitale importanza per la dottrina platonica è il mito del carro alato, contenuto nel Fedro. L’anima infatti è paragonata ad una carro alato, guidato da un auriga, che rappresenta la parte razionale, e trainato da due cavalli, uno bianco, che personifica l’anima irascibile, delle passioni disinteressate, e uno nero, anima concupiscibile, in rappresentanza del soddisfacimento dei piacere e delle passioni. In seguito alla morte e alla consequenziale separazione dell’anima dal corpo, questa tende a salire verso il cielo, volere contrastato dai due cavalli, in particolare quello nero, che è propenso a ritornar sulla terra per saziare i suoi appetiti. L’auriga cerca di tenerli a freno e di guidare il carro verso il mondo delle idee, per restare a contemplarle, finché non sarà trascinata verso il basso da questi. La rivelazione che giace alla base di questo mito è la dottrina della metempsicosi platonica che si rifà ai culti orfico dionisiaci. Anche nel mito di Er, accanto al processo di reincarnazione delle anime si ritrova un’altra prospettiva che la completa. Il mito narra di un soldato, Er, che rimane morto per tre giorni durante i quali svolge un viaggio nell’aldilà che racconterà una volta tornato in vita. Er afferma di aver visto una vallata come culla di anime, e due gradi aperture nel cielo e due nella terra. Le anime che dovevano purificarsi di colpe commesse durante la loro esistenza entravano un una delle aperture in basso, uscendo dall’altra dopo il viaggio per l’espiazione delle loro colpe; le anime dei giusti salivano al cielo e qui ricevevano il proprio premio per la virtù. Non tutte le anime però ritornavano: quelle ascese al cielo che avevano raggiunto il massimo grado di purificazione potevano soggiornare per sempre nell’iperuranio e contemplare le perfette idee. Le altre anime di coloro che sono stati spregevoli in vita, come i tiranni, che non erano ritenute degne di reincarnarsi giacevano per sempre negli inferi. Da questi due miti si mette in evidenza, in ultima analisi, la concezione platonica della purificazione, della metempsicosi e del processo di reminescenza al quale sono sottoposte le anime.

    ESERCIZIO 12
    Socrate riportando il dialogo con Diotima espone la propria considerazione concerne all’Eros. Secondo il mito raccontato da quests Eros sarebbe figlio di un dio, Póros, e di una mendicante, Penía. Pertanto questi ha ereditato dal padre l’ingegno e dalla madre la mancanza. Eros frutto del rapporto fra un dio e un umano sarebbe, quindi di natura intermedia, e quindi un demone. Platone, per bocca di Socrate, sostiene che bisogna spiegare l’amore guardando all’innamorato piuttosto che alla persona amata, innamorato che è tutt’altro che felice, perché manca del sentimento contraccambiato della persona amata, che stesso desidera. Eros è quindi l’immagine del filosofo, che non possiede la sapienza, come gli dèi, ma la desidera e la cerca. Si tratta di una concezione radicalmente diversa dalla quale interpretare l’amore e la contraddittorietà di questo sentimento. Sostengo che non essere ricambiati del proprio sentimento sia una condizione straziante, in qualsiasi rapporto si tratti, figuriamoci per l’amore. La condizione dell’innamorato è di rimproverabile infimità nei confronti dell’amato. Quest’ultimo infatti viene quasi ad essere “venerato” perché quasi irraggiungibile, esempio palese di tale condizione è reso pubblico dai poeti stilnovisti, come il Cavalcanti che canta della propria condizione di amante non corrisposto che patisce le pene amorose in maniera passiva. L’amore però è un solido a più facce e nasconde questa sua natura controproducente, è pur vero, che quando si manifesta nella sua forma più pura è la forza più grande del cosmo. Quando si è ricambiati del proprio sentimento allora non vi è più un rapporto univalente ma di coppia. Non sarà più il singolo a provare disperazione, felicità, tristezza e gioia ma queste emozioni saranno bipartite all’interno del rapporto.

    ESERCIZIO 13
    Come già accennato l’amore è classificato da una gamma di sfaccettature, come una retta senza inizio e senza fine, dove fra due punti se ne trova un terzo. Forse nel corso degli anni è il sentimento che più è andato ampliandosi nei diversi campi. Sempre più spesso sento essere utilizzato questo verbo, forse, anche in maniera impropria, sottovalutandone l’importanza significativa.
    Fra gli esempi di amore che ritengo di citare vi è sicuramente l’amore dei genitori per il proprio figlio, frutto della loro unione indissolubile, l’istinto di protezione, l’insegnamento, e la cura del proprio bambino ritengo sia la più pura manifestazione amorosa.
    Altro esempio è l’amore per ogni forma di arte: musica, teatro, lettura, scrittura, pittura. Come all’interno del simposio si sottolinea il legame fra amore e creatività anche in epoca recente questo accostamento fu evidenziato da Freud, che considerava la produzione artistica una espressione sublimata(cioè indirizzata verso un diverso oggetto) dalla pulsione sessuale. E ancora l’amore verso il creato; verso l’ambiente, slogan degli ambientalisti; l’amore verso il proprio Dio, che si tratti di una religione monoteista o politeista; l’amore verso la propria patria, la propria città; l’amore verso oggetti a noi cari, nei confronti di luoghi, frasi o canzoni; l’amore verso animali che siano domestici o meno, l’amore verso un docente, verso un compagno di classe; l’amore verso il prossimo; l’amore verso profumi, sensazioni, odori.

    ESERCIZIO 14
    Nell’analisi dell’Eros come desiderio di immortalità, Socrate racconta ciò che gli era stato proferito da Diotima e quindi che l’amore e desiderio del bene, che a sua volta è creatività, ma creatività nella bellezza. Ma con sequenzialmente creare nuova vita è desiderio di immortalità, quindi l’amore tende all’immortalità. Questa concezione la scrutiamo radicata in tutto ciò che ci circonda, dove, appunto, l’amore incita ogni essere vivente a rigenerarsi per poi difendere a costo della propria vita la prole. Le argomentazioni fornite da Platone sono plausibili, basti pensare a cosa ogni madre sarebbe disposta a fare per il proprio figlio. La frase che una madre utilizza quando è costretta ad osservare passivamente senza poter agire nel bene del figlio è sicuramente “vorrei poter essere io al tuo posto, per vederti star bene”. Sono felice di non essere ancora un genitore, anche se reputo che sia una delle cose più belle del mondo ma allo stesso tempo richiede un grado di maturità e senso di responsabilità che finirebbero per soffocarmi. I genitori sarebbero disposti a prendere del veleno puro seduta stante per la salvaguardia dei propri figli, e in molti casi sono proprio questi, i figli, la motivazione che continua a “tener in vita” le madri e i padri che ogni giorno devono soccombere a una miriadi di esigenze che non aspettano altro che esser soddisfatte.

    ESERCIZIO 15
    1. Qual è la funzione della bellezza?
    Nella visione platonica eros in quanto mediatore tra dio e uomo è anche mediatore tra visibile e intellegibile, tra il mondo sensibile e quello trascendente. L’eros è l’unica passione che Platone definisce positiva, non in contrasto con la ragione, perché si tratta di una “ divina mania” che mobilita l’individuo ad andare oltre il proprio desiderio per colmare la propria mancanza e attingere così alla contemplazione e al raggiungimento dell’iperuranio.

    2. Quali sono di diversi gradini della scala dell’eros? (individua più citazioni che illustrino i diversi gradini).
    Diotima delinea quali sono i diversi gradini della scala dell’eros, per lo svolgimento del percorso iniziatico che comporterà alla contemplazione della bellezza di un individuo alla comprensione dell’idea di bellezza in sé.
    “Chi inizia il cammino che può portarlo al fine ultimo, sin da giovane deve essere attento alla bellezza fisica. In primo luogo, se chi lo dirige sa indirizzarlo sulla giusta strada, si innamorerà di una sola persona e troverà con lei le parole per i dialoghi più belli.”;
    “Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di
    tutte le altre persone”;
    “Capito questo, imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola”;
    “Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile”;
    “potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi”;
    “Dalle azioni degli uomini, poi, sarà portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza, gli occhi fissi sull’immenso spazio su cui essa domina”;
    “le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere”;
    3. “Guidato fino a questo punto sul cammino dell’amore, il nostro uomo contemplerà le cose belle nella loro successione e nel loro esatto ordine; raggiungerà il vertice supremo dell’amore e allora improvvisamente gli apparirà la Bellezza nella sua meravigliosa natura.”;
    “Essa è eterna, senza nascita né morte. Essa non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o dall’altro. Essa è senza tempo, sempre egualmente bella, da qualsiasi punto di vista la si
    osservi. E tutti comprendono che è bella. La Bellezza non ha forme definite: non ha volto, non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole. Non è una teoria astratta. […] Tutte le cose belle sono belle perché partecipano della sua bellezza, ma esse nascono e muoiono – divenendo quindi più o meno belle – senza che questo abbia alcuna influenza su di lei.”

    ESERCIZIO 17

    Immediatamente dopo la conclusione del discorso di Socrate, giunge al simposio uno degli uomini politici più influenti del tempo, che probabilmente all’epoca in cui si svolge il banchetto aveva l’età di 34 anni, Alcibiade. Costui fu un allievo dei sofisti, in particolare di Protagora ma successivamente anche si Socrate, del quale su ance l’amante. Alcibiade irrompe animatamente nella sala del tutto ubriaco con l’intenzione di incoronare Agatone per la vittoria conseguita in una gara di rappresentazioni teatrali durante le Lenee. L’uomo ubriaco è accolto dal tragediografo che lo invita a prender posto, ma in una fase iniziale di confusione Alcibiade non s’accorge della persona di Socrate. Quando poi in seguito verificherà la presenza dell’amato si cimenterà in un elogio di questi che non ha pari.
    1. Alcibiade è quasi morbosamente geloso di Socrate del quale incrimina, poco dopo il suo arrivo, l’essersi seduto accanto ad Agatone definendolo “il più bello della compagnia”. Socrate in seguito cercando l’appoggio del tragediografo e sfuggendo alle scenate di Alcibiade, sarà incoronato, a sua volta, dallo stesso.
    “Con Socrate, amici miei, non c’è niente da fare: quanto vorrà bere berrà, e non ci sarà
    verso di farlo ubriacare.” Questa citazione pone Socrate come la razionalità che, quindi, non è mai ubriaca.
    Inseguito alla proposta di Erissimaco, Alcibiade si appresta a far l’elogio di Socrate:
    -“Socrate è in tutto simile a quelle statuette dei sileni che si vedono nelle botteghe degli scultori, con in mano zampogne e flauti. Se si aprono, dentro si vede che c’è la statua di un dio. E aggiungo che ha tutta l’aria di Marsia.”;
    -Alcibiade definisce Socrate un suonatore di flauto ben più bravo di Marsia;
    -Alcibiade sostiene che quando Socrate intraprende un discorso, tutti, ma proprio tutti, uomini, donne, ragazzi, sono colpiti al cuore;
    -“ Quando lo sento parlare, il mio cuore si mette a battere più forte di quello dei Coribanti in delirio e mi emoziono sino alle lacrime”;
    -“ Socrate con i suoi discorsi mi obbliga a riconoscere i miei limiti”;
    -“ Socrate è il solo uomo davanti al quale io mi sia vergognato”;
    -“ Socrate ha un debole per i bei ragazzi, non smette mai di girar loro attorno, perde la testa per loro. D’altra parte lui ignora tutto, non sa mai niente – questa almeno è l’immagine che vuol dare”;
    -“ Ma tutto questo dimostra quanto lui fosse più forte: non degnò di uno sguardo la mia bellezza, non se ne curò affatto, fu quasi offensivo in questo”;
    -“quel che è certo, è che resiste alle fatiche non solo meglio di me, ma di tutti gli altri”;
    -Alcibiade racconto della spedizione di Potidea elogiando di Socrate lo spirito di sopportazione nei riguardi della fame e del gelo, e il suo non esser mai ubriaco;
    -“Aveva più sangue freddo di un Lachete e dava l’impressione di avanzare come se si trovasse in una strada d’Atene sicuro di sé, gettando occhiate di fianco. E cosi andava senza mostrare alcuna inquietudine”;
    -l’incredibile di quest’uomo è che lui e i suoi discorsi non hanno paragoni né nel passato né oggi”;

    2. “ Per fare l’elogio di Socrate, amici, ricorrerò a delle immagini. Son sicuro che lui penserà che voglia scherzare, e invece sono serissimo, perché voglio dire la verità. Io dichiaro dunque che Socrate è in tutto simile a quelle statuette dei sileni che si vedono nelle botteghe degli scultori, con in mano zampogne e flauti. Se si aprono, dentro si vede che c’è la statua di un dio.” È con queste parole che Alcibiade inizia l’elogio del proprio amato, e ancora verso la fine “Ma l’incredibile di quest’uomo è che lui e i suoi discorsi non hanno paragoni né nel passato né oggi, per quanto si cerchi con attenzione, a meno che non lo si voglia paragonare come facevo io prima: non ad altri uomini, ma ai sileni e ai satiri – che si tratti di lui o delle sue parole. Sì, perché c’è una cosa che ho dimenticato di precisare: anche i suoi discorsi sono simili alle statuette dei sileni che si aprono. Infatti, se si ascolta quel che dice Socrate, a prima vista le sue parole possono sembrare quasi comiche, tutte intrecciate con strani discorsi: esteriormente ricordano proprio gli intrecci della pelle di un satiro insolente” . Alcibiade pone questo paragone fra Socrate e i sileni proprio poiché questi sono caratteristici della propria duplice natura, così allo stesso modo lo è Socrate: pensiamo alla stessa ironia socratica, egli infatti finge di non sapere ma in realtà interiormente registra una propria conoscenza.
    3Rispetto il mio punto di vista non è alquanto opportuno scindere la figura del filosofo da quella del a dio Eros, anzi queste sono rilegate da una corrispondenza biunivoca, sennonché si riconoscono in un’unica persona. Nel simposio, tutti avevano celebrato Eros come un dio. Diotima lo descrive, contrariamente, “scalzo e senza casa” poiché figlio di Penia, la povertà; ma allo stesso tempo “pieno di risorse”coraggioso e audace, qualità derivanti dalla natura del padre Poros, l’espiediente. È una descrizione che si riferisce all’amante, e non all’amato come sosteneva Fedro, sempre in bilico tra speranze e delusioni, tra desiderio e frustrazione, ma sempre pronto a tentare nuove strade per ottenere il proprio obbiettivo. E proprio mediante l’esprimere questo concetto che il filosofo si delinea come lo stesso eros, che non possiede il bene e la bellezza ma li ricerca, proprio come “colui che ama il sapere” il quale è a conoscenza della propria ignoranza e pertanto ricerca la verità. Lo spirito di ricerca è il tratto distintivo del filosofo. Questi infatti non è neppure ignorante poiché l’ignoranza non equivale alla non conoscenza ma alla falsa conoscenza, alla convinzione di sapere pur non sapendo. In ultima analisi sostengo che la collocazione dell’elogio di Socrate di ritrovi in una posizione dell’opera strategica, Alcibiade giunge alla fine, e attribuisce una buona parte di quelle che erano state le virtù e i dono riconosciuti al dio, all’oggetto del proprio è amore, Socrate. È da ricordare, inoltre, che sarà solo il filosofo ateniese maestro di Platone a non cedere al sonno fino alla mattina seguente quando abbandonerà il convivio in seguito al cedimento da parte di Aristofane e Agatone, proprio a sottolineare il fatto che il filosofo rimane sveglio.

    ESERCIZIO 16
    Il “Simposio”, opera giovanile di Platone, si apre come banchetto in onore della celebrazione della vittoria conseguita dal tragediografo Agatone, ma, al momento delle suonatrici di cetra e flauto, queste sono licenziate; la serata continuerà, come proposto dal medico Erissimaco, a far l’elogio di Eros. Da sinistra verso destra tutti i commensali si apprestano ad onorare il dio, fino a giungere a Socrate. L’opera ha il fulcro proprio nel discorso di questo filosofo, che riporta la posizione della sacerdotessa di Mantidea, Diotima, e sviluppa così un vero e proprio percorso iniziatico, definito come la scala dell’Eros. Si evince come Platone evidenza l’eros come l’unica passione accettabile, poiché si tratta di una “divina mania” , non in contrasto con la ragione. Nel discorso di Socrate è risalto come l’amore non possa essere circoscritto ad un’unica categoria, ma, invece, come questo si ripartisca in diverse accezioni. Diotima infatti dice: “Ma allora, Socrate, perché non diciamo che tutti gli uomini amano, se tutti desiderano sempre le stesse cose? Come mai, al contrario, diciamo che alcuni uomini amano ed altri non amano affatto?”. Ella, infatti,lo distingue in molteplici forme di cui noi, essere umani, ne prendiamo una definendola “amore” come se fosse unica, ma così non è. La capacità creativa, afferma la sacerdotessa, è una forma d’amore; altre forme lo sono i desideri e le passioni per il denaro, lo sport, la filosofia, ma coloro che provano tali sentimenti non vengono definiti innamorati ne tantomeno diciamo di essi che amano. Amore è creare nella bellezza e allo stesso tempo è desiderio di immortalità.
    Nei secolo tutti i comuni mortali, almeno una volta nella vita si sono interrogati su questa questione: se e come è possibile catalogare l’amore. Registi, artisti, scultori, scrittori, hanno ricercato nelle proprie forme d’arte di concretizzare l’idea di amore. Analizziamo a tale proposito gli effetti che scaturisce questo sentimento che incombe improvviso come un fulmine a ciel sereno nella noiosa vita di una famiglia borghese; stiamo parlando del celebre film del grande Pier Paolo Pasolini, Teorema. La trama si espande raccontando di una ricca famiglia di un industriale milanese che viene profondamente scossa dall’arrivo di un enigmatico ospite, un giovane venticinquenne silenzioso e affascinante. Il visitatore ottiene le grazie della moglie, ha rapporti erotici con la figlia, il figlio, la domestica e con lo stesso capofamiglia.
    Il contatto sessuale ed intellettuale con il giovane fa prendere coscienza agli abitanti della casa della vanità della propria esistenza e della propria vera natura.
    Quando il misterioso viaggiatore ripartirà tutto sarà cambiato: la madre si concede sessualmente a vari giovanotti, la figlia diventa catatonica, il figlio abbandona la famiglia e si mette a dipingere, il capofamiglia lascia la fabbrica agli operai, si denuda nella stazione di Milano e si perde nel deserto, mentre la serva, una semplice contadina, levita nell’aria come una santa. Si delineano quindi i diversi modo di vivere l’amore, che sconvolge in modi distinti la vita di cinque persone, tanto che le frasi che corrisponderanno alla partenza del giovine, pronunciate dalla coppia di coniugi, saranno “Ma ciò che, invece, tu stesso mi hai dato: l’amore, nel vuoto della mia vita, andando via lo distruggi tutto” e “Hai distrutto semplicemente l’idea che ho sempre avuto di me stesso”.

    All’interno de “Decalogo 6 – Non commettere adulterio” di Krzysztof Kieslowski (1988), si esprime con forza l’amore come mancanza e come desiderio. Come si evince anche dalla scheda critica a cura di Pino Farinotti, Kieslowski ha affrontato un percorso di riminescenza riportando nel cinema l’etica e la morale, cinema che alla fine degli anni Ottanta era dominato da effetti scenici e scenografici, e quindi, si era persa l’attenzione verso i contenuti.
    Il regista polacco realizza questi 10 mediometraggi, di durata circa 55 minuti, da qui il nome Decalogo, in cui presenta un nodo iniziale, relativo ad uno dei 10 comandamenti, che poi si scioglierà mediante una sorta di parabole, e sembrerà di non arrivare mai alla fine che è inaspettata e perfetta. Un finale sorprendentemente inusuale si ha, appunto, nel “Decalogo 6 – Non commettere adulterio” dove si racconta di un giovane men che meno ventenne che si innamora di una donna avvenente e ammaliante che giocherà con i suoi sentimenti e che condurrà lo stesso al suicidio, tagliandosi le vene nell’acqua calda.
    Molto suggestiva è l’interpretazione che può ricavarsi dal film Morte a Venezia, un film drammatico del 1971 diretto da Luchino Visconti, tratto dal romanzo La morte a Venezia dello scrittore tedesco Thomas Mann, in cui emergere il significato “erotico” della bellezza, nel senso platonico di un “oltrepassare” la prospettiva ordinaria dell’esistenza.
    La trama del romanzo riconosce come protagonista Gustav “von” Aschenbach, un famoso autore cinquantenne, recentemente nobilitato per onorarne il successo artistico. Egli è un uomo che ha interamente dedicato l’esistenza alla propria arte, in una maniera quanto mai disciplinata e costante. Rimasto vedovo, sente all’improvviso nel suo animo l’impetuoso desiderio di viaggiare, avere nuove esperienze, provare cambiamenti, per cui si appresta a partire per una località mediterranea, anche nella speranza di migliorare così la sua salute, minata da problemi cardiaci. Decide quindi di prendersi una vacanza, anche per far riposare i nervi scossi. Dopo una falsa partenza in direzione di Pola, insoddisfatto comprende che deve andare a Venezia; prende una suite al grand’Hotel des Bainsall’isola del Lido di Venezia. Tra gli ospiti del grande albergo in cui alloggia, la sua attenzione quella sera stessa mentre si trova a cena cade su una nobile famiglia polacca in vacanza: tra di loro vi è un ragazzo di più o meno quattordici anni abbigliato con un vestito alla marinara. Aschenbach ne rimane folgorato, letteralmente abbagliato, e si rende conto che l’adolescente è estremamente bello, tale e quale un’antica scultura greca. In seguito, in spiaggia, coglie per caso il suono di quello che pare esser il suo nome: Tadzio. Il giovane finisce per incarnare ai suoi occhi l’ideale di bellezza classica, grecizzante, alla quale l’artista venuto dal nord da sempre maggiormente aspira.
    Presto però il tempo caldo e molto umido comincia ad incidere non proprio favorevolmente sulla salute di Gustav, il quale decide di ripartire il prima possibile. La mattina in cui ha programmato la partenza scorge ancora una volta Tadzio, e l’uomo viene preso da un fortissimo sentimento di rimpianto. Quando raggiunge la stazione ferroviaria e scopre che i suoi bagagli sono stati inviati per errore da un’altra parte si ritrova costretto a tornar indietro: finge d’esser arrabbiato ma intimamente è felicissimo. Durante i giorni seguenti l’interesse di Gustav nei confronti del ragazzino si trasforma in una vera e propria ossessione: sta ad osservarlo in continuazione, segretamente lo segue in giro per tutta la città lagunare, su e giù tra le calli ed i ponti. Una sera, all’uscita dal ristorante dell’albergo, Tadzio, voltandosi ad un tratto verso di lui, rivolge a Gustav un sorriso affascinante, quasi invitante: sconvolto, l’uomo lo paragona al Narciso della mitologia greca. Precipitatosi fuori Gustav, nel giardino vuoto, ha il coraggio finalmente di confessare a se stesso la verità: “Ti amo!”.
    Dopo qualche giorno, Gustav nota degli avvisi del “Dipartimento della Salute” che consigliano di evitare di mangiare frutti di mare; si comincia inoltre a sentire dappertutto un forte odore di disinfettante. Le autorità comunque continuano categoricamente a negare che possa trattarsi di qualcosa di grave.
    Aschenbach pare ignorare il pericolo, in quanto in qualche modo gli piace pensare che il male che sta vivendo Venezia sia un po’ simile alla propria intima sofferenza di natura amorosa tenuta rigorosamente celata.
    In seguito cerca d’informarsi sulle effettive condizioni di sicurezza pubblica e viene informato da un inglese che è in atto una grave epidemia di colera. A questo punto Gustav considera l’opportunità di avvisare immediatamente la madre di Tadzio del pericolo; decide tuttavia di non farlo, per non vedere partire l’amato ragazzo e perderlo così per sempre.
    Una notte l’uomo ha un sogno intriso di dionisismo orgiastico, il che gli rivela la natura prettamente sessuale dei suoi sentimenti verso Tadzio; in seguito inizia a fissare l’adolescente sempre più apertamente e a pedinarlo: ma, anche così, i sentimenti dell’uomo, seppur sempre vissuti intensamente nel proprio intimo, non si esternano mai oltre qualche fuggevole scambio d’occhiate.
    Durante tutto il tempo del suo soggiorno, l’intera esistenza di von Aschenbach inizia a ruotare ossessivamente attorno a Tadzio, simbolo per lui di una gioventù svanita, ma anche oggetto di impulsi omosessuali che lo scrittore non era consapevole di possedere o che forse aveva fino a quel punto represso, pur senza desiderare però di concretizzare sessualmente la sconvolgente attrazione.
    Gustav sembra incominciare anche a preoccuparsi per il proprio volto; nel tentativo di ringiovanire, va dal barbiere e si fa tingere capelli e baffi e truccare il viso così da renderlo più attraente. Così imbellettato segue per l’ennesima volta Tadzio attraverso Venezia, oppressa da un caldo infernale. Persolo di vista nel cuore della città, esausto ed assetato, compra alcune fragole mature e le mangia riposando in una piazzetta deserta, contemplando tra sé e sé l’ideale platonico della bellezza.
    Il racconto si conclude alla spiaggia del Lido, dove von Aschenbach, disteso nella sua sedia a sdraio pare indebolito e malaticcio mentre osserva Tadzio giocare con gli amici, come aveva già fatto tante altre volte prima. Il ragazzo ad un tratto lascia i compagni e, dopo aver litigato con uno di loro ed esserne stato picchiato, si dirige al largo guadando lentamente le acque basse ma, prima di svanire alla sua vista, volge e condivide un ultimo sguardo col suo ammiratore morente. È come se l’adolescente avesse voluto fargli un ultimo segno; cerca d’alzarsi per seguirlo, per poi crollar di traverso sulla sedia.
    Lo scrittore rimane totalmente estasiato dall’ineffabile bellezza del ragazzo, il quale alza il braccio verso l’orizzonte a voler indicare qualcosa, e, nel delirio degli ultimi istanti di vita, Gustav immagina se stesso intento a seguirlo verso un ideale irraggiungibile ultraterreno. Il suo corpo ormai esanime viene scoperto poco dopo.
    Nello splendido romanza del Mann si ritrovano diversi riferimenti alla filosofia platonica e non solo anche un chiaro alludere alla kalokagathia. Diverse sono le frasi dei dialoghi fra i vari personaggi che mi hanno colpito, come quella che prende vita durante il dibattito sulla bellezza fra i due amici, Alfred afferma che “La bellezza nasce così spontaneamente a dispetto delle mie e tue fatiche, essa preesiste alla nostra presunzione di artisti” qui implicitamente è messo in evidenza in concetto di “idea di bellezza” perfetta e,appunto, preesistente; ancora la frase di Gustav “Non si può raggiungere lo spirito attraverso i sensi. È solo con un completo dominio dei sensi che l’artista può conquistare saggezza, verità e dignità umana”.
    Scrutando fra le mie personali conoscenze ed esaminando un altro ambito artistico, la scultura, come già citata precedentemente, di significativa importanza ritrovo la storia di “ Amore e Psiche” e l’omonima opera marmorea realizzata da Antonio Canova. (immagine: http://1.bp.blogspot.com/-f-SuQwWhcxQ/UsWMKcuuh3I/AAAAAAAABo8/Hur73edstoY/s1600/Canova+Amore+e+Psiche.jpg ) L’opera rappresenta, con un erotismo sottile e raffinato, il dio Amore mentre contempla con tenerezza il volto della fanciulla amata, ricambiato da Psiche con una dolcezza di pari intensità. Le due figure sono infatti rappresentate nell’atto subito precedente il bacio, un momento carico di tensione, ma privo dello sconvolgimento emotivo che l’atto stesso del baciarsi provocherebbe nello spettatore. La gestualità e il movimento introducono anche la dimensione del tempo eternizzato dall’artista in un attimo sublime, che rimane in sospeso. Anche i personaggi, nei corpi adolescenziali e con le loro forme perfette, sono idealizzati secondo un principio di bellezza assoluta e spirituale. Infine, intendo concludere questa analisi con una citazione di Thomas Mann “Ché la Bellezza, odimi bene, Fedro, la Bellezza soltanto è divina e visibile a un tempo, ed è per questo che essa è la via al sensibile, è, piccolo Fedro, la via che mena l’artista allo spirito.”

    Buona sera professore, come sempre i miei lavori in extremis, non mi resta che confidare nel “chi va piano va sano e va lontano” o tantomeno nel “meglio tardi che mai”.
    Bellissimi i materiali di approfondimento da personalizzare, trovo interessanti tutti i film proposti e nonostante gli spoiler spero di poterli vedere presto. Scusi ancora il ritardo, buona domenica.

  40. noemicariello il said:

    ESERCIZIO 16
    L’amore è un’energia che fa da protagonista in tantissime canzoni,tanti e tanti film.
    Un tema che ricorre spesso,particolarissimo.
    Con aspetti diversi,persone e situazioni differenti.
    mi vengono in mente molte canzoni,poesie e vari film.
    ”Io sono folle, folle, folle d’amore per te .
    io gemo di tenerezza perchè sono folle, folle, folle
    perchè ti ho perduto.
    Stamane il mattino era cosi caldo
    che a me dettava quasi confusione
    ma io era malata di tormento ero malata di tua perdizione.”
    [Alda Merini]
    Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
    o freccia di garofani che propagano il fuoco:
    t’amo come si amano certe cose oscure,
    segretamente, tra l’ombra e l’anima.
    T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
    dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
    grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
    il concentrato aroma che ascese dalla terra.
    T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
    t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
    così ti amo perché non so amare altrimenti
    che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
    così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
    così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
    [Pablo Neruda]
    Quando sei lontano Ho sempre avuto bisogno di tempo per me Non ho mai pensato che avrei avuto bisogno che tu fossi lì quando piangevo E i giorni sembrano anni quando sono sola e il letto dove sei disteso è messo a posto dal tuo lato Quando vai via conto i passi che fai Vedi quanto ho bisogno di te adesso? (RITORNELLO) quando sei lontano i pezzi del mio cuore sentono la tua mancanza quando sei lontano manca anche il volto che conoscevo quando sei lontano mi mancano le parole che ho bisogno di sentire per farmi sempre andare avanti fino alla fine della giornata e renderla ok mi manchi Non mi sono mai sentita così prima d’ora Tutto ciò che faccio mi ricorda te Ed i vestiti che hai lasciato sono sul pavimento ed hanno il tuo profumo amo le cose che fai Quando vai via conto i passi che fai Vedi quanto ho bisogno di te adesso? RITORNELLO Eravamo fatti l’uno per l’altra quaggiù per sempre So che lo eravamo sì Tutto quello che volevo era che tu sapessi che in tutto ciò che faccio metto il cuore e l’anima Riesco a malapena a respirare, ho bisogno di sentirti qui con me Si
    When You’re Gone • Avril-Italy: http://avril-italy.netsons.org/testi-e-traduzioni/the-best-damn-thing/when-youre-gone/
    [Goodbye my lover J.Blunt]
    Ti ho deluso o abbandonato?
    dovrei sentirmi in colpa o lasciare che
    i giudici mi guardino male?
    perchè ho visto la fine prima che iniziassimo
    si, ho visto che tu eri cieca
    ed io sapevo di aver vinto, quindi
    ho preso quel che era mio per diritto divino
    Ho preso la tua anima durante la notte
    potrebbe essere finita ma non finirà lì,
    sono qui per te se solo te ne importasse
    hai toccato il mio cuore, hai toccato la mia anima
    hai cambiato la mia vita e tutti i miei obiettivi
    e l’amore è cieco e l’ho saputo quando
    il mio cuore era accecato da te
    ho baciato le tue labbra
    e stretto a me la tua testa
    ho diviso con te i tuoi sogni e il tuo letto
    ti conosco bene, conosco il tuo odore
    sono diventato dipendente da te

    Addio amore mio, addio amica mia
    sei stata l’unica, l’unica per me

    sono un sognatore ma quando mi sveglio,
    non puoi spezzare il mio spirito
    sono i miei sogni che prendi con te
    e visto che stai andando via, ricordati di me
    ricordati di noi e di quello che eravamo
    ti ho vista piangere, ti ho visto sorridere
    ti ho guardata per un pò mentre dormivi
    sarei stato il padre dei tuoi figli
    avrei passato il resto della vita con te
    conosco le tue paure e tu conosci le mie
    abbiamo avuto i nostri dubbi
    ma adesso stiamo bene, e ti amo
    giuro che è vero.
    non posso vivere senza di te

    Addio amore mio, addio amica mia
    sei stata l’unica, l’unica per me

    ed io ancora stringo la tua mano nella mia
    nella mia, quando mi sono addormentato
    e sopporterò la mia anima nel tempo
    mentre mi inginocchierò ai tuoi piedi
    Addio amore mio, addio amica mia
    sei stata l’unica, l’unica per me

    sono così vuoto, tesoro, così vuoto
    sono così, così, così vuoto
    Per quanto riguarda i film,penso a:
    AWAKE ANESTESIA COSCIENTE
    Fidanzato da sei mesi con la bella Samantha, segretaria della madre, Clay Beresford è un giovane e brillante manager che soffre di una rara malformazione al cuore.
    Dopo vari consulti con il suo fidato amico Jack Harper, che è un medico, viene convinto della necessità di sottoporsi ad un trapianto di cuore. Jack consiglia a Clay di vivere a pieno la sua vita prima dell’intervento, perché non sarà un intervento facile e nessuno può dare la certezza che sopravviverà.
    Ascoltando il consiglio dell’amico, Clay presenta Sam alla madre Lilith, che però non approva la loro relazione. La stessa sera Clay e Sam si sposano. Il giorno dopo, la madre tenta di convincere per l’ultima volta Clay a farsi operare dal medico di famiglia, il Dr. Neyer, senza risultati.
    Durante il delicato intervento chirurgico, Clay manifesta i sintomi dell’anestesia cosciente, in cui si ritrova sveglio e vigile ma completamente paralizzato ed impossibilitato a comunicare il proprio stato ai medici, che non si accorgono dei battiti cardiaci sempre più alti, creati dalla paura del dolore.
    Clay affronta i lancinanti dolori dell’intervento e si ritrova a vivere un’esperienza extracorporea, nel profondo del suo inconscio. Scopre così che è stata organizzata una cospirazione alle sue spalle, non solo dai medici, ma anche dalla sua amata Sam. Questa, infatti, si era accordata con i dottori per uccidere Clay durante l’operazione, per ereditare il patrimonio, e dividerlo con loro.
    Appena Lilith viene a sapere della morte di Clay (che in realtà è ancora vivo grazie ad una macchina che pompa il sangue), intuisce qualcosa, collegando vari indizi. Distrutta dal dolore, decide di sacrificare la propria vita per dare un nuovo cuore al figlio, dopo aver chiamato il Dr. Neyer.
    Lilith e Clay, si incontrano in questa dimensione extracorporea e iniziano a discutere. Lei mostra al figlio il passato, e precisamente la scena in cui suo padre Clay Beresford Sr., che si credeva morto per un incidente, viene ucciso proprio dalla moglie, per proteggere il figlio dall’ennesimo tentativo di violenza.
    Infine, arriva il Dr. Neyer con la polizia e riesce a trapiantargli il cuore, con un momento di fallo (infatti Clay voleva rimanere lì con la madre, ma quest’ultima riesce a convincerlo). Clay viene salvato e i responsabili vengono arrestati.
    VICINO A TE NON HO PAURA
    Una giovane donna ventisettenne, Katie, arriva a Southport, in North Carolina, e inizia a lavorare in un ristorante del luogo, conducendo una vita estremamente riservata, senza allacciare nessuna relazione sociale. La sua unica compagnia è quella della vicina di casa, Jo, con cui instaura un rapporto amichevole. Un giorno Katie si reca in un negozio del posto e conosce Alex, il proprietario, un vedovo con due figli piccoli, Josh e Kristen. Ben presto Katie e Alex entrano in confidenza, tanto che lei lo invita a cena a casa sua, e scoprono di amarsi. Katie però nasconde un terribile segreto e presto Alex, che è un ex detective, lo intuisce. Katie decide allora di svelargli la verità: il suo vero nome è Erin ed è sposata ad un uomo di nome Kevin, un poliziotto, il quale fino a pochi mesi prima abusava di lei, picchiandola e maltrattandola. Erin era stata così costretta a fuggire di casa, tentando di costruirsi una nuova vita con una nuova identità. Dopo aver saputo la verità, Alex si offre di proteggere Katie: il loro legame si fa sempre più forte, tanto che questo amore diventa l’unico porto sicuro nella vita di Katie, che fino a poco tempo prima viveva di incubi e faticava a fidarsi di chiunque. Nel frattempo, Kevin è sempre più deciso a trovare la moglie e a riportarla a casa. Quando finalmente scopre dove si trova, si reca immediatamente a Southport e la vede in compagnia di Alex e dei suoi due figli. Più tardi, di sera, Alex si allontana da casa, dovendo accompagnare un’amica in aeroporto, e lascia Katie da sola con Kristen e Josh. Kevin si aggira nelle vicinanze della casa e appicca un incendio. Katie capisce quello che sta succedendo e cerca di mettere in salvo i due bambini, scontrandosi con Kevin nel tentativo di trattenerlo. Alex, una volta rientrato, riesce a prendere i bambini con sé e a portarli al sicuro a casa di Katie. Poco dopo Alex torna sul luogo dell’incendio e cerca di catturare Kevin, il quale però riesce a scappare e a raggiungere la casa di Katie. Quando la donna scopre che i bambini sono in pericolo, si precipita a casa sua e, al termine di un drammatico scontro, uccide il marito. Una volta in salvo, Alex dona a Katie una lettera scritta anni prima dalla moglie Carly, in punto di morte, alla donna che avrebbe preso il suo posto. Leggendo la lettera, Katie scopre che gli amici di Carly erano soliti chiamarla Jo. Allo stesso tempo, Katie si rende conto che Jo non è mai stata la sua vicina di casa e che le sue conversazioni e i suoi incontri con lei non erano altro che un frutto della sua immaginazione. In seguito però Katie capisce che non si trattava neppure di questo: era lo spirito di Carly che le chiedeva di prendersi cura di Alex e dei suoi due bambini. Quando più tardi Katie va a casa di Alex, vede per l’ultima volta Jo, che le dice addio.

  41. tiziano il said:

    Ex 8
    Socrate prima di iniziare il suo elogio spiega come egli sia in imbarazzo poiché non capace di fare un discorso come quello di Agatone e che sarebbe stato tentato di fuggire,ma non potendosi tirare indietro afferma che il suo discorso non potrà essere così bello poiché non aveva capito come doveva essere realmente fatto un elogio:
    ” Ero, naturalmente, tutto fiero al pensiero che avrei parlato bene: non conoscevo
    forse la vera maniera di fare un elogio? Ma, stando a quanto ho sentito, il metodo corretto
    di fare un elogio non è questo: bisogna piuttosto attribuire all’oggetto del proprio discorso
    le più grandi e le più belle qualità – che le abbia davvero o non le abbia non importa
    affatto. […]
    voi volete così farlo apparire il più bello e il più buono
    possibile – ma non si ingannano coloro che sanno.
    (simposio)
    Così il discorso di Socrate si apre con l’uso dell’ironia, egli ammette la sua ignoranza davanti l’interlocutore e mostrando ammirazione per le sue affermazioni, inizia a porre una serie di domande che lo faranno prima dubitare poi ammettere la propria ignoranza. Grazie a questo metodo Socrate porterà Agatone a credere che secondo le sue stesse affermazioni l’eros deve per forza di cose essere bello e buono ma le smentirà subito spiegando come l’Eros sia amore e che non ci può essere amore per qualcosa che si ha quindi Eros cerca la bellezza poiché non la possiede.
    “”Tu rispondi come si deve, mio caro – disse Socrate -, e se le cose stanno come tu ci hai
    detto, L’Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero?”
    Agatone fu d’accordo.
    “Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la
    mancanza e che non si possiede?”
    “Sì”, ammise.
    “L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?”
    “Per forza”, disse.
    “Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?”
    “No di certo.”
    “E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l’Eros sia bello?”
    “Temo proprio – disse Agatone – di aver parlato senza sapere quel che dicevo.”

    Ex9
    In questa parte conclusiva dell’intermezzo, dimostrato che Eros non è bello,Socrate domanda di conseguenza se egli sia anche buono, visto che per la kalokagathía ciò che è bello è per forza buono, la risposta più spontanea nonché quella di Agatone sarebbe no, non è buono, e qui Socrate dimostra come questo concetto sia sbagliato ed Eros non è cattivo anche se non bello. Egli racconta del dialogo che fece con una sacerdotessa di Mantinea “Diotima”, una volta che gli fu spiegato da essa come eros non fosse bello anche Socrate cadde in errore saltando alla conclusione che fosse anche cattivo, ma di nuovo lei facendo il rapporto tra chi è sapiente e chi no dimostra che tra essi c’è una via di mezzo il filosofo, colui che non sa ma che comunque cerca la sapienza, così c’è anche tra il bello e il buono:Ma come Diotima? allora Eros è cattivo e brutto?” “Che dici? Questa è una bestemmia! – mi rispose -. Credi forse che tutto ciò che non è bello debba essere per forza brutto?” “Ma certo!” “E perché mai? Chi non è sapiente deve per forza essere ignorante? Non ti sei mai accorto che c’è una via di mezzo tra la sapienza e l’ignoranza?” “E qual è?” “Avere un’opinione giusta, senza però saperla giustificare. Questo non è vero sapere: come posso parlare di scienza, se non so dimostrare che è vero quello che penso? Ma non è neppure piena ignoranza, perché per caso la mia opinione potrebbe corrispondere ai fatti. L’opinione giusta è quindi, suppongo, simile a quel che dicevo: sta a metà strada tra la piena conoscenza e l’ignoranza”34. “E’ vero”, risposi. “Dunque chi non è bello non per questo è per forza brutto, né chi non è buono deve essere cattivo. E così è per l’Eros: poiché tu sei d’accordo con me che non può essere né buono né bello, non devi per questo credere che sia necessariamente cattivo e brutto. Eros – così mi disse Diotima – è a metà tra questi estremi.”
    (simposio)

    Ex10
    Per Socrate l’amore è il desiderio di ciò che non si possiede, ecco perché l’Eros che non è bello la cerca la bellezza. Socrate farà il paragone tra il povero e il debole ,infatti il debole desidererà di essere forte ed il povero desidererà di essere ricco.
    Per questo stesso ragionamento una volta posseduto l’oggetto del proprio desiderio non lo si dovrebbe volere più, ma anche il ricco desidera essere ricco,ma il suo desiderio e diverso da quello che è povero, il povero desidera avere ciò che non ha, il ricco avendo già la ricchezza non la desidera per il momento ma per il futuro , come il forte desidera mantenere per sempre la forza ed il sano la salute. Così per l’amore che non è solo un desiderio che si placa col ottenimento dell’oggetto amato ma col volerlo amare per sempre.
    Un esempio di amore è quello narrato nella Teseida di Boccaccio, che porta due amanti al combattere per amore di una donna, ma che alla fine dello scontro il vincitore, morente, dopo avere sposato la donna la cederà comunque al suo sfidante per amicizia e rispetto

    Ex11
    Platone si avvale spesso dei miti per spiegare un idea, in modo semplice . I miti hanno un significato allegorico che grazie alle immagini è più facile da trasmettere e da far comprendere, così trasformando il discorso di tipo argomentativo a delle rivelazioni. Esempio il mito della caverna dove, gli uomini sono imprigionati con delle catene e gli viene fatto credere che le ombre che vedono riflesse sulle pareti siano la realtà, si pensi che uno di questi uomini venga liberato e possa vedere l’uscita verrebbe abbagliato e per il dolore tenterebbe di ritornare a guardare solo le ombre ma se venisse trascinato fuori da questa caverna rimarrebbe accecato e non potrebbe fare altro che aspettare che i suoi occhi si abituino alla luce, inizialmente riuscirà solo a vedere i riflessi nell’acqua ma abituato potrà vedere la realtà per com’è realmente e forse desidererà portare i suoi compagni ancora chiusi nella caverna fuori, ma dovrà tornare dentro la caverna dove non sarà più abituato a vedere al buio quindi le persone crederanno che la sua vista sia danneggiata, e quando cercherà di spiegare come la loro realtà sia falsa e quindi di convincerli ad uscire con lui ,loro potrebbero non credergli ed allontanarlo o addirittura ucciderlo. Questo mito contenuto nella repubblica spiega come la strada per la conoscenza sia doloroso ma necessario per poter vedere il mondo intelligibile .

    Ex12
    Nel discorso con Diotima si capisce che l’ errore alla base per il quale Eros veniva creduto bello e il fatto che lui non era l’amato ma l’ amante. Per qualsiasi persona l’oggetto amato è il più bello, il più delicato, il più buono.
    Ed ecco perché è necessario differenziare i sentimenti che provano l’amante e l’amato. Si può dire che questa distinzione non è necessaria quando l’amore è ricambiato poiché porterà ad entrambi felicità.
    Ma quando non lo è, l’amata sarà sempre in una posizione privilegiata, avrà tutte le attenzioni dell’amante e non potrà che sentirsene felice.
    L’amante si troverà spesso tra la gioia e la tristezze, con la paura di non essere ricambiato, la paura di non raggiungere l’amata , e di questo ne soffrirà molto il che lo renderà insicuro oppure sarà spinto ancor di più a provarci ad andare avanti per raggiungere la felicità.
    Questo dimostra la doppia polarità dell’amore che non porta solo felicità nell’amante ma anche l’insicurezza che dovrà combattere fino alla decisione dell’amata

    Ex13
    Ogni persona ogni essere vivente ha dei sentimenti ma non tutti provano le stesse emozioni per un qualcosa od una persona , così si vanno a creare svariati tipi diversi d’amore. Quelli che vado a descrivere sono presi dall’Iliade e l’Odissea di Omero

    L’amore tra due amanti, Patroclo ed Elena che porterà allo scoppio della guerra tra Troiani e Greci

    L’amore per la gloria e la fama che porterà Achille a morire perché il suo nome non sia mai dimenticato quindi immortale

    L’amore per un figlio, Priamo che lo porterà a sostenere la guerra per non lasciar uccidere il figlio Patroclo

    L’amore per la patria e per la famiglia, Ettore sceglierà di combattere contro Achille per proteggere il suo popolo, sua moglie e suo figlio

    L’amore per la conoscenza e per l’amata , Ulisse sopporterà un lungo e duro viaggio che lo metterà a dura prova svariate volte ma spinto dalla curisità e dal desiderio di ricongiungersi con l’amata continuerà imperterrito

    Ma anche l’amore che la stessa moglie di Ulisse proverà e che gli impedirà di credere alla morte del marito e di aspettarlo

    Ex14
    Platone spiega sempre col discorso tra Diotima e Socrate, come l’uomo desiderando il bene, lo desidera per sempre, e l’unico modo per raggiungere quest’eternità per l’uomo è il procreare. Ma questo non si ferma al semplice procreare ma porterà entrambi i genitori al difendere la vita dei propri figlio , a crescerli anche con dei sacrifici, infatti nella natura si può vedere come anche gli animali più piccoli difendano i propri figli rischiando la vita. Questo per Platone è l’unico modo che è permesso all’uomo per raggiungere questa forma di immortalità attraverso l’amore:

    Ex15
    1)La bellezza per Platone e ciò che può purificare un animo, è la scalinata che un passo alla volta deve compiere l’animo per poter arrivare a vedere e comprendere la vera bellezza, tutto questo presupponendo che l’animo interessato riesca a seguire l’Eros
    2)Nella scala dell’Eros i passi da compire per raggiungere la bellezza in vari gradini.
    L’inizio il primo passo e l’innamorarsi e il riconoscere la bellezza:”Chi inizia il cammino che può portarlo al fine ultimo, sin da giovane deve essere attento alla bellezza fisica. In primo luogo, se chi lo dirige128 sa indirizzarlo sulla giusta strada, si innamorerà di una sola persona e troverà con lei le parole per i dialoghi più belli. “
    Il secondo e riconoscere la bellezza dei corpi:”Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili, non si può non capire che essa è una sola, identica per tutti129. Capito questo, imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola: dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore, a giudicarla di minor valore. “
    Nel terzo passo si innamorerà non solo del corpo ma anche delle anime:”Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile: a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente attraente. Con lei nasceranno discorsi così belli130 che potranno elevare i giovani che li ascoltano. E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi “
    Nel quarto scoprirà la scienza della bellezza:” Dalle azioni degli uomini, poi, sarà portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza, gli occhi fissi sull’immenso spazio su cui essa domina. Cesserà allora di innamorarsi della bellezza di un solo genere, d’una sola persona o di una sola azione – una forma d’amore che lo lascia ancora schiavo132 – e rinuncerà così alle limitazioni che lo avviliscono e lo impoveriscono. Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza133, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere. Finché, reso forte e grande per il cammino compiuto, giungerà al punto da fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza perfetta, di cui adesso ti parlerò “
    3)Ed infine conoscerà la bellezza in sé per sé:”raggiungerà il vertice supremo dell’amore e allora improvvisamente134 gli apparirà la Bellezza nella sua meravigliosa natura, quella stessa, Socrate, che era il fine di tutti i suoi sforzi: eterna, senza nascita né morte. Essa non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o dall’altro. Essa è senza tempo, sempre egualmente bella, da qualsiasi punto di vista la si osservi. E tutti comprendono che è bella. La Bellezza non ha forme definite: non ha volto, non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole135. Non è una teoria astratta136. Non è uno dei caratteri di qualcosa di esteriore, per esempio di un essere vivente, o della Terra o del cielo, o non importa di cos’altro. No, essa apparirà all’uomo che è giunto sino a lei nella sua perfetta natura, eternamente identica a se stessa per l’unicità della sua forma. Tutte le cose belle sono belle perché partecipano della sua bellezza, ma esse nascono e muoiono – divenendo quindi più o meno belle – senza che questo abbia alcuna influenza su di lei. “

    Ex16
    “La bellezza“ di Roberto Vecchioni . In questa canzone il cantante o anche poeta esprime l’amore che prova anche al solo guardare una donna molto più giovane, nelle sue parole si sente come sia malinconico e nostalgico della sua giovinezza durante la quale sarebbe di certo andato incontro a questa donna:”se avessi vent’anni ti verrei a cercare, se ne avessi quaranta, ragazzo, ti potrei comprare, a cinquanta, come invece ne ho ti sto solo a guardare … “, ma si vergogna anche poiché sa che le altre persone se sapessero i suoi sentimenti lo considererebbero malato :”ho paura che gli altri pensino a questo amore come a un vizio “. Ma il poeta esprime anche un po di rimpianto di ciò che non ha fatto:”Tutta la bellezza che non ho mai colto, tutta la bellezza immaginata che c’era sul tuo volto, tutta la bellezza se ne va in un canto, questa tua bellezza che è la mia muore dentro un canto. “
    Ho parlato di questa canzone perché mi ha colpito molto come il cantante parla della giovinezza e della bellezza

    Ex17
    Arrivato Alcibiade ubriaco per incontrare Agatone notando Socrate, a quel punto Erissimaco gli domandò se poteva fare un elogio sull’Eros, ma egli preferì farlo su Socrate stesso
    1)Ne loderà vari aspetti, lo paragona ad un suonatore di flauto che non ha bisogno dello strumento per ammaliare:”
    Ma, si dirà, Socrate è forse un suonatore di flauto? Sì, e ben più bravo di Marsia. Lui incantava tutti con quel che riusciva a fare col flauto, tanto che ancora oggi chi vuol suonare le sue arie deve imitarlo.[…]Tu, Socrate, sei diverso da Marsia solo in questo, che non hai affatto bisogno di strumenti musicali per ottenere gli stessi risultati: ti bastano le parole. “
    Ne elogia le doti in guerra (poiché entrambi parteciparono alla guerra contro Potidea, sua ex alleata passata poi a Sparta, nel 432 a.C., subito prima della Guerra del Peloponneso ). :”Entrambi vi partecipammo, e prendemmo anche i pasti insieme. Quel che è certo, è che resisteva alle fatiche non solo meglio di me, ma di tutti gli altri. “
    Ne elogia il coraggio :”Ero ferito, lui si rifiutò di abbandonarmi e riuscì a salvare sia me che le mie armi. Allora io chiesi ai generali di assegnare il premio a te: non potrai certo, Socrate, dire adesso che io mento, e neppure rimproverarmi per quel che dico. Ma i generali, considerando la posizione in cui ero, volevano dare a me il premio, e tu hai personalmente insistito più di loro perché il premio invece andasse a me “
    2)Ulteriormente per lodare Socrate lo paragonerà alle statuine dei Sileni , perché queste statuette anche se esteticamente non belle nascondono la saggezza :”D’altra parte lui ignora tutto, non sa mai niente – questa almeno è l’immagine che vuol dare. Non è questa la maniera di fare di un sileno? Sì certo, perché questa è l’immagine esterna, come quella della statuetta di sileno. Ma all’interno? Una volta aperta la statuetta, avete idea della saggezza che nasconde? Amici miei, sappiatelo: che uno sia bello, a lui non interessa affatto, non se ne accorge neppure – da non credersi – e lo stesso accade se uno è ricco o ha tutto quello che la gente ritiene invidiabile avere. Per lui, tutto questo non ha alcun valore, e noi non siamo niente ai suoi occhi, ve lo assicuro. “
    3)Questa conclusione del Simposio con l’arrivo di Alcibiade e il suo elogio ci fa riflettere su come siano simili Socrate ed Eros e sui punti in comune che hanno,
    Eros che non possiede la sapienza la cerca, proprio come Socrate .
    Entrambi sono la rappresentazioni del filosofo.

  42. noemicarielloESERCIZIO 11 All'interno dei dialoghi vengono spesso inseriti dei miti, che Platone usa sia per introdurre il logos, cioè l esposizione argomentata, sia per integrare il logos, cioè per esprimere concetti che devono essere analizzati e non il said:

    ESERCIZIO 11
    All’interno dei dialoghi vengono spesso inseriti dei miti, che Platone usa sia per introdurre il logos, cioè l esposizione argomentata, sia per integrare il logos, cioè per esprimere concetti che devono essere analizzati e non possono essere solamente spiegati. Introduce così il mito, in quanto svolge nel filosofare platonico più funzioni.
    Uno ad esempio é quello del mito di Er.
    Contento nel libro X della repubblica che vede come protagonista un soldato che muore momentaneamente, esattamente per tre giorni, nei quali compie un viaggio che denuncia al suo risveglio.
    Si trovava al centro di una grande valle con due spaccature nel suolo e nel cielo. Le anime passavano a seconda del loro grado di purificazione da una cava all’altra. Al cielo salivano le anime dei giusti, viceversa con quelle dei diversamente giusti.
    Il mito è strettamente collegato alla metempsicosi, la reincarnazione dell’anima in un altro corpo che Platone assimila e rende propria.
    L’introduzione del logos è il processo di reincarnazione, mentre quello per integrare il logos è esattamente il mito della caverna. Così facendo l’esposizione platonica assume il tono di rivelazione.

  43. noemicarielloESERCIZIO 11 All'interno dei dialoghi vengono spesso inseriti dei miti, che Platone usa sia per introdurre il logos, cioè l esposizione argomentata, sia per integrare il logos, cioè per esprimere concetti che devono essere analizzati e non il said:

    ESERCIZIO 15
    -Durante il percorso filosofico di Platone ricorre una particolare parola:parusia.
    È metaforicamente una visione del mondo che concentra tutto sulla bellezza.
    In parallelo, diotima quest’ultima è indice di purificazione dell’anima, attraverso un percorso in salita.
    -Il percorso che costituisce la scala dell’eros è formato principalmente da quattro gradini.
    Partendo dalla bellezza sporca, quella fisica, quella legata ai corpi e al piacere, il compito di questo viaggio, suddiviso in quarto fasi, deve portare alla purificazione dell’anima.
    -Per diotima, quindi, costituisce una situazione di notevole importanza.
    È tutto legato alla trasformazione, poiché l anima matura, cambia, muta.
    Si passa dal legame terreno, con un profondo esame interiore, a tutto ciò che è non terreno, tenendo come punto di riferimento la bellezza.

    Prof,il mio telefono si è più volte rifiutato di commentare,per motivi personali non sono stata molto presente a casa e di conseguenza ho risposto dal cellulare.
    Non riuscivo a mandarle tutte insieme e per questo le ho divise.
    Spero capisca lo stesso.
    La numero 17 è completata nel mio quaderno.
    A dopo:*

    • proflombardi il said:

      Poi mi spieghi come diavolo hai fatto ad inserire l’esercizio 11 proprio lì. 😉 Don’t worry! Alla fine conta il risultato che è buono.

  44. Giuseppe Lanzuise il said:

    Esercizio 8
    Agatone ha appena concluso il suo elogio all’Eros e Socrate si dichiara assolutamente affascinato dalle parole di Agatone addirittura da esserne intimorito,affermando così di non poter eguagliare tale elogio. In realtà Socrate non è per niente intimorito dalle parole di Agatone,sta soltanto mettendo in atto la tecnica dell’ironia. In questo caso il filosofo si complimenta con il proprio interlocutore e si dichiara assolutamente ignorante al discorso di cui si sta parlando. Una volta fatto ciò,poiché ignorante,Socrate inizia a tempestare di domande il suo interlocutore,chiedendogli che se si ama qualcosa,allora la si ama perché non è in nostro possesso. Agatone inizia ad annuire alle tesi di Socrate che proseguendo afferma,inoltre che se si vuole qualcosa che è già in nostro possesso,allora la si desidera per il futuro. Una volta precisato questo,Socrate ricorda al suo interlocutore le parole del suo elogio precedente:” più o meno, tu ci hai detto, credo, che gli
    dèi hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza, perché non ci può essere
    amore verso quel che è brutto. Son più o meno le tue parole, non è vero?”. Una volta fatto questo,Socrate attua l’ultima fase dell’ironia. Cioè pone un’altra serie di domande ad Agatone fino a fargli riconoscere la sua ignoranza. Il filosofo afferma che,come ha detto Agatone precedentemente,che Eros è bello e buono allo stesso tempo e che ama solo le cose belle e buone ma,se poco fa Agatone ha affermato che le cose che si amano sono in realtà ciò che si desidera,Eros poiché è attratto dalle cose belle e buone non può essere bello e buono,dato che ama tali qualità perché non in suo possesso.
    “Tu rispondi come si deve, mio caro – disse Socrate -, e se le cose stanno come tu ci hai
    detto, I’Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero?”
    Agatone fu d’accordo.
    “Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la
    mancanza e che non si possiede?”
    “Sì”, ammise.
    “L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?”
    “Per forza”, disse.
    “Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?”
    “No di certo.”
    “E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”
    “Temo proprio – disse Agatone – di aver parlato senza sapere quel che dicevo.”

    Esercizio 9
    Porgendo ulteriori domande ad Agatone,Socrate lo convince dell’idea che Eros non è né buono né bello,dato che le cose belle dovevano essere anche buone. Come possiamo vedere questa è la seconda volta che ci viene presentato tale argomento,nel Simposio. Come detto in precedenza,oggi questa figura non esiste più. Oramai più nessuno si ferma all’aspetto per giudicarne anche la bontà,fortunatamente. Per quanto riguarda il simposio invece,come detto poco fa,i due aspetti viaggiano a lunghezza d’onda: se una cosa non era bella,allora non era neanche buona. Arrivati a questo punto,Socrate ricorda un discorso fatto con Diotima che prendendo il posto di Socrate che,attualmente,ha con il suo interlocutore,spinge il filosofo a dover rivisitare le sue affermazioni. Cioè,che Eron non era il dio più bello e buono. Non era nessuno di quelle cose. Socrate per un attimo pensò che allora il dio fosse brutto e cattivo ma Diotima gli disse che era un punto intermedio tra i due. Afferma inoltre che Eros non è né dio né umano: egli era nato dall’amore di una semplice mendicante,Penia e di un dio,Piros,contrassegnando così la sua natura di demone. Una via di mezzo tra l’essere un dio e l’essere un umano. Eros è il legame tra le due figure,ciò che lega umanità e divinità,sapienza ed ignoranza.

    Esercizio 10
    Socrate definisce l’amore un desiderio per le cose che non possediamo e che non avrebbe senso desiderare qualcosa che si ha già:”E fai bene ad esserlo. Dunque un uomo che è grande potrà forse desiderare di esser
    grande? O di esser forte se è forte?”
    “E impossibile, visto quel che abbiamo detto.”
    “Non potrebbe infatti mancare di queste qualità, poiché ce le ha.”
    Per quanto riguarda la mia opinione,sono d’accordo con il fatto che,ovviamente,nell’amore si cerca qualcosa che non si ha. Un po’ come il mito degli ermafroditi,costantemente alla ricerca della loro metà che li completassero. Alla ricerca dell’amore. L’amore è cosi,l’apice del desiderio: quel qualcosa che anche quando è vicino è pur sempre tanto lontano. Come un giocattolo che da bambino vedi nella vetrina. Lo desideri da morire,rimani ore di fronte la vetrina ad ammirarlo e a pensare quanto saresti felice stringerlo tra le mani,sentirlo. Eppure poco dopo arriva tua madre,ti tira per un braccio e addio sogni. L’amore è cosi,oserei dire. D’altronde è così che gira il mondo,più desideri una cosa e più è difficile ottenerla. Che ci piaccia o meno,tutti abbiamo bisogno dell’amore,senza di essi saremo solo dei ciarlatani e saremo disposti a tutti per averne un po’(“Tutto l’amore che ho”-Jovanotti). Per me l’amore è questo “necessità” esattamente come diceva Socrate ma,non sono per niente d’accordo sui punti che seguono. Amare non significa solamente volere qualcosa che si necessità in quel determinato momento. L’amore non è quel giocattolo che ti scocci dopo averci giocato per un po’. L’amore è quel giocattolo con cui ti va di giocare ogni ora di ogni giorno. Amare non è un vizio temporaneo e se lo è,allora non è amore. Socrate diceva anche che se si desidera qualcosa che già si ha,allora la si desidera per il futuro. Ma non è così,l’amore lo si desidera sempre. Prima di averlo e sì,anche per il futuro ma…lo si desidera soprattutto ogni ora della nostra giornata. Si desidera che quell’amore non finisca mai e che cresca istante dopo istante.

    Esercizio 11
    Come ben sappiamo,Platone ricorre alla tecnica del dialogo per poter esporre al meglio la propria filosofia. Platone,come il suo maestro Socrate,critica la scrittura ma ne fa uso per poter tramandare la parola ma l’avvicina il più possibile all’arte dell’oratoria,sfruttando così la tecnica del dialogo. A differenza del suo maestro,Platone all’interno dei suoi dialoghi ricorre all’uso dei miti per poter integrare e far interagire il logos,che secondo lui è una verità che non può essere spiegata ma semplicemente mostrata. Uno dei miti più famosi e che mi ha colpito enormemente,è quello del “carro alato”. In questo mito,Platone ci spiega la tripartizione dell’anima in:razionale,irascibile e concupiscibile. L’anima,sottoforma di carro alato,viene guidata da un auriga che rappresenta la parte razionale dell’anima,e trainata da due cavalli: uno bianco,che raffigura l’anima irascibile e da uno nero,che rappresenta quella concupiscibile. Dopo la morte,il carro parte per la volte celeste e cerca di arrivare al mondo delle idee(iperuranio) per poter contemplare al meglio le idee ma i cavalli desiderano ornare sulla terra per poter soddisfare i propri piaceri. Quindi con questo mito si può capire di come le idee siano legate al processo di purificazione dell’anima. Se durante la vita si è riusciti a distaccarsi dalle proprie passioni,sarà più facile raggiungere il mondo delle idee e contemplarle per poi reincarnarsi e ricordarne il più possibile.

    Esercizio 12
    Diotima dopo aver spiegato la natura di Eros a Socrate,cioè che il demone ha radici sia umane che divine e non è per niente come gli uomini lo descrivono. Eros è rude e cammina a piedi scalzi e senza casa,dorme sempre sotto le stelle. Non ha nulla,a causa della natura della madre ma,per natura paterna,ama le cose belle e,la scienza è proprio una di queste. Eros è un filosofo e dedica tutta la sua vita alla sapienza,cercandone sempre di più. Quindi non ha niente ma allo stesso tempo ha la filosofia.E’ un demone sospeso tra i sapienti e gli ignoranti,come tutti i filosofi. Detto ciò quindi,la donna arriva alla conclusione che Eros è,in realtà,l’amante e non l’amato spiegando a Socrate che fosse normale,quindi,che si fosse fatto un’idea simile di Eros. Perché le cose amate sono sempre belle,delicate,perfette e sanno dare ogni felicità. Ora,per quanto riguarda la mia opinione,in una situazione in cui l’amante non è corrisposto. Per quanto riguarda questo duplice aspetto dell’amore,posso dire di essere più o meno d’accordo. Dopotutto i sentimenti dell’amante e dell’amato sono completamente differenti. L’amato è il,diciamo “poveretto” che accetta di compiere l’ardua impresa di far innamorare il diretto interessato. E’ colui che farebbe di tutto pur di ottenere quello per il quale sta lottando. Apre e chiude gli occhi con lo stesso pensiero,ogni giorno:”devo farcela perché la/lo amo”. L’amante è intraprendente e forte,dato che deve lottare contro la consapevolezza di non essere ricambiato ma non si lascia gettare giù e prosegue. L’amato invece gode di tutti altri privilegi. E’ consapevole di quello che accade. Sa di essere il fulcro dei pensieri di qualcun altro. Si sente bene,importnate,amato perché sa che colui che sta lottando per il suo amore farebbe di tutto. A mio modesto parere,sì,possiamo dire che l’amore ha questa duplice visione che non è per niente sbagliata ma di una cosa ne sono certo. Se veramente è l’amore il giudice di questa lotta e all’amato piacciono le attenzioni dell’amato e che queste medesime,di tanto in tanto gli strappano un sorriso,allora di certo deciderà di alzare bandiera bianca e far spazio all’amore. Dopotutto “Amor,c’ha nullo amato amar perdona” (Dante Alighieri-La Divina Commedia-Canto di Paolo e Francesca).

    Esercizio 13
    Come si può vedere dalla lettura del Simposio,l’amore non è unico nel suo genere ma vasto e ha diversi aspetti. Come dice Diotima: Se esistesse un solo tipo di amore,allora tutti vorremmo la stessa cosa. Ma ovviamente non è così,cosa del tutto lampante. Purtroppo,a mio modesto parere,credo che sia quasi impossibile poter catalogare tutti i vari aspetti dell’amore,anche se io credo che ne esistano essenzialmente quattro tipi.
    1-Amore fraterno.
    2-Amore per un amico.
    3-Amore per Dio.
    4-Amore come tutti lo conosciamo.
    L’amore fraterno è comune in quasi tutte le famiglie ma credo che sia abbastanza raro. Ho due sorelle e…non so,quello che farei per loro va oltre ogni concezione. La mattina ti svegli e pensi che faresti di tutto per continuare a vederle sorridere e tormentarti ogni singolo istante della giornata.
    Per quanto riguarda il secondo tipo,io credo che sia quello più raro. Quello veramente speciale. Lo senti come un fratello,come quello che hai sempre voluto. Quello con cui condividere tutto e viaggiare sulla sua stessa lunghezza d’onda. Quello che sa come tirarti sempre su anche quando ti ritrovi nelle situazioni più disastrose ma non conta: Una battuta,qualche parola detta insieme e ti dimentichi perché stavi male. O magari che so,la ragazza che decide di rubarti il sorriso all’improvviso. Quella a cui non riusciresti a non pensare se non come una sorella,ansi…anche di più. La ragazza che decidi di tenere al tuo fianco nonostante tutto e tutti. Quella che metteresti avanti a tutti,anche all’amore e saresti disposto a litigare con il mondo intero pur di averla vicino.
    Poi c’è l’amore per Dio,quello che abbracciano tutti i credenti ed ecclesiastici. Da credente posso dire che si tratta di un amore platonico,che da speranza perché nonostante tutto sai di poter contare sempre su qualcuno.
    E infine c’è l’amore vero e proprio ma di questo credo che ne abbiamo parlato già abbastanza anche se…c’è ancora molto altro da dire.

    Esercizio 14
    Attraverso le parole di Diotima,il filosofo spiega che l’Eros oltre ad essere desiderio del bene,è anche desiderio d’immortalità. Quindi,l’uomo,spinto dal desiderio d’immortalità,decide di procreare. Inoltre,Diotima spiega che il desiderio che spinge l’uomo e gli animali a procreare,successivamente lo porta a desiderare la salvezza della propria prole,mettendo la sua vita d’avanti la propria. Secondo il mio parere,non può esserci teoria più giusta. Nessun tipo di amore è paragonabile a quello di un genitore che prova per il figlio. Il rapporto tra genitori e figlio è un rapporto unico ed inestimabile: nessuno rischierebbe mai la propria vita se non il proprio genitore. Una madre che ti ha portato in grembo per ben nove mesi e che tutt’ora farebbe di tutto per continuare a vedere il sorriso sul tuo volto. Un padre che ogni giorno si sfascia la schiena a lavoro per portare il pane a casa e rivedere i propri figli ed infine andare a letto,consapevole di averli fatti sorridere anche oggi. Io credo che non ci sia niente come questo. Questo è amore. Sacrificarsi per le persone che ami e che nessuno amerà mai come hai fatto tu.

    Esercizio 15
    1-2: Proseguendo il discorso precedente, Diotima sottolinea che coloro che sono “fecondi nell’anima” saranno in grado di intuire, attraverso la bellezza dei corpi, quella delle anime, poi quella dell’azione politica e delle leggi, che creano l’armonia sociale e la bellezza della città. Passeranno quindi a conoscere la bellezza delle scienze e della conoscenza, amando il sapere. Alla fine andranno oltre queste manifestazioni della bellezza, per contemplare la Bellezza in sé, la bellezza in quanto tale. Percorrere questo cammino dalla bellezza sensibile fino alla Bellezza in sé è come salire una scala per salire dal mondo visibile a quello intellegibile per poter contemplare l’idea di bellezza in sé.
    Bellezza per il corpo:” Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili, non si può non capire che essa è una sola, identica per tutti. Capito questo, imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola: dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore, a giudicarla di minor valore.”
    Bellezza per le anime:” Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile: a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente attraente. Con lei nasceranno discorsi così belli che potranno elevare i giovani che li ascoltano. E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi: scoprirà che essa è sempre simile a se stessa, e così la bellezza dei corpi gli apparirà ben piccola al confronto. Dalle azioni degli uomini, poi, sarà portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza, gli occhi fissi sull’immenso spazio su cui essa domina.”
    La scienza della bellezza:” Cesserà allora di innamorarsi della bellezza di un solo genere, d’una sola persona o di una sola azione – una forma d’amore che lo lascia ancora schiavo132 – e rinuncerà così alle limitazioni che lo avviliscono e lo impoveriscono. Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza133, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere. Finché, reso forte e grande per il cammino compiuto, giungerà al punto da fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza perfetta, di cui adesso ti parlerò.”
    3-Guidato fino a questo a punto,l’uomo ammirerà tutte le cose belle fino ad arrivare all’apice dell’amore e poter ammirare,finalmente,la bellezza in sé.
    “eterna, senza nascita né morte. Essa non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o dall’altro. Essa è senza tempo, sempre egualmente bella, da qualsiasi punto di vista la si osservi. E tutti comprendono che è bella. La Bellezza non ha forme definite: non ha volto, non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole.”

    Esercizio 16
    Leggendo e ascoltando il testo,da lei proposto,della canzone “La bellezza” direi che Vecchioni con questa delicata canzone voglia esprimere l’amore per la bellezza della gioventù con un po’ di nostalgia ma senza rimpianto..ma piuttosto con il piacere di osservare una cos bella solo per la felicità di poterla osservare anche da lontano. Tutto ciò esplicitato nella formula di un uomo che prova un sentimento di amore-affetto per una donna, ragazza più giovane. Ma non credo che ci se debba troppo soffermare su questo dato che può essere un fatto totalmente ipotetico e non credo sia importante, il dato importante è la poesia di un sentimento sincero.

    Esercizio 17
    1-Dopo il discorso di Socrate,il banchetto viene interrotto da un grosso baccano all’ingresso,che poco dopo si viene a scoprire,causato da Alcibiade che piomba lì del tutto ubriaco. Erissimaco lo invita di unirsi a loro e di tessere anche lui le lodi del dio ma Alcibiade accorgendosi della presenza di Socrate,afferma di poter fare un discorso solamente sul filosofo. Inizialmente paragona il filosofo al satiro Marsia e non solo per l’aspetto,ma soprattutto per le qualità. Il satiro era famoso per il fatto che riuscisse ad ammaliare tutti con il dolce suono del proprio flauto,mentre Socrate era nettamente migliore dato che non doveva ricorrere a nessuno strumento,se non ai suoi discorsi,per incantare le persone.
    2-Inoltre,Alcibiade paragona i discorsi di Socrate alle statuette dei Sileni. Le statue dei Sileni rappresentavano figure mitologiche,raffigurati come satiri ma che al loro interno contengono la statuetta di un Dio. Anche questi discorsi sono simili alle statuette dei sileni: a prima vista appaiono contorti e quasi comici, ma aprendoli e scoprendone il senso profondo si rivelano divini e migliorano l’anima di chi li ascolta
    3-L’unica similitudine,a mio parere lampante,che si può cogliere tra Eros e Socrate è che entrambi sono filosofi. Amano la sapienza e sono attratti dalle cose belle e,sapendo di esserne sprovvisti,percorrono questo stato di continua ricerca.

    Ps. Prof mi scuso per l’enorme ritardo ma l’influenza ha rallentato la tabella di marcia. Le auguro una buona serata.

  45. Raffaele Avallone il said:

    Domanda N.8

    Nel capitolo 7 del simposio: “l’intermezzo” è esposto il discorso di Socrate ed Agatone nel quale Socrate utilizza la ben nota tecnica del Dialogo ovvero l’ironia: con questo metodo egli convince il suo interlocutore della sua tesi incalzandolo di domande, fino a farlo essere consapevole del suo sbaglio. Socrate definisce bello e seducente il discorso pronunciato da Agatone. Prima di cominciare il suo elogio premette di non essere capace di farlo altrettanto bello, ma afferma che è invece più importante dire la verità. Di fatti Socrate in questo intermezzo, sì riprende le parole di Agatone, ma grazie proprio all’ironia contesta la tesi di Agatone e degli altri che si sono messi d’accordo sull’attribuire all’Eros il grado massimo di bellezza. Infatti gli elogi di Eros fatti dai precedenti oratori erano basati soltanto sul l’efficacia della retorica, arrivando a gareggiare su quali dei migliori elogi e quali dei migliori benefici sono da fare ad Eros. Così facendo, hanno confuso l’amore con il suo oggetto. Infatti, l’amore è sempre amore di qualcosa o di qualcuno: occorre dunque accuratamente distinguere l’amante e l’amato (il soggetto dall’oggetto), colui che ama da ciò che è oggetto d’amore. Ma le qualità che sono state assegnate ad Eros sono le qualità dell’essere amato: non è l’amore stesso che è bello, giovane e felice, ma l’amore è amore e desiderio di ciò che è bello, giovane e felice. Ma ciascuno desidera ciò che non ha: l’amore è allo stesso tempo una mancanza ed una tendenza verso qualcosa, è un intermediario tra due stati, tra due esseri. In questo modo Socrate smentisce le affermazioni fatte prima da Agatone giungendo alla conclusione che l’ Eros desidera la bellezza e la bontà perché lui stesso non la possiede e quindi ne va alla ricerca.

    Domanda N.9

    Nella parte finale dell’intermezzo Socrate chiede ad Agatone, visto che Eros manca della bellezza, se esso manchi anche della bontà. Agatone acconsente pienamente con Socrate dicendo che mai lo avrebbe potuto contraddire ma Socrate gli risponde tutt’altra cosa: ovvero che lui stesso è facilmente contraddicibile ma ciò che non può essere contraddetta da nessuno è la verità. A questo punto Socrate lascia in pace Agatone iniziando il a raccontare il dialogo che aveva fatto poco tempo prima con una sacerdotessa di nome Diotima. Diotima fa notare a Socrate che essere NON BELLO non significa necessariamente essere BRUTTO. In termini logici, fra “bello” e “brutto” c’è una relazione di contrarietà non di contraddittorietà. Di conseguenza non si può essere contemporaneamente belli e non belli senza violare il principio di contraddizione è invece possibile essere allo stesso tempo non-belli e non-brutti. Fra il bello e il brutto c’è una gradazione: possiamo dunque dire che chi è brutto non è bello e chi è bello non è brutto, ma l’essere non bello non significa affatto essere brutto: potrebbe infatti trovarsi in una posizione intermedia…di mezzo, diverso da quello, estremo, ovvero della bruttezza.

    Domanda N.10

    Personalmente credo che esistano diverse definizioni oltre a quella che dà Socrate, ovvero che sia il desiderio di ciò che non si ha. Premetto che l’amore secondo il mio parere non si possa provare in generale per le cose perché appunto sono oggetti inanimati che non hanno sentimenti e passioni… Credo fermamente che Amore sia un termine che viene usato per tutte quelle relazioni che si instaurano con il prossimo, che sia persona o animale, con le quali CI PROCURIAMO una sensazione di benessere, fisico e psicologico. Del resto chi non intuisce, anche se in maggiore o minore misura, che l’Amore è qualcosa di nobile, sublime, meraviglioso? La capacità di provare amore per il prossimo è speciale, infatti come detto anche nel simposio: “ogni essere vivente per natura è portato a relazionarsi con gli altri”. Secondo il mio parere è essenziale, che ognuno riflettesse sopra la DEFINIZIONE PER ECCELLENZA di Amore, cercando di scavare in profondità i propri sentimenti per scoprire la risposta. Cominciando, per esempio, dal comprendere che la chiave per conoscere e vivere l’Amore consiste nel ribaltamento del concetto “il mio benessere, la mia felicità derivano da quanto io sono amato” (al quale l’essere umano almeno fin qui, è portato, educato, abituato; ritenendo, talvolta, da sempre che questa modalità sia inequivocabile). Capovolgendo il concetto, come sopra citato, ne risulta che: “La mia felicità, il mio benessere dipendono dalla dimensione in cui amo io” infatti la felicità e il bene non scaturiscono dall’essere amati ma dall’intensità dell’amore che si prova verso il prossimo; di conseguenza posso concludere dicendo che AMORE e volere il bene dell’altro prima del proprio e rispettare la libertà dell’altro sino al punto da assecondare la scelta di separarsi, che rientra nella libertà dell’altra persona.

    Domanda N.11

    Platone all’interno del suo filosofare utilizza lo stratagemma del mito per spiegare concetti che non possono essere insegnati ma soltanto illustrati per una comprensione più semplice. Grazie proprio al mito Platone come specificato nel Menone riesce a passare dall’argomentazione alla rivelazione facilmente. Un esempio di mito di Platone è il mito della caverna:
    questo mito è basato puramente su delle metafore. Le due principali sono appunto rappresentate dalla caverna e dal sole: la caverna raffigura in se per se l’ignoranza e l’opinione nella quale è rinchiuso l’uomo; in contrapposizione ad essa il Sole rappresenta il bene, la vera luce della conoscenza. C’è una terza metafora che è appunto la metafora della linea rossa la quale si divide a sua volta in una linea più piccola chiamata DOXA ovvero l’opinione e una linea piu grande chiamata EPISTENE ovvero la conoscenza/la scienza.

    Domanda N.12

    Sinceramente riguardo alla affermazione che l’amore provato dall’amante sia diverso da quello provato dall’amato concordo pienamente. Infatti credo che l’amore provato dall’amato si un qualcosa di più libero e incondizionato…più piacevole: Inutile girarci intorno, essere amati è lo scopo di OGNUNO. Cambia il modo con cui l’individuo crede e cerca di raggiungere quest’obiettivo, ma l’esistenza di tutti è basata su un unico grande desiderio, essere e sentirsi amati dalle persone che ci circondano. Tali diversità pero determina gli stati dell’amore, come specificato nella domanda, che possono passare dalla disperazione di un amante che non viene ricambiato alla felicità di un amato che si sente speciale perché sa che c’è qualcuno che lo ama. L’amore come ben si sa è crudele di fatti non ti aspetti mai cosa possa scaturire da quello che provi. Prima ci unisce, facendo zampillare da ogni parte la felicità del rapporto che stiamo vivendo, poi ci divide facendo sprofondare tutto ciò nella disperazione e nella tristezza. Per quanto riguarda la differenza sopra citata, secondo il mio parere può aiutarci per esempio con una delusione a comprendere in cosa sbagliamo quando ci approcciamo agli altri e scegliamo di amarli; credo che essere o non essere ricambiati, anche se quest’ultimo ci fa star male, rafforzi l’animo e ci aiuta a capire meglio il concetto dell’Amato e dell’Amante.

    Domanda N.13

    Al mondo esistono migliaia di accezioni possibili da attribuire ad Amore qui sotto ne citerò le più importante secondo il mio parere e la mia esperienza personale:

    -Credo fermamente che l’amore più importante in assoluto sia quello legato dai rapporti familiari. Questo tipo di amore è qualcosa che supera la semplice concezione di “piacere” o “volere bene”. Come dice G.Mazzini “LA FAMIGLIA è LA PATRIA DEL CUORE”….è strettamente legato all’anima ed al cuore perché è un amore basato sul legame fraterno… una famiglia è appunto il terzo elemento nella società ,oltre le donne e gli uomini, nel quale sono presenti membri di varia età che condividono esperienze di ogni tipo perché si amano.

    -Un altro esempio di Amore è quello religioso: ovvero quell’amore che si prova, nel caso del cristianesimo, in Dio…un amore che si basa sulla fede religiosa…è amore da un certo punto di vista anche familiare basta pensare a Dio come Trinità, vi troviamo l’amante (il Padre), l’amato (il Figlio) e l’amore (lo Spirito Santo). In questo contesto noi rappresentiamo il Figlio ovvero l’amato.

    -Un altro esempio di Amore è quello rivolto nei confronti della natura: esso si basa un sentimento di protezione verso il mondo naturale sia vegetale che animale. La natura è ciò che ci ha creato e ci ha cresciuti, quindi si deve dare ad essa una porzione del nostro amore, anche se ai giorni d’oggi il concetto di “Amore per la natura” si è completamente trasformato in “Rispetto per la natura” perché appunto l’uomo a perso la voglia di amare le cose naturali a tal punto che non la RISPETTA inquinandola. Ormai non è più amore ma Rispetto tanto che l’uomo ha trattato male la terra che ci ha cresciuti e gli animali che ci hanno e ci accompagnano.

    -Un ultimo esempio di Amore è rappresentato dall’Amore verso se stessi. Si deve fare attenzione a non confonderlo con il narcisismo perché lo stesso porta all’egocentrismo. L’amore verso se stessi è genericamente l’autostima che si prova verso la propria persona…quel sentimento di bene che ci assale quando stiamo bene con noi stessi sia esteriormente sia interiormente quando l’anima possiede la “felicità”. Ci sono giorni infatti in cui ci sentiamo pienamente “in noi”. Consapevoli del nostro valore, del buono che sappiamo generare e della capacità che manifestiamo nell’affrontare le situazioni più diverse e complesse. Sono giornate “belle” e quando arrivano vorresti riuscire a rendere quella pienezza consapevole un sentire infinito.

    Domanda N.14

    Concordo pienamente sull’affermazione di Platone in quanto ogni giorno vediamo sacrificarsi mamme e papà per i propri figli, togliendosi perfino il cibo di bocca per darlo a questi ultimi. L’amore dei genitori, e in generale familiare come ho citato nella domanda n.13, è il più grande che possa esistere perché non si potrà interrompere mai. I nostri genitori ogni singolo giorno lavorano, cucinano, ci rimproverano, fanno salti mortali solamente per farci vivere bene. In noi vedono il FUTURO, coloro che tramanderanno il nome ma soprattutto coloro che continueranno la discendenza. Sempre noi siamo per loro l’amore più grande oggi e per sempre. A volte nell’adolescenza si fa gran conto del giudizio altrui. Rossore sulle guance dei figli davanti alle intemperanze in pubblico del padre o della madre, ma questo è fatto da loro soltanto perché sono fieri di avere dei figli…Coloro che sono il FUTURO.

    Domanda N.15

    1. E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi: scoprirà che essa è sempre simile a se stessa, e così la bellezza dei corpi gli apparirà ben piccola al confronto. Dalle azioni degli uomini, poi, sarà portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza, gli occhi fissi sull’immenso spazio su cui essa domina. Cesserà allora di innamorarsi della bellezza di un solo genere, d’una sola persona o di una sola azione – una forma d’amore che lo lascia ancora schiavo – e rinuncerà così alle limitazioni che lo avviliscono e lo impoveriscono. Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere. Finché, reso forte e grande per il cammino compiuto, giungerà al punto da fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza perfetta.

    2. -Il primo gradino dell’ascesa al bello è l’amore rivolto a un solo bel corpo e nella persona bella prescelta si generano bei discorsi.
    -Il secondo gradino viene dalla riflessione che la bellezza di un corpo amato è sorella di quella di molti altri corpi attraverso un procedimento di astrazione che porta dal particolare verso l’universale.
    -Al terzo gradino, dove l’esperienza pedagogica si distacca dal modello educativo pederastico del tempo, si arriva a contemplare la bellezza nelle istituzioni e nelle leggi, implicando anche un’azione educativa a livello morale e politico.
    -Il quarto gradino, infine, prevede il passaggio alla scienza e segna il definitivo distacco dalle realtà terrene e sensibili

    3.Essa non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o dall’altro. Essa è senza tempo, sempre egualmente bella, da qualsiasi punto di vista la si osservi. E tutti comprendono che è bella. La Bellezza non ha forme definite: non ha volto, non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole135. Non è una teoria astratta136. Non è uno dei caratteri di qualcosa di esteriore, per esempio di un essere vivente, o della Terra o del cielo, o non importa di cos’altro. No, essa apparirà all’uomo che è giunto sino a lei nella sua perfetta natura, eternamente identica a se stessa per l’unicità della sua forma. Tutte le cose belle sono belle perché partecipano della sua bellezza, ma esse nascono e muoiono – divenendo quindi più o meno belle – senza che questo abbia alcuna influenza su di lei.

    Domanda N.16

    Prof come ho fatto sempre mi concentrerò più sulla musica perché solo in quel campo ho abbastanza esperienza.
    Un tema che mi ha colpito molto è “l’amore inteso come spinta per andare oltre l’esperienza quotidiana”. La canzone a mio parere che spiega tutto ciò in modo perfetto è “Meraviglioso amore mio” di Arisa. In questa canzone vive il rapporto con il suo amato in modo presso chè “divino”…”Spirituale”…basti pensare ai versi:

    Meraviglioso amore mio
    Meraviglioso come un quadro che ha dipinto Dio
    Con dentro il nostro nome
    Questi versi evidentemente richiamano la visione spirituale che ho citato in un modo molto elevato “meraviglioso”. Un altro elemento che riporta al discorso fatto da Diotima è rappresentato in questi versi:

    Ora che vivo la storia più libera del mondo
    Che sento nell’aria il bene più profondo
    In questi versi Arisa cerca di trasmettere il senso di bene e di libertà che scaturisce da una profonda relazione amorosa che “Non è razionale non lo puoi spiegare”

    Domanda N.17

    1-2.Dopo che Socrate ha finito il suo discorso e Aristofane sta per replicare, fa la sua comparsa Alcibiade ubriaco; appena entrato comincia ad incoronare Agatone con nastri e corone di fiori. Inizialmente, anche passandoci davanti, non vede Socrate. Girandosi lo vide, e per dispetto dopo aver ornato anche lui, invita tutti a bere da un vaso enorme; allora Erissimaco afferma che nel loro simposio si era convenuto di limitare le bevute e di fare, invece, a turno l’elogio di Eros. Alcibiade rifiuta di mettersi in gara e propone di fare un elogio a Socrate: egli dichiara che il filosofo è simile nell’aspetto al satiro Marsia, un essere di natura ibrida con zampe di capra e torso umano (simile al semi-dio Pan) che faceva parte del corteo di Dioniso. Inoltre riconduce la sua figura a quelle dei Sileni, statuette vuote all’interno e apribili in modo da riporvi immagini di divinità. L’immagine che vuole mostrarci Alcibiade e prettamente metaforica perché, dicendo che Socrate incanta TUTTI con le sue orazioni, paragona il suo parlare a queste statue dei Sileni che fuori sono grezze (come appunto il modo di parlare di Socrate), ma dentro nascondono la vera luce. Ed e questo che Alcibiade dice di Socrate, ovvero che il suo linguasaggio e grezzo se ascoltato con disinteresse, ma se posto ad una grande indagine ed attenzione può incantare anche i più forti.

    1.Effettivamente credo che socrate abbia in particolare una cosa in comune con l’Eros ovvero l’amore per la bellezza, difatti Socrate ha un debole, come dice Alcibiade per i “giovani e belli”. Entrambi hanno in comune anche la filosofia, infatti sono entrambi dei filosofi i quali non possono fare a meno della ricerca sia del bene, sia della virtù, sia del bello.

    P.s. prof scusate il ritardo ma non sto molto bene

    • proflombardi il said:

      Spero che tu ti rimetta al più presto e torni a partecipare attivamente al più presto ai nostri “simposi” scolastici. Buon lavoro. Bene.

  46. R.Marra il said:

    ESERCIZIO 8
    Dopo il discorso di Agatone tocca a Socrate parlare e di fare il suo elogio al dio ma prima di esporre il suo discorso lui inizia con lo scusarsi per le parole che userà e con il fatto che premettendo sempre che egli è ignorante non sa se farà un discorso degno del dio ma soprattutto degno di quello che lo ha preceduto,prima però di fare il proprio elogio fa delle domande ad Agatone sul discorso che ha fatto prima e smontando la tesi di quest’ultimo perché l’amore per Socrate è desiderio di bellezza e no si può desiderare cose che già si possiedono
    infatti ci viene spiegato in questa parte del testo

    “E adesso, Agatone, ricordati cosa hai detto nel tuo discorso sulle cose verso cui si
    indirizza l’Eros. Se vuoi, te lo ricordo io stesso: più o meno, tu ci hai detto, credo, che gli
    dèi hanno risolto i loro conflitti grazie all’amore per la bellezza, perché non ci può essere
    amore verso quel che è brutto. Son più o meno le tue parole, non è vero?”
    “Certo”, disse Agatone.
    “Tu rispondi come si deve, mio caro – disse Socrate -, e se le cose stanno come tu ci hai
    detto, I’Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero?”
    Agatone fu d’accordo.
    “Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la
    mancanza e che non si possiede?”
    “Sì”, ammise.
    “L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?”
    “Per forza”, disse.
    “Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?”
    “No di certo.”
    “E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”
    “Temo proprio – disse Agatone – di aver parlato senza sapere quel che dicevo.”
    Ecco che con il suo metodo Socrate riesce a smontare le tesi di Agatone .

    ESERCIZIO 9
    Siccome nella filosofia greca c’era la credenza che ciò che era bello doveva automaticamente essere buono come ci viene spiegato in precedenza e nei precedenti elogi la cosiddetta “kalokagathia”, ma prima abbiamo affermato che Eros non è bello perché se lo fosse non sarebbe alla ricerca della bellezza e quindi Socrate ci spiega che l’Eros automaticamente manca anche di bontà come ci viene spiegato nel testo

    “Però il tuo discorso era molto elegante, Agatone. Ma ancora una piccola domanda: le cose
    buone sono allo stesso tempo belle, secondo te?”
    “Lo sono, a mio avviso.”
    “Allora se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per
    forza mancare anche la bontà”.
    “Di sicuro, Socrate – disse Agatone -, io non sono in grado di contraddirti: ammetto quel
    che tu dici. ”
    “No, carissimo Agatone – disse Socrate -, non me, ma la verità tu non puoi contraddire:
    Socrate, lui sì che è facile contraddirlo.

    ESERCIZIO 10
    Io penso che Socrate abbia ragione quando definisce che l’amore è il desiderio di ciò che non possediamo, la ricerca di ciò che ci manca infatti come viene spiegato nel mio mito preferito quello degli ermafroditi dove si va alla ricerca della parte mancante infatti possiamo notare che un essere umano si innamora esattamente del suo opposto di quella persona che ha un carattere totalmente differente dal suo da qui la cosiddetta affermazione “gli opposti si attraggono”.Infatti una persona che è molto premurosa la maggior parte delle volte ha accanto una persona strafottente che non si cura di lei.Ma è proprio questo il fascino dell’amore che veniamo attratti molte volte anche da come vorremmo essere oppure ci aggrappiamo a persone con età maggiore alla nostra per sentirci protetti e al sicuro.Io non penso si possa trovare un’altra definizione d’amore forse collegandola ai giorni nostri possiamo dire che l’amore sia diventato di moda una cosa che si deve possedere per poter dire che si ha il fidanzato o la fidanzata,l’amore quello vero come viene cantato in parecchi testi da amore unico amore di Mina a quello più attuale Grande Amore cantata a sanremo 2015 da il Volo non esiste più.

    ESERCIZIO 11
    Uno dei miti di Platone nel quale i miti sono assimilati a rivelazioni è il mito di Er che narra di un soldato che si addormenta per tre giorni e fa un viaggio nell’aldilà vedendo quale fosse il destino delle anime e infatti ci viene raccontato di un ciclo di reincarnazioni colui che nella vita non si era lasciato andare alle passioni terrene andava verso il cielo mentre colui che invece aveva ceduto alle tentazioni andava verso la terra,poi c’era chi era a un livello tale da non doversi reincarnare più o perché era stato così bravo in vita da poter godere della pace eterna o perché era stato così peccaminoso da dover godere della dannazione eterna,così facendo si entra nell’ottica medievale del Paradiso e dell’ Inferno.

    ESERCIZIO 12
    Dopo averci spiegato la natura dell’Eros Diotima ci differenzia i due diversi aspetti dell’amore cioè colui che lo prova (l’Amato) e colui a cui è destinato (l’Amante),dal suo punto di vista l’amato è sempre quello più dolce e sensibile rispetto all’amante.Secondo me esiste davvero questa distinzione anche perché l’amato è colui che è disposto a fare di tutto per l’amante, a sacrificare anche se stesso pur di ottenere qualcosa anche solo un piccolo sguardo da parte di colui o colei.Mentre l’amante ne approfitta di questa situazione o per fare il galletto con i suoi amici o perché a volte si mostra totalmente ottuso nei confronti dell’amato e non riesce a capire chi lo ama veramente.Quindi possiamo dire che l’amato è la parte migliore dell’amore mentre l’amante si mostra essere quella peggiore.

    ESERCIZIO 13
    Oltre all’amore che viene descritto all’interno del Simposio ci sono anche varie accezioni come l’amore materno,l’amore nei confronti di un amico oppure l’amore nei confronti di un oggetto.
    Nel primo caso cioè l’amore materno è quell’amore che dura in eterno che non si spegne mai nonostante un figlio la maggior parte delle volte possa deludere una madre o darle dei dispiaceri lei è sempre li pronta ad amarlo più di prima e a non giudicarlo mai ad assecondarlo nelle sue scelte ed accompagnarlo sempre per la maggior parte della sua vita possiamo definirlo un amore incondizionato.
    Mentre l’amore che si prova per un amico è nettamente diverso anche perchè ad un amico uno fa tante dimostrazioni d’affetto ma quando poi da parte di uno c’è un errore si è subito pronti a puntargli il dito e a condannarlo,subito si perde la fiducia e si chiude l’amicizia ma solo se un’amicizia è grande e forte si riesce a buttarsi l’errore alle spalle ed andare avanti ricordando sempre qualche volta ciò che è successo però a dargli un peso differente da quello che si dava prima.
    Infine l’amore verso un oggetto è un amore a mio parere strano anche perchè si da della persona una visone del tutto materialista,persone che danno poco conto agli amici e alla famiglia ma un importanza straordinaria o la proprio cellulare o ai propri oggetti persone prive di provare un sentimento verso una persona reale lo provano per uno smartphone e a mio parere questa è una cosa abbastanza triste perché non c’è cosa più bella di amare un amico un genitore o un nonno.

    ESERCIZIO 14
    Si penso che la teoria di Platone sia plausibile.Perchè la madre ha come istinto materno quello di difendere il figlio a costo della propria vita e la sua immortalità sarà data proprio dal ricordo che la prole farà di ella.Un detto napoletano dice che una madre da a mangiare a cento figli ma che cento figli non danno a mangiare ad una madre questo significa che una madre è disposta a fare di tutto per il proprio figlio a proteggerlo sempre sia quando sta bene che quando sta male,se ha un pezzo di cibo pensa prima se può volerlo il figlio e poi se lo mangia in caso quest’ultimo non lo voglia,una madre è disposta a tutto pur di salvaguardare la salute e la vita del figlio anche a mentire anche a confessare cose che in realtà non ha fatto,una madre ha un istinto materno che è enorme ma soprattutto l’amore che prova verso colui che ha generato è immenso.
    Come dice una cosa che mi racconta sempre la mia nonna che ci sono una madre e un figlio,quest’ultimo ha la fidanzata che un giorno gli chiede un brillante lui glielo compra e poi passa da questa madre che gli ha preparato tutto ciò che gli piace ma lui non la considera proprio un altro giorno la fidanzata gli chiede una pelliccia e lui gliela porta e a casa della madre si ripete la stessa situazione infine la fidanzata gli chiede come regalo il cuore di sua mamma e lui va a casa a trovare la mamma l’abbraccia e la pugnala la mamma nello sfilarsi il coltello lo graffia e prima di morire gli chiede scusa per il graffio che gli ha fatto con questo voglio dire che non c’è cosa più bella di una madre innamorata e pronta a sacrificare tutto per il proprio figlio.

    ESERCIZIO 15
    1-2:La funzione della bellezza può essere duplice o quella del corpo o quella dell’anima,nella prima prima possiamo dire che si parla della bellezza esteriore quella che si nota a primo impatto quando si conosce una persona mentre la bellezza delle anime è quella interiore quella che si arriva a conoscere con un approfondita conoscenza dell’altra persona quindi si può definire come amore intellettuale che va oltre alla bellezza del corpo anzi quest’ultima viene messa in secondo piano e tutto ciò porta al raggiungimento della bellezza in sè attraverso una scala dell’eros o detta anche di purificazione dove il distacco tra il mondo del visibile a quello intellegibile si avrà solo salendo ogni gradino di questa scala.
    Bellezza del corpo:”Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di
    tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili,
    non si può non capire che essa è una sola, identica per tutti. Capito questo, imparerà a
    innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola:
    dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore, a giudicarla di minor
    valore.”
    La bellezza delle anime:” Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza
    sensibile: a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente
    attraente. Con lei nasceranno discorsi così belli che potranno elevare i giovani che li
    ascoltano. E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che
    fanno gli uomini e nelle leggi: scoprirà che essa è sempre simile a se stessa, e così la
    bellezza dei corpi gli apparirà ben piccola al confronto. Dalle azioni degli uomini, poi, sarà
    portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza, gli occhi fissi sull’immenso
    spazio su cui essa domina.”
    3:La Bellezza in sé non accresce ne diminuisce cioè non muta rimane stabile e solo quando ci siamo completamente distaccati dal mondo del visibile ed entriamo in quello intellegibile riusciremo a contemplare tale bellezza.
    La bellezza in sé:”la Bellezza nella sua meravigliosa
    natura, quella stessa, Socrate, che era il fine di tutti i suoi sforzi: eterna, senza nascita né
    morte. Essa non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o
    dall’altro. Essa è senza tempo, sempre egualmente bella, da qualsiasi punto di vista la si
    osservi. E tutti comprendono che è bella. La Bellezza non ha forme definite: non ha volto,
    non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole.”

    ESERCIZIO 16
    Qualcosa secondo me che possa andare oltre l’esperienza quotidiana è racchiusa nel testo della canzone di Modugno “Meraviglioso” proprio quando diciamo basta a tutto e vogliamo chiudere con una vita che non ci piace la visione di un angelo che ci possa far capire quante cose ci siano di meraviglioso in questo mondo
    E’ vero
    credetemi è accaduto
    di notte su di un ponte
    guardando l’acqua scura
    con la dannata voglia
    di fare un tuffo giù uh
    D’un tratto
    qualcuno alle mie spalle
    forse un angelo
    vestito da passante
    mi portò via dicendomi
    Così ih:

    Meraviglioso
    ma come non ti accorgi
    di quanto il mondo sia
    meraviglioso
    Meraviglioso
    perfino il tuo dolore
    potrà apparire poi
    meraviglioso
    Ma guarda intorno a te
    che doni ti hanno fatto:
    ti hanno inventato
    il mare eh!
    Tu dici non ho niente
    Ti sembra niente il sole! La vita l’amore !

    Meraviglioso
    il bene di una donna
    che ama solo te
    meraviglioso

    La luce di un mattino
    l’abbraccio di un amico
    il viso di un bambino
    meraviglioso
    meraviglioso?
    ah!?
    La notte era finita
    e ti sentivo ancora
    Sapore della vita
    Meraviglioso
    Meraviglioso ..

    ESERCIZIO 17
    1-Dopo che Socrate ebbe concluso il suo discorso entrò Alcibiade tutto ubriaco che invece di fare un elogio sull’eros lo fece su Socrate in primis egli lo definì come Marsia che con il suo flauto e il suono dolce che usciva da esso tutti riusciva ad incantare con la differenza che Socrate usava le parole e con esse riusciva ad incantare tutti.
    2-Alcibiade inoltre paragona i discorsi del filosofo Socrate alle statuine dei Sileni dicendo che fuori potevano grezze come era il linguaggio di Socrate ma che all’interno celavano un fascino ma soprattutto un enorme bellezza.Quello che voleva dire Alcibiade e che bisognava fare attenzione a ciò che diceva Socrate se si voleva cogliere la bellezza del suo discorso ma soprattutto se si voleva cogliere il senso.
    3-Infine c’è una cosa in comune tra Eros e Socrate entrami sono filosofi e in quanto tali vanno alla ricerca di qualcosa, il primo delle cose belle il secondo della verità.

    Prof perdonatemi tanto del mega ritardo avevo completamente dimenticato di postare le risposte
    A domani prof.

    • proflombardi il said:

      Finalmente ho avuto un pò di tempo per leggere il tutto. Buon lavoro anche se avresti potuto dettagliare maggiormente alcune risposte. Stai anche attento alla forma perché non ogni tanto vi sono delle imperfezioni.

  47. c.DelGrande il said:

    Esercizio 8
    Socrate dopo gli elogi fatti da Agatone riguardanti l’Eros dice che non si sente all’altezza di spendere qualche parola per elogiare l’Eros. Infatti Socrate credeva che nella piena ignoranza si dovesse dire la verità sull’oggetto del proprio elogio.
    In questo modo Socrate voleva far intendere che tutte le parole spese per elogiare l’Eros non corrispondevano alla verità. Pertanto Socrate attraverso il metodo dell’ironia in un dialogo fra lui e Agatone riesce a smontare le tesi di quest’ultimo ponendogli delle domande ben precise .
    Successivamente Socrate riprende anche un concetto secondo cui l’amore è desiderio per la bellezza, dicendo che se Eros è amore per la bellezza, egli non potrebbe essere definito bello in quanto non si può amore ciò che si ha già.
    Socrate argomenta la sua tesi dicendo che:
    -Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero?- Agatone fu d’accordo.
    -Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la mancanza e che non si possiede?
    -Sì, ammise.
    -L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?
    -Per forza-, disse.
    -Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?
    -No di certo.
    -E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”

    Esercizio 9
    Allora nell’ultima parte del discorso Socrate con il suo metodo(l’ironia) di fare domande vuole dimostrare ad Agatone come sia in difetto . Infatti proprio Agatone dopo aver capito che le sue tesi erano sbagliate capisce anche che quello che ha detto Socrate è giusto.
    Socrate riprnde anche il discorso della kalokagathia in cui faceva corrispondere bellezza e bontà. Però al giorno d’oggi non corrispondono bellezza e bontà in quanto una persona può essere bella ma cattiva oppure viceversa .
    Socrate sostiene che l’Eros manca sia di bellezza che di bontà. Successivamente il filosofo di Atene riprende anche il discorso fatto con Diotima il cui la sacerdotessa spiegava la natura dell’Eros e che quest’ultimo non era né bello e né brutto oppure né cattivo né gentile ma rappresentava qualcosa d’intermedio tra la bellezza e la bontà.

    Esercizio 10
    Secondo il mio parere amore non è desiderio di qualcosa, per il semplice fatto che se tutti noi uomini desideriamo qualcosa, allora ameremo tutto ciò che esiste al mondo. per amore possiamo intender ogni cosa come l’amore verso la propria donna, l’amore verso i proprio genitori, l’amore verso la religione , l’amore verso la musica, l’amore verso i propri figli.
    Ecco proprio di quest’ultimo volevo spendere due parole facendo riferimento ad un programma televisivo visto ieri sera in cui raccontava di una donna che per motivi economici ha abbandonato una dei suoi sette figli dandolo alla sua vicina di casa che era benestante; dopo molti anni suo figlio armai sposato venne a sapere che era stato abbandonato , cosi lui si mise alla ricerca della sua vera mamma. Dopo molto tempo riesce a trovarla e gli chiede il perchè di questo abbandono cosi la mamma gli rispose dicendo che era stato abbandonato per motivi economici in quanto non voleva farlo vivere in miseria; questo è un esempio d’amore verso i proprio figli in quanto oggi giorno i genitori e in particolare le mamma dato che non ce l’ha fanno ha crescere i propri figli li uccidono vivendo con l’angoscia per tutta la vita.

    Esercizio 11
    Platone secondo il mio punto di vista passa dallo stile argomentativo a quello delle rivelazioni per far comprendere meglio la sua ideologia, basato sul mondo delle idee in quanto esse sono perfette e pertanto il mondo in cui viviamo è un qualcosa già esistito che si trova nell’iperuranio.
    Per spiegare ciò si serve del mito. Un esempio di esso è “il mito della caverna”. Il mito racconta che in una caverna fin dalla nascita vivevano dei prigionieri, legati in modo da non poter girare la testa .Essi potevano vedere solo un parte della caverna in particolare una parte dove sono proiettate delle forme di statuette attraverso il fuoco.
    I prigionieri vedono queste proiezioni come la realtà in quanto non hai mai visto quella vera; quando uno dei prigionieri riesce a liberarsi e viene portato verso il mondo esterno esso sarà abbagliato dalla luce e solo dopo capirà dove si trova.
    Questo mito pertanto rappresenta il dualismo tra il mondo visibile e il mondo intelligibile.

    Esercizio 12
    Secondo il dialogo tra Socrate e Diotima possiamo capire il pensiero di Platone riguardo all’amore. Secondo Platone l’amore provato da colui che ama è differente dall’amore provato da colui che è amato in quanto da una parte c’è una persona che soffre , dal momento in cui il sentimento non è corrisposto , e dall’altra c’è una persona che non soffre perché sa di essere amato.
    Quindi vediamo che Platone fa una bella distinzione dall’amore che potrebbe essere negativo oppure positivo.
    Secondo il mio parare questa distinzione esiste ancora ai giorni nostri , perché chi ama una persona e l’altra non fa corrispondere il suo sentimento, la persona che ama (la maggior parte delle persone) farà di tutto per conquistarla, inoltre chi sa di essere amata e allo stesso tempo ama credo che comunque si venga a creare un sentimento tanto forte che trasmetta amore, serenità e felicità.
    Esercizio 13
    Come abbiamo visto in quest’opera possiamo dare vari significati alla parola amore in quanto credo che sia una parola che oggi giorno dicono tutti e quindi la definisco Universale! Oggi credo che la maggior parte delle persone non sappiano il vero significato di questa parola in quanto viene usate in qualsiasi contesto anche quello più banale.
    Come ho già detto possiamo dare vari significati all’amore:
    -Amore Carnale: descritto da Dante nella V canto dell’Inferno tra Paolo e Francesca
    -Amore verso i proprio Amici: cioè un affetto che porta a compiere vari gesti verso di essi
    -Amore verso l’arte: ovvero un amore provato verso le opere pittoresche e verso la musica
    -Amore verso il prossimo: che porta a compiere varie opere di bene verso le altre persone
    -Amore Materno: ovvero il sentimento provato dai nostri genitori nei nostri confronti
    Questi sono piccoli esempi per spiegare come intendere la parola amore, per questo la definisco Universale.
    Esercizio 14
    La tesi di Platone , riguardante l’amore la duplicità in quanto è più che giusta sia in ambito animale e sia in ambito umano.
    Un esempio è il rapporto tra genitori e figli in quanto è molto importante per l’adolescenza di un ragazzo/a perche entrambi i genitori hanno un compito ben preciso; il padre e colui che nell’età adolescenziale da consigli su come conquistare un a ragazza , colui che ti da sicurezza, in quanto nella vita d’oggi c’è ne vuole tanta perche ogni giorno la vita si fa sempre più dura.
    La madre invece a differenza del padre ha un ruolo molto importante nella vita dei figli, perché la mamma è colei che ti porta i grembo per 9 mesi, è la persona che quando sei triste cerca di sollevarti il morale in qualsiasi modo, e colei che ti accudisce per la maggior parte della vita , ma allo stesso tempo è colei che quando commetti un errore si arrabbia e dopo con gentilezza e dolcezza fa capire dove si sbaglia.
    Il bene che prova la madre verso il proprio figlio è qualcosa di sovrannaturale, infatti mia madre mi ripete sempre in napoletano “chi ti vò chiu ben e mamm t’vo male” ovvero chi ti vuole più bene di mamma ti vuole male e credo che questo detto valga un po’ per tutte le mamma del mando.
    Esercizio 15
    1-2.Secondo Diotima bisogna percorrere un cammino dalla bellezza sensibile alla bellezza in se per se, per fare ciò bisogna salire una scala , quella dell’Eros perché è lui che ci da la forza per raggiungere il tutto.
    Pertanto possiamo dire che la bellezza può essere del corpo o dell’ anima ; del corpo è una bellezza che possiamo vederla con i nostri occhi in quanto è un qualcosa che possiamo vedere ogni giorno e che replichiamo molte volte nella nostra vita per esempio “com’è bella quella ragazza/o” quindi possiamo dire che è una bellezza esteriore corporea. Per quanto riguarda la bellezza dell’anima invece possiamo dire che è una bellezza che riguarda l’anima interiore di ogni individuo, ovviamente per arrivare a questa bellezza bisogna ricorrere ad una conoscenza approfondita di ogni individuo, infatti dal carattere di una persona che conosciamo man mano possiamo comunque capire e vedere l’anima di una persona. Pertanto possiamo definirlo come un amore intellettuale ovvero un amore che si separa quindi dalla bellezza del corpo.
    “Per arrivare ad un bellezza in se bisogna seguire la scala dell’Eros o anche di purificazione in cui il distacco tra il mondo visibile da quello intellegibile si raggiunge scalino per scalino.
    Iniziando il proprio cammino dal primo gradino della bellezza sensibile, l’uomo si eleva coltivando il suo fecondo amore per i giovani e così impara a percepire in loro i segni della pura e perfetta bellezza: allora potrà dire di non essere lontano dalla meta. Così, da soli o sotto la guida di un altro, la perfetta via dell’amore ha inizio con la bellezza sensibile ed ha per fine la contemplazione della Bellezza pura: l’uomo deve salire come su una scala, da una sola persona bella a due, poi a tutte, poi dalla bellezza sensibile alle azioni ben fatte e alla scienza, fino alla pura conoscenza del bello, e ancora avanti sino alla contemplazione della Bellezza in sé.”
    ”Poi si accorgerà che la bellezza sensibile della persona che ama è sorella della bellezza di tutte le altre persone: se si deve ricercare la bellezza che è propria delle forme sensibili, non si può non capire che essa è una sola, identica per tutti. Capito questo, imparerà a innamorarsi della bellezza di tutte le persone belle e a frenare il suo amore per una sola: dovrà imparare a non valutare molto questa prima forma dell’amore, a giudicarla di minor valore.”
    “Poi, imparerà a innamorarsi della bellezza delle anime piuttosto che della bellezza sensibile: a desiderare una persona per la sua anima bella, anche se non è fisicamente cattraente. Con lei nasceranno discorsi così belli che potranno elevare i giovani che li ascoltano. E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi: scoprirà che essa è sempre simile a se stessa, e così la bellezza dei corpi gli apparirà ben piccola al confronto. Dalle azioni degli uomini, poi, sarà portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza, gli occhi fissi sull’immenso
    spazio su cui essa domina.”
    3.La bellezza in se per se è qualcosa che non muta, che non cambia è qualcosa di stabile che si può capire solo dal momento in cui ci distaccheremo dal mondo visibile ed entreremo nel mondo intellegibile.

    Esercizio 16

    Un tema che mi ha colpito molto nel opera di Platone è “ l’amore inteso come spinta per andare oltre l’esperienza quotidiana “ in quanto una canzone che può descrivere meglio questo tema è “Grande Amore” de Il Volo vincitori del recentissimo Festival Di Sanremo.
    Ho scelto questa ,perché in questa fantastica canzone è racchiuso l’amore, un grande amore provato verso una donna in cui l’autore ha paura di perderla e pertanto spiega ogni particolare di lei per far capire che si è innamorato.
    Chiudo gli occhi e penso a lei
    Il profumo dolce della pelle sua
    E’ una voce dentro che mi sta portando dove nasce il sole
    Sole sono le parole
    Ma se vanno scritte tutto può cambiare
    Senza più timore te lo voglio urlare questo grande amore
    Amore, solo amore è quello che sento
    Dimmi perché quando penso, penso solo a te
    Dimmi perché quando vedo, vedo solo te
    Dimmi perché quando credo, credo solo in te grande amore
    Dimmi che mai
    Che non mi lascerai mai
    Dimmi chi sei
    Respiro dei giorni miei d’amore
    Dimmi che sai
    Che solo me sceglierai
    Ora lo sai
    Tu sei il mio unico grande amore
    Passeranno primavere,
    Giorni freddi e stupidi da ricordare
    Maledette notti perse a non dormire altre a far l’amore

    Amore, sei il mio amore
    Per sempre, per me.
    Dimmi perché quando penso, penso solo a te
    Dimmi perché quando amo, amo solo te
    Dimmi perché quando vivo, vivo solo in te grande amore
    Dimmi che mai
    Che non mi lascerai mai.
    Dimmi chi sei
    Respiro dei giorni miei d’amore
    Dimmi che sai
    Che non mi sbaglierei mai
    Dimmi che sei
    Che sei il mio unico grande amore

    Esercizio 17
    1.Dopo che Socrate ebbe concluso il suo discorso entrò Alcibiade tutto ubriaco, dopo un po’ si accorse che c’era anche Socrate; pertanto Alcibiade anziché fare elogi all’eros li fa a Socrate che lo definì come Marsia solo che a differenza di essa Socrate incantava tutti con le parole anziché col flauto
    2.Il significato del paragone fatto da Alcibiade tra Socrate e le Statuine dei Sileni è che bisognava fare attenzione a ciò che diceva Socrate perche capire il significato dei sui discorsi e delle sue parole in quanto anche le statuette apparentemente grezze all’interno racchiudevano significati molto importanti.
    3.Secondo il mio parere l’Eros e Socrate sono simili in quanto entrambi vanno alla ricerca di qualcosa; Socrate va alla ricerca della sapienza in quanto nessuno è sapiente e per tanto vanno alla ricerca, mentre Eros e amore per la bellezza e quindi va alla ricerca delle cose belle.

    Professore scusate il leggerissimo ritardo hahahah, ci vediamo a scuola!

    • proflombardi il said:

      Finalmente! Il lavoro è ben fatto anche se devi curare maggiormente la forma perché emergono delle imperfezioni in alcuni passaggi. Inoltre avresti potuto approfondire alcune delle tue risposte. Ci vediamo.

  48. Alessio Gazzara il said:

    Domanda 8-9 :
    Prima dell’intermezzo Agatone aveva appena concluso il suo elogio ad Eros , dicendo che egli era il piu’ bello è buono degli dei (tesi con la quale erano d’accordo anche gli altri) . Socrate , volendo contestare le affermazioni di Agatone, ricorre al metodo dell’ironia con lo scopo finale di renderlo partecipe delle sue affermazioni errate portandolo ad accettare la verità sulla quale non ci puo’ essere alcun tipo di contestazione.
    Agatone quindi elogiò Eros basandosi sull’ideale greco della kalokagathìa dove bello=buono, mentre Socrate lo porterà ad affermare l’esatto contrario ; come si legge :

    Socrate: “e se le cose stanno come tu ci hai detto, I’Eros dovrebbe amare la bellezza, non certo la bruttezza, non è vero?”

    Agatone fu d’accordo.

    “Ma non ci siamo trovati d’accordo anche su questo, che si ama ciò di cui si sente la mancanza e che non si possiede?”

    “Sì”, ammise.

    “L’Eros manca quindi della bellezza e non la possiede?”

    “Per forza”, disse.

    “Ma come? Chi manca della bellezza e non la possiede affatto, tu lo chiami bello?”

    “No di certo.”

    “E allora, se le cose stanno così, sei ancora dell’avviso che l`Eros sia bello?”

    “Temo proprio – disse Agatone – di aver parlato senza sapere quel che dicevo.”

    Qui Agatone ammette di aver sbagliato e si evince anche il fatto che eros non è il più bello tra gli dei poichè egli desidera la bellezza stessa e quindi non si può desiderare qualcosa che già si possiede. Quindi Eros non è bello , ma bensì desiderio di bellezza ; successivamente verrà anche dimostrato che Eros è desiderio del bene:

    “Però il tuo
    discorso era molto elegante, Agatone. Ma ancora una piccola domanda: le cose
    buone sono allo stesso tempo belle, secondo te?”

    “Lo sono, a mio avviso.”

    “Allora se all’Eros manca la bellezza e se le cose buone sono anche belle, all’Eros deve per
    forza mancare anche la bontà”.

    Quindi in questa parte del discorso emerge ancora la devozione di Agatone per il concetto di kaloghatìa , il quale ancora una volta viene usato da Socrate contro di lui per dimostrare che Eros ,non solo possiede la bellezza, ma nemmeno la bontà. Quindi Eros non è bontà , ma ancora una volta egli è il desiderio della virtù stessa.

    Le tesi quindi non sono argomentate , ma bensì affermate attraverso dialoghi complessi basati sul ragionamento.

    Domanda 10:
    Il concetto di amore per Platone è diverso da quello moderno , anche perchè noi quando generalmente sentiamo la parola amore la associamo direttamente al sentimento stesso il quale consiste nel voler bene una persona a tal punto da volerci passare insieme la vita (definizione generica di amore).
    L’amore può essere anche inteso come la fedeltà,la devozione, verso per esempio un’ideologia.
    Per esempio il patriottismo può essere considerato come un amore per la patria, così come vari popoli nella storia sono arrivati a mostrare devozione verso ideologie politiche.
    Quindi potremmo dire che anche l’amore stesso è simbolo di devozione verso qualcosa, qualcuno, ma spesso non è considerabile solo dal punto di vista dell’amare.

    Domanda 11: Platone spesso introduce i miti nei suoi dialoghi per introdurre ed integrare concetti che sarebbe molto complicati da essere spiegati e di conseguenza capiti , quindi egli “mostra” questi concetti proprio attraverso il mito. Nella sua esposizione filosofica molto spesso il mito assume il ruolo della “rivelazione”.
    Un esempio è il mito di Er:
    Il mito in questione fa parte dei miti escatologici, dove ritroviamo anche il concetto di metempsicosi. Il mito narra di un soldato chiamato Er cherimasto morto per tre giorni compie un viaggio nell’aldilà che racconterà poi il giorno del suo risveglio. Egli raccontò di aver visto tutte le anime raccolte in una valle, con due grandi aperture al suolo e due al cielo , le anime che dovevano purificarsi dovevano compiere un lungo viaggio negli inferi che iniziava nel momento in cui entravo nel prico buco sul terreno e si concludeva quando uscivano; dopo di ciòsalivano in cielo a ricevere il premio per le loro virtù e alla fine tornavano a valle per reincarnarsi.
    Alcune anime però non tornavano nella valle; questo dipendeva sempre dalla loro condotta: se avevano raggiunto non grado di purificazione molto alto tali aline rimanevano per sempre nel cielo , invece se erano state molto corrotte esse venivano private della possibilità di incarnarsi e restavano per sempre negli inferi.

    Domanda 12:L’amore purtroppo è un sentimento particolare, riesce sempre a riempirci di gioia e di felicità , ma allo stesso tempo può farci stare molto male; questo, tra le tante cause, può essere causato di un amore non corrisposto o della conclusione di una relazione amorosa.Potremmo affermare quindi che l’amore ha appunto una doppia natura, che vede sofferenza in una persona ( quella che ama) e gioia in un’altra ( quella che è amata) . Secondo me questa disitinzione c’è al giorno d’oggi , ma non è sempre presente in quanto alle volte in seguito alla conclusione di una relazione possono essere entrambi le persone che soffrono, non solo una.

    Domanda 13:Nel Simposio ritroviamo vari significati che definiscono la parola “Amore”, cosi’ come in altre opere di Platone . Fra le difinizioni di amore che più mi vengono in mente , ci sono:
    L’amore verso i figli, ovvero ciò che ci porta a fare del bene per i nostri figli
    L’amore intenso in senso di grande bene verso un’amico, il quale ci porta a comportarci con benevolenza nei loro confronti
    L’amore verso un ideologia, che spinge l’uomo a compiere qualsiasi cosa per far affermare quell’ideale
    L’amore carnale, descritto da Pausania nel Simposio quando parla dell’eros pandemia.
    Queste sono solo alcune dei tipi di amore che esistono ,le definizioni di Amore che secondo me esistono possono essere migliaia, perchè sono tante quante le cose a cui è possibile dimostrare un grande affetto/passione .

    Domanda 14: Concordo con Platone in quanto al giorno d’oggi , per fortuna , è ancora possibile vedere genitori fare i sacrifici per permettere un futuro ai loro figli e per far trovare ogni giorno loro un piatto caldo a tavola , senza mai fargli mancare nulla.
    I genitori aiutano i figli a crescere, li aiutano a maturare gradualmente in modo che la loro prole possa fare lo stesso una volta sposata; i nostri genitori saranno sempre le persone che piu’ ci vogliono bene , e non esiste cosa piu’ bella di sapere che ci sarà sempre qualcuno pronto a dare qualsiasi cosa per te senza mai pentirsene.
    Un proverbio dice: “Quando un padre e un figlio vanno d’accordo la famiglia non si sgretola, quando i fratelli vanno d’accordo la famiglia non si separa” ; queste parole ci fanno riflettere e , per quanto poche, ci fanno capire quanto un genitore sia importante per la famiglia, e quanta ami il proprio figlio.

    Domanda 15:
    1. E giunto a questo punto, potrà imparare a riconoscere la bellezza in quel che fanno gli uomini e nelle leggi: scoprirà che essa è sempre simile a se stessa, e così la bellezza dei corpi gli apparirà ben piccola al confronto. Dalle azioni degli uomini, poi, sarà portato allo studio delle scienze, per coglierne la bellezza, gli occhi fissi sull’immenso spazio su cui essa domina. Cesserà allora di innamorarsi della bellezza di un solo genere, d’una sola persona o di una sola azione – una forma d’amore che lo lascia ancora schiavo – e rinuncerà così alle limitazioni che lo avviliscono e lo impoveriscono. Orientato ormai verso l’infinito universo della bellezza, che ha imparato a contemplare, le sue parole e i suoi pensieri saranno pieni del fascino che dà l’amore per il sapere. Finché, reso forte e grande per il cammino compiuto, giungerà al punto da fissare i suoi occhi sulla scienza stessa della bellezza perfetta.

    2. -Il primo gradino dell’ascesa al bello è l’amore rivolto a un solo bel corpo e nella persona bella prescelta si generano bei discorsi.
    -Il secondo gradino viene dalla riflessione che la bellezza di un corpo amato è sorella di quella di molti altri corpi attraverso un procedimento di astrazione che porta dal particolare verso l’universale.
    -Al terzo gradino, dove l’esperienza pedagogica si distacca dal modello educativo pederastico del tempo, si arriva a contemplare la bellezza nelle istituzioni e nelle leggi, implicando anche un’azione educativa a livello morale e politico.
    -Il quarto gradino, infine, prevede il passaggio alla scienza e segna il definitivo distacco dalle realtà terrene e sensibili

    3.Essa non si accresce né diminuisce, né è più o meno bella se vista da un lato o dall’altro. Essa è senza tempo, sempre egualmente bella, da qualsiasi punto di vista la si osservi. E tutti comprendono che è bella. La Bellezza non ha forme definite: non ha volto, non ha mani, non ha nulla delle immagini sensibili o delle parole135. Non è una teoria astratta136. Non è uno dei caratteri di qualcosa di esteriore, per esempio di un essere vivente, o della Terra o del cielo, o non importa di cos’altro. No, essa apparirà all’uomo che è giunto sino a lei nella sua perfetta natura, eternamente identica a se stessa per l’unicità della sua forma. Tutte le cose belle sono belle perché partecipano della sua bellezza, ma esse nascono e muoiono – divenendo quindi più o meno belle – senza che questo abbia alcuna influenza su di lei.

    Domanda 16: Questo è il mio parere personale e non so quanto si avvicini alla interpretazione dell’autore:
    “La bellezza” di Vecchioni riesce ad esprimere sia ciò che c’è di positivo sia ciò che c’è di negativo nella bellezza; nel testo egli sembra ricordare quanto erano belli gli anni della gioventù ,quando si possedeva la bellezza, per poi salire gradualmente con l’età ad arrivare quasi a parlare della bellezza in modo nostalgico poichè quest’ultima è andata via .La bellezza infatti è qualcosa di effimero che finirà nello sparire nel tempo, non lasciando nessuna traccia. Il significato della canzone sembra essere esplicitato nell’amore di una donna che non si riesce ad ottenere perchè magari questa è troppo giovane.

    Domanda 17: Scusate prof ma non l’ho trovata, dove sta? se potete postatela qui

    • proflombardi il said:

      Finalmente! Alleluia. La 17 sta nel file degli esercizi (terzo rigo). Devi essere più organizzato e metodico nel tuo lavoro. Ti affidi troppo all’intuizione e all’improvvisazione e talvolta ti manca la costanza del lavoro quotidiano. Lavoro, lavoro, lavoro! Forza!!

  49. Alessia Luongo il said:

    Alessia Luongo

    Esercizio n°1
    Pausonia nel suo discorso divide due tipi diversi di Eros,che derivano da due diversi Afroditi,quello celeste (Afrodite Urania)e Afrodite Pandemia.
    Eros Uranio:
    -non conosce alcun impulso brutale;
    -é rivolto alle anime e predilige le persone intelligenti;
    -è estraneo all’elemento femminile;
    -è rivolto soltanto al sesso maschile;
    è ilpiù antico.

    Eros Pandemio:
    -è rivolto sia ai ragazzi che alle ragazze;
    -è rivolto ai corpi e non alle anime;
    -è simbolo di volgarità;
    -è rivolto agli uomini di poco conto,che volendo arrivare al proprio scopo ,preferiscono le persone meno intelligenti.

    Esercizio n°2
    Definire l’Amore per me è qualcosa di molto soggettivo ed è legato all’unicità della persona.Per cui ogni persona è unica,e quindi,possiede un proprio concetto dell ‘Amore.La nostra idea dell’Amore riflette chi siamo ,i nostri desideri ,i nostri valori ,le nostre aspettative e il nostro modo di vivere le relazioni .E’ difficile per me definire oggettivamente l’ Amore poichè nessuna frase potrebbe rendere bene l’idea delle nostre passioni amorose ,dei nostri tormenti e delle nostre gioie,che sono sottesi a questo sentimento.
    Per questo secondo me il concetto dell ‘Amore è davvero inafferrabile,ma nonostante tutto continuiamo a cercare di dare una definizione,una forma precisa ad un sentimento per il quale ,a volte ,perdiamo il controllo.Per esempio “l Amore alla follia”sembra essere un’esperienza molto forte che per certi aspetti,può anche spaventare.L’Amore di una ragazza madre nella canzone di Lucio Battisti”Anche per te” ,che chiama l’Amore per il suo uomo un errore fatto in gioventù.Ma nello stesso tempo ha paura di guardare un altro uomo e vive nel rimpianto.Cosi’ come mi piace il paragone nella stessa canzone di Lucio Battisti il materialismo dell’Amore legato alla realtà di una prostituta che vive l’Amore in questi termini.Ma la dimensione di Amore che lo stesso Lucio Battisti evoca in un’altra canzone “Il mio canto libero” mi rispecchia molto e cioè un amore incondizionato verso la donna amata,che nasce al di sopra di un mondo corrotto dal potere,chiuso nel proprio egoismo,dove sentimenti puri e e sinceri sono soffocati.Ma il sentimento per poter nascere ha bisogno di innalzarsi al di sopra di tutto e tutti in una dimensione nuova dove si incontrano solo due cuori innamorati.Un amore forte che va al di là di tutte le cose terrene dove si riscoprono passioni ed emozioni.

    Esercizio n°3
    Nella sequenza sull’educazione erotica Pausonia ritiene che le azioni dell’uomo non sono di per se nè belle e nè brutte ,ma sono rese tali dal modo in cui le facciamo.Anche Eros è ritenuto duplice ,quello celeste(Uranio) che ama in modo sensibile ed ha come fine ultimo la virtù,quello popolare(Pandemio) l’essere volgare e senza ritegno,è questo l’Eros che valorizza più il corpo che l’anima.
    Partendo dalla mia esperienza personale credo che i ragazzi”innamorati”tendono a conformarsi a quelli che sono i comportamenti del “gruppo ” a cui appartengono,poichè in questo modo si sentono accettati e non criticati.Un atteggiamento diverso da parte di qualche amico potrebbe sicuramente risultare “strano” e criticabile.
    Oggi vanno di moda gli striscioni ,le colazioni a letto…poichè tutti agiscono allo stesso modo, si è perso il vero senso del corteggiamento, il sentire il proprio cuore battere o le “farfalle nello stomaco “quando si incontra il proprio ragazzo/a.Amano tutti allo stesso modo ma la cosa più grave è che i ragazzi della mia età tendono molto a ” sbandierare” il proprio sentimento sui social facendo perdere quell’intimità che dovrebbe essere solo e soltanto della coppia.
    Ritengo che l’esibizionismo si sia sostituito al romanticismo,a quel romanticismo pulito e sublime che veniva raccontato dai nostri nonni dove una bella serenata era molto più gradita dal “Ti Amo” ricevuto da un sms..

    Esercizio n°4
    Eressimaco insegna che esiste un amore sano,volto al bene ,ed un amore malato volto al male:ogni qual volta cade in questo tipo di amore,si ammala.Un bravo medico,come appunto era Erissimaco,deve favorire l ‘amore positivo in tutti gli esseri viventi ristabilendola giusta inclinazione verso l ‘amore sano.Amore che non esiste solo negli animi degli uomini ,ma anche nei corpi di tutti gli animali e dei vegetali.
    Un esempio di questo tipo di amore in cui un uomo ritrova se stesso, cercando l’intima armonia con l’universo viene descritto nel libro di Susanna Tamaro”Anima Mundi”.Questo romanzo è la storia di un’infanzia difficile ,di un’amicizia e di un ritrovamento di sè. Dopo una giovinezza turbolenta e avventurosa ,il protagonista ,grazie al suo amico e a una donna che gli fa da guida ,trova la strada per giungere ad un’armonia con la realtà.
    Questa storia dimostra che per quanto sia difficile conquistare la pace interiore,è possibile trovare una via che porta al cuore e solo chi è capace di donare se stesso raggiunge la felicità.

    Esercizio n°5
    Erissimaco ritiene differentemente da Pausonia che tra i due diversi tipi di Eros non c’è una separazione netta ,ma entrambe in quante parte del cosmo e in tutti gli esseri viventi mirano a ristabilire l’ordine del mondo quando sono in perfetto equilibrio.
    Secondo me il piacere e il sentimento vanno visti in modo complementare poichè tutti e due fanno pensare ad uno stato intimo che ci pervade in tutto il nostro essere facendoci sentire beati, contenti,appagati e rilassati.
    E quel “qualcosa”,quella”emozione”positiva che si prova nei confronti di fatti,cose o persone che ci rendono la vita più piacevole.Ovviamente il prevalere eccessivo dell’uno o dell’altro può causare in noi uno stato negativo di illusione ,di sofferenza e di dolore.

    Esercizio n°6
    Uno dei racconti più affascinanti che cerca di spiegare la continua ricerca dell’essere umano di una propria metà complementare è data da Platone nel suo Simposio.Il filosofo da voce ad Aristofane che,con un mito prova a spiegare la nascita del desiderio di essere in due,ma anche le devianze sessuali come l’omosessualità.
    Inizialmente non vi erano due sessi ma tre:quello maschile,quello femminile e l’ermafrodite,il quale comprendeva sia le caratteristiche del maschio che quello delle femmine.
    Gli esseri umani avevano la forma di una sfera e si muovevano rotolando su quattro mani e su quattro piedi.Ciascuno di essi ,ai lati opposti della sfera avevano due volti e due organi sessuali:alcuni avevano due organi sessuali femminili ,altri ancora (gli androgini o ermafroditi )un organo maschile e uno femminile.
    Senonchè ,un giorno Zeus ,per punirli della loro arroganza decise di spararli per sempre tagliandoli a metà.A partire da quel momento ciascuna metà cominciò a cercare la metà perduta:chi in origine era uomo cercava un altro uomo,chi era ermafrodite cercava persone dell’altro sesso, chi era stato interamente donna cercava un’altra donna.
    Zeus ,però mosso da pietà decise di spostare davanti gli organi della riproduzione di questi uomini,cosicchè potessero accoppiarsi ,ed ecco che nacquero le unioni omosessuali,dovuti al ricongiungimento dello stesso sesso ed eterosessuali dovuti al ricongiungimento di di esseri di sesso opposto.
    Con tale mito,Platone cerca di spiegare in maniera semplice e quasi giocosa l’amore ,sentimento sublime che ogni essere umano prova nel cercare la propria metà che sia di sesso opposto o uguale”quando incontrano l’altra metà di se stesse di cui sono state separate ,allora sono prese da una straordinaria emozione ,colpite dal sentimento di amicizia che provano,dall’affinità con l’altra persona ,se ne innamorano e non sanno più vivere senza di lei”.
    Questo dimostra che l’essere umano si sente incompleto senza qualcuno che possa sentire legato a sè,qualcuno a cui dare e ricevere “Amore” in modo esclusivo.

    Esercizio n°7
    Il concetto di “Kalos Kai Agathos”,ha segnato profondamente la mentalità occidentale,secondo il quale un aspetto bello corrispondeva uno spirito buono,per cui gli uomini prestavano grande attenzione al proprio sembiante,ritenendolo veicolo del loro modo di essere.
    Già Sparta,città guerriera per eccellenza ,ha sempre posto in primo piano la cura del corpo degli spartiati ,i temibili”mantelli rossi” costantemente impegnati nell’esercizio fisico finalizzato alla vittoria,in battaglia come combattenti o negli agoni panellenici come atleti.La polis lacedone puntava a tal punto sulla forma fisica dei suoi cittadini-soldati che investiva risorse anche negli allenamenti pubblici delle donne ,in quanto ritenevano che i figli sarebbero stati robusti e sani se entrambi i loro genitori lo fossero stati.
    Al contrario ,invece, i bambini spartiati nati con un corpo inadatto all ‘attività militare dovevano essere abbandonati dai loro padri sulle pendici del monte Taigeto .Quindi,il brutto,veniva visto come qualcosa di malvagio e proprio per questo le persone malate venivano abbandonate e uccise.
    Facendo ancora un exursus nei confronti dei “brutti” e ” strani” possiamo ricordare ancora,il periodo del nazismo ,dove le persone di colore,gli ebrei,i gay ,gli handicappati ,assieme agli ebrei erano ritenuti estranei alla “razza ariana” e pertanto venivano uccisi.
    A favore,invece del bello e buono si ritrovano le figure angelicate degli stilnovisti che consideravano la propria donna come inermediaria tra uomo e Dio,tanto bella da paragonarla ad un angelo.
    Oggi ,purtroppo , nella nostra società ,consumistica e globalizzata ,la ricerca della forma fisica si traduce in due atteggiamenti diversi:uno(la cura di sè) orientata al soggetto,l’altro il culto dell’immagina rivolto alla percezione che la società può avere del soggetto stesso,quindi ,essenzialmente oggetto della valutazione altrui.
    Questo ci porta a riflettere che purtroppo si è persa la concezione del bello e del buono ,in quanto il bell’aspetto ha preso il sopravvento al grande cuore e spesso si è più legati all’apparire e all’avere anzichè all’essere .

    Buona sera prof.le invio la prima parte del lavoro ,a breve le manderò il restante degli esercizi
    Le faccio i miei auguri per il nuovo anno.

  50. Aldo Rodriguez il said:

    Buonasera professore,ecco le prime sette risposte.
    Un saluto e felice anno nuovo 🙂
    1)Pausania afferma l’esistenza di due tipi di Eros : Eros Uranio ed Eros Pandemio. Il primo è nobile e raffinato, “non conosce alcun impulso brutale” è un amore profondo con il quale si va alla ricerca di un rapporto intellettuale ed è perciò accessibile ai soli uomini,ritenuti più forti ed intelligenti. Mentre l’Eros Pandemio è volgare ed è accessibile non solo agli uomini ma anche alle donne,ritenute esseri inferiori, ed ha come unico scopo il soddisfacimento del corpo ed è perciò basato sul raggiungimento del rapporto carnale.
    2)Pausania delinea due tipi di amori,derivanti da due differenti Afroditi: Urania e Pandemia. Il primo è un amore negativo adatto a gli uomini di poco conto ed è rivolto ad entrambi i sessi,l’unico obbiettivo è il soddisfacimento del corpo,mentre il secondo mira esclusivamente al potenziamento culturale di entrambi i componenti della coppia. Secondo Pausania bisogna amare una sola persona con cui si starà per il resto della vita e non la prima persona che capita per poi lasciarsi e mettersi con un altro compagno,in particolare Pausania condanna l’amore verso i ragazzi giovani,ed infatti secondo lui dovrebbero esistere delle leggi da rispettare anche per quanto riguarda l’amore.
    Anche oggi l’amore si manifesta in due modi : uno positivo ed uno negativo. Il primo si verifica quando c’è il consenso di entrambi i partner ed avviene il soddisfacimento fisico ed intellettuale di entrambi. Mentre il secondo si ha nel momento in cui tra i due partner non c’è rispetto e affetto.
    Canzone : Unconditionally
    Artista : Katy Perry
    Testo tradotto : http://www.teamworld.it/news/musica/artisti/katy-perry/testo-e-traduzione-unconditionally-katy-perry/

    Nella canzone l’autrice si rivolge agli ascoltatori dicendo loro di lasciarsi andare incondizionatamente nelle proprie storie d’amore,senza aver paura dei propri difetti dato nessuno è perfetto. Infatti ognuno ha le proprie imperfezioni e non le deve nascondere indossando una maschera.
    Anche nel video della canzone (https://www.youtube.com/watch?v=XjwZAa2EjKA) sono presenti alcuni elementi simbolici come la presenza di un letto infuocato per simboleggiare come l’amore possa bruciare se gestito in modi non idonei. Un’altra metafora visiva si ha quando la protagonista viene investita da una macchina, per simboleggiare come le persone possano essere investite dall’amore e ritrovarsi in una situazione differente da un momento all’altro.
    Infine nel filmato si può notare il volo di un gufo che simboleggia la libertà infatti nonostante l’amore sia libero e potente bisogna lasciarsi andare.

    3)Secondo Pausania amare può essere un’azione bella o brutta a seconda della situazione,infatti l’azione è ritenuta brutta quando è di tipo opportunistico,mentre diventa bella quando si amano la bellezza e le qualità della persona amata,accettando anche i difetti. Oggi le persone innamorate spesso non fanno ciò che pensano personalmente,ma seguono le mode. In particolare spesso i ragazzi si comportano come le persone del proprio “gruppo” pur di sentirsi accettati. Molte persone infatti condividono con tutti i propri sentimenti che dovrebbero essere solo della coppia pur di mettersi in mostra e di non farsi criticare dagli altri. Spesso però altri ragazzi vengono criticati da quelli precedentemente citati poiché tentano di nascondere i propri sentimenti o di non farli uscire dalla coppia. Probabilmente la concezione dell’amore è cambiata nel tempo dato che oggi le persone preferiscono l’aspetto (esteriore ma soprattutto interiore) ad altri fattori come le condizioni sociale o economica,rendendo l’amore un sentimento maggiormente puro anche se per molte persone è impossibile avere un rapporto con una persona per la quale con si prova attrazione fisica.

    4)Erissimaco,essendo un medico,rappresenta Eros come una forza che non vive esclusivamente negli uomini,ma in tutti gli esseri viventi (come animali e piante). Anche Erissimaco come Pausania differenzia due Eros : Pandemio (che tende al piacere e all’eccesso) ed Uranio (che porta all’armonia ed all’equilibrio). Inoltre Erissimaco assimilia l’eros alla salute,infatti rappresenta l’eros come un equilibrio interno,allontanandosi così dagli eccessi e dal piacere.
    Una canzone che rappresenta l’amore come armonia è “All of me” di John Legend, dove l’autore rappresenta l’incontro con la donna amata come una fantastica e stravolgente esperienza che nonostante lo renda confuso lascia in sé un senso di sicurezza e fiducia. Il cantante dice di amare non solo le qualità della donna ma anche le imperfezioni,che in un rapporto di coppia non devono essere mascherate ma scoperte,mettendo così da parte la paura di sbagliare. Infatti quando si ama bisogna utilizzare il cuore per poter percepire sentimenti mai provati prima.
    Canzone : https://www.youtube.com/watch?v=450p7goxZqg
    Testo tradotto : http://www.testimania.com/testitradotti/24437.html
    5)Erissimaco non ritiene sbagliato l’amore passionale,purché avvenga con moderazione.
    Secondo me piacere e sentimento sono complementari poiché spesso è proprio il sentimento a provocare piacere,infatti secondo me bisogna conoscere entrambi gli eros per poter conoscere l’amore. Perciò i due amori devono coesistere,trovando così un equilibrio che duri nel tempo,anche se al giorno d’oggi alcune persone non amano “veramente” poiché pensano unicamente al piacere sessuale non rispettando così il proprio partner.
    In conclusione secondo me per poter amare una persona bisogna per prima cosa conoscere bene la persona che ci è accanto (carattere,pregi,difetti …) perciò non si può amare solamente il corpo per averne piacere ma bisogna anche amare “l’interno” di una persona.
    6)Il commediografo greco Aristofane inizia il suo racconto con un mito,secondo il quale in origine ogni individuo era formato da due esseri umani uniti frontalmente,con i volti rivolti in direzioni opposte. Questi esseri erano però troppo forti e superbi,al punto che osarono sfidare gli dei. Giove inizialmente,preso dall’ira,pensò di incenerirli ma successivamente pensò di dividerlo longitudinalmente,così oltre a diminuire la loro potenza e la loro superbia, la popolazione sarebbe aumentate ci sarebbero state ancora persone devote a lui ed alle altre divinità. Dopo questa operazione,gli esseri (ormai separati) tentavano insistentemente di ricongiungersi e non riuscendoci,molti morirono di fame e di sofferenza.
    Zeus, non volendo far estinguere il genere umano pensò di spostare gli organi della generazione nel posto attuale,permettendo così agli esseri di riprodursi. In questo modo viene anche spiegata la sessualità : l’amore omosessuale generato da due individui femminili o maschili e quello eterosessuale generato da un individuo maschile ed uno femminile.
    Inoltre viene spiegato anche l’amore come sentimento,dato che gli uomini non cercano soltanto piacere sessuale ma qualcosa che va oltre ovvero un amore spirituale basato sulla condivisione di amore e gioia.
    Perciò ognuno va alla ricerca della sua metà,ovvero la persona che riesca a completarlo,combaciando perfettamente,spinto da una forza che li spinge a vivere insieme per il resto della loro vita.

    7) La kalokagathia,ovvero l’ideale di perfezione umana presso gli antichi Greci,rappresenta l’unità di bellezza e bontà (inteso come valore morale) in una persona,ovvero la perfezione estetica ed etica in una persona. In passato questo concetto ha condizionato molto la tradizione artistica,in particolare il discobolo o precedentemente kouroi e korai, dove gli scultori rappresentavano e commemoravano bellezza e virtù.
    Nel Simposio Agatone definisce la felicità di Eros come una conseguenza della sua bellezza e delle sue virtù. Anche oggi secondo alcuni ha grande importanza la bellezza,infatti spesso le persone con handicap o “differenti” vengono messe in disparte. Anche in passato ci sono stati molti avvenimenti che possono confermare quanto detto,come il nazismo,dove le persone di diverse razze o etnie,gli handicappati o semplicemente le persone storpie venivano ritenute inferiori rispetto alla razza “ariana” e perciò venivano considerati essere talmente inutili,da dover essere sterminati. A favore della bellezza è la figura della donna-angelo dei poeti stilnovisti,ovvero una donna che fa da intermediaria tra Dio e l’uomo,talmente perfetta da purificare gli animi degli uomini anche grazie al solo sguardo. Secondo me bisognerebbe provare a far capire alle persone che la bellezza fisica non è l’unica cosa che importa e chi non bisogna fermarsi all’apparenza,ma bisogna “scavare” nell’animo delle persone. Anche se nella società moderna spesso si va alla ricerca della bellezza esteriore,tralasciando però il vero ciò che conta realmente,ovvero la bellezza interiore.

    • proflombardi il said:

      In attesa della mezzanotte! Bene, ottimo lavoro. Auguri a te ed alla tua famiglia! Attendo il resto degli esercizi, penso… per l’anno prossimo!

      • Alessandro Legorano il said:

        Prof. quindi per i prossimi dieci esercizi abbiamo tempo fino al 31/12/2016? :’)
        A parte scherzi si tenga pronto perchè manderò le mie a breve.

  51. Alessandro Legorano il said:

    1) Secondo Pausania, esistono due tipologie di Eros: Un Eros Uranio, che rappresenta la nobiltà e la raffinatezza e che consiste in un amore che ricerca il rapporto intellettuale tra soli individui di sesso maschile (rapporto omosessuale) reputati superiori in intelletto, e un Eros Pandemio che invece è più rozzo e che riguarda entrambi i sessi, che mira solamente al raggiungimento della soddisfazione sessuale
    2) Pausania fa differenze su due tipologie di amore derivate dalle due Afroditi: una Pandemia e una Urania. Il primo è un amore che mira all’acculturamento dei membri della coppia, la seconda concezione invece è molto negativa che riguarda entrambi i sessi e che ha come protagonisti uomini di poco valore che non hanno altro scopo che soddisfare i propri corpi. Pausania condanna l’amore verso i più giovani e ritiene infatti che ci debbano essere delle regole per disciplinare l’amore. Egli inoltre ritiene che bisogna scegliere attentamente il proprio partner di vita e non un individuo scelto a caso per evitare poi di abbandonarlo e di allacciare una relazione amorosa con un’altra persona.
    Si può dire che anche l’amore di oggi ha una sfumatura positiva e una negativa. Se due persone ricambiano il proprio amore e si rispettano reciprocamente allora si parla di amore positivo. Spesso però l’uomo lo trasforma in qualcosa di negativo con il suo egoismo, la sua possessività, la sua gelosia, la sua ossessione, ma soprattutto quando si perde il rispetto tra i due partner, l’amore ha un’accezione negativa.
    Accolgo il suo suggerimento di parlare di ”Anche per te” di Lucio Battisti
    Il cantante ci racconta di tre donne che, per tre motivi diversi, meritano un pensiero.
    Il primo verso ci introduce la prima donna, una suora.

    “Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé
    che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te
    che poi entri in chiesa e preghi piano
    e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano”.

    La descrizione della religiosa è di grande rispetto e l’autore usa delle immagini per far comprendere di chi si sta parlando: “ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te”, volendo sottolineare come una suora non abbia bisogno di vedere se sta bene o se sta male vestita in un modo o nell’altro. Se è bella, e soprattutto, ha una veste sempre uguale. Tutte le notti beve un caffè ed entra in punta di piedi in chiesa per pregare con grande discrezione.
    Il secondo personaggio è una prostituta: Qui l’autore attraversa tutte le realtà con le quali una prostituta deve fare i conti tutte le mattine: Soldi, freddo e materialismo. La donna dopo una notte passata in strada affrontando pericoli, torna a casa e non ha altro da fare che aspettare l’arrivo della notte successiva.

    “Per te che di mattina torni a casa tua perché
    per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te
    per te che metti i soldi accanto a lui che dorme
    e aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne”.

    Il terzo personaggio è una giovane donna, una ragazza madre che tutti i giorni deve affrontare i rimpianti e i rimorsi di un errore. La donna ha bisogno di protezione per la sua giovane età. Nonostante la ragazza abbia davanti la bellezza della gioventù, non può godersela perchè deve far fronte alla responsabilità del suo bambino e deve lavorare per poter mantenere la sua piccola famiglia. La donna ha paura e trema al pensiero di guardare un uomo e pensa continuamente a quello che sarebbe potuto essere.

    “Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi
    lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai
    per te che un errore ti è costato tanto
    che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto”.
    L’ultima strofa recita:

    “Anche per te vorrei morire ed io morir non so
    anche per te darei qualcosa che non ho
    e così, e così, e così
    io resto qui
    a darle i miei pensieri,
    a darle quel che ieri
    avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi…
    al vento avrebbe detto sì”.

    Il ritornello è pieno di suggestione. L’autore sottolinea come egli sia vicino a questi soggetti, per le loro sofferenze e le loro esistenze difficoltose: chi per un motivo, chi per l’altro. Per loro darebbe qualcosa che non ha. A seguire, il ritornello cambia tono e l’autore annuncia a chi lo ascolta che vuole continuare a dare i suoi pensieri alla suora, alla prostituta e alla ragazza madre. Nelle storie dei tre personaggi, c’è un filo conduttore: la quotidianità e le ore sempre uguali. Di chi si sveglia di notte per andare a pregare. Di chi tutte le mattine torna a casa dopo aver scontato il freddo nel cuore. E di chi ogni giorno deve fare i conti con la propria storia. E il pensiero, anche se solo di una semplice canzone, va a loro.
    3) Pausania crede che amare sia un’azione bella in una buona circostanza, ma brutta in una cattiva circostanza. Per esempio se l’amore è solo per fini opportunistici allora è un’azione brutta, mentre se è vero, cioè amando la persona per quella che è apprezzando le sue qualità e accettando di buon grado i suoi difetti, allora è una buona azione. Credo che oggi la situazione resti così: purtroppo l’opinione del gruppo prevale sull’opinione del singolo individuo. Infatti più tra i ragazzi spesso si tende a nascondere i propri sentimenti o al contrario esternare cose private, che dovrebbero appartenere all’intimità di coppia, per essere giudicati ”forti” dagli altri membri del gruppo. Un sentimento cosiddetto ”debole” come l’amore potrebbe essere classificato come ”strano”,non approvato dal gruppo e quindi motivo di emarginazione di quel membro. Oggi spesso i rapporti si limitano alla superficialità, ovvero se una persona è bella d’aspetto, se ha una buona forma fisica, se è popolare sui social o se si può permettere di uscire tutti i sabato sera ecc. senza dare conto al carattere che è più importante di qualsiasi altra cosa. Però non bisogna fare di tutta l’erba un fascio perchè sono sicuro che ci sono persone che non hanno perso i veri valori di un rapporto d’amore e che riescono ad andare più in profondità nell’anima di un individuo.
    4) Mi avvalgo ancora una volta della possibilità di scegliere tra uno dei suoi suggerimenti.
    Rimarrò in tema Lucio Battisti scegliendo come canzone ”La collina dei ciliegi”
    Anche Erissimaco, come Pausania differenzia l’Eros Pandemio dall’Eros Uranio, con l’unica differenza che pone lo stesso Eros in tutti gli esseri viventi assimilandolo alla salute, qualcosa che allontana dagli eccessi.
    La canzone è la storia di due innamorati, riferita però in senso universale: il protagonista invita la partner a seguirlo senza timore degli altri e la sprona a superare insieme tutte le difficoltà e le incertezze che si troveranno davanti. La metafora del volo è utilizzata a più riprese: Nella parte con il colombo che stuzzica un pallone fino a forarlo e lanciarlo in un’inesorabile caduta, contrapposta al volo che i due amanti spiccano contro ogni pregiudizio.
    5) Erissimaco ritiene che sia valido l’amore passionale, a patto che però avvenga senza esagerazioni. Secondo me piacere e sentimento sono complementari. Per un buon rapporto amoroso con il proprio partner ci devono essere entrambi. L’amore a mio parere non si deve reprimere a prescindere dall’orientamento sessuale o dalla condizione socio-economica, però non deve essere un solo piacere carnale, ma anche sentimento e il rispetto del proprio partner. In poche parole le due condizioni devono coesistere e nessuna deve prevalere sull’altra.
    6) Aristofane comincia con un mito: In origine gli individui erano formati da due esseri umani. Questi individui però osarono sfidare gli dèi e per questo Giove, scartando l’idea di incenerirli, decise di separarli, portando così altri individui a essere devoti a lui. Però le persone tentando invano di riunirsi morivano ad una ad una di sofferenza e di fame. Zeus allora decise di piazzare gli organi sessuali nell’attuale posizione per favorire la procreazione. Ogni individuo perciò va alla ricerca della persona della sua vita, la sua “metà” che ha perso da quel giorno in cui quegli individui furono superbi con gli dèi. Gli uomini però non cercano solo amore sensuale ma anche sentimentale basato sull’amore e sulla felicità dei due partner. Si spiega così anche la sessualità: amore omosessuale generato da due individui dello stesso sesso, e amore eterosessuale generato da due individui di sesso opposto.
    7) Agatone ci dice che dalla bellezza e dalla virtù dell’Eros scaturisce la sua felicità. Purtroppo oggi la maggioranza delle persone è superficiale e come standard di abbordabilità tiene molto conto della bellezza; infatti alcune persone che possiedono difetti fisici o mentali molto evidenti sono subito scartati ed emarginati dalla società. In passato soprattutto le differenze erano molto più accentuate: ricordiamo lo sterminio delle popolazioni autoctone delle Americhe nei secoli della sua scoperta e la schiavitù dei neri, discriminati solo per il differente colore della pelle. La seconda guerra mondiale ha visto la furia nazista di Hitler che riteneva ”inutili” gli omosessuali, persone affette da handicap o disfunzioni invalidanti e gli ebrei. Anche in tempi recentissimi c’è molta omofobia; infatti non è molto raro ascoltare per i notiziari che coppie di omosessuali vengono malmenati perchè ”diversi” per l’orientamento sessuale, assalti soprattutto di uomini perchè amare una persona dello stesso sesso è considerato ”debole” e umiliante. Le persone devono capire che la bellezza che conta davvero è quella caratteriale, quella interiore e non quella esteriore, perchè questa porta ad essere superficiali. Il mondo è bello perchè è vario e bisogna accettare persone che hanno ideali diversi dai nostri, gusti sessuali diversi dai nostri, le menomazioni o malattie varie che affliggono molte persone che non hanno scelto di avere e con le quali purtroppo devono convivere.
    Prof. queste sono i primi 7 esercizi. I prossimi arriveranno in seguito
    Buon proseguimento di serata 😉

    • proflombardi il said:

      Ben fatto Alessandro. Continua così! Ho capito cosa intendi per “standard di abbordabilità” ma forse avresti potuto usare un’espressione migliore. Attendo il resto degli esercizi.

  52. Federica De Maio il said:

    Esercizio n.1
    Eros Uranio- non conosce alcun impulso brutale, è rivolto alle anime . Deriva da Afrodite Urania che è da sempre estranea all’elemento femminile, ha tratti mascolini. Gli uomini da esso ispirati sono attratti dall’elemento maschile, amano teneramente il sesso per natura più forte e intelligente.
    Eros Pandemio – è volgare, è rivolto sia ai ragazzi che alle ragazze; l’uomo da lui ispirato ama i corpi e non l’anima, preferisce le persone meno intelligenti, strumentalizza il sesso come mezzo per arrivare al proprio soddisfacimento, non conta che la persona sia bella o brutta.
    Esercizio n.2
    Pausania, il secondo commensale invitato ad elogiare Eros nel Simposio, nel suo celebre discorso oltre a distinguere due diversi Eros, quello celeste e quello volgare, distingue tra un’accezione positiva e una negativa di amore. Afferma, infatti, -che è cosa brutta cedere ad un uomo cattivo per cattivi motivi, mentre è bello cedere ad un uomo di valore per bei motivi- .Pausania, inoltre, sottolinea che colui che ama la bellezza del corpo tende a scappare e a tradire senza alcuna vergogna mentre colui che ama il carattere di una persona resta fedele a lui per tutta la vita. L’amore quindi in sé non è ne’ una cosa bella ne’ brutta ma può essere l’una e l’altra.
    Secondo me oggi è ancora opportuno distinguere l’amore “volgare” da quello “celeste” . Quel sentimento, infatti, che viene spesso celebrato dai poeti come l’unico capace di elevare l’anima dell’uomo, oggi sempre più frequentemente acquista una connotazione negativa. Basti pensare ai numerosi casi di pedofilia, di violenza sulle donne, di femminicidi ad opera di uomini violenti e brutali, che pur dichiarandosi innamorati, picchiano o addirittura uccidono le proprie mogli e madri dei propri figli. Ma l’amore non è condivisione, rispetto per l’altro, accoglienza? Certo che si e allora mi passano chiare davanti agli occhi due immagini che rimandano all’amore celeste: me bambina tra le braccia di mia madre che affettuosamente cerca di consolarmi e Madre Teresa di Calcutta mentre tende la mano ai più bisognosi.
    Molte sono le canzoni che esemplificano i due tipi di amore, una di queste è “Anche per te” di Lucio Battisti, dedicata alle “ultime”, a tre donne, che vivono storie e amori diversi ma che meritano quanto meno un pensiero. Nel primo verso il duo Mogol-Battisti presenta il primo personaggio femminile una suora che si sveglia di notte per andare in chiesa a pregare pensando ad un mondo lontano dalla sua condizione di vita e che ormai l’ha emarginata. La seconda è una prostituta che porta i soldi all’uomo che l’ha avviata sulla strada, ma che tuttavia aggi